Chi sale e chi scende tra i portieri della Serie A. Punto alla settima giornata

Siamo alla seconda sosta del campionato, con sette giornate già andate in archivio. La classifica inizia a prendere forma e diventa possibile iniziare a dare i primi parzialissimi giudizi sulle prestazioni dei portieri. Per le pagelle rimando al termine del girone di andata, ma ora possiamo fare già alcune riflessioni. Vediamo chi sale e chi scende sulla base delle aspettative di inizio stagione. Sotto il mio commento.

Chi sale

Handanovic si conferma su ottimi livelli, certamente con una difesa più quadrata rispetto alla precedente gestione. Deve intervenire di meno, ma quando lo deve fare, risponde sempre con il suo stile.

Bardi era atteso all'approdo da titolare in massima serie. Escludendo l'evidente errore di Napoli, ha confermato l'enorme potenziale già fatto vedere in B e con l'under 21. Se dovesse continuare su questi livelli, non solo contribuirà alla salvezza del Livorno, ma farà pensare la dirigenza interista sui tempi di rientro alla società che ne detiene il cartellino.

Reina è arrivato a Napoli dopo lo sfumato accordo (?) con Julio Cesar. Fedelissimo di Benitez, si è immediatamente integrato e si è distinto soprattutto per il rigore parato a Balotelli. Piccole incertezze, che rientrano nel bagaglio del portiere spagnolo, ma che non diminuiscono l'ottimo approccio avuto con il nuovo club.

De Sanctis ha subito un solo gol in sette partite e questo basterebbe a giudicarlo positivamente. Aggiungiamo l'immediata integrazione nel gruppo giallorosso e le poche ma efficaci parate effettuate. Dopo anni di portieri poco affidabili o che hanno deluso le aspettative, non si poteva chiedere di meglio.

Padelli era arrivato a Torino, almeno nelle intenzioni della stampa, per fare il secondo, non tanto a Gillet, ma ad un altro portiere. Invece, con la fiducia di Ventura, che già lo aveva avuto a Bari, ha conquistato la fiducia dell'ambiente e il posto da titolare.

Kelava si è trovato improvvisamente a giocare in estate, causa infortunio di Brkic. Diffidenza, soprattutto dopo la prima partita in Europa League e in campionato contro la Lazio. L'arrivo di Benussi come eventuale toppa ed invece, partita dopo partita, maggior sicurezza e buone prestazioni ne hanno fatto una delle sorprese di questo inizio di stagione.

Rafael era atteso alla prima esperienza in Serie A dopo anni di alto livello in B e Prima Divisione e non ha deluso le aspettative. La società veneta si era cautelata con il bulgaro Mihaylov, ma al momento non c'è stato alcun dubbio sulle qualità dell'esperto portiere brasiliano.

Stabile

Consigli ha iniziato la stagione come aveva terminato la scorsa, senza destare troppo clamore. Questo sino alla scorsa settimana, dove ha salvato il risultato con un grandissimo intervento. Deve proseguire così per confermarsi ancora come uno dei migliori portieri italiani.

Agazzi è stato protagonista nel bene e nel male in due occasioni, la prima contro l'Inter e la seconda contro la Sampdoria, dove si è reso protagonista della papera più clamorosa di queste prime partite. Nulla che rovini un discreto avvio di stagione.

Puggioni è stato più volte considerato in dubbio durante l'ultima sessione di mercato, ma Sannino lo ha confermato tra i pali del Chievo. Scelta saggia, visto il costante rendimento in queste partite. Gli manca comunque qualcosa per tornare ai livelli del finale dello scorso campionato.

Neto è certamente il più discusso tra i portieri in queste prime settimane. Sempre messo in dubbio, non del tutto a torto, naviga a vista, passando dalle stelle alle stalle di partita in partita. Montella continua a dargli fiducia, l'ambiente meno, ma ci sono segnali incoraggianti che vanno sostenuti. I prossimi mesi saranno decisivi.

Perin è l'altro dilemma. Arrivato al grande pubblico come predestinato, ha fallito clamorosamente la sua prima stagione in A. Il Genoa ha comunque deciso di puntare su di lui, proteggendolo e dandogli fiducia. L'arrivo di Bizzarri può servirgli da sprono. Al momento continua ad alternare buone cose a gesti rivedibili. Giusto continuare a puntarci. Vale quanto detto per Neto.

Marchetti ha iniziato senza particolari sussulti, coinvolto assieme a tutta la squadra, in un avvio di stagione apatico. Naturalmente nessun dubbio sulle sue qualità.

Mirante è sempre lì, a suo agio a difesa del Parma, in una dimensione perfetta per le sue caratteristiche. L'espulsione dell'ultima giornata ci può stare. Niente di rilevante da ricordare.

Da Costa è il titolare che non ti aspetti. Romero ha deciso di abbandonare Genova, per andare a fare la panchina al Monaco e così il portiere brasiliano, ormai in Italia da tanti anni, ha trovato spazio in campo. Ho pensato a lungo se metterlo in questa lista o in quella di chi scende, ma alla fine ho ritenuto corretto lasciarlo qui, perché le sue responsabilità nella cattiva partenza della Sampdoria sono relative. Questo però non toglie che da lui si aspettano parate importanti per risalire la classifica.

Pegolo è l'ultimo arrivato (ritornato). Accostato a tante squadre durante l'estate, è approdato all'ultimo momento al Sassuolo, scottato dalla scelta di andare su Rosati, l'ombra lontana del giocatore che bene fece a Lecce. Partenza con il botto a Napoli e primo punto per gli emiliani. Ci sarà da lottare e come visto a Siena, un'ottima stagione potrebbe non bastare.

Chi scende

Curci, dopo mesi tribolati per problemi muscolari, aveva scalzato Agliardi dalle gerarchie di Pioli e concluso ottimamente la stagione. Partito titolare, ha iniziato a imbarcare reti su reti. Il problema è che non ci sono errori evidenti, ma persiste sempre quella sensazione che in qualche modo potesse fare di più. Ora gli serve reagire.

Andujar è il portiere titolare dell'Argentina e per questo ci aspetteremmo da lui un rendimento consono al suo stato. Invece, periodicamente cade in errori evitabili che fanno pensare a tanti, perché Frison stia in panchina. Lo scorso anno nulla è cambiato. Sarà così anche questa volta?

Buffon è un monumento intoccabile e inattaccabile, eppure sono sotto gli occhi di tutti incertezze, talvolta gravi (errore sul gol annullato a Paloschi) che non possono non farci fare qualche riflessione. Conte, quando possibile lo fa riposare e gli preferisce il buon Storari. Certo, il capitano della nazionale non si discute, ma le sue parate in questa stagione potrebbero essere determinanti. Meglio che le faccia, per lui e per i tifosi juventini e dell'Italia.

Abbiati è sempre discusso, a volte giustamente ed altre meno. Sembra ripercorrere quanto accaduto la scorsa stagione, con una partenza infelice, poi riscattata da un grande girone di ritorno. Speriamo per lui, possa accadere un'altra volta.

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