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Champions League

  • Castellazzi in serata da Champions aiuta l'Inter a raggiungere gli ottavi

    Ieri vittoria importante per l'Inter che raggiunge, con una giornata di anticipo, gli ottavi di finale di Champions League. Tra i protagonisti dell'incontro, sicuramente Luca Castellazzi, ancora in campo in sostituzione dell'infortunato Julio Cesar. Un intervento importantissimo nel primo tempo, unito ad altre uscite sicure e tempestive. Queste le sue dichiarazioni nel post partita: "Una partita fondamentale, una serata da ricordare. C'è molta soddisfazione, eravamo condannati a vincere per archiviare la qualificazione e ce l'abbiamo fatta con una partita eccezionale che ci dà morale. Julio Cesar? Gli auguro di rientrare il più presto possibile. Adesso dobbiamo tornare a fare bene anche in campionato: questa squadra ha grandi doti, tecniche e morali, e non è alla frutta, ricordatevelo". Poi una dichiarazione che sintetizza lo stato attuale della squadra: "Abbiamo temuto di prenderla 'in quel posto' un'altra volta perché non concretizzavamo fino all'intervallo, ma poi abbiamo vinto soffrendo e ciò ci servirà per un'inversione di tendenza".

    Ora l'Inter si rituffa in campionato per riprendere il cammino e ripetere l'incontro di ieri sera. Julio Cesar resta in dubbio, quindi per Castellazzi potrebbe esserci ancora modo di tornare in campo.

  • Bolat: quando i portieri osano (e segnano)

    Image Hosted by ImageShack.usSinan Bolat è pagato dallo Standard Liegi per evitare i gol e proteggere la propria porta. Capita però che al 95° minuto della partita di Champions contro l'AZ Alkmaar (utile per strappare un posto da ripescata in Europa League), il n.1 della squadra belga si proietti nell'area avversaria nel disperato tentativo di acciuffare il pareggio per la sua squadra.

    Nella mischia, nonostante la trattenuta di un avversario, Bolat stacca e colpisce con forza e precisione il pallone che si insacca all'angolino alla destra del suo collega, proteso in tuffo. Subito dopo c'è gioia e incredulità, caratterizzati da una pazza corsa verso la sua porta, con manifestazioni di gioia che nemmeno Tardelli ci aveva fatto vedere ai mondiali del 1982.

    Complimenti quindi a Bolat, che ci ha ricordato che qualche volta anche ai portieri è permesso sognare (e segnare).

    Per chi volesse vedere l'azione, il video è disponibile qui.

  • Scopriamo Vito Mannone, l'esordiente portiere italiano dell'Arsenal in Champions League

    Ieri sera, come tanti altri appassionati di calcio, mi apprestavo a vedere in televisione la Champions League. Nell'attesa dell'inzio delle partite, scopro che in porta all'Arsenal avrebbe fatto il suo esordio il giovane portiere italiano Vito Mannone. E chi sarebbe costui, mi son chiesto stupito. Appena possibile ho reperito informazioni su questo giovane talento italiano, partito dall'Italia qualche anno fa e ancora alla ricerca di spazio nel calcio che conta.

    mannoneVito Mannone nasce a Desio 21 anni fa. Cresce calcisticamente nell'Atalanta e giovanissimo viene prelevato nel 2005 dall'Arsenal di Wenger. Nessun 'ratto', ma un accordo tra le due società e un indenizzo di oltre 200.000 euro.  Pochi mesi dopo, il prestito di tre mesi al Barnsley e quattro partite giocate prima di tornare alla casa madre per recuperare da un infortunio al ginocchio. Poi altri due tentativi sfumati di prestito in Scozia, prima all'Inverness e poi al Gretna. In questo lasso di tempo, per il portiere italiano solo partite nella squadra riserve, pur avendo rinnovato alla fine del 2007 il suo contratto con i Gunners. Dalla stagione 2008/2009 la 'promozione' a terzo portiere alle spalle di Almunia e Fabianski e l'esordio nell'ultima di campionato con la vittoria per 4-1 contro lo Stoke City.

