Come sono cambiati i guanti da portiere in 10 anni

Come sono cambiati i guanti in 10 anniQuando escono nuovi guanti da portiere, c'è sempre molta curiosità sulle novità introdotte. Alcuni marchi si limitano a rinnovare colorazione e grafica dei propri modelli, mentre altri propongono anche nuove soluzioni tecnologiche.

Con l'avvio della nostra attività nel 2008, abbiamo iniziato a guardare con occhi sempre più esperti, ogni novità. A distanza di quasi nove anni e alcune centinaia di paia diverse, ci siamo fatti un'idea ben precisa di come si sta muovendo il mercato e come sia cambiato in questi anni.

Per capire dove siamo oggi, e quali prospettive ci sono per il futuro, è importante capire cosa è successo in questi anni.

I guanti nel 2008

Prima che commercianti online, eravamo e siamo portieri. Oltre venti anni passati acquistando guanti presso i normali negozi. Non c'era la grande scelta che c'è oggi e i marchi importanti, almeno in Italia erano Reusch e Uhlsport, affiancati da altri meno conosciuti. Era davvero raro trovarne altri, se non nelle grandi città.

Quando Portierecalcio.it è partito, anche Puma aveva guadagnato grande visibilità con Pagliuca, Peruzzi e soprattutto Buffon, campione del mondo solo due anni prima.

I guanti potevano essere ricondotti a queste categorie:

- normali e steccati

- con palmo piatto, negativo e rollfinger

Era rarissimo vedere soluzioni diverse, spesso ardite. Dieci anni fa, il mercato era ancora fortemente influenzato dalle tradizioni locali. Non si usava il taglio rollfinger, diffuso soprattutto in Inghilterra. L'unico esponente di rilievo che l'ha indossato in Italia, è stato Abbiati. Stessa cosa per il taglio negativo. Sì, avete capito bene, nel nostro Paese c'era la dittatura del taglio con cuciture esterne. Le altre soluzioni erano viste, a torto, come scomode o poco efficienti.

E i lattici? Uhlsport aveva già il suo Absolutgrip a dettare legge. Reusch cercava di puntare sul G1 Ultrasoft, affiancato al Mega Grip (poi diventato M1). Puma era presente con diversi lattici, l'Ultimate, l'Xtreme e lo Speed Response. Altri marchi scendevano sul mercato con Supersoft ed altre mescole simili.

Le stecche protettive avevamo già vissuto l'evoluzione verso modelli moderni e affidabili. Tutti e tre i marchi presentavano soluzioni di buona qualità per le diverse fasce di prezzo.

Si può dire, perciò, che le proposte che c'erano nel 2008 erano già piuttosto evolute, spinte da un'offerta in rapida espansione e dalle possibilità che gli avanzamenti tecnologici, capaci di introdurre rilevanti miglioramenti nella costruzione complessiva del guanto, potevano dare. I modelli più costosi, infatti, presentavano lavorazioni sempre più particolari e dettagliate, decisamente meno spartane di quanto si poteva vedere sino a pochi anni prima.

Evoluzione sino al 2017

Cosa è cambiato in tutti questi anni? Apparentemente poco, ma ci sono stati passaggi importanti, oltre all'affermazione di numerosi altri marchi.

La prima cosa che va rimarcata è l'avvenuta globalizzazione del mercato. In pochi anni, l'offerta calcistica è diventata accessibile a milioni e milioni di persone. Pay tv e internet portano ovunque le immagini di qualsiasi campionato. I giocatori più famosi sono star mondiali e con loro, i brand più importanti accrescono la loro visibilità.

Un piccolo spazio, tra infiniti modelli di scarpe, lo hanno anche i guanti da portiere. Casillas e Buffon prima. Neuer, Cortuois e De Gea ora (Donnarumma in Italia è in rapidissima ascesa), sono icone in grado di veicolare tantissimi ragazzi verso i prodotti che indossano.

E' proprio con questa esposizione mediatica che Nike e Adidas hanno potuto allargare la loro influenza anche nel mercato dei portieri. Prima visti con diffidenza, ora i loro guanti sono usati e valutati con la stessa dignità dei marchi storici che hanno sempre focalizzato la loro attività sugli estremi difensori.

