Buffon

  • Buffon torna ad allenarsi con il gruppo. Storari pronto a una sana rivalità sportiva

    Tempo di fare un nuovo punto della situazione sul prossimo rientro di Gigi Buffon e l'evolversi della situazione in casa Juventus. Oggi, infatti, il portiere bianconero dovrebbe tornare ad allenarsi insieme al resto del gruppo, confermando il piano di rientro che lo vorrebbe nuovamente convocabile al rientro dalle festività natalizie.

    Insomma, buone notizie per Buffon, sebbene alcune dichiarazioni del tecnico Delneri, sembrano creare qualche grattacapo al procuratore Martina, stizzito dall'attegiamento dell'allenatore, reo di non considerare l'importanza del giocatore e mettendolo in cattiva luce agli occhi dell'opinione pubblica. E intanto Storari rivendica lo status da titolare, forte delle buone prestazioni di queste settimane, nonostante l'errore di ieri, anche ammesso nel dopopartita: "Sul goal loro, Dias non guarda la palla e mi viene addosso, anche se ho sbagliato io a non uscire di pugno. Non voglio appellarmi ai fatti, perché ho sbagliato. Sono cresciuto grazie all’autocritica, e sono felicissimo alla Juventus. A 33 anni sono finalmente maturo e sono felice di questo. Stare qui mi rende felice". A completare il quadro sulla sua posizione aggiunge: "Quando rientrerà Gigi vedremo, ci sarà abbondanza e una sana competizione. Tutti vogliono giocare ed è normale, il mister deciderà alla fine. Io sapevo già che si sarebbe arrivato a questo discorso, ora che Gigi sta recuperando ed è normale che si accentuino le voci. Ho 33 anni e fatta tanta gavetta, queste cose non mi sconvolgono ne mi condizionano". A queste sue parole aggiungiamo un clima sereno a Vinovo, con il rapporto tra i due che si sta sviluppando serenamente, cosa più che preventivabile, data l'esperienza e il valore dei protagonisti.

    Quindi, detto questo, siamo a meno di un mese dalla resa dei conti 'sportiva'. Delneri dovrà dimostrare di saper gestire questa situazione potenzialmente incandescente. Sono certo che all'inizio Buffon si accomoderà in panchina e la cosa verrà giustificata dalla necessità di recuperare al 100%. Quanto durerà questa situazione? Come si evolverà? Nonostante le secche smentite, esiste la possibilità che il capitano della nazionale possa essere ceduto? Credo proprio che ne torneremo a parlare ancora nelle prossime settimane.

  • Buffon torna a indossare i guanti. Primo allenamento sul campo a Vinovo

    Il 23 novembre è il giorno del ritorno in campo (per allenamento) di Gigi Buffon. Un pò a sorpresa, dato che solo due giorni fa aveva detto di tornare a Vinovo in una settimana, e a circa quattro mesi dall'operazione alla schiena, il capitano della nazionale, indossa nuovamente i guanti (gli stessi degli scorsi mondiali) e si rimette al lavoro sotto gli occhi del preparatore Claudio Filippi. Per ora la ripresa della preparazione individuale andrà di pari passo con il completamento della riabilitazione presso il centro Isokinetic. L'obiettivo realistico è quello di tornare in campo dopo la sosta natalizia.

    Storari accetterà di buon grado il suo destino? Buffon ha detto chiaramente che sarebbe un pazzo a lasciare Torino, smentendo così ancora una volta le voci di mercato che lo vorrebbero a Manchester. Ma il portiere toscano tende a rimandare qualsiasi tipo di considerazione in merito: "Gigi è un grande por­tiere che non mi permetto di discutere, ma se io sono stato comprato una ragione ci deve pure essere. Quando ero al Milan c’era chi sosteneva che non fossi all’altezza per giocare in una grande e mi hanno mandato alla Samp dove valevo non poco. Ora nel la Juve mi sembra di dimostrare che posso fare la mia parte. Gli altri pen­sieri non mi toccano. Non devo deludere chi crede in me e mi ha dato fiducia".

