Serve aiuto? Chiamaci allo 099 4650575 (lun - ven ore 9.30 - 12.45 e ore 16 - 18.30)

Benvenuto su Portierecalcio.it

Bologna

  • Viviano si frattura un alluce e resta lontano dai campi per un mese

    viviano fuori un meseInfortunio al piede con frattura composta dell'alluce e un mese di lontananza dai campi. E' questo il responso del consulto medico a cui è stato sottoposto Emiliano Viviano, portiere del Bologna e assoluto protagonista in questa fase del campionato. Il giovane portiere fiorentino ha riportato l'infortunio nel corso dell'allenamento del giovedì scontrandosi fortuitamente con un compagno. Questo stop, imprevisto, e in una fase così delicata del campionato, lo terrà lontano sicuramente sino alla metà di febbraio, ipotizzando il rientro per la partita interna contro la Juventus.

    Ora il Bologna dovrà decidere se sostituire Viviano con il secondo Roberto Colombo, oppure cercare sul mercato un portiere che possa giocare queste partite. Difficile che la società torni sul mercato. Diversamente da quando accaduto per l'infortunio di Castellazzi, i tempi di recupero saranno certamente più brevi e un invenstimento in un ruolo già coperto, potrebbe risultare antieconomico. Non ce ne vorrà Viviano, ma molti tifosi fiorentini, stante la straordinaria prestazione della scorsa domenica contro la 'sua' Fiorentina,  avrebbero preferito che questo infortunio fosse avvenuto qualche giorno prima. Al giocatore auguriamo un veloce recupero, certi che il suo contributo possa essere decisivo per la salvezza della squadra emiliana.

  • L'importanza di avere in squadra Julio 'Muro' Cesar

    FBL-EUR-C1-INTER-MANUTDIeri sera abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto un grande portiere possa fare la differenza. Si dice sempre che un buon portiere è in grado di dare almeno 10 punti alla propria squadra. Ieri non ce n'erano in palio, ma la prestazione di Julio Cesar mantiene intatte le possibilità di qualificazione dell'Inter ai quarti di Champions League. E se vi par poco...

    Queste le sue dichiarazioni al termine dell'incontro di ieri: "Sono contento della mia prestazione e sono molto soddisfatto. Mi sono sempre fatto trovare pronto quando la squadra ha avuto bisogno di me, adesso vado a casa felice". Sulle punizioni di Ronaldo: "Il giorno prima della partita ci siamo allenati con Mario Balotelli che è tra i migliori a battere le punizioni, ci siamo preparati con attenzione, soprattutto perchè questi palloni sono diversi da quelli usati nelle competizioni della Serie A, prendono degli effetti differenti e rendono ogni punizione ancora più insidiosa. Per questo ho dovuto concentrarmi al massimo per non farmi sorprendere. In ogni caso, per noi, lo 0-0 è un buon risultato, sicuramente migliore di un 1-1. All'Old Trafford possiamo sfruttare il contropiede con Ibrahimovic e tutti i nostri giocatori più veloci."

    Ne approfitto anche per provare un nuovo plugin video, con questa sintesi delle parate compiute da Julio Cesar, sabato scorso contro il Bologna.

    [ ]

  • Antonioli commenta l'arrivo di Mihajlovic

    Non deve essere stato facile per un portiere dell'esperienza di Antonioli, raccogliere per cinque volte il pallone da dentro la porta a Cagliari. Ne ha passate tante nella sua lunga carriera, ma mai aveva vissuto una situazione del genere. L'esonero di Arrigoni è stato lo scontato epilogo di questo stentato avvio di campionato, nonostante le vittorie sul Milan e Lazio.

