Grande interesse in questi giorni per Federico Marchetti. La ribalta nazionale e internazionale dei Mondiali è sicuramente qualcosa a cui il giovane portiere italiano non era abituato. Senza citare tutte le dichiarazioni rilasciate ieri, Marchetti ha focalizzato l'attenzione dei giornalisti presenti sulla mancanza di paura e l'accettazione delle responsabilità. Un percorso (le favole le lasciamo ai più piccoli) non facile nelle categorie inferiori e il grave incidente nel quale rischiò di perdere la vita come accadde a suoi due amici.
Ritornando all'aspetto prettamente sportivo, la visibilità di Marchetti ingolosisce il proprietario del suo cartellino, Massimo Cellino, chiaro sin dall'inizio che il costo per il suo tesserato non sarebbe stato inferiore ai 15 milioni di euro. Una cifra che sta spaventando tutte le società italiane, protagoniste in queste ore di diversi trasferimenti in questo ruolo, ma che non stanno riguardando l'attuale titolare della maglia azzurra. Se tutti i movimenti di mercato di queste ore dovessero tutti concretizzarsi, avremmo Storari alla Juventus, Amelia al Milan, Sorrentino al Genoa, Curci alla Sampdoria e uno tra Rubinho e Pellizzoli al Chievo, lasciandogli davvero poco spazio. Resterebbe incerta la posizione della Fiorentina, tentata di cedere Frey, ma certamente lontana dallo spendere la somma richiesta da Cellino, ma soprattutto quella del Milan, che nonostante l'arrivo di Amelia, non avrebbe ancora definito compiutamente la gerarchia dei portieri, con Abbiati favorito, ma forse (sic!) non ancora certo del ruolo da titolare. Se così non fosse, infatti Abbiati sarebbe certo di cambiare aria e anche di riprovare un'avventura all'estero dopo l'altalenante esperienza all'Atletico Madrid. La partenza di Storari potrebbe essere un altro indizio sull'intenzione della dirigenza rossonera di puntare Marchetti e le voci straniere (Arsenal e Bayern Monaco) sembrano più un riempitivo che ipotesi concrete.
La nostra speranza è che Marchetti disputi un grande Mondiale e che resti in Italia. Sarebbe l'ennesimo smacco per il nostro calcio se un talento così importante e 'positivo' dovesse andare a far carriera altrove.

Questa sera avrà inizio il Mondiale italiano contro il Paraguay. Buffon è carico e ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni ai cronisti: "Siamo determinati per regalare alla nostra nazione e anche a noi stessi un altro bel mese. Lippi ci ha comunicato solo la sua fiducia, che è tanta e ce ne sta infondendo parecchia. In campo si vedrà quanto di buono abbiamo percepito". Parole di conforto per Green, il portiere inglese autore della prima papera di questi campionati: "Voglio esprimere la mia solidarietà totale a Green e mi auguro che neanche nel più grande incubo mi possa accadere una cosa simile: però quando una gioca tante partite ci può anche stare, l'importante è scegliere il palcoscenico giusto: il mondiale non mi sembra proprio il migliore". Poi ancora un commento sul pallone Jabulani: "Rispetto ai 2000 metri del Sestriere e ai 1600 di Johannesburg, qua va un po' più piano, ma quando vedo un tiro da lontano qualche sospiro dalla tribuna lo sento. Questo pallone va, va, va... speriamo che anche i portieri vadano, vadano, vadano".
Immancabile polemica a pochi giorni dall'inizio di una manifestazione internazionale. Con
I 'contro testimonial' per il 2010 sono forse i tre portieri più forti al momento, Buffon, Julio Cesar e Casillas. Il primo a parlare è stato il brasiliano: "E' orribile e bruttissimo, veramente inguardabile. Sembra uno di quei palloni che si comprano al supermercato. E’ veramente impresentabile. Tutto il mondo vuole vedere più gol e palloni con maggiore effetto, ma questo penalizza troppo i portieri con delle traiettorie illeggibili... e verrà un giorno in cui i rigoristi potranno anche sparare prima di tirare. Ma chi me l'ha fatto fare di fare il portiere?". E' stata poi la volta del collega spagnolo: "E' davvero triste il fatto che una competizione così importante come i Mondiali debba essere giocata con un pallone così orrendo". Chiude l'intervento del nostro portiere: "Il nuovo modello è assolutamente inadeguato e credo che sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere".
Oggi, in quel di Sestriere, è stato il turno ai microfoni di Buffon, stretto tra la prossima avventura ai mondiali e la permanenza alla Juventus. Pare ormai chiaro che la sua cessione non sia più in discussione, non tanto per la reale volontà del giocatore che pur dichiara di voler rimanere "per il progetto e per l'affetto dei tifosi", quanto per l'onerosità del contratto e per le richieste della società, fermi nel valutare al 'giusto prezzo' il proprio tesserato. Sempre restando sulla Juve, Buffon ha detto la sua su questa stagione balorda: "D'ora in poi, chi viene alla Juve dovrà sputare il sangue e dare il massimo. Deve essere un punto di arrivo e di partenza, resta la società che ha fatto la storia del calcio italiano. Quest'anno abbiamo fatto una figuraccia e può essere salutare. Dobbiamo tornare ad avere giocatori con la mentalità Juve, con la voglia di sudare e sacrificarsi. Questo campionato dimostra che Ranieri non era il problema avevamo finito un ciclo e non ce ne eravamo accorti neanche noi". Giudica anche il suo rendimento: "Penso che anche quest'anno, da inizio campionato e fino a novembre, avevo fatto il mio miglior inizio stagione. Ma quando arrivi settimo in campionato ti viene da dire: 'certo che alla Juve non c'e' un giocatore che si salvi'. Potrei essere il piu' forte del mondo per 100 anni ma se arrivo sempre 10° o 11° la gente non sa neanche che esisto".











