Ma il guanto è cambiato? La risposta secca è no. In dieci anni non c'è stata una particolare evoluzione. L'articolo in sè non può essere rivoluzionato, anche se alcuni tentativi sono stati fatti, qualche volta con discreto successo. Resta il fatto che il portiere ama la tradizione e questo si rimarca anche sulle scelte che i produttori devono prendere.

I nuovi lattici professionali

Chi, se non Uhlsport e Reusch, potevano introdurre importanti novità? Le due aziende tedesche hanno apportato importanti novità con il Supergrip (per noi il migliore in assoluto sul mercato) e il G2 Ultrasoft. Due mescole con ottimo grip e una resistenza all'usura migliorata. Non si tratta di mescole indistruttibili, ma sicuramente più resistenti nell'essere usate anche sui sintetici.

I guanti da erba sintetica

Grande fermento nel settore dei guanti da sintetico e terra. I lattici sintetici, ruvidi e poco elastici sono gradualmente scomparsi dai cataloghi, sostituiti da altri di nuova generazione, creati specificatamente per resistere e garantire un buon grip in fase di presa. Reusch ha proposto il D1, il Q1 e il più recente R2, mentre Uhlsport ha lanciato alcuni anni fa il Soft e il Super Graphit.

Non sono state le uniche, ma sono quelle che ancora una volta, hanno lavorato con maggiore attenzione e volontà di servire meglio una nicchia che si sta allargando con il diffondersi di campi con erba sintetica di nuova generazione.

I guanti da bagnato

Modelli spesso sottovalutati. Quando abbiamo iniziato, erano presenti nei cataloghi e si potevano vedere portieri che li usavano sempre, approfittando dell'ottimo grip, pur se a scapito della resistenza all'usura.

Con gli anni, importanti miglioramenti sono stati introdotti. Un guanto asciutto e non appesantito è l'obbiettivo continuamente perseguito. C'è Sells, marchio inglese, che nei suoi modelli di punta, quelli poi indossati dai portieri che sponsorizzano, fa montare lattice da bagnato. Altri portieri, nelle loro versioni personalizzate, si fanno mettere queste mescole, anche se, rispetto a qualche anno fa, è diventato più raro vederli indossare direttamente le versioni commerciali.

Gli esperimenti

Ricordate o conoscete gli Akkurat Uhlsport? Una linea dalla vestibilità attillata. Il modello Absolutgrip presentava un palmo incredibilmente sagomato. Era complicato da indossare, eppure c'erano portieri che l'adoravano. E' stato un successo sopravvissuto un solo anno.

La linea evoSPEED Puma è ancora viva e lotta in mezzo a noi. Partita come erede dei v.08 e v1.10/11, ha preso nettamente le distanze dai King e v-Pro. Aderenza e libertà di sperimentare sono sempre stati i punti principali di ogni nuova versione. Così sino ad oggi. Ogni volta che ci viene presentato un nuovo modello, è tra quelli che osserviamo con maggiore curiosità.

I palmi ibridi

Con l'apertura del mercato dei guanti, è diventato più facile trovare in vendita modelli rollfinger e negativi. Adidas, nei suoi modelli professionali, punta sempre sulle cuciture interne e questo ha consentito di farli provare e apprezzare da tantissime persone.

Il miglioramento dei processi produttivi, inoltre, ha consentito di realizzare e proporre soluzioni nuove, definite ibride, che sono diventate a pieno diritto, parte integrante dell'offerta complessiva.

Il più conosciuto tra questi è il semi rollfinger. Il medio e l'anulare sono tagliati su parte dei fianchi per limitare l'effetto 'salsicciotto' di cui soffrono i rollfinger. Altre evoluzioni sono lattici lavorati e curvati per migliorare la mobilità delle dita. Nulla di davvero rivoluzionario, ma interessante da vedere e da indossare.

Sempre più protezione?

