Genitori e scuole calcio - Intervista a Max Pirotta

pirottaMax Pirotta è un preparatore dei portieri che ha imparato a farsi apprezzare in rete sia per i contenuti video postati sulla sua pagina Facebook, sia per la particolare attenzione rivolta a donne (allena i portieri del Milan Ladies - Serie B Femminile), sia per la gestione dei bambini grazie alla Cosov Goalkeeper Academy (presso la Cosov Villasanta - Scuola Calcio Ac Milan) e la Academy All Soccer (accademia di tecnica individuale).

Lo abbiamo disturbato in questa chiacchierata per fare il punto della situazione su un argomento abbastanza spinoso. Il rapporto tra i genitori dei bambini, che si dilettano con i primi calci (e soprattutto le prime parate) e le scuole calcio che li ospitano.

Portierecalcio.it: Ciao Max, iniziamo cosi, cosa ne pensi di quello che succede fuori dal campo e del comportamento dei genitori tramite la tua esperienza personale?

Max Pirotta: Innanzitutto vi ringrazio per l’interesse che dimostrate nei confronti della mia opinione.

Credo che l’argomento genitori, in generale, sia un argomento molto delicato.

Ci sono tre diverse categorie di genitori: quelli che sono lì davvero per il loro figlio e che riempiono il bambino di attenzioni e sorrisi sia che commetta un errore o meno. Poi ci sono quelli che stanno molto in disparte e che si confrontano sull’andamento della partita con altri genitori sempre con discrezione e moderazione, limitando anche le loro discordanze tecniche. Infine c’è chi va alla partita per urlare “FALLO!” oppure “OH ARBITRO MA CI VEDI?”, non avendo capito peraltro che nei piccini esiste l’auto arbitraggio. Lo scopo del genitore non può e non deve essere fare cose impensabili come , nei casi più estremi, arrivare alle mani con altri genitori o criticare arbitri, allenatori o compagni di squadra, né fare polemiche.

P: Che rapporto hai con i genitori dei portieri che alleni e come pensi un preparatore si debba porre nei loro confronti?

M: Oserei definirlo SPLENDIDO e non perché qualcuno dei genitori leggerà questa intervista ma perché in oltre 10 anni che alleno non ho mai avuto problemi con nessuno dei genitori. Forse sarà anche per il modo con cui mi pongo io verso questi ultimi e verso i miei “puffi” ma, forse, fino ad ora sono anche stato molto fortunato per il tipo di persone che ho incontrato.

Tutto questo mi fa arrivare nei posti dove lavoro con il sorriso e con molta serenità.

Il mio telefono per loro può squillare anche a mezzanotte… perché i problemi dei ragazzi possono anche arrivare dopo l’allenamento o la partita: ritengo di doverci essere sempre, tengo a garantire la mia presenza per loro.

P: Secondo te alcuni di essi sfogano le loro pulsioni sui figli?Cosa pensi si debba fare?

M: Assolutamente si… Alcuni genitori inconsciamente vogliono far arrivare il figlio dove loro non sono potuti arrivare. Oppure capita che l’amore per i figli diventi cieco, e questo per certi versi posso capirlo pur non essendo padre, e che venga persa l’obiettività, lo spirito del gioco e il senso della crescita dei ragazzi come singoli e come squadra all'interno di una società. Il rapporto con i genitori va costruito esattamente come si fa con quello dei ragazzi, creando fiducia, non facendo mai mancare l’informazione, chiarendo gli obiettivi e i percorsi: in questo modo è possibile garantire il pieno supporto e rispetto da parte dei genitori.

Inoltre riguardo alla diatriba comune che riguarda il senso di “proprietà” che hanno le società sui ragazzi e che spesso si scontra con i genitori, vorrei citare il post di un amico e collega, Marco Bertossi, della scuola portieri Aiap Molinello: non si ha più il tempo di aspettare l’evoluzione del ragazzo. Appena si vedono i primi risultati……DI CORSA VERSO UNA GROSSA SQUADRA.

Il processo dovrebbe essere più graduale ed è necessario che il genitore impari a riporre fiducia in chi ha in mano il proprio figlio. Quest’ultimo avrebbe così modo di crescere e, in futuro, contribuire insieme ai propri genitori alla scelta della squadra futura.

P: Il ruolo del portiere è molto delicato, quanto pensi possa pesare il fattore psicologico anche a quell'età? 

