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Archivio mensile:settembre 2010

  • Storari Reusch e Sorrentino Puma. Altri cambiamenti importanti tra i portieri di Serie A

    Poco meno di un mese fa, avevo commentato l'ottima azione di penetrazione di Reusch tra i portieri di Serie A, volta ad aumentare l'immagine del proprio marchio, diventando leader indiscussa sul mercato italiano.

    Se, però, la situazione poteva sembrare stabilizzata, l'ultimo passaggio di un portiere ha aumentato ancor di più il gap tra Reusch e in questo caso specifico, con Uhlsport. E' infatti, di domenica scorsa, la prima apparizione ufficiale di Marco Storari, portiere della Juventus, con i Reusch Magno Pro Duo Bowl, il modello più usato nel nostro campionato e ci tengo sempre a ricordarlo, indossato anche da Julio Cesar, sebbene in colorazione diversa. Vi lascio alla foto e passo a un altro giocatore che ha cambiato fornitore...

    storari con i guanti reusch

    Dicevamo... l'altro portiere a cambiare fornitore è Stefano Sorrentino, portiere del Chievo, passato da Lotto a Puma. Importante questa operazione per la casa tedesca, che orfana del convalescente Buffon, era praticamente assente dai campi della massima serie. Due i modelli usati, prima un V1.10 in colorazione bianco e blu e ora il PowerCat 1.10 Grip in versione rossa.

    sorrentino con guanti puma

    Saranno gli ultimi cambi in questa stagione particolarmente movimentata? Presto per dirlo, anche perché ci sono altri portieri che negli scorsi mesi hanno indossato materiale diverso da quello abituale...

  • Cambiamo il sistema di gestione delle personalizzazioni

    Personalizzazioni porteirecalcio.itIn questo post non parlerò di guanti o di altri prodotti in vendita sul sito, ma di una modifica alla gestione degli ordini con prodotti da personalizzare. La nostra politica, attuata sino a qualche giorno fa, prevedeva la consegna degli oggetti al personale incaricato (grande Alessio, in tutti i sensi) poco dopo la vendita e con tempi di consegna variabili, passando da 2 sino a 4/5 giorni. Nell'ultimo mese, però, la mole di materiale consegnato e altri lavori non collegati alla nostra attività hanno causato alcuni ritardi che si sono poi traslati sui tempi di consegna.

    Da qui la necessità di modificare la gestione di questa fase, un pò per poter gestire meglio il carico di cose da personalizzare, ma anche per dare date più certe a chi fa gli acquisti. Insomma, come funziona ora il servizio? E' molto semplice, giacché d'ora in avanti tutti gli ordini con prodotti da personalizzare verranno spediti tra il giovedì e il venerdì successivo all'acquisto. Cosa, vuol dire questo? Che un paio di guanti da personalizzare, comprati il martedì, verrà consegnato al corriere Bartolini entro e non oltre venerdì, con un'attesa di 2/3 giorni. Faccio altri esempi:

    - acquisto lunedì => spedizione giovedì (3 giorni)
    - acquisto mercoledì mattina => spedizione giovedì/venerdì (1/2 giorni)
    - acquisto giovedì => spedizione giovedì successivo (5 giorni lavorativi)
    - acquisto sabato => spedizione giovedì (4 giorni lavorativi)

    Come si evince, per chi ha particolare fretta, sconsiglio di fare acquisti a ridosso del giovedì, causa il rischio, se non la certezza, che bisognerà attendere un'intera settimana.

    Spero di essere stato chiaro e che questo nuovo sistema trovi l'approvazione di chi è già nostro cliente da tempo e di chi lo vorrà diventare. C'è sempre posto per altri portieri!

  • Infortunare stupidamente un portiere. Il video di Henry su Hartman

    Un episodio sfortunato, ma comunque evitabile, con protagonista Thierry Henry, è costata la rottura del legamento medio collaterale del ginocchio destro a Kevin Hartman, portiere dei FC Dallas. Come sua abitudine, il giocatore francese, nel ricalciare il pallone in porta dopo un gol, ha colpito il piede del portiere avversario, che ignaro del gesto, ha subito la torsione innaturale del ginocchio e la rottura del legamento. Immancabili e dovute le scuse dell'ex giocatore di Monaco, Juventus, Arsenal e Barcellona. 