    L'esordio in Champions League è il risultato delle contemporanee assenze dei suoi due compagni. Due gol in soli cinque minuti avrebbero steso chiunque, ma il bravo Mannone ha saputo riprendersi e partecipare attivamente alla rimonta della sua squadra, uscita vittoriosa per 3-2 dal campo dello Standard Liegi. Ora per lui si prospetta nuovamente la tribuna, ma questa partita potrebbe essere solo la prima di una lunga serie. Il primo passo è stato fatto, ora dipende (ancora una volta) solo da lui. Noi possiamo solo fargli un grossissimo in bocca al lupo.

  • van der Sar premiato come portiere dell'anno nelle competizioni europee

    van der sar premiato come migliore portiere champions leagueIeri è stata giornata di sorteggi per la nuova edizione della Champions League. Come ogni anno, è stata anche l'occasione per premiare i migliori giocatori per ruolo. I portieri nominati erano Cech del Chelsea, Valdes del Barcellona e van der Sar del Manchester United. E proprio il veterano olandese è stato il giocatore che s'è aggiudicato il prestigioso premio.

    Ecco come il sito della Champions ha brevemente descritto il torneo del portiere del Manchester United: l'olandese ha dimostrato di essere un grandissimo portiere anche a 38 anni, mostrando presenza di spirito e concentrazione durante la striscia di 1.134 minuti senza reti al passivo totalizzata dal Manchester United in Premier League. Le 14 gare senza gol subiti si sono rivelate decisive per la conquista del terzo titolo inglese consecutivo da parte dei Red Devils e anche in UEFA Champions League Van der Sar si è rivelato quasi insuperabile, subendo solo tre reti in nove gare, dalla fase a gironi alle semifinali. Nonostante la sconfitta nella finale di Roma - la seconda per l'olandese allo Stadio Olimpico - il suo rendimento complessivo nell'arco della stagione è stato ancora una volta straordinario.

    Ora van der Sar, ancora fuori per una frattura a un dito della mano, rimediata a inizio agosto, potrà serenamente tornare ad allenarsi per riprendersi prontamente il suo posto in campo, ora tenuto in caldo dall'ancora incerto Foster. E poi ci sono i Mondiali... chissà che non cambi idea e decida di tornare in nazionale.

  • L'importanza di avere in squadra Julio 'Muro' Cesar

    FBL-EUR-C1-INTER-MANUTDIeri sera abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto un grande portiere possa fare la differenza. Si dice sempre che un buon portiere è in grado di dare almeno 10 punti alla propria squadra. Ieri non ce n'erano in palio, ma la prestazione di Julio Cesar mantiene intatte le possibilità di qualificazione dell'Inter ai quarti di Champions League. E se vi par poco...

    Queste le sue dichiarazioni al termine dell'incontro di ieri: "Sono contento della mia prestazione e sono molto soddisfatto. Mi sono sempre fatto trovare pronto quando la squadra ha avuto bisogno di me, adesso vado a casa felice". Sulle punizioni di Ronaldo: "Il giorno prima della partita ci siamo allenati con Mario Balotelli che è tra i migliori a battere le punizioni, ci siamo preparati con attenzione, soprattutto perchè questi palloni sono diversi da quelli usati nelle competizioni della Serie A, prendono degli effetti differenti e rendono ogni punizione ancora più insidiosa. Per questo ho dovuto concentrarmi al massimo per non farmi sorprendere. In ogni caso, per noi, lo 0-0 è un buon risultato, sicuramente migliore di un 1-1. All'Old Trafford possiamo sfruttare il contropiede con Ibrahimovic e tutti i nostri giocatori più veloci."

    Ne approfitto anche per provare un nuovo plugin video, con questa sintesi delle parate compiute da Julio Cesar, sabato scorso contro il Bologna.

