Peruzzi contro i metodi di allenamento dei giovani portieri

Oggi su La Stampa, Marco Ansaldo ha pubblicato una bellissima intervista ad Angelo Peruzzi, indimenticato portiere della nazionale di Juventus, Lazio, Inter e Roma. L'introduzione iniziale non mi trova completamente d'accordo, per me troppo critica nei confronti di Amelia e De Sanctis, ma il tipo di domande poste l'ho davvero apprezzato. Il giornalista si concentra soprattutto sulle ragioni della crisi nel ruolo:

Allora da dove si deve cominciare?
«Dall’inizio. La crisi parte dai settori giovanili: ragazzini di 12 o 13 anni si bruciano in una domenica per un paio di errori. La volta successiva non giocano più. Se ai miei tempi si fosse ragionato così non avrei mai cominciato».

E cosa è cambiato?
«La pressione sugli allenatori che devono vincere per fare carriera. A noi, da bambinetti, chiedevano soltanto di crescere, divertirsi e imparare, a questi chiedono già il successo. Insieme ai tecnici ci metto i genitori».

Cosa c’entrano?
«Una volta in porta ci andava il più scarso in attacco o chi aveva la vocazione. Adesso molti spingono i figli a fare calcio perché un giorno diventino milionari e, nonostante il fascino di figure come Buffon, la speranza di avere in casa un Totti o Del Piero è più forte. Un portiere di solito guadagna meno».

Qual è la prima regola da ripristinare?
«Al centro del calcio c’è il pallone: più lavori con quello e più ti impratichisci nella presa, nel movimento dei piedi, eccetera. Invece mandano i giovani in palestra, per potenziare braccia e gambe, quando non sanno ancora tenere un pallone».

Un’altra regola tradita?
«Il divertimento. Sa quali sono le due paure inconsce che si affrontano cominciando in questo ruolo? Il timore per il pallone che ti arriva addosso e quello per la botta quando cadi a terra. Se ti restano dentro, avrai un difetto per sempre. Perciò è importante superarle da piccoli attraverso esercizi di gioco, non con le esercitazioni noiose. È come per i difensori».

 L'intera intervista è leggibile qui.

Mi limito a condividere il pensiero di Peruzzi. Ho già detto che non bisogna massacrare un portiere dopo il primo errore, a maggior ragione se parliamo di bambini o ragazzini. Facciamoli divertire e crescere senza pressioni addosso. L'errore potrà sempre capitare, non rendiamolo un macigno irrecuperabile.

3 pensieri su “Peruzzi contro i metodi di allenamento dei giovani portieri”

  • Gabriele

    Effettivamente dire che Amelia e De Sanctis sono "il vuoto" è troppo. Pensare che siano i portieri italiani più forti dopo Buffon in questo momento però è altrettanto sbagliato.

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  • Portierecalcio.it

    Escludendo Abbiati, non mi sembra di vedere altri portieri alla loro altezza. Curci, Mirante, Viviano, Consigli, Fiorillo e qualcuno che dimentico, sono troppo giovani e devono ancora dimostrare completamente il loro valore.

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  • Azzurro

    Se il fisico (e in questo momento non sembra così) lo accompagnerà, Buffon ha almeno altri 10 anni di carriera davanti.

    Messa così la situazione, c'è tempo per sfornare nuovi talenti, e Fiorillo lo sembra davvero.

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