    Manca poco al 2011 e per Delneri ci sarà da decidere quale tipo di reinserimento programmare. Si aspetterà un Buffon al 100%, oppure lo si rimetterà in campo con calma e senza pressioni? Storari dà garanzie, ma non vorrei essere nei panni dell'allenatore a dover giustificare un eventuale esclusione del numero uno italiano.

  • Buffon: è allarme per la sciatica. Rischia un lungo stop

    Buffon sofferente durante la partita con il Paraguay.Speravamo in un pronto recupero di Gigi Buffon, uscito ieri al termine del primo tempo nell'incontro tra Italia e Paraguay a causa di noie alla schiena e così sembrava fino a stamattina, visto che sui giornali si leggeva che il problema lo avrebbe tenuto a riposo al massimo per un paio di giorni, ma è notizia di pochi minuti fa che il nervo sciatico sinistro lo tormenta e l'estremo azzurro dovrà fermarsi a tempo indeterminato.

    Buffon, assistito dal medico sociale Enrico Castellacci e dal resto dello staff, sta già effettuando tutti gli esami e le terapie per cercare di tornare subito al meglio, e speriamo ciò possa avvenire al più presto possibile.

    Appena avremo ulteriori notizie, vi aggiorneremo attraverso il blog, ma siamo praticamente sicuri che domenica contro la Nuova Zelanda toccherà di nuovo a Marchetti difendere i pali della nostra nazionale.

  • Inizia il Mondiale italiano contro il Paraguay. Buffon è pronto

    buffon pronto per la coppa del mondoQuesta sera avrà inizio il Mondiale italiano contro il Paraguay. Buffon è carico e ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni ai cronisti: "Siamo determinati per regalare alla nostra nazione e anche a noi stessi un altro bel mese. Lippi ci ha comunicato solo la sua fiducia, che è tanta e ce ne sta infondendo parecchia. In campo si vedrà quanto di buono abbiamo percepito". Parole di conforto per Green, il portiere inglese autore della prima papera di questi campionati: "Voglio esprimere la mia solidarietà totale a Green e mi auguro che neanche nel più grande incubo mi possa accadere una cosa simile: però quando una gioca tante partite ci può anche stare, l'importante è scegliere il palcoscenico giusto: il mondiale non mi sembra proprio il migliore". Poi ancora un commento sul pallone Jabulani: "Rispetto ai 2000 metri del Sestriere e ai 1600 di Johannesburg, qua va un po' più piano, ma quando vedo un tiro da lontano qualche sospiro dalla tribuna lo sento. Questo pallone va, va, va... speriamo che anche i portieri vadano, vadano, vadano".

    Non ci resta che affidarci all'esperienza del nostro portiere. Gli errori di Green, Chaouchi e Schwarzer sono già stati abbastanza e non è il caso che Buffon li ripeta. Come abbiamo visto da queste prime partite, anche un solo errore può essere decisivo nel Mondiale del 4-2-3-1.

  • I portieri mettono le mani addosso a Jabulani

    jabulani il pallone dei mondiali di calcio 2010Immancabile polemica a pochi giorni dall'inizio di una manifestazione internazionale. Con cadenza biennale, il pallone ufficiale diventa il peggior nemico dei portieri, oggetto da criticare senza remore. Il nome è Jabulani (festeggiare in lingua zulu) realizzato, come abitudine consolidata, dall'Adidas per i Mondiali in Sud Africa. La versione per la finale, invece, prende il nome di Jo'bulani, diretto riferimento a Johannesburg, città dove si svolegerà l'incontro decisivo e conosciuta anche come la città dell'oro. Da qui il colore scelto, oppure una casualità, dato che anche il pallone della finale del mondiale 2006 aveva la stessa particolarità. Propenderei per questa ipotesi...

