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Juventus

  • Buffon chiude la porta della Juventus "Resto al 100%"

    Fine della nuova edizione del serial 'How to sell Buffon', conclusasi come prevedibile con la permanenza in bianconero del portierone toscano. A mettere una pietra sopra a tutte le speculazioni è stato lo stesso portiere in una intervista pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole: "Con la società l’ultimo anno è stato di studio, è nato qualche malinteso di troppo, ma non voglio dare colpe a nessuno. Nell’ultimo periodo ho sentito parole molto carine nei miei confronti e credo sia giusto per quello che ho sempre dato alla Juve. I dirigenti hanno imparato a conoscermi meglio e, mi auguro, ad apprezzarmi di più. Quindi non c’è nessun dubbio sul mio futuro: resto alla Juve al 100%"

    Piazzata la pietra, si parla anche di altro, senza dimenticare gli obiettivi: "Dissi che vincere lo scudetto alla Juve varrebbe più di 1 milione e 200mila scudetti vinti altrove. Lo confermo. E’ quello che sento dentro di me". Soddisfatto della permanenza del preparatore dei portieri Filippi: "Sono contento che sia rimasto: è un bravissimo preparatore dei portieri, con una bella metodologia di lavoro".  Infine una riflessione sul suo rientro a gennaio: "Al rientro dopo sei mesi di stop tutti pretendevano che fossi subito al 100%: a chiunque si concede un periodo per tornare al top, a me no. Ma non importa: io continuerò per molti anni a giocare sui miei livelli" e la speranza di arrivare al sesto mondiale: "Intanto penso a giocare il quinto da protagonista. E poi se mi facessero il regalo di vivere da terzo portiere l’avventura del sesto Mondiale sarebbe bellissimo…".

    Davvero un bel periodo per Gigi, dato che il prossimo giovedì convolerà a nozze con Alena Seredova e ieri la 'sua' Carrarese (è azionista al 20%) ha centrato la promozione in Prima Divisione ai playoff.

  • Buffon vuole chiudere la carriera alla Juventus

    In questo periodo è difficile non parlare di Gigi Buffon. Dal recupero dall'infortunio, sino all'immediato ritorno in campo, forse anche per me inaspettato nei tempi, il Gigi Nazionale ha catalizzato su di sè tantissime attenzioni oltre che gli immancabili attestati di stima, soprattutto da parte dei tifosi che hanno fatto capire chiaramente alla dirigenza quanto sia importante Buffon per loro e quindi per la stessa Juventus.

    E proprio per i supporters, leggere le dichiarazioni rilasciate dal loro portiere ai microfoni di sky (questa sera l'intervista integrale), sono il giusto premio per il loro attaccamento. Difatti, Buffon si è schierato ancora una volta a favore della propria permanenza tra i bianconeri: "Mi auguro di poter continuare tutta la mia carriera qui alla Juventus. Siamo sotto questo cielo e basta aver pazienza. La dimostrazione d'amore che c'è stata, incondizionata nei miei confronti, è stato qualcosa che non può fare rimanere insensibili".

    Sempre in area Juve, Storari non andrà al Genoa, dove finalmente sembra stia approdando Marchetti. Si parla di rinnovo. Vedremo che succede.

  • Il ritorno di Gigi Buffon tra i pali

    Sempre a mezze maniche, ma ben protetto da calzamaglia e maglia tecnica a girocollo, abbiamo rivisto ieri sera tra i pali, dopo ben sette mesi d'assenza, quello che a tutt'oggi resta il miglior portiere italiano di sempre.

    In Juventus - Catania di Coppa Italia, trasmessa in chiaro su Rai 3, Gianluigi Buffon ha dimostrato di aver recuperato i problemi alla schiena che lo hanno condizionato nell'ultima stagione, impegnandosi in un paio di belle uscite e in una parata in tuffo finale non solo a beneficio dei fotografi, ma anche di se stesso, dimostrando che elasticità ed esplosività, che lo hanno sempre contraddistinto, non hanno risentito della sosta prolungata.

