Che la categoria dei portieri in Inghilterra non se la passi bene da circa un decennio è cosa nota agli appassionati. Gli errori di Carson sono costati la qualificazione agli ultimi Campionati Europei e la scelta di Fabio Capello di puntare sul veterano 'Calamity' James, la dicono lunga sul futuro a breve in questo ruolo. Qualche giovane prospetto interessante sta crescendo, tra questi cito Joe Hart, ma la situazione non è florida.
Ok, ho fatto tutta questa premessa per arrivare all'argomento principale, cioè il tentativo compiuto nel 2002 da Sven Goran Eriksson, di convocare nella nazionale inglese Carlo Cudicini. A quei tempi il portiere italiano era uno dei punti fermi della formazione londinese allenata da Claudio Ranieri. Questa informazione è contenuta nel libro in uscita di David Davies, ex direttore generale della Football Association. La FA si mosse per valutare la possibilità di attivarsi per la naturalizzazione del giocatore, ma poi non se ne fece più nulla, perché, a detta del tecnico federale Ray Clemence, un'azione di questo tipo avrebbe fatto giustamente irritare i portieri inglesi. Poi, nello stesso anno arrivò per Cudicini la convocazione nella nazionale italiana. Sarebbe stata l'unica.
La parabola per Cudicini toccò l'apice proprio in quegli anni. Poi il lento declino e l'arrivo di Petr Cech. Mourinho, quando il portiere ceco era indisponibile, spesso gli preferiva Hilario. Oggi il portiere italiano è ancora al suo posto, un esempio di professionalità e di legame al club che più gli ha dato in carriera (la sua militanza è seconda solo a quella del capitano Terry). Probabilmente ha avuto tante possibilità di andare a giocare altrove, ma l'alto ingaggio e chissà cos'altro, hanno fatto sì che il suo presente sia ancora a Londra. Sempre all'ombra di Cech, ma con il rispetto dei tifosi.