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  • Toldo titolare in Champions contro l'Anorthosis

    C'è un portiere che ha deciso di mettere davanti alla voglia di giocare, l'appartenenza a un gruppo e la consapevolezza di farne parte pur se gli è stato preferito un compagno. Stiamo parlando di Francesco Toldo "altro portiere" dell'Inter e impeccabile professionista. Mai una polemica contro chi gli ha preferito Julio Cesar, ma solo tanta voglia di allenarsi e non sentirsi mai un secondo.

    Mourinho ha avuto di conoscerlo ed apprezzarlo e ne è testimonianza la decisione di schierarlo titolare contro l'Anorthosis in Champions League. Il tecnico dell'Inter ha colto l'occasione per esprimere un parere nei suoi confronti: "Mi fa piacere che nessuno mi abbia chiesto perchè gioca Toldo al posto di Julio Cesar. Significa chiaramente che lo sapete anche voi. Toldo è un ottimo giocatore, con molta responsabilità ed esperienza ed è molto concentrato per la partita. Lui può giocare benissimo perchè ha tutto, ed è bravo. Sono molto contento per questo."

    In conferenza stampa ha partecipato anche lo stesso Toldo che ha potuto dire la sua sulla partita da giocare e la sua situazione. Riportiamo il testo pubblicato sul sito ufficiale dell'Inter:

    Entra al posto di Julio Cesar che da due anni non ha sbagliato praticamente una partita, senti qualche pressione?
    "Non è importante, sono abituato alla pressione e da sedici anni che gioco in serie A. Non è un problema la pressione, anzi sono convinto che farò bene e sono convinto che la squadra farà bene perchè mi sento importante".

    Lei è stato titolare in altre squadre. Qual è la differenza tra il farsi trovare pronto nel momento nel quale viene chiamato in causa e nell'essere titolare in tutte le partite?
    "Più che differenze, sono due modi diversi. Ma non bisogna mai staccare la spina, se la concentrazione resta alta e, soprattutto, un portiere deve restare sempre concentrato.  Sono sempre stato considerato e mi sono sempre sentito importante, anche se a volte sono stato lontano dalla porta. Mi sono sempre sentito all'altezza e mi fa piacere questa possibilità, spero di ricambiare con un'ottima prestazione e non a parole".

    Ha passato momenti difficili perchè non era utilizzato, magari ha anche pensato di andar via dall'Inter. Oggi è contento di essere rimasto?
    "Sì, perchè quando ho scelto di restare all'Inter è stata una scelta sicura al cento per cento. E poi bisogna sempre pensare che questo è sport, non si tratta di salute e di conseguenza, giocare o non giocare, è importante per un calciatore anche nella vita ci sono altre cose più importanti. Non mi sono mai sentito primo o secondo portiere, mi sono sempre sentito parte di un gruppo che adoro. Perchè è un segreto dei calciatori non utilizzati quello di comportarsi in maniera professionale. E questa squadra è anche frutto dei comportamenti corretti di tanti miei comagni".

    A proposito di questo, tutti i giocatori parlano bene del rapporto con José Mourinho. Qual è il segreto del portoghese?
    "Se è segreto, resterà tale. Non sono qui per rivelare i segreti dell'allenatore. Di qualità, e non sono solo io a dirlo, ne ha tante, non mi piace mettere in piazza i segreti degli altri anche per rispetto delle persone delle quali si parla. Non mi piace questa cattiva abitudine di raccontare i propri pensieri ai giornali. Ma non voglio dirvi altro, mi piace tenere per me, e magari per pochi altri, queste cose".

    Che effetto le ha fatto, nei commenti del dopo Roma, sentire Mourinho parlare di Olivier Dacourt che gli ha permesso di fare un certo tipo di lavoro durante la settimana. Lei cos'ha pensato?
    "Me li hanno detti dieci minuti fa e queste dichiarazioni, fanno parte dei segreti di Mourinho. Vengono stimolate tutte e 29 le persone, non solo quelle che scenderanno in campo. Questa è una grande capacità dell'allenatore"

  • Dalla Champions League super Buffon e un solido Frey. Julio Cesar affidabile e Doni affonda con la Roma

