I portieri improvvisati sui campi da calcetto

il cambio del portiereQuando si arriva al centro sportivo per fare una partita a calcio, non è raro osservare altri che giocano. E se i campi sono da calcio a 5, quasi sempre manca uno che stia fisso in porta* (post ad alta ripetizione di parola 'porta'). Oltre alla riflessione puramente commerciale (meno portieri, meno clienti potenziali, ma questa è una cosa che riguarda esclusivamente noi...), mi sorprendo di come sia difficile trovare due persone disposte a mettersi stabilmente in porta. La mancanza di entrambi i portieri, salvo rare eccezioni, rende sempre quell'ora di svago, una potenziale ora di frustrazione.

Ci saranno quelli che non la penseranno così, ma è difficile far passare l'idea che una partita senza portieri possa essere altrettanto divertente. Ok, probabilmente l'ego del talento inespresso che riuscirà a segnare 12 gol in una sola volta sarà appagato, ma che soddisfazione c'è a far gol ad uno che ha poco interesse a non prenderne?

Sì, perché, anche se difficile da pensare per chi ha quasi sempre giocato in porta, quasi nessuno ha piacere a ricoprire quel ruolo, immaginato come noioso o persino pericoloso. Ma quando c'è bisogno, il responsabile armato di orologio, quasi sempre l'organizzatore della partita, obbligherà uno a iniziare a fare il portiere, dando il via al tempo. Di base, ci si accorda per sostituirsi ogni cinque o dieci minuti. Meno in voga la regola del gol subito, vera e propria istigazione al disinteresse.

Ma quali e quanti tipi di portieri improvvisati possiamo vedere camminando distrattamente tra i viali di un impianto sportivo? Ne abbiamo raccolti dieci.

  • 1. il pauroso. Non è il peggiore di tutti. Spesso cerca anche di metterci impegno. Prova davvero a fare qualche parata, ma quando teme stia per arrivare un tiro molto forte, l'unica sua reazione è rannicchiarsi su se stesso e girarsi di schiena. Sfortuna per lui, che spesso venga preso in pieno sul rene.
  • 2. il portiere mancato. Quando arriva il suo turno, l'aurea dell'inviolabilità lo attornia. Gli avversari (se non lo conoscono), iniziano a chiedersi perché non stia in porta dall'inizio. Autoritario, controlla bene i compagni, sembra sappia quel che fa. Poi, al primo tiro, arriva il gol.
  • 3. l'immobile. Per lui il portiere è quello del subbuteo. Fisso sulla linea di porta, non si sforza neanche di allungare un piede. Attende il tiro come un'esecuzione. L'unico movimento? Le mani in alto. Sì, è proprio quello del subbuteo.
  • 4. quello scarso. Nella compagnia c'è sempre uno più debole degli altri. Si sa, ma si cerca sempre di aiutarlo e confortarlo. Quando lui va in porta, è il momento per gli altri di dare il meglio. Palla a terra, manovra rapida e bel gioco. L'orologio che tiene il tempo del cambio smette di funzionare, viene rubato o scompare. Ma ci sarà sempre lui a ricordare che è arrivato il momento del cambio. Urlandolo.
  • 5. lo scansato. Un misto tra il pauroso e l'immobile, lo scansato (o scansafatiche) non fa nulla per bloccare il pallone. Timido nelle uscite e negli interventi, è il prototipo dell'impiegato nullafacente. C'è, ma è come se non ci fosse.
  • 6. il disarticolato. Lo vedi mentre corre e tira che ha qualcosa di diverso dagli altri. Quando va in porta inizia a fare parate che pochi umani sarebbero in grado di compiere. Peccato che tenda a farsi male dopo pochi minuti e finirà per stare in porta per il resto della partita, trasformandosi in scansato.
  • 7. lo stordito. Per lui la porta è il momento del relax. Ne approfitta per parlare con gli amici che non stanno giocando o per tacchinare le ragazze intorno. Subire gol non è un problema. Ci sarà sempre qualcun altro con cui poter parlare.
  • 8. quello che non ci vuol stare. La partita va male e lui si sente Messi, l'unico in grado di fare la differenza. Infastidisce tutti per saltare il suo turno, ma le regole sono ferree. Quando tocca a lui andare in porta, il miracolo avviene davvero. Finalmente gli altri riescono a giocare.
  • 9. il portiere volante. E' quello che non ha bisogno di stare vicino alla porta. Per lui fare il portiere è inutile. Vuole la palla dai compagni, cerca di partecipare al gioco e di tirare dalla propria area. Puntualmente la palla gli arriva, ma dal pallonetto di un avversario. E dentro la propria porta.
  • 10. l'esausto. Nelle partite tra amici possono esserci molti che dopo mezz'ora hanno seri problemi respiratori. C'è sempre quello più stanco degli altri che cerca la speranza offrendosi come portiere. Una soluzione mai definitiva, perché ci sarà sempre un altro esausto pronto a chiedere il posto.

 

Sono sicuro di aver dimenticato qualche altra figura abituale che popola i campi da calcetto avvolti nella nebbia autunnale. Perché c'è sempre una rete da difendere e noi portieri siamo merce rara. Anche con le nostre manie e le nostre differenze. Ma con noi, la partita è tutta un'altra cosa.

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