M: Rilasciai tempo fa un parere su questo… e qui ribadisco che secondo me per almeno il 50% bisogna lavorare duramente anche fuori dal campo curando le dinamiche dello spogliatoio e gli aspetti psicologici ancora prima di entrare a lavorare sulla parte tecnica.

Analizzare con loro le partite del sabato, sentire secondo loro come mai hanno subito quel gol e vedere la loro reazione, farsi dare da loro una valutazione globale della partita e sopratutto sulla loro prestazione comunicativa è un aspetto importantissimo per far crescere un portiere.

Un portiere di 9-10 anni deve già iniziare a parlare e urlare con la propria squadra dicendo sempre le cose giuste e senza mai arrivare al punto di “sgridare” i compagni.

Inoltre il fatto di urlare e gridare aiutando la squadra con marcature e ordini, aiuta anche l’autostima e il fatto di “buttare fuori” lo stress che si accumula in partita.

Poi giocare molto alti, come spesso richiedono i mister è anche quello un modo di prendere confidenza con il campo.

P: Quali caratteristiche deve avere un preparatore sopratutto nell'attività di base?

  1. Sapere nel dettaglio cosa si sta facendo quindi conoscenze, esperienza, formazione e tecnica.
  2. Comprensione e pazienza
  3. Essere comunicativo

P: Come vedono i bambini la figura del loro preparatore secondo te?

M: Come mi vedono i miei? Forse come un fratello maggiore che vuole solo il bene per loro da un lato, ma dall'altro vuole e pretende ad ogni allenamento il massimo.

Ho sviluppato un buon equilibrio tra l’essere comprensivo e il fatto di non lasciarne passare tante.

Forse mi vogliono bene anche per questo!

P: Sappiamo che sei molto attivo anche durante le partite, come mai hai preso questa scelta?

M: Ho fatto questa scelta perché sia nelle partite dell’attività di base che nell'accademia di tecnica individuale dove lavoro, il mio supporto nella parte situazionale deve esserci: non lascerei soli i ragazzi al momento della “prova del nove”.

Lo faccio anche perché vedo nei loro occhi una sicurezza maggiore quando sono lì: d’altra parte sono sempre bambini.

Ci avete mai fatto caso al fatto che loro chiedono sempre se ci sia qualcuno che li conosce a guardarli mentre fanno qualcosa in cui sono bravi?

Vogliono dimostrare e ci mettono cosi tutto l’impegno del mondo per farti vedere: “GUARDA COSA SO FARE!”, difatti ogni volta che fanno un bel intervento il primo sguardo è sempre rivolto a me.

Inoltre assistere attivamente alle partite mi serve per capire nel dettaglio come si comportano per poi sapergli dire se c’è qualcosa che non va e come correggerlo.

E comunque tra il primo e il secondo tempo e tra il secondo e il terzo sono felici di avermi li per dei consigli utili rispetto alla partita che stanno svolgendo.

P: Per un bambino che si allena in porta è importante anche proteggere il proprio corpo al fine di evitare traumi e botte. Cosa consigli ai giovani portieri per non tornare a casa pieni di lividi e graffi?

M: Importante è saper cadere e non tornare a casa con contusioni o ferite.

Quindi certamente fondamentale è imparare la tecnica ma altrettanto lo è l’indossare il giusto abbigliamento e le corrette protezioni.

Faccio un esempio, nel periodo tra la primavera e l’estate quando la temperatura si alza, vediamo quei poveri portieri che fanno dei tornei della durata anche di 4 ore con addosso maglie che creano una temperatura interna altissima… perché di un materiale di diverso tempo fa e non c’è voglia ne attenzione di guardare questo aspetto… insomma a volte stiamo attenti al logo da mettere sulla maglia e poi li facciamo giocare con un abbigliamento non adeguato alla stagione.

A questo bisognerebbe sempre fare attenzione. Sarebbe poi bello, oltre che utile, vederli con para-gomiti e para-anche (ho visto quelle marchiate Storelli che sto sinceramente consigliando a tutti per la qualità del prodotto) e/o con pantaloni a 3/4 che facilitano di più il movimento pur facendo l’esatto lavoro di quelli lunghi.

P: Ringraziamo Max per il tempo concessoci e invitiamo tutti i preparatori interessati a contattarci, se vogliono discutere di questi e altri argomenti sul nostro blog.


 

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