C'è un portiere che ha deciso di mettere davanti alla voglia di giocare, l'appartenenza a un gruppo e la consapevolezza di farne parte pur se gli è stato preferito un compagno. Stiamo parlando di Francesco Toldo "altro portiere" dell'Inter e impeccabile professionista. Mai una polemica contro chi gli ha preferito Julio Cesar, ma solo tanta voglia di allenarsi e non sentirsi mai un secondo.
Mourinho ha avuto di conoscerlo ed apprezzarlo e ne è testimonianza la decisione di schierarlo titolare contro l'Anorthosis in Champions League. Il tecnico dell'Inter ha colto l'occasione per esprimere un parere nei suoi confronti: "Mi fa piacere che nessuno mi abbia chiesto perchè gioca Toldo al posto di Julio Cesar. Significa chiaramente che lo sapete anche voi. Toldo è un ottimo giocatore, con molta responsabilità ed esperienza ed è molto concentrato per la partita. Lui può giocare benissimo perchè ha tutto, ed è bravo. Sono molto contento per questo."
In conferenza stampa ha partecipato anche lo stesso Toldo che ha potuto dire la sua sulla partita da giocare e la sua situazione. Riportiamo il testo pubblicato sul sito ufficiale dell'Inter:
Entra al posto di Julio Cesar che da due anni non ha sbagliato praticamente una partita, senti qualche pressione?
"Non è importante, sono abituato alla pressione e da sedici anni che gioco in serie A. Non è un problema la pressione, anzi sono convinto che farò bene e sono convinto che la squadra farà bene perchè mi sento importante".
Lei è stato titolare in altre squadre. Qual è la differenza tra il farsi trovare pronto nel momento nel quale viene chiamato in causa e nell'essere titolare in tutte le partite?
"Più che differenze, sono due modi diversi. Ma non bisogna mai staccare la spina, se la concentrazione resta alta e, soprattutto, un portiere deve restare sempre concentrato. Sono sempre stato considerato e mi sono sempre sentito importante, anche se a volte sono stato lontano dalla porta. Mi sono sempre sentito all'altezza e mi fa piacere questa possibilità, spero di ricambiare con un'ottima prestazione e non a parole".
Ha passato momenti difficili perchè non era utilizzato, magari ha anche pensato di andar via dall'Inter. Oggi è contento di essere rimasto?
"Sì, perchè quando ho scelto di restare all'Inter è stata una scelta sicura al cento per cento. E poi bisogna sempre pensare che questo è sport, non si tratta di salute e di conseguenza, giocare o non giocare, è importante per un calciatore anche nella vita ci sono altre cose più importanti. Non mi sono mai sentito primo o secondo portiere, mi sono sempre sentito parte di un gruppo che adoro. Perchè è un segreto dei calciatori non utilizzati quello di comportarsi in maniera professionale. E questa squadra è anche frutto dei comportamenti corretti di tanti miei comagni".
A proposito di questo, tutti i giocatori parlano bene del rapporto con José Mourinho. Qual è il segreto del portoghese?
"Se è segreto, resterà tale. Non sono qui per rivelare i segreti dell'allenatore. Di qualità, e non sono solo io a dirlo, ne ha tante, non mi piace mettere in piazza i segreti degli altri anche per rispetto delle persone delle quali si parla. Non mi piace questa cattiva abitudine di raccontare i propri pensieri ai giornali. Ma non voglio dirvi altro, mi piace tenere per me, e magari per pochi altri, queste cose".
Che effetto le ha fatto, nei commenti del dopo Roma, sentire Mourinho parlare di Olivier Dacourt che gli ha permesso di fare un certo tipo di lavoro durante la settimana. Lei cos'ha pensato?
"Me li hanno detti dieci minuti fa e queste dichiarazioni, fanno parte dei segreti di Mourinho. Vengono stimolate tutte e 29 le persone, non solo quelle che scenderanno in campo. Questa è una grande capacità dell'allenatore"