    Sul sito ufficiale del Bologna sono state pubblicate le dichiarazioni del portiere in merito all'attuale situazione, compreso l'arrivo del nuovo tecnico Sinisa Mihajlovic, alla prima esperienza con primo allenatore dopo essere stato il vice di Mancini all'Inter. Di seguito alcuni passi della conferenza stampa:

    Francesco, quel gol di Acquafresca allo scadere del primo tempo ha portato al tracollo della ripresa a Cagliari e quindi al cambio di allenatore? Se foste andati all’intervallo in vantaggio, le cose avrebbero preso un’altra piega?
    “Magari il gol del pareggio l’avremmo preso all’inizio del secondo tempo. Il problema è che buttavamo via palloni che potevamo gestire tranquillamente, segno che il problema era mentale. Analizzando le partite giocate fino adesso, se ci stiamo con la testa postiamo giocarcela con tutti quanti: l’abbiamo dimostrato nel secondo tempo con la Juventus e nelle partite con Lazio e Milan. Sotto l’aspetto tecnico ci siamo: il problema è mentale, ci serve un po’ più di autostima e dobbiamo riuscire a non abbatterci per certe situazioni che possono capitare in campo”.

    Ora, col cambio di allenatore, voi giocatori non avete più alibi.
    “Si fa presto a dare la colpa all’allenatore, ma la realtà è che siamo tutti nello stesso calderone: le responsabilità sono da dividere fra tutti. L’ho sempre detto: l’allenatore conta fino a un certo punto, perché in campo ci vanno i giocatori: in fin dei conti, siamo noi gli attori principali. La società ha preso questa decisione e ora tocca a noi calciatori: se uno ha un po’ di dignità, dopo la partita di domenica dove abbiamo raggiunto il fondo, si deve rendere conto che così non si va da nessuna parte. Ora c’è un allenatore nuovo e, come solitamente capita in questi casi, c’è più entusiasmo, ma bisogna farlo vedere sul campo, già a partire da sabato sera”.

    Il nuovo allenatore, Mihajlovic, cosa vi può dare?
    “Quando c’è un cambio di allenatore i giocatori automaticamente si mettono di più in discussione: dobbiamo responsabilizzarci da soli, prima ancora che per mano del mister. L’impressione in questi primi giorni è buona: lui fino a due anni fa era ancora un giocatore, quindi come pensiero è molto vicino a noi e sa cosa passa per la testa di un calciatore in un momento come questo. Ieri ci ha detto una cosa saggia: ora bisogna liberarsi da tutte le scorie e cercare di giocare con la mente sgombra, perché la testa è fondamentale in questo momento. L’aspetto mentale, adesso come adesso, è il più importante ed è normale che un allenatore quando subentra parta da lì: per lavorare sull’aspetto tecnico e tattico ci sarà tempo, anche perché ciò che è stato fatto sinora con Arrigoni penso sia valido. Probabilmente dei limiti li abbiamo, altrimenti non saremmo riusciti ad essere così intensi solo in qualche partita e non avremmo commesso certi errori. Ora iniziamo a lavorare anche su questo con i metodi del nuovo allenatore, che giustamente ci chiede determinate cose e sta a noi fargliele vedere, già dalla partita con la Roma anche se non sarà facile: bisogna ricominciare e andare avanti”.

    Proprio in un derby Roma-Lazio parasti un rigore a Mihajlovic.
    “Sì, l’ha ricordato anche lui facendo una battuta ieri nel parlare alla squadra, sdrammatizzando così il momento. A Roma ho passato quattro anni belli, anche se qualcuno può pensare il contrario dal momento che sono stato anche contestato: io guardo sempre avanti e quelle sono situazioni che ti fanno crescere, io lì sono diventato più forte”.

  • Antonioli e la sua esperienza ancora al servizio del Bologna

    Sul sito ufficiale del Bologna (www.bolognafc.it) è stata pubblicata un'interessante intervista a Francesco Antonioli, il portiere 39enne che ha contribuito al ritorno in serie A delle squadra felsinea. Di seguito il testo dell'intervista:

    Francesco, ti riaffacci alla Serie A a 39 anni.
    “Fino all’anno scorso i portieri “vecchi” andavano bene: adesso non è più così? Gli anni non mi pesano: mi diverto ancora e, ora che siamo riusciti a riconquistare la Serie A, voglio giocarmela, quindi sono ancora più stimolato. Il tempo è l’unica cosa che non si può fermare. Ho solo il piacere di giocare: questa è la cosa più importante. Non vado alla ricerca di altre cose, di record o di numeri: non mi interessa, non guardo a queste cose. Finché sto bene e mi diverto, vado avanti. Poi il resoconto lo faremo il 31 maggio”.

