Numero 1 e numero 12 nelle scuole calcio. Come curare il loro rapporto.

18575811_1865208947135379_458386429_oSi ringrazia Max Pirotta per l'amichevole concessione del post.

Porre attenzione al rapporto che si instaura tra la coppia di portieri è estremamente importante perché troppo spesso si rischia di incappare in una cattiva gestione della coppia.

Tra i compiti del preparatore c'è anche quello di fare da collante ed evitare che si verifichino situazioni di attrito.

Non è sufficiente mettere in squadra due ragazzi bravi a livello tecnico e basta. È necessario andare oltre e l'allenatore difficilmente riesce a curare anche questo aspetto perché ha una rosa molto ampia e il suo compito è ben altro.

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Per questo motivo io, in primis, in quanto preparatore so di dovermi prendere cura di questo aspetto: cerco di capire come agire nei confronti di ciascuno dei due portieri e mi adopero per creare un clima sereno ad ogni allenamento e ad ogni partita. Il momento in cui il mister comunica le formazioni, per esempio, è piuttosto delicato poiché, se tra i ragazzi non vi è un buon rapporto, potrebbero avere inizio litigi e screzi.

Durante la sessione di allenamento è importante capire se i due portieri si aiutano tra di loro o meno: quello è già il primo segnale che dimostra il fatto che qualcosa tra di loro non funziona a dovere.

Mentre si cambiano, non scambiano mai neanche una parola? Quello è un'altro segnale a mio parere da non sottovalutare. Non esistono soluzioni precise per gestire questa situazione, ogni preparatore dovrebbe agire impegnandosi anche sul carattere e sulla psicologia dei ragazzi che ha davanti, con l'obiettivo di evitare che quel numero 12, se viene dato per due partite o tre di fila, non pesi cosi tanto.

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Un aspetto che tengo anche ad evidenziare è l'importanza della gestione di questi stessi aspetti psicologici da parte dei genitori: talvolta in famiglia si parla troppo poco di tematiche davvero importanti, come il bullismo, o ci si ferma alla superficie di alcuni aspetti importanti nella vita del ragazzo, come ciò che accade in campo o in spogliatoio.

Infine un rischio ancora maggiore è quello di far percepire al ragazzo un atteggiamento critico e negativo nei confronti degli altri e, nello specifico i riferisco proprio alla coppia di portieri. In casa non si dovrebbe parlar male, come spesso capita, del compagno di squadra del figlio perché i messaggi che ne trarrà saranno:

* i miei genitori mi dicono questo. Hanno ragione;
* io non posso essere amico di uno che non mi permette di giocare o che mi crea problemi;
* io sono più bravo, lo dicono anche i miei genitori.

Niente di più sbagliato! I ragazzi si dovranno trovare dentro ad uno spogliatoio con un clima sereno, concentrato e serio.

Ci dovrà sempre essere un dialogo con presenti tutti i portieri facendo capire che parlare confrontandosi e dialogare è la cosa migliore.
Insomma potrei andare avanti per ore ma il concetto finale di questo mio pensiero è che non basta allenare soltanto tecnicamente i ragazzi e non guardare che sangue scorra tra di loro.

Una buona squadra ha bisogno di due portieri che siano sulla stessa onda, competitivi tra di loro, questo si e può fare solo bene, ma con rispetto tra le parti.

L'armonia tra loro è il primo mattone da mettere per arrivare a grandi risultati.


 

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