    Nelle interviste post-partita il portiere della nazionale si è espresso così: "E' stata una bella emozione per chi ha vinto un mondiale e disputato una finale di Champions: una semplice partita di Coppa Italia rappresenta molto per me. Non era un esame ma una scadenza importante, non era scontato che recuperassi così in fretta; sono molto soddisfatto".

    Per Storari si prospetta la panchina, e se Buffon si confermerà pienamente recuperato, sarà giusto così, a meno che non voglia approfittare della finestra di mercato, per cambiare squadra e continuare a giocare titolare, come fatto in passato, passando dal Milan alla Sampdoria.

  • Buffon torna in gruppo. Possibile convocazione contro il Parma

    Gigi Buffon è tornato ad allenarsi regolarmente in gruppo questa mattina a Vinovo. Ha svolto il lavoro con i suoi compagni di reparto e non è da escludere la sua convocazione per l'incontro con il Parma. Ora toccherà a Delneri svolgere il suo ruolo e scegliere come gestire il dualismo potenziale tra lui e Storari.

  • Buffon torna ad allenarsi con il gruppo. Storari pronto a una sana rivalità sportiva

    Tempo di fare un nuovo punto della situazione sul prossimo rientro di Gigi Buffon e l'evolversi della situazione in casa Juventus. Oggi, infatti, il portiere bianconero dovrebbe tornare ad allenarsi insieme al resto del gruppo, confermando il piano di rientro che lo vorrebbe nuovamente convocabile al rientro dalle festività natalizie.

    Insomma, buone notizie per Buffon, sebbene alcune dichiarazioni del tecnico Delneri, sembrano creare qualche grattacapo al procuratore Martina, stizzito dall'attegiamento dell'allenatore, reo di non considerare l'importanza del giocatore e mettendolo in cattiva luce agli occhi dell'opinione pubblica. E intanto Storari rivendica lo status da titolare, forte delle buone prestazioni di queste settimane, nonostante l'errore di ieri, anche ammesso nel dopopartita: "Sul goal loro, Dias non guarda la palla e mi viene addosso, anche se ho sbagliato io a non uscire di pugno. Non voglio appellarmi ai fatti, perché ho sbagliato. Sono cresciuto grazie all’autocritica, e sono felicissimo alla Juventus. A 33 anni sono finalmente maturo e sono felice di questo. Stare qui mi rende felice". A completare il quadro sulla sua posizione aggiunge: "Quando rientrerà Gigi vedremo, ci sarà abbondanza e una sana competizione. Tutti vogliono giocare ed è normale, il mister deciderà alla fine. Io sapevo già che si sarebbe arrivato a questo discorso, ora che Gigi sta recuperando ed è normale che si accentuino le voci. Ho 33 anni e fatta tanta gavetta, queste cose non mi sconvolgono ne mi condizionano". A queste sue parole aggiungiamo un clima sereno a Vinovo, con il rapporto tra i due che si sta sviluppando serenamente, cosa più che preventivabile, data l'esperienza e il valore dei protagonisti.

    Quindi, detto questo, siamo a meno di un mese dalla resa dei conti 'sportiva'. Delneri dovrà dimostrare di saper gestire questa situazione potenzialmente incandescente. Sono certo che all'inizio Buffon si accomoderà in panchina e la cosa verrà giustificata dalla necessità di recuperare al 100%. Quanto durerà questa situazione? Come si evolverà? Nonostante le secche smentite, esiste la possibilità che il capitano della nazionale possa essere ceduto? Credo proprio che ne torneremo a parlare ancora nelle prossime settimane.