    jobulani il pallone della finale dei mondiali di calcio 2010 in sud africaI 'contro testimonial' per il 2010 sono forse i tre portieri più forti al momento, Buffon, Julio Cesar e Casillas. Il primo a parlare è stato il brasiliano: "E' orribile e bruttissimo, veramente inguardabile. Sembra uno di quei palloni che si comprano al supermercato. E’ veramente impresentabile. Tutto il mondo vuole vedere più gol e palloni con maggiore effetto, ma questo penalizza troppo i portieri con delle traiettorie illeggibili... e verrà un giorno in cui i rigoristi potranno anche sparare prima di tirare. Ma chi me l'ha fatto fare di fare il portiere?". E' stata poi la volta del collega spagnolo: "E' davvero triste il fatto che una competizione così importante come i Mondiali debba essere giocata con un pallone così orrendo". Chiude l'intervento del nostro portiere: "Il nuovo modello è assolutamente inadeguato e credo che sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere".

    Come sempre sarà il campo a dirci quanto di vero c'è in queste considerazioni. Abbiamo un pò tutti provato questi palloni di nuova concezione e ce ne siamo fatti un'idea. C'è anche da dire che professionisti di questo livello hanno modo e tempo per abituarcisi e ridurre i margini di errore. Nelle competizioni passate sono stati rari gli errori dei portieri da additare direttamente alla pallone. Sono certo che anche in questa competizione non ci saranno sorprese.

    A seguire un filmato che mostra il processo di costruzione del pallone.

  • Buffon non si sente leggenda, ma chiede rispetto

    buffon critica i giornalisti"Durante la Peace Cup in Spagna i tifosi mi hanno fatto ottomila inchini, l'allenatore dell’Aston Villa ha voluto conoscermi e mi ha detto che per lui sarò sempre una leggenda. Poi torno in Italia e c'è chi si domanda perché noi vecchietti siamo ancora in Nazionale. Nel nostro Paese, insomma, c'è poco rispetto". Parole di Gigi Buffon, infastidito dalle continue critiche che sono costretti a sentire da certa stampa, soprattutto durante le partite con la nazionale. Poi ci tengo a precisare, che come spesso accade, i giornali riportano le parole in modo artefatto, facendo passare Buffon per un esaltato che ama chiamarsi leggenda davanti allo specchio...

    Una polemica nata e sopita in un istante, perché Buffon ha il diritto di esprimersi e sa non essere mai scontato. Chiede rispetto sapendo di meritarselo, pur conscio di non avere più le caratteristiche che lo hanno reso la 'leggenda'. Ma i migliori sanno sempre come ottenere il massimo da se stessi.

  • Buffon si racconta: dagli inizi tifando per N'Kono sino al sogno della seconda Coppa del Mondo

    buffon09violaIeri sera, Gigi Buffon è stato il protagonista della trasmissione televisiva di Sky Sport 1 'I Signori del Calcio'. L'occasione ha dato modo al portiere della Juventus e della nazionale, di parlare di tantissimi argomenti professionali e personali. Vediamo un pò cosa ha detto di interessante:

    Portieri si nasce o si diventa?
    Nel mio caso lo sono diventato, però probabilmente si nasce. Magari lo ero, ma non me ne ero ancora accorto.

    Chi ti ha spinto a cambiare ruolo da piccolo?
    Spinto in maniera diretta no, però mio padre mi ha sempre seguito nei settori giovanili e mi ha proposto di provare per divertimento perché aveva intravisto qualche qualità.