    Quando un portiere arriva alla soglia dei 40, in cosa migliora e dove cala?
    “Magari con gli anni perdi qualcosa a livello di reattività e velocità, com’è normale che sia, ma guadagni sotto l’aspetto dell’esperienza: leggi meglio le partite e le situazioni di gioco, quindi ti posizioni meglio”.

    In estate c’è stata l’ipotesi di un tuo passaggio alla Juventus, come vice di Buffon.
    “Ci ho pensato, se n’è parlato, è anche un fatto gratificante se ti cerca una squadra come la Juve (vuol dire che in questi anni hai lavorato bene), poi però ho preferito restare qua, anche perché sono vicino a casa, gioco e sto bene. Bologna mi ha dato tanto e penso di aver dato qualcosa anch’io. Non sono mai stato un arrivista, ci sono altre cose oltre alla Champions League: io ho bisogno di stare bene; per come ragiono io, alla Juve probabilmente avrei fatto fatica, mentre qui sto benissimo”.

    Qual è il giocatore più bravo con cui hai giocato?
    “Ho avuto la fortuna di giocare in grandi squadre, con campioni come Totti, Van Basten, Baresi, Gullit”.

    Come mai il calcio italiano è in crisi di portieri?
    “Probabilmente sono anche migliorati gli stranieri, che sono venuti qui e hanno lavorato con ottimi preparatori. Ci sarà anche un po’ di regressione da parte nostra, ma penso sia solo una cosa ciclica”.

    Quanto è cambiato il calcio nel tuo percorso?
    “Passando alla Sampdoria, e successivamente tornando al Bologna, ho ritrovato una dimensione più consona a come sono fatto io: un calcio vissuto in maniera più tranquilla, con la giusta pressione da parte del pubblico durante la settimana. A livello tecnico, il calcio è sempre più veloce: devi ragionare in fretta, specie in Serie A dove non ti puoi permettere di sbagliare niente altrimenti otto volte su dieci ti castigano”.

    In cosa il Bologna neopromosso non può permettersi di sbagliare?
    “Nella mentalità, nella determinazione: non bisogna mollare nessun pallone, occorre essere sempre concentrati”.

    Vi dà fastidio il fatto che alcuni addetti ai lavori vi considerino così poco?
    “È scontato: siamo una neo promossa. Dicono che la salvezza sarebbe un miracolo? Allora se ci salviamo vorrà dire che avremo fatto un miracolo: è uno stimolo in più per fare bene e dare uno smacco a chi l’ha detto. Forse quando ero qui ed eravamo appena tornati in A dicevano le stesse cose, poi però abbiamo fatto piuttosto bene”.

    Questa squadra cos’ha di quel tuo Bologna del passato?
    “I giocatori sono tutti diversi, i tempi anche, quindi non puoi fare un paragone. Ma lo spirito è il medesimo: la voglia c’è di sicuro. Ecco, questa squadra non è mai stata una di quelle che mordono gli avversari e le partite: abbiamo altre caratteristiche. Ma puoi anche essere bello e determinato allo stesso tempo: a volte non basta essere solo rognosi”.

    Quale attaccante temi di più in A?
    “Tantissimi sono molto forti: ogni squadra ha attaccanti di valore. La Juventus arriva con Amauri, Del Piero e Trezeguet, uno che tocca un pallone in novanta minuti e te lo butta dentro. L’Inter ha quattro o cinque campioni davanti. Il Milan ha gente come Ronaldinho, Kakà, Inzaghi. Dovunque vai, ne trovi di tutti i gusti. La mia bestia nera, però, è Vieri”.

    Esordirete a San Siro contro il Milan, la tua squadra di tanti anni fa.
    “Mi fa piacere: è bello esordire proprio lì e contro i rossoneri. Ed è gratificante tornare a giocare in certi stadi: aggiunge gusto al giocare a calcio. Al Milan ho avuto la fortuna di lavorare con persone che ogni giorno avevano una gran voglia di mettersi in competizione: avevano una mentalità positiva e questo mi è rimasto dentro. Probabilmente l’avevo già dentro di me, però, quando capiti in una squadra che ogni giorno si allena al cento per cento e vince tanto, questo ti insegna qualcosa: nulla viene dal caso”.

    di Paolo Villani

4 oggetto(i)

per pagina
Trovaci su Google+