  • Buffon torna a indossare i guanti. Primo allenamento sul campo a Vinovo

    Il 23 novembre è il giorno del ritorno in campo (per allenamento) di Gigi Buffon. Un pò a sorpresa, dato che solo due giorni fa aveva detto di tornare a Vinovo in una settimana, e a circa quattro mesi dall'operazione alla schiena, il capitano della nazionale, indossa nuovamente i guanti (gli stessi degli scorsi mondiali) e si rimette al lavoro sotto gli occhi del preparatore Claudio Filippi. Per ora la ripresa della preparazione individuale andrà di pari passo con il completamento della riabilitazione presso il centro Isokinetic. L'obiettivo realistico è quello di tornare in campo dopo la sosta natalizia.

    Storari accetterà di buon grado il suo destino? Buffon ha detto chiaramente che sarebbe un pazzo a lasciare Torino, smentendo così ancora una volta le voci di mercato che lo vorrebbero a Manchester. Ma il portiere toscano tende a rimandare qualsiasi tipo di considerazione in merito: "Gigi è un grande por­tiere che non mi permetto di discutere, ma se io sono stato comprato una ragione ci deve pure essere. Quando ero al Milan c’era chi sosteneva che non fossi all’altezza per giocare in una grande e mi hanno mandato alla Samp dove valevo non poco. Ora nel la Juve mi sembra di dimostrare che posso fare la mia parte. Gli altri pen­sieri non mi toccano. Non devo deludere chi crede in me e mi ha dato fiducia".

    Manca poco al 2011 e per Delneri ci sarà da decidere quale tipo di reinserimento programmare. Si aspetterà un Buffon al 100%, oppure lo si rimetterà in campo con calma e senza pressioni? Storari dà garanzie, ma non vorrei essere nei panni dell'allenatore a dover giustificare un eventuale esclusione del numero uno italiano.

  • Nebbia inglese sul futuro di Buffon

    in dubbio il futuro di buffon alla juventusTorniamo a parlare di Buffon con il riaccendersi dei fari sul suo recupero dall'operazione alla schiena che lo tiene lontano dai campi da questa estate. Le polemiche per la sua assenza dalla foto ufficiale della squadra e le frecciatine del tecnico Delneri sono un campanello d'allarme che questa volta non deve essere sottovalutato per diversi motivi.

    Innanzitutto, per quanto ben voluto dalla tifoseria, il portiere della nazionale sembra, come non mai, escluso dal nuovo progetto tecnico voluto dalla dirigenza. La lontananza da Vinovo e dallo stadio non può essere giustificata solo da sessioni di recupero ed eventi vari. L'episodio della foto ufficiale, per quanto giustificato dallo stesso Buffon "Non ero con la squadra solamente perchè ero a fare una seduta di fisioterapia molto importante per il mio recupero. Ieri abbiamo saggiato l’efficienza della gamba dopo l’operazione, e ho avuto segnali molto positivi. In serata poi sono stato in Svizzera a ritirare un premio come miglior portiere del mondo. Avevo promesso che sarei andato e non potevo mancare" è un segnale, perché non è pensabile che un giocatore che si sente parte integrante di un gruppo, possa mancare a un appuntamento del genere (spostare la seduta di fisioterapia non credo fosse impossibile). Detto questo, nulla vieta che Buffon voglia restare alla Juve e rispettare il contratto sino alla sua naturale scadenza.

    C'è un però... e questo però è la dirigenza, attenta a valutare quale possa essere la soluzione migliore. Oltre al rispetto degli accordi, c'è la possibilità di monetizzare il cartellino del giocatore, non più giovanissimo, anche se potenzialmente in grado di garantire almeno altri 5 anni ad altissimo livello. Storari sta facendo discretamente bene e i settori da rinforzare sembrano altri. E comunque, altri portieri di prospettiva potrebbero rientrare nell'interesse della società bianconera, Marchetti e Sirigu su tutti, con il primo favorito per questioni economiche più che tecniche.