    N’Kono e il Genoa: idolo e squadra del cuore. Sono scelte singolari per un ragazzino: perché?
    N’Kono perché mi rapì il Camerun ai Mondiali del ’90, era la mia seconda squadra in assoluto, tifavo con il cuore, tant’è che poi sono andato a conoscere tanti giocatori di quel Camerun. N’Kono aveva una bellissima respinta di pugno, faceva fare alla palla 30-40 metri respingendo con il pugno, era un portiere molto folkloristico, faceva capriole anche durante la partita, mi piacevano quei personaggi lì che riuscivano sempre a sdrammatizzare. Genoa perché Carrara non è lontana, un po’ di influenze si facevano sentire, poi ho uno zio di Genova tifoso del Genoa che mi portava in macchina e sul cruscotto vedevo lo stemma del grifone, molto bello secondo me. E da piccolo vieni conquistato dalle figure e dai disegni.
     
    Da piccolo ti volevano Bologna, Milan e Parma. Perché il Parma?
    Perché era destino, sono stato fortunato, i miei genitori mi hanno dato l’ennesimo giusto suggerimento ed era vicino a casa. Avevo solo 13 anni, dovevo fare ancora la terza media, per cui andare via di casa per loro non era una grande gioia. Parma era una città a misura d’uomo, per me era anche una società simpatica, emergente, che magari poteva dare l’opportunità a un giocatore giovane di esplodere. Così è stato.

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  • Il miglior portiere degli ultimi venti anni? La IFFHS e le sue classifiche dicono Buffon

    Pochi giorni fa Casillas aveva vinto il premio come miglior portiere del 2008, premio meritatissimo per quanto ottenuto con il Real Madrid e la nazionale spagnola. Questa volta la IFFHS decide di stilare la classifica del miglior portiere di tutti i tempi. E' giusto spiegare il sistema con cui si è arrivati a stilare la classifica, il cui meccanismo prende come base di riferimento le classifiche annuali a partire dal 1987 (anno in cui iniziarono ad essere premiati i portieri). Secondo le indicazioni dell'organizzazione, il primo classificato di ogni anno ha preso 10 punti e così via, scalando sino al decimo che prende un solo punto. Così facendo, e sommando tutte le classifiche dal 1987 a quella del 2008, il miglior portiere risulta essere il nostro Gigi Buffon, seguito da Schmeichel, Casillas e Kahn. Altri italiani in classifica sono Zenga al sesto posto, Toldo ventesimo, Pagliuca ventiduesimo, Peruzzi trentatreesimo, Rossi quarantatreesimo e Marchegiani sessantanovesimo.

    Il sistema, prendendo in riferimento solo gli ultimi 21 anni non è del tutto affidabile, basandosi più sulle classifiche annuali, che su altri parametri, ma ricalca abbastanza fedelmente i valori realmente espressi nell'ultimo ventennio. La classifica verrà aggiornata di anno in anno, aggiungendo i punti della votazione annuale. Questo sistema, come facilmente intuibile, avvantaggerà i portieri ancora in attività (in blu nella classifica), ma nel medio-lungo periodo, dovrebbe garantire una precisione ancor maggiore nella graduatoria.

    1. Gianluigi Buffon Italia 78
    2. Peter Schmeichel Danmark 69
    3. Iker Casillas España 63
    4. Oliver Kahn Deutschland 62
    5. José Luis Félix Chilavert Paraguay 58
    6. Walter Zenga Italia 55
    7. Edwin van der Sar Nederland 53
    8. Petr Čech Česká Republika 44
    9. Michel Preud’homme Belgique 43
    10. Claudio André Taffarel Brasil 40
    11. David Seaman England 38
    12. Fabien Barthez France 37
    13. Andoni Zubizarreta España 35

    Dida Brasil 35
    15. Rinat Dasaev Russia 27

    La classifica completa è visionabile nel sito IFFHS.