    E anche la Champions League è partita. Tutte le quattro italiane hanno disputato gli incontri della prima giornata e, tolto il nuovo tonfo della Roma, il bilancio è positivissimo. E per i portieri? Martedì è stato il turno dei due brasiliani. Doni è affondato senza colpe assieme al resto della squadra, del tutto incolpevole sui due gol. Julio Cesar offre una prestazione tutto sommato positiva. Buoni interventi e la solita sicurezza, se escludiamo un'uscita a vuoto che poteva costare molto cara. Ieri è stato, infine, il turno di Buffon e Frey. Come al solito Buffon diventa decisivo e salva la Juventus prima dello splendido gol di Del Piero. La sua uscita di piede vale quanto un gol. Passando a Frey, la prima cosa, oltre l'ottima partita, che noi portieri abbiamo notato, è stata la maglia diversa tra primo e secondo tempo. Quella usata inizialmente era infatti troppo simile all'inusuale divisa giallo fluo del Lione. Per gli scaramantici questa scelta (probabilmente imposta dall'arbitro), potrebbe aver contribuito al pareggio, ma Frey ha giocato decisamente bene, sempre sicuro e autore di ottimi interventi. Sui gol è stato tradito dallo scarso fair play prima e poi da una deviazione maligna. Chissà cosa avrà pensato Domenech, presente ad assistere all'incontro. Certo che anche Lloris ha fatto vedere ottime cose...

    Oggi tocca alle italiane di Uefa. Ancelotti darà spazio a Dida oppure non vorrà rischiare in questo delicato momento e andrà sul sicuro con Abbiati? Il Napoli dovrebbe invece giocare con Navarro, mentre Sampdoria e Udinese non si priveranno di Mirante e Handanovic.

  • van der Sar si gode il trionfo in Champions League

    Edwin van der Sar, il protagonista che non ti aspetteresti mai che potesse mettere il proprio sigillo sulla finale di Champions League. Eppure, ricordato in Italia per la sua brutta esperienza nella Juventus, il portiere olandese ha saputo riguadagnarsi la giusta fama a livello internazionale, ripartendo dal Fulham e per poi approdare al Manchester United, dove ha garantito esperienza e dato solidità all'intero reparto.

    Non è la prima volta che van der Sar si trova a difendere la porta in una lotteria dei rigori. Come non ricordare la finale Champions di Roma contro la Juventus, oppure la storica semifinale di Euro 2000 contro gli azzurri (dove Toldo fu monumentale). Terza finale di Coppa Campioni quindi e il portiere del Man U sa cosa vuol dire "Ho vinto la finale nel 1995 con l’Ajax e ne ho persa un'altra ai rigori. So quanto fa male. Dopo aver perso la Champions League del 1996 ero a pezzi e non uscii di casa per tre giorni. Sono contento che questa volta sia andata bene". Anche tanta fortuna però: "Siamo stati un pò fortunati sul rigore di John Terry, ma anch'io ero scivolato sul gol del pareggio del Chelsea dopo che la palla aveva avuto due deviazioni. Ci è andata bene, altrimenti adesso ci sarebbe qualcun altro qui. Il calcio e la vita possono dipendere da piccoli dettagli. I calci di rigore dipendono dalla qualità dell’esecuzione e al portiere non resta che sperare di pararne almeno uno".

    Sull'ultimo rigore, quello parato ad Anelka, van der Sar ha sfidato l'attaccante del Chelsea, indicando con la mano la sua destra, cosa che ha sicuramente messo confusione all'avversario. Queste le sensazioni dopo l'ultimo intervento: "Cosa ho provato dopo aver parato il rigore decisivo? Non ci riesco. Vedi la palla che arriva, la respingi, ti alzi e sai che la partita è finita. Hai due, tre, quattro secondi con te stesso, braccia al cielo e tutto che ti scorre nella mente. Vedi i compagni di squadra che arrivano ed è pura felicità. Prima di quel rigore, ne avevano segnati cinque. Avevo toccato il rigore di Ashley Cole e avrei dovuto pararlo. Ho cercato per tutta la carriera di assaporare questo momento decisivo ed è straordinario esserci riuscito. Sono grato ad Alex Ferguson di avermi dato l'occasione di giocare con il Manchester a 34 anni. A volte mi chiedo perché non sia successo prima, ma non importa. Ho vinto due campionati e questa sera la Champions League, e non è ancora finita".

