Allenamento

  • Parare ai tempi della seconda ondata di Coronavirus

    La seconda ondata del Coronavirus è arrivata in Italia e nonostante i numeri non siano ancora grossi come nei paesi vicini, il calcio amatoriale e dilettantistico fino alla dimensione provinciale è stato fermato.

    Ci sarebbe molto da discutere su questa decisione del Governo, visto che a oggi non si hanno notizie di focolai scoppiati durante una partitella tra amici, ma quello che ci interessa è capire in quale situazione ci troviamo e cosa dobbiamo fare per continuare a parare senza paure e problemi.

    Chi continua a giocare

    Dalla serie A alla Seconda Categoria tutti i club possono continuare a giocare e i campionati sono attivi e in corso. Solo in Lombardia la situazione del contagio ha imposto limiti e regole più dure. Terza categoria sospesa, ma è possibile continuare gli allenamenti.

    Per i settori giovanili, le partite proseguono fino al livello regionale. Da quello provinciale in giù le gare sono sospese, ma è possibile allenarsi.

    Allenarsi in sicurezza

    Senza entrare nel merito del DPCM, che ho criticato nei miei spazi social personali, l'allenamento è possibile garantendo il distanziamento e permettendo esercizi individuali.

    Per i portieri cambia praticamente poco e nulla. Basta mantenere la distanza con i compagni di reparto e con il preparatore, continuando i programmi previsti.

    La nostra raccomandazione è di continuare a farlo e di non fermarsi, se il vostro club continua le attività. Ripartire così sarà molto più facile.

    Queste sono le ragazze dell'Università dello Iowa. Pur di non fermarsi, continuano ad allenarsi con le mascherine. Fino a qualche settimana fa avremmo sorriso solo all'idea. Adesso più di qualcuno potrebbe valutarla come una buona alternativa.

    Migliorarsi sfruttando la pausa

    Non tutti i mali vengono per nuocere. Se l'allenatore che vi segue è in gamba, è il momento di tornare a lavorare sulle cose che vi riescono male. Curate il piazzamento, studiate bene le uscite e gli uno contro uno, dove la scuola italiana è ancora la migliore al mondo. Ora avete davvero tutto il tempo necessario per diventare ancora più bravi.

    Inutile dire che l'uso dei sottomaglie, sottopantaloni e protezioni, ora che non avete la scusa delle alte temperature, è obbligatorio per non farvi male. Dovete arrivare alla ripresa al top della forma e senza acciacchi.

    Evitare gli spogliatoi

    Se il campo è un sintetico e comunque non vi riempie di terra e fango a ogni tuffo, valutate di cambiarvi e lavarvi a casa.

    Vero. Non è il massimo della praticità, ma è lo spogliatoio l'area più a rischio per chi continua ad avere a che fare con il pallone. Il maxi focolaio nel Genoa è nato sicuramente proprio là dentro (si parla di ambienti non aerati e di docce non separate). Eliminare un fattore di rischio, rinunciando alla comodità della doccia post allenamento, è al momento la scelta migliore.

    Quando si tornerà a giocare

    Non abbiamo la sfera di cristallo. Le Regioni in questo momento sono vincolate dall'ultimo DPCM e quindi non possono emettere provvedimenti migliorativi rispetto quanto contenuto nel Decreto. Niente quindi fughe in avanti, anche se i numeri in alcune zone, come attualmente accade in Puglia, dovessero restare sotto controllo.

    Bisognerà quindi aspettare input dal Ministro Spadafora, che almeno a parole ha affermato che farà tutto il possibile per tutelare l'intero movimento sportivo, visto che non è solo il calcio "amatoriale" a essere in stand-by.

    Ci auguriamo che ciò avvenga, compatibilmente con l'epidemia in corso, nel più breve tempo possibile, anche per tutte quelle strutture che vivono e fanno vivere chi ci lavora all'interno.

    novità guanti da portiere

  • L'allenamento del portiere post Coronavirus

    Il Coronavirus (o Covid-19 come lo abbiamo imparato a conoscere) ha fermato tutto il calcio dalla serie A all'ultima delle partite amatoriali. Uno scenario che non si era visto neanche durante le guerre mondiali e che ha costretto all'inattività quasi tutti i portieri nel mondo.

    Alcuni come Sportiello dell'Atalanta, Remiro della Real Sociedad, forse Reina dell'Aston Villa (qui non c'è certezza) e l'ex portiere della nazionale turca Rustu, finito anche in terapia intensiva, hanno contratto il virus, passando momenti per nulla piacevoli.

    I portieri professionisti

    Come hanno affrontato i professionisti questa pausa non voluta e ovviamente non gradita?

    C'è chi come Alex Meret ha approfittato della compagna (pallavolista) e di un giardino per mantenersi in forma e altri come Alberto Paleari costretti a fare di necessità virtù nel garage di casa, come confessato da lui nel ParaTalk dove è stato nostro ospite.

    Dilettanti e amatori

    Quasi tutti i dilettanti e sicuramente la stragrande maggioranza di chi difende i pali solo per passione hanno quindi dovuto mettere tutta l'attrezzatura a posto, dovendo attendere la fine dell'emergenza sanitaria. Continua a leggere

  • Quel momento in cui tutto crolla. Sostenere il portiere in campo.