  • Anche Cavalieri colpito dalla 'sindrome Boruc'?

    Cavalieri in panchina a CesenaDiego Cavalieri, portiere brasiliano di quasi 28 anni, è approdato negli ultimi giorni di agosto a Cesena, proveniente dal Liverpool, dove ha ricoperto il ruolo di vice Reina per due anni. Un trasferimento, che nelle intenzioni del giocatore, era solo il preludio per iniziare a giocare con continuità, cosa che in Inghilterra non è mai accaduto.

    A far saltare i piani, è intervenuto il 'vecchio' Antonioli, protagonista del ritorno in A dei romagnoli e presunta vittima sacrificale nelle ipotesi di formazione degli esperti. Il suo caso, infatti, non sarebbe stato il primo in questi anni e l'esempio di Julio Cesar, dapprima secondo di Toldo, sono qui a dimostrarlo. Come dicevo, però a cambiare la situazione, è stato proprio l'inizio entusiasmante dell'esperto portiere, grande protagonista nell'esordio dei bianconeri a Roma e poi riconfertosi su ottimi livelli contro il Milan. Da qui, le presunte (quando sono tali, c'è sempre del vero) rimostranze di Cavalieri, la cui prospettiva di restare a lungo in panchina, poco gli interessa e ne starebbe facendo valutare l'ipotesi di tornare a gennaio a Liverpool, o addirittura rescindere anticipatamente il contratto con il Cesena.

    Insomma, siamo solo a metà settembre, un pò troppo presto per creare questi problemi. E' vero che una situazione simile si sta vivendo a Firenze con Boruc, ma le due 'rivalità' sono radicalmente diverse. Per quanto stia facendo bene Antonioli, le possibilità che Cavalieri possa avere le sue chance, sono superiori a quelle che potrebbe avere il portiere polacco, chiuso a doppia mandata da Frey. Io mi auguro che Antonioli continui a far bene, ma fossi in Cavalieri, penserei solo ad allenarmi e aspettare pazientemente. Almeno sino alla sosta natalizia.

  • Completo da portiere SHIRT I Reusch

    Maglia da portiere "2.0"? Ora c'è...

    La maglia da portiere è da sempre qualcosa che ha distinto l'estremo difensore non solo esteticamente dal resto della squadra, come voluto dal regolamento del calcio, ma che gli ha conferito un'aura particolare, tale da esaltarlo nei momenti più importanti, facendo conservare le sue gesta nei ricordi di tifosi e avversari.

    Senza farla lunga, ricordiamo tutti le maglie nere di Jascin, quella gialla canarino di Jongbloed, la storica grigia di Zoff e così via, fino a quella giallo oro di Buffon dei mondiali 2006.

    A noi però interessa anche sapere cosa questo (all'apparenza semplice) capo d'abbigliamento può fare per renderci quanto più confortevoli i gesti e i movimenti durante la partita, e dopo tante mode più o meno utili (discutibilissima quella delle mezze maniche, ma ne parleremo in futuro) e più o meno coreografiche, siamo oggi a quello che possiamo definire uno step importante nella storia di questo capo d'abbigliamento.

    Shirt I stabilisce una nuova pietra miliare nella storia delle maglie da portiere, puntando al concetto di ergonomia e totale libertà di movimento applicato al più efficace studio sulla protezione dei punti più sollecitati delle braccia (gomiti e articolazione tra braccio e spalla).

    La vestibilità è attillata sul torso, con una mezza sottomaglia interna, che termina sopra la fascia addominale, e che fornisce compressione sulle zone vestite, mentre le braccia sono più larghe nella parte superiore per diventare più attillate vicino ai polsini, in modo da non frenare assolutamente il movimento dell'arto in alcun modo. A completare l'ottimo lavoro della stilista (italiana!) Sara anche un disegno caratteristico a forma di "M" sul petto con inserti in silicontrol, per frenare il pallone anche nelle situazioni più difficili, dove bloccare il pallone può rivelarsi più complicato del previsto.

    Dulcis in fundo, compreso nel prezzo della maglia un pantaloncino in cordinato con imbottiture sulla parte alta dei fianchi, anch'essi ben disegnati e che si integrano perfettamente nel completo, rendendolo un pezzo da collezionare, oltre che da usare in partita.

