L'errore tocca a Skorupski. Reina recordman e giovani portieri in cerca di spazio

skorupski sconsolato

Gli ottavi di finale delle competizioni europee si sono conclusi ieri senza sorprese per le italiane. Il Torino ci ha provato, ma ha trovato sulla sua strada un grande Lodygin, capitolato solo allo scadere dei 90 minuti. Portiere titolare dello Zenit che ha fatto la differenza ed ha grande parte del merito per la qualificazione della sua squadra.

La stessa cosa non può dirsi di Skorupski, sfortunato nel controllare malamente il pallone passatogli (altrettanto male) di testa da un suo compagno. I più grandi ricorderanno un errore altrettanto grave di Buffon in under 21 contro l'Inghilterra, meno pesante ai fini del risultato. Incidenti che possono capitare, ma farli a Roma, in una situazione sportivamente inaspettata, possono valere doppio sulla sua crescita professionale. Il grande intervento nel secondo tempo su Babacar può essere l'indice di una buona solidità mentale, fondamentale per non accusare il colpo.

Io avevo già espresso la mia opinione su Carrizo la scorsa settimana. Ribadisco che gli allenatori hanno il dovere di schierare la miglior formazione possibile quando c'è in palio un risultato importante, anche a discapito di scelte fatte in precedenza. Un professionista, consapevole del suo ruolo di riserva, non avrà problemi ad accettare una decisione comunque logica.

Giusto per chiudere l'argomento, all'andata degli ottavi di Europa League, sulle 16 squadre rimaste, 11 hanno schierato i portieri titolari e 4 i secondi. Di questi, 2 erano di squadre italiane (senza considerare le situazioni di Neto ed Andujar). Ne è valsa davvero la pena?

Ecco, Neto, il portiere che ha sorpreso molti in queste settimane. Dimostrando grande professionalità (e ci mancherebbe), ma soprattutto, personalità, ha riconquistato i tifosi e sgretolato le convinzioni (aziendaliste?) di Montella, che ora avrà molte difficoltà a rimettere Tatarusanu tra i pali. La soluzione? Neto ancora in campo, ma assicurazioni al giocatore rumeno sull'impiego nella prossima stagione.

Rimaniamo ancora in tema europeo con il record di Pepe Reina, finalmente sceso in campo in Bundesliga. Con questa presenza, diventa il primo giocatore della nazionale spagnola, ad aver giocato nei principali quattro campionati europei (Spagna, Inghilterra, Italia e Germania in ordine di tesseramento).

Ma i portieri italiani? E magari pure giovani? Ci sono anche loro in questa rassegna. In ordine di anzianità (si fa per dire), iniziamo da Filippo Perucchini (1991) di proprietà del Lecce, ma girato al Varese. Le sue buone prestazioni non stanno passando inosservate e la società pugliese, soprattutto in caso di mancata promozione in B, potrebbe lasciarlo partire. Poi, Raffaele Di Gennaro (1993), dell'Inter e girato questa stagione al Latina. Continua a dimostrare di avere tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio sempre più importante. Prossimo anno in A per lui? E salendo proprio in Serie A, come non parlare di Simone Scuffet (1996)? Stramaccioni ha scelto Karnezis ed il portiere greco l'ha ripagato con un rendimento più che sufficiente. Il suo contratto però è in scadenza. State pensando anche voi che il prossimo anno sarà per il giovane portiere friulano quello del rilancio? Fate bene.

Può mancare un video per chiudere con leggerezza? Naturalmente no! Il protagonista è Felipe Alves, portiere dell'Audax Italiano, squadra del campionato cileno. Questa volta nessuna papera, ma un modo altamente rischioso per liberarsi degli attaccanti avversari.

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