Julio Cesar parla di sé, dell'Inter e del Brasile, con le Olimpiadi in testa

Ieri sera Julio Cesar, portiere dell'Inter e della nazionale, è stato ospite su Sky della trasmissione "Attenti a quei due", condotta da Gianluca Vialli e Paolo Rossi. Tantissime le domande rivolte al giocatore interista, dal suo arrivo in Italia, passando per Ronaldinho e la nazionale brasiliana.

Julio Cesar arriva in Italia nel gennaio del 2005 “A Chievo sapevo che non avrei giocato. L’Inter mi aveva chiesto: vuoi rimanere al Flamengo fino a giugno o vuoi venire in Italia, imparare il calcio italiano e la lingua? E ho scelto così". Dopo il parcheggio a Verona, viene richiamato all'Inter nella stagione successiva e preferito a Toldo. Pian piano s'impone e diventa titolare inamovibile. Le voci su un interessamento di Moratti per Buffon un pò lo infastidiscono “Un pò di fastidio è normale, ma ho pensato subito che se loro mi hanno preso è perché ho delle qualità. Il primo anno ho fatto così così, il secondo anno, abbiamo vinto lo scudetto. Poi mi hanno prolungato il contratto ed è stato ancora meglio. In questi anni sto facendo bene", ma sul portiere juventino dice "Buffon è tecnicamente fortissimo, ha carattere, quando scende in campo i difensori sanno chi hanno dietro. Ha vinto un mondiale alla grande, penso che non abbia vinto il Pallone d’Oro perché non ha parato un rigore in finale e tanti hanno scelto lui come migliore portiere al mondo. Penso di essere ancora un pò indietro, non mi sento inferiore, ma devo conquistare tante cose per arrivare al suo livello".

Poi alcune interessantissime domande sulla tecnica. Prima le punizioni, dove Julio Cesar ha mostrato alcune incertezze. Mentre sullo schermo fanno vedere una punizione di Corini dove il portiere rimase sorpreso dice "Su questo calcio di punizione, due giorni prima Mancini ha chiesto di mettere la barriera al contrario. Io non l’avevo mai fatto in vita mia, però ci ho provato. In altri casi ho sbagliato io perché il portiere non può mai prendere il gol su punizione sul proprio palo. Sul gol su punizione preso contro il Parma mi sono arrabbiato davvero, ho mangiato anche la rete della porta". Eccezionale invece sui rigori "E' vero. Qualche volta decido prima dove buttarmi, comunque conta molto il momento per me, il modo in cui l’attaccante tira. Qualche volta aspetto, qualche volta decido prima dove buttarmi. Dicono che la cosa migliore sia aspettare fino alla fine". Infine, sempre parlando di tecnica "Da piccolo avevo difficoltà a buttarmi a sinistra, poi ho avuto un allenatore che mi portava sulla sabbia e mi faceva buttare. Adesso sono migliorato tanto, ma ancora mi butto meglio a destra".

Qualche domanda anche sull'Inter. Capitolo scudetto: "Basta fare quello che abbiamo fatto domenica scorsa contro la Fiorentina, una squadra che tutti pensavamo ci avrebbe fatto perdere punti; abbiamo fatto alla grande, i miei compagni mi hanno anche fatto riposare, ho fatto solo alla fine una parata su Mutu e Vieri, però loro hanno giocato molto bene. Era meglio se avevamo ancora 11 punti di vantaggio (sulla Roma), però con solo 4 punti è più avvincente, ogni domenica sappiamo che dobbiamo vincere perché se no la Roma ci raggiunge. Per me sarà più bello quest’anno se vinciamo". Su Adriano "Adesso è più tranquillo, è felice, diventa ancora una volta papà. Io credo che potrebbe tornare. È un attaccante che vorrebbero tutti. Io non so cosa sta pensando lui, però mi piacerebbe, è uno che manca a noi brasiliani." E su Ronaldinho "All’Inter. Con i difensori siamo a posto. Penso che con quello che sta succedendo a Barcellona, lui abbia voglia di cambiare situazione e se arriva all’Inter, lo aiutiamo. In Nazionale gli ho detto devi venire all’Inter e lui ha detto “vediamo, speriamo”. Dicono che abbia già firmato per il Milan".

Per chiudere la nazionale brasiliana dove ha tolto il posto a Dida e ora se lo contende con Doni "Adesso sto giocando io, ma non è una cosa definitiva, devo continuare a mantenere la regolarità. Anche Doni sta benissimo. Io devo approfittare di questo momento". E Julio Cesar non esclude anche un certo interesse per le Olimpiadi "Vorrei andare tantissimo, in Brasile ci tengono tanto. Il mister Mancini mi ha detto: “Ho letto che vorresti andare a giocare le Olimpiadi, tu devi riposare un pò".

Se volete conoscere il resto dell'intervista, vi rimando all'articolo di calciomercato.com

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