    Trovate Shirt I disponibile sul nostro sito nei colori ROSSO, CEDRO e BLU.

  • Boruc - Frey. Una storia già scritta

    boruc pensa di lasciare la fiorentinaA luglio, in molti storsero il naso per l'acquisto della Fiorentina di Artur Boruc, portiere polacco in forza al Celtic. Non per il valore del giocatore, certamente tra i portieri più interessanti in Europa e cercato negli anni scorsi anche dal Milan, ma per l'ingombrante presenza di Frey, ben lontano dall'accettare qualsiasi ipotesi di trasferimento, sino a scontrarsi verbalmente con Corvino.

    Il precampionato è passato tranquillamente, anche se ogni tanto uscivano sui mezzi di informazione, ipotesi di cessione del capitano viola. Mihajlovic a pochi giorni dall'inizio della stagione si era già impegnato, dicendo di aver fatto le sue scelte. Come scontato, questa è ricaduta su Frey, irritando inevitabilmente Boruc, giunto in Italia con ben altre intenzioni. E così, dal ritiro della nazionale polacca, il portiere ha espresso il proprio malcontento: "Contro l’Ucraina ho giocato bene ma dovrò confermarmi però se continuerò a stare in panchina a Firenze non avrò tante altre occasioni. Questo è l’unico problema che ho in questo momento: la mia posizione nel club viola. Sono contento di essere tornato in nazionale e anche per questo non voglio restare in panchina, dunque mi auguro che la mia situazione cambi. Mi sto impegnando perché l’allenatore mi veda, lotterò per giocare. Ma se questo non avverrà basterà cambiare club. Ho accettato l’offerta della Fiorentina perché era importante e perché volevo cambiare dopo tanti anni nel Celtic però al momento è difficile dire se ho fatto la scelta giusta". Altre dichiarazioni rilasciate in un secondo momento: "Non ho scelto Firenze solo per il clima migliore rispetto a Glasgow. Avevo bisogno di cambiare e ho scelto un club importante. L'unico problema è che non sto giocando. La mia scelta è stata consapevole, la concorrenza mi dava adrenalina. Prima di firmare con la Fiorentina l'allenatore mi ha detto che mi sarei lottato il posto con Frey e che avevamo il 50% di possibilità a testa. Adesso devo provare a vincere il duello con Sébastien Frey. Capisco che Frey abbia una posizione privilegiata. Se l'è guadagnata in questi anni ed era difficile pensare che sarebbe stato messo facilmente in discussione. Ma nel ruolo di riserva non mi sento a mio agio. Mi sono dato un periodo di tempo per conquistare la maglia numero 1, anche se nel senso letterale non succederà, perché sulla maglia ho l'84" dice Boruc scherzando. "Non mi sono ancora posto limiti precisi ma se dovessi capire di essere la riserva per tutta la stagione, cercherei di cambiare club per giocare con continuità. Firenze è un posto meraviglioso dove vivere. Io non sono un turista, ma devo ammettere che questa città è veramente bellissima".

    Inevitabile la risposta di Corvino, piuttosto seccato da queste frasi: "Qualunque giocatore che accetta il trasferimento in viola è consapevole della concor­renza all’interno del gruppo. E, col tem­po, deve anche dimostrare di saperci con­vivere. Capisco che quando uno non gio­ca non è contento, ma, ripeto, occorre camminare di pari passo con quella che è la realtà". Come dire, che davanti hai un monumento e devi capire quanto sia difficile superarlo nelle scelte del tecnico.

    Alzi la mano chi non pensava che l'arrivo di Artur Boruc alla Fiorentina avrebbe creato problemi nel breve termine. Con la permanenza (sempre riaffermata) di Frey, era ovvio che il giocatore che si sarebbe accomodato in panchina, iniziasse a manifestare il proprio malessere per la situazione. Aggiungerei che Mihajlovic difficilmente si sarebbe messo contro la piazza, scegliendo il portiere polacco, e preferendolo al capitano e simbolo della squadra, oltre che per semplici questioni tecniche e di esperienza nel campionato italiano. L'errore della società è però evidente, perché la Fiorentina quest'anno non ha impegni europei e gli spazi a disposizione per Boruc erano pochi già al momento dell'acquisto. Ancora maggiore è lo sbaglio, se fossero stati certi della partenza di Frey, volontaria o meno. Ora non resterà che rimediare, magari cedendolo in qualche modo e ricavando qualcosa di più degli 1,2 milioni di euro versati al Celtic. Un'impresa non difficile, considerato il valore del portiere.