I guanti steccati non sono cambiati molto. Reusch è rimasta ferma sul sistema Ortho tec e il più semplice Finger Support. Sistemi mediamente rigidi e protettivi. Uhlsport ha introdotto il Bionikframe, quella che oggi è la tecnologia più morbida e flessibile sul mercato.

C'è poi l'incubo FlexTec, il tentativo fatto da Puma di apportare significativi cambiamenti al validissimo Fingerprotection. I risultati sono stati decisamente scadenti e ci meravigliamo ancora di come il reparto sviluppo Puma abbia mandato in produzione, per ben due volte, una struttura palesemente fragile e non funzionante. Le prime versioni si sgretolavano letteralmente dopo pochi usi.

Per le altre, sempre soluzioni tradizionali. Utili e funzionali, senza ricercare novità. C'è lo spazio per innovare? Probabilmente sì, ma evidentemente c'è poca voglia di investire in un aspetto molto tecnico e marginale sul totale del mercato dei guanti.

Cosa aspettarci nel prossimo futuro

Se avessi una sfera magica, cosa potrei vedere? Credo che nei prossimi anni non assisteremo a rivoluzioni. Avremo piccoli miglioramenti nelle mescole, calzate migliorate e grafiche sempre più curiose.

Se c'è spazio sul quale poter lavorare, è nei materiali. Prendiamo come esempio quelli usati per la costruzione del dorso. Oggi abbiamo soprattutto neoprene e tessuti traspiranti. Non mi sorprenderebbe vedere più spesso materiali molto leggeri, più elastici e che proteggano meglio la pelle.

E l'implementazione di tecnologie informatiche? Un guanto in grado di comunicare con un'app e fornire informazioni sul proprio stato o le statistiche d'uso? Apparentemente è fantascienza, ma le tecnologie indossabili stanno diventando realtà. Prima o poi, ci sarà qualcuno che andrà oltre a semplici esperimenti.

Conclusione

Passano gli anni, i gusti cambiano e le possibilità aumentano. Resta il comune denominatore di indossare guanti di buona qualità, che soddisfino le proprie esigenze e che aiutino nel compiere il gesto tecnico.

Non andate dietro le mode. Scegliete sempre con consapevolezza. Le innovazioni portano miglioramenti e ogni tentativo di introdurre qualcosa di nuovo, deve essere sempre visto con favore. Poi, i consigli degli esperti e la prova sul campo, daranno il verdetto.

Se non ci fossero stati enormi passi avanti, oggi pareremmo ancora con guanti sottili e prodotti con materiali che oggi definiremmo scadenti. Sì, forse avranno un'aurea magica come tante cose vintage, ma c'è un tempo per tutto. Oggi le nostre mani hanno strumenti decisamente migliori. E così sarà nei prossimi dieci anni. Senza doverci attendere stravolgimenti.

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2 pensieri su “Come sono cambiati i guanti da portiere in 10 anni”

  • Mauro Bellemo

    Buongiorno, sono stato un portiere per tanti anni , lo sono ancora a dire il vero nonostante i miei 50 anni ( sappiamo bene che essere portiere è per noi filosofia di vita) gioco tuttora a calcio a 5 e calciotto , la mia statura è normale 178 cm da quando avevo più o meno 18 anni , non altrettanto le mie mani, ho sempre avuto difficoltà di scelta per i guanti, mani con dita normali ma palmi larghi , che non mi permettono di entrare in molti modelli di guanti , specie senza taglio laterale , indosso la taglia 10 ma potrei usare benissimo un 8.5 proprio perché non riesco ad entrare nei guanti , possibile che i modelli siano ancora "unificati" e non per tutti , ho lo stesso problema per le scarpe 42 , ma pianta larga ma alcune marche hanno allargato i loro modelli succederà anche per i guanti ?

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    • Portierecalcio.it

      Ciao Mauro, esistono modelli con una vestibilità più larga sul fianco della mano. La linea Ergonomic Uhlsport (in soffitta dal 2014) è la più conosciuta. Esistono altri modelli, come il Supreme 2.0 Pro Rinat, oppure i Vapor Grip 3 Nike. Nelle nostre descrizioni e nei video, cerchiamo sempre di segnalare questo aspetto :)

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