  • Buffon parla della sua vita, tra sbagli, ammissioni e serenità ritrovata

    Sull'edizione odierna de Il Giornale è stata pubblicata un'intervista a Gigi Buffon, realizzata da Giancarlo Perna, esperto giornalista, famoso per le sue interviste 'anomale'. Il portiere bianconero non si è sottratto alle sue domande e n'è uscita fuori un'intervista molto particolare. A seguire, ne riprendo alcune parti davvero interessanti, a partire dalla descrizione che ne fa Perna durante la conferenza stampa ufficiale: "Gigi non dà confidenza, né la prende. Anziché un giovanottone di 30 anni, sembra più maturo di un cinquantenne maturo. Un ruolo importante gioca anche il suo aspetto. Barba di due giorni, basette lunghe fino ai lobi, sopracciglia ad arco che danno gravità al viso". Poi via con le domande:

    Il portiere è l’unico che usi le mani. In che altro si distingue dai compagni: "Può sembrare più estroverso e pazzarello. È solo più sensibile e solitario. Fa un po’ di scena per farsi compagnia mentre gli altri giocano. Un modo per distinguersi e attirare l’attenzione quando gli occhi di tutti sono sul resto della squadra".

    Da tre mesi, non gioca. Frustrato o tanto guadagna lo stesso: "Guadagno da quando ho diciassette anni. È un dato acquisito. Non è più uno stimolo, né una particolare gioia. Fa parte di te. Rimane la passione per quello che fai".

    Nel fondo, però, è un sentimentale. È rimasto con la Juventus anche in B, diversamente da Cannavaro: "Sono una persona corretta che dà priorità al sentimento. Preferisco prenderla in tasca io che metterla in tasca agli altri. Ma se mi fanno un torto, non do una seconda possibilità. Penso anche che nella mia posizione si debbano dare esempi belli e importanti".

    Cassano ha avuto 700 donne: "Non mi sono mai fatto mancare niente. Ma se da scapolo non ho messo in piazza la mia vita, figurati se lo faccio ora".

    Nel libro ha confessato di essersi comprato il diploma: "Mi mancava un anno per finire ragioneria. E così...".

    Si è mai drogato: "A parte gli spinelli in collegio, mai preso stupefacenti. Vengo da una famiglia sportiva e certi valori sono importanti. Un problema di autostima".

    È considerato di destra: "Tra destra e sinistra, preferisco la destra. È innegabile".

    L’hanno accusata di antisemitismo perché da ragazzo nel Parma indossò la maglia numero 88, due volte l’ottava lettera dell’alfabeto, HH. Simbolo nazista per Heil Hitler. Chiese scusa e la cambiò con un 77: "Mai stato antisemita. Ignoravo il simbolo. Fu il Parma a impormi il cambio. Obbedii per debolezza. Oggi, a 30 anni, terrei la maglietta".

    Tra i suoi colleghi chi ammira di più: "Gattuso. È genuino e altruista. Splendido".

    Che si aspetta dal 2009: "Nulla. Il futuro si crea. Devo impegnarmi per fare qualcosa di importante".

    Il testo completo dell'intervista è leggibile qui

  • Buffon parla ai giovani portieri: "La spregiudicatezza è importante. Non dovete sentire il peso delle responsabilità"

    E' partito nella giornata di ieri un interessante evento organizzato dalla FIGC con l'obiettivo di ridare lustro al momvimento italiano dei portieri, in crisi di identità da qualche anno e solo parzialmente coperta dal successo di Buffon. Allo stage partecipano 23  portieri nati tra il 1990 e il 1993, selezionati dai responsabili delle squadre nazionali, coordinati dal tecnico federale Antonio Rocca. Nei quattro giorni di lavoro previsti i ragazzi, suddivisi in due gruppi, si avvarranno della competenza dei tecnici specialisti Ivano Bordon, Luciano Castellini, Andrea Pazzagli, oltre che della consulenza e dei consigli di Angelo Peruzzi e Gianluigi Buffon.

    E proprio ieri c'è stata la presenza di un convalescente Buffon, ben lieto di raccontare quanto vissuto in questi anni ricchi di successi. Tralascio le dichiarazioni sul campionato, ovvie e scontate e riporto le cose molto più interessanti dette ai ragazzi. Si parte dalla crisi del ruolo nel nostro Paese: “Ci sono alcuni elementi stranieri di