    Dopo il ringraziamento a Ferguson, tecnico del Manchester United, sono anche arrivate le parole di apprezzamento di Marco Van Basten, attuale commissario tecnico della nazionale olandese: "E' un calciatore molto professionale: la sua presenza in squadra è una meraviglia per un allenatore. Questa vittoria è un bene per Edwin, spero sia positivo anche per l'Olanda: perchè lui è un modello per i miei giovani".

  • La maglia arancione di Cech che attrae i calciatori

    Nella sfortunata finale di Champions League tra Chelsea e Manchester United, Petr Cech ha indossato una nuova maglia da portiere colore "arancio evidenziatore" che non poteva passare inosservata. Il portiere ceco, già riconoscibilissimo per il caschetto che indossa da quando si infortunò contro il Reading al cranio, è diventato lo sperimentatore di questo nuovo sgargiante colore, appositamente scelto dallo stesso giocatore e consigliato al suo sponsor tecnico.

    Riporto le parole rilasciate dallo stesso Cech al Times: "E' stato scientificamente provato che si tiri verso un bersaglio se lo si vede". Continua il portiere "Anche quando un giocatore vuole tirare nell'angolo basso, lui vede la maglia arancione e non può ignorarla, perché i suoi occhi vengono attratti. Accade velocemente e inconsciamente, ma gli occhi non possono ignorare un colore così brillante". E infine "Gli studi dicono che il colore è come un allarme che si diffonde ed è molto difficile da evitare. Ho scoperto questa cosa qualche anno fa, da un ragazzo russo che lavorava allo Sparta Praga. Mi ha mostrato tutti i suoi studi e ne rimasi impressionato".

    Da quanto abbiamo visto ieri sera, i giocatori del Manchester United non si sono fatti impressionare particolarmente dal nuovo colore. Ronaldo, l'unico a sbagliare, è rimasto fregato dalla sua spavalderia più che da Cech. Se vantaggio c'è, sarà così limitato da poter rimpinguare le casse dell'Adidas, più che proteggere la porta del Chelsea.

  • Il portiere mascherato salva il Chelsea, poi ci pensa Riise

    Grandissima prestazione ieri sera per Petr Cech nella semifinale di andata di Champions League tra Chelsea e Liverpool. Sappiamo che la partita è terminata 1-1 dopo un nettissimo predominio dei Reds, fermati solo dalle parate del portiere ceco e costretti al pareggio dall'incredibile autorete del difensore norvegese Riise, impacciato nel rinviare l'ultimissimo cross buttato in mezzo all'area a partita praticamente terminata.

    Come dicevamo diversi sono stati gli interventi compiuti da Cech, sin dal primo e un pò impacciato su Kuyt, sino alla grandissima respinta a pochi minuti dalla fine su Gerrard (che avrei voluto mostrare, ma per ora non ho trovato nulla, neanche su youtube) e poi ancora su Torres poco prima del pareggio finale. Se il Chelsea esce imbattuto da Anfield è solo merito suo.

    A fine partita Cech è stato intervistato da Sky, dove ha espresso soddisfazione per la parata su Gerrard "Tutte le parate durante una partita sono importanti ma questa è particolarissima perché ha permesso al Chelsea di restare in partita" e ha giustificato la prestazione del Chelsea "E’ difficile venire a giocare qui, l’abbiamo fatto tante volte, sappiamo quanto è difficile affrontare il Liverpool in casa. E’ vero, abbiamo sofferto ma siamo soddisfatti per il pareggio ottenuto". Infine una domanda sul suo ritorno in campo con caschetto e protezione al mento "Sono contento, sto bene, sento di poter giocare, non mi sento limitato dalle protezioni".

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