L'allenamento del portiere post Coronavirus

Il Coronavirus (o Covid-19 come lo abbiamo imparato a conoscere) ha fermato tutto il calcio dalla serie A all'ultima delle partite amatoriali. Uno scenario che non si era visto neanche durante le guerre mondiali e che ha costretto all'inattività quasi tutti i portieri nel mondo.

Alcuni come Sportiello dell'Atalanta, Remiro della Real Sociedad, forse Reina dell'Aston Villa (qui non c'è certezza) e l'ex portiere della nazionale turca Rustu, finito anche in terapia intensiva, hanno contratto il virus, passando momenti per nulla piacevoli.

I portieri professionisti

Come hanno affrontato i professionisti questa pausa non voluta e ovviamente non gradita?

C'è chi come Alex Meret ha approfittato della compagna (pallavolista) e di un giardino per mantenersi in forma e altri come Alberto Paleari costretti a fare di necessità virtù nel garage di casa, come confessato da lui nel ParaTalk dove è stato nostro ospite.

Dilettanti e amatori

Quasi tutti i dilettanti e sicuramente la stragrande maggioranza di chi difende i pali solo per passione hanno quindi dovuto mettere tutta l'attrezzatura a posto, dovendo attendere la fine dell'emergenza sanitaria.

La "Fase 2"

In Italia siamo ormai in "fase 2" da una settimana, ma non ci sono ancora certezze definitive sulla ripartenza della Serie A. Buio pesto dalla B in giù, ma per loro è sempre più certa la fine anticipata delle stagioni. In Germania la Bundesliga riparte dal 15 maggio, mentre in Francia il governo ha decretato la fine della Ligue 1 scatenando il presidente del Lione pronto a ricorrere in tribunale.

I club quindi stanno riprendendo gli allenamenti, rispettando per ora tutti i protocolli di sicurezza e si apprestano a verificare lo stato di forma dei calciatori.

I portieri ripartono

Per un portiere, abituato a essere esplosivo e a calcolare mentalmente al centimetro il posizionamento, sarà davvero complicato rimettere i guanti e andare in campo. Vale sia per i più forti del mondo, che per il dodicesimo della squadra più scarsa.

Muscoli non più allenati ai movimenti, fisici poco pronti a subire gli impatti a terra dei tuffi e riflessi appannati dalle serate passate sul divano, davanti alla Playstation o a Netflix.

Due saranno i comandamenti fondamentali per ogni numero 1 da rispettare:

⚠️▶️ ricominciare con la massima calma;

⚠️▶️ proteggersi.

Ricominciare con la massima calma

Se pensate che una volta che potrete rimettere i piedi in campo, potrete già volare da un palo all'altro, andando a prendere il pallone dal sette, vi sbagliate di grosso! Ah! Rischiate ovviamente di farvi malissimo e di rimandare ulteriormente il vostro personale rientro.

Approfittate della possibilità di allenamento individuale per correre (io lo sto facendo un'ora al giorno tre volte a settimana), andare in bicicletta (attenzione però! È un tipo di allenamento poco adatto al nostro ruolo), o fare come mio fratello Francesco esercizi anche specifici in casa.

In questo modo comincerete quanto meno a riadattare tutto il corpo alla fatica e a qualche movimento di base. Non sottovalutate la cosa. Anche i più allenati ne hanno bisogno e il tempo per ora non manca.

Proteggetevi

Essere degli estremi difensori significa andare a terra più volte, scontrarvi con compagni e avversari nelle uscite e mettere sotto stress fianchi, gomiti e ginocchia, non più abituati a dove fare i conti con terreni di gioco non sempre a posto.

Noi consigliamo da sempre di utilizzare abbigliamento protettivo in allenamento e in partita. La raccomandazione in questo caso diventa un invito ancora più pressante.

L'utilizzo di sottopantaloncini, pantaloni lunghi e pantaloncini imbottiti vi proteggerà da borsiti ai fianchi o sotto il ginocchio, che il riposo forzato potrebbe avervi fatto riassorbire. Fare senza significa farle tornare ancora più velocemente e in maniera molto più dolorosa!

Stesso ragionamento per sottomaglie e maglie da portiere. Se avete recuperato e visto guarire le sbucciature e le botte ai vostri gomiti e avambracci, allenarvi senza mettere almeno delle gomitiere, porterà a un immediato riacutizzarsi di traumi che nel frattempo si erano riassorbiti e guariti.

Non sottovalutate inoltre l'aspetto psicologico! Volare verso il pallone per fare le prime parate e le prime deviazioni vi verrà più facile, sapendo che andando a terra non sentirete il duro impatto con il sintetico o con un manto erboso imperfetto (per non parlare della terra battuta o peggio ancora del parquet in palestra!).

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