  • Reusch leader in Serie A e sempre più italiana

    sirigu e consigli portieri reuschRipresi i campionati, i nostri occhi da appassionati (prima che venditori) hanno scrutato attentamente i guanti indossati da i portieri più conosciuti. Pur essendo a conoscenza di alcuni movimenti, la curiosità nel vedere questi cambiamenti era tanta. Difatti, chi non è rimasto sorpreso nel vedere Sirigu con i guanti Reusch (Magno)? Ancora libero da vincoli, il portiere del Palermo e della nazionale, ha deciso di utilizzare i guanti dell'azienda tedesca. Stessa scelta, seppure in B, è stata fatta da Consigli, non più con materiale Lotto.

    Con l'acquisizione di Sirigu, Reusch arriva a coprire ben otto portieri di A su venti (Abbiati, Agazzi, Andujar, Julio Cesar, Mirante, Muslera, Sirigu, Viviano), a tutti gli effetti un piccolo dominio che si ripercuote anche sulle nostre vendite. Altri marchi storici come Uhlsport, invece, non sfruttano la visibilità avuta con i Mondiali (De Sanctis e lo stesso Sirigu con i Fangmaschine Sud Africa, praticamente dei Pro Comfort Textile in altra colorazione) e rimangono con Storari e Julio Sergio (visti in estate provare materiale di altre aziende...), Gillet, Sereni e Handanovic. Sinceramente un pò poco per un marchio che in altri Paesi, soprattutto Francia e Germania, è ai vertici del mercato del settore.

    E gli altri marchi? Puma è momentaneamente sparita in attesa del ritorno di Buffon e Boruc in panchina a Firenze non dà tutta questa visibilità... Lotto mantiene De Sanctis, Sorrentino e poi ha Antonioli che ne sta facendo uso. Adidas mantiene Frey e Nike viene usata da Rosati. La novità è Ho Soccer, indossata da Eduardo e da Curci (scaduto il contratto con Puma, sta indossando un pò di tutto).

    Le novità sono sempre dietro l'angolo. Ricordiamo la scorsa stagione il passaggio di Marchetti a Tepa Sport (sicuramente non contenta della situazione del portiere cagliaritano). Ce ne saranno anche questa volta? Difficile dirlo, ma la situazione del mercato italiano lascia aperte tutte le possibilità.

  • L'invisibile Marchetti resta a Cagliari

    marchetti emarginato a cagliariIl mercato si è chiuso e Federico Marchetti è rimasto a Cagliari. Questa la notizia più importante riguardante il mercato dei portieri (in secondo piano Rubinho a Torino). Era difficile immaginare che il portiere degli ultimi Mondiali potesse rimanere ai margini del proprio club e non trovare una nuova squadra, ma così è stato e la situazione non potrà cambiare sino alla riapertura del mercato a inizio gennaio 2011.

    Ricordo che tutto è iniziato con un'intervista in cui il portiere dichiarava di voler puntare a una squadra più importante per proseguire il suo percorso di crescita professionale (c'era l'interesse concreto della Sampdoria), pur non rinnegando i suoi anni a Cagliari. Il presidente Cellino ne rimase molto risentito, sino a decidere di metterlo sul mercato e ai margini della propria squadra. La scelta di puntare su Agazzi e l'arrivo di Pelizzoli (ritorno in A per lui), sono stati altri segnali dell'irreversibilità di questa scelta.

    Ieri pomeriggio, ufficiosamente solo il timido tentativo della Roma e null'altro. Ora per Marchetti resta solo un periodo (chissà quanto lungo) di emarginazione, nonostante le parole del suo allenatore Bisoli: "Marchetti è un grande professionista e un bravo ragazzo. Continuerà ad allenarsi con noi con la stessa determinazione dimostrata finora". Una sconfitta per tutti che sicuramente riserverà altre sorprese a breve termine.

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