    E la destinazione? Sempre la 'solita' Manchester. Se poche settimane fa era insistente la voce di un accordo con lo United, certo il ritiro di van der Sar a fine stagione, ora sembra essere interessato anche il City, pronto a offrire Wayne Bridge e soldi per ottenere le prestazioni del portierone italiano. La mia idea è che, se mai Buffon dovesse lasciare la Juventus, l'unica soluzione accettabile sarebbe quella dei Red Devils, più pronti tecnicamente e organizzativamente per soddisfare le sue giustificate ambizioni. Ora non ci resta che aspettare i prossimi sviluppi, sperando che nel frattempo il campo di allenamento di Vinovo possa riaccogliere i guanti del miglior portiere italiano in attività.

  • La Juventus al lavoro con Storari e Buffon a riposo dopo l'operazione

    Primi allenamenti per Storari alla JuventusDomenica scorsa potrebbe essere una data da ricordare per Gianluigi Buffon, sottoposto in serata all'operazione per la rimozione di un'ernia discale-lombale che tanti fastidi gli ha procurato in queste ultime due stagioni, culminate nell'assenza forzata agli ultimi Mondiali. Il portiere della Juventus e futuro capitano della Nazionale, ha superato brillantemente l'intervento e ha potuto lasciare la clinica solo poche ore dopo.

    Le sue prime dichiarazioni non celano assolutamente il dispiacere per non aver compiuto prima questo passo: "Mi sono tolto un bel peso. Forse questo intervento andava fatto prima, ma comunque è andato al meglio e questo mi dà molta fiducia e serenità". Ricordiamo i problemi dovuti alla protusione discale che nella stagione 2008/2009 lo tennero lontano dai campi durante la stagione invernale. L'aspetto positivo c'è e Buffon ci tiene a considerarlo: "Visto il mio ruolo credo che la mia carriera sia ancora relativamente lunga e senza l'ernia potrò allungarla ulteriormente ad alti livelli". Difficile non immaginarlo alla guida della Nazionale ai prossimi Europei e Mondiali in Brasile (sempre che ci si qualifichi...). E infatti: "Per me rappresenta il massimo a cui un giocatore può ambire. Quando vesti quella maglia lo fai per ogni abitante che popola l'Italia: è un onere ma soprattutto un onore". Poi un tuffo nella sua Juve: "Sia Manninger che Storari hanno grande esperienza: non faranno sentire la mia mancanza. Il mio futuro? Ho un contratto con la Juve fino al 2013, quindi non esiste alcun tipo di problema".

    E mentre Buffon tornava a casa per 15 giorni di totale riposo, Storari incontrava i giornalisti nel centro sportivo di Vinovo. Con molta sincerità ha ammesso di pensare che sarebbe rimasto alla Sampdoria, ma l'offerta non è stata ritenuta sufficiente da Galliani. Il Milan aveva anche considerato l'ipotesi di trattenerlo e metterlo in competizione con Abbiati, ma la richiesta della Juve e la possibilità di avere Amelia senza uscire denaro, hanno fatto cambiare idea alla società rossonera. Poi le solite frasi che si dicono in queste occasioni: "So che ci sono molte aspettative su di me, ma nella mia carriera ho sostituito altri portieri infortunati, come Abbiati e Castellazzi. Ora, se toccasse a me sostituire Buffon, sarei contento, ma allo stesso tempo tranquillo. Sostituirlo anche in nazionale? È ovvio che uno si auguri il meglio per la propria carriera, ma non ci penso. Punto solo ad allenarmi bene".

  • Buffon non si sbilancia sul mondiale e traccia le linee guida per la Juventus del futuro

    buffon si allena per il mondialeOggi, in quel di Sestriere, è stato il turno ai microfoni di Buffon, stretto tra la prossima avventura ai mondiali e la permanenza alla Juventus. Pare ormai chiaro che la sua cessione non sia più in discussione, non tanto per la reale volontà del giocatore che pur dichiara di voler rimanere "per il progetto e per l'affetto dei tifosi", quanto per l'onerosità del contratto e per le richieste della società, fermi nel valutare al 'giusto prezzo' il proprio tesserato. Sempre restando sulla Juve, Buffon ha detto la sua su questa stagione balorda: "D'ora in poi, chi viene alla Juve dovrà sputare il sangue e dare il massimo. Deve essere un punto di arrivo e di partenza, resta la società che ha fatto la storia del calcio italiano. Quest'anno abbiamo fatto una figuraccia e può essere salutare. Dobbiamo tornare ad avere giocatori con la mentalità Juve, con la voglia di sudare e sacrificarsi. Questo campionato dimostra che Ranieri non era il problema avevamo finito un ciclo e non ce ne eravamo accorti neanche noi". Giudica anche il suo rendimento: "Penso che anche quest'anno, da inizio campionato e fino a novembre, avevo fatto il mio miglior inizio stagione. Ma quando arrivi settimo in campionato ti viene da dire: 'certo che alla Juve non c'e' un giocatore che si salvi'. Potrei essere il piu' forte del mondo per 100 anni ma se arrivo sempre 10° o 11° la gente non sa neanche che esisto".

    Buffon poi fa una previsione sulla nazionale: "Rivincere il mondiale? Le chance sono meno di quelle che avevamo nel 2006, perchè dopo aver vinto diventa ancora più complicato ripetersi. Però ho tanta fiducia perchè c'è, soprattutto da parte dei nuovi, tanta disponibilità come piace al gruppo storico e al mister. Perciò le premesse per disputare un Mondiale di livello ci sono, anche se per vincere devono accadere un sacco di situazioni anche fortunate che non sempre si possono ripetere. Comunque se dovessimo uscire l'importante è farlo a testa alta dando una bella immagine del calcio italiano".

  • Darwin Awards: Chimenti candidato (se ci fossero anche nel calcio)

    chimenti infortunato alla mano nello spogliatoioChe alla Juventus non se la passino bene per quanto riguarda gli infortuni è un dato appurato fin dall'inizio di questa stagione, che ha visto l'infermeria bianconera così piena da poter schierare un undici titolare vero e proprio.

    La malasorte ha interessato anche Gigi Buffon e Alex Manninger, che hanno dovuto fare i conti con fastidiosi problemi muscolari, che li hanno confinati ai box per recuperare dagli acciacchi.

    È arrivato così il turno di Chimenti che a 40 anni suonati è tornato dopo due anni di inattività quasi totale ad accomodarsi tra i pali più scomodi d'Italia in questo momento, peraltro in un momento decisivo e difficile per la compagine torinese.

    Diciamo la verità, l'estremo originario di Bari non ha nemmeno demeritato, limitando i danni ed evitando un'ancora più umiliante goleada nella partita contro il Fulham in Europa League, facendo il suo dovere nei limiti del possibile, ma ieri in occasione del posticipo con la Sampdoria, ci ha messo del suo in occasione del gol subito dal suo concittadino Cassano, facendosi trovare ben lontano dai pali e tentando un goffo recupero inutile per salvare la rete.

    «È stato furbo a calciare in porta da lontano - racconta Chimenti al Corriere della Sera - sono rimasto un po' sorpreso e indietreggiando ho perso il passo, ho provato a smanacciarla, ma ormai ero già dentro la porta. Rimane il rammarico e sono molto dispiaciuto per quanto successo». Rammarico che ha sfogato nello spogliatoio prendendo a pugni un tavolino e fratturandosi il quinto metacarpo della mano destra. Frattura dolorosissima e campionato finito per un infortunio che andrebbe premiato con il famigerato Darwin Award, se esistesse anche nel mondo del calcio.

    Per giovedì a Napoli, se Manninger non dovesse farcela a recuperare toccherà al giovane della primavera Pinsoglio esordire in serie A, in uno degli stadi tradizionalmente più caldi d'Italia. Un battesimo del fuoco durissimo, che sicuramente non dimenticherà facilmente, comunque vada.

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