    Pubblichiamo oggi un contributo del preparatore dei portieri Max Pirotta, molto interessante da leggere, che ci spiega come gestire il momento psicologico più difficile per un piccolo portiere. Il gol subito.

    Buona lettura!

    "Oggi trattiamo un argomento delicato nel ruolo del portiere ovvero quel momento in cui si subisce il gol.

    Ai portieri vengono richieste mille cose durante una partita, spesso molto di più che nei giocatori di movimento; avere presenza in campo ed essere comunicativo, saper giocare con i piedi, giocare “alti”, occuparsi delle marcature, sapere quando uscire, ovviamente parare ed essere decisivi e tanto altro.

    In tutto questo frastuono di mille “impegni” il portiere deve rimanere psicologicamente solido.

    Ipotizziamo una partita dove un ragazzo è impegnato per numerosi interventi di una certa difficoltà, 10 diciamo e tutti urliamo al miracolo; mettiamoci anche che la squadra non riesca ad andare a segno e per un contropiede fortuito si subisce gol.

    La squadra subisce il gol, non il portiere. È ben diverso.

    In tutta onesta, al triplice fischio, di cosa ci ricorderemo? Del gol subito.

    Penso sia troppo semplice dire: “è un ruolo ingrato”, oppure “se non fosse stato per il portiere ne avremmo presi 11”.

    Non basta.

    Magari è una idea che ho io, vista la deformazione professionale, ma quando un’attaccante fa gol alla vostra squadra cosa andiamo a vedere di primo impatto?

    Per me l'occhio cade subito al portiere e a cosa avrebbe potuto fare.

    Gli occhi purtroppo spesso parlano molto più di mille parole dette, ma tutti sappiamo che alla fine sarà proprio lui a dover raccogliere quel maledetto tiro andato a finire alle sue spalle e con il pallone in mano assorbirsi sguardi di tutti, difatti se ci fate caso, un portiere quando subisce gol fa 2 cose:

    1. Si innervosisce magari scagliando il pallone lontano o prende a calci il palo.

    2. Cerca di non guardare nessuno, se non un punto fisso.

    In quell'esatto istante, nella desta del ragazzo continua a “martello” la frase: “avrei potuto prenderla se...”.

    Tutto questo è figlio di una una cultura errata dove si è abituati a giudicare l’operato dell’ultimo senza soffermarsi su cosa è successo prima.

    Un ragazzo grande oramai è abituato a certe cose, ma sopratutto nei piccoli le occhiate degli allenatori, dirigenti o genitori verso un portiere sono di estrema importanza, devono essere di incoraggiamento e non al contrario, cosi facendo si va a danneggiare e incolpare l’ultima ruota trovando scusanti sull'operato prima.

    Avete mai visto piangere un centrocampista per un pallone passato male?"

    Max Pirotta

  • Consigli pre-ritiro da parte del preparatore dei portieri Raffaele Zazzera

    zazzera

    Ci onora ospitare sul nostro blog il preparatore dei portieri Raffaele Zazzera, che per sua amichevole concessione ci presenta alcuni preziosi consigli per mantenere un minimo di allenamento durante le vacanze, prima che cominci il ritiro precampionato.

    Portierecalcio.it vi augura una buona lettura!


    Durante la pausa estiva a seconda della categoria ci sono almeno 2 o 3 mesi di inattività totale, senza (o quasi) allenamento da parte dei portieri.

    Quando finisce il campionato la domanda che sorge spontanea e che spesso assale ogni atleta è: Mi riposo e non faccio nulla o continuo ad allenarmi?

    Non vanno tralasciati i miglioramenti fatti nell'anno appena terminato! Ritengo che, svolgere delle sedute di mantenimento nei mesi estivi, possa essere di grande aiuto al momento della ripresa dell'attività fisica.

    Una attività programmata da un preparatore dei portieri o da un preparatore atletico mirata aiuta a tenere il tono muscolare efficiente e pronto all'attività fisica. Se non hai a disposizione un piano di lavoro già pronto, qui troverai alcuni consigli utili.

    Un obiettivo che non deve essere passato in secondo piano, è il ridurre al minimo i rischi di lesioni muscolari, che a causa dell'inattività possono più facilmente insorgere nella fase della preparazione dove i carichi di lavoro sono importanti.

    Come tutti sappiamo la qualità della forza se non allenata inizia a diminuire dopo 72 ore. Immaginiamoci come un portiere si possa presentare al ritiro di inizio stagione se è stato completamente fermo.

    Durante tutta estate e facile praticare diversi sport che possano aiutare al portiere per il mantenimento fisico in forma o parti del corpo in movimento come il tennis, il beach volley, il nuoto, il ping pong e tanto altro.

    In questa maniera potremo continuare a lavorare, divertendoci, sugli spostamenti brevi e repentini, sulla visione ottica, su forza ed esplosività, sul tono muscolare e il livello cardiaco.

    Ognuna di queste discipline ha una componente che ci aiuta a mantenere in forma il nostro fisico e la nostra testa, facendo quello che ci piace.

    Ciò ci permetterà di arrivare pronti sia nel corpo, che nella mente all'inizio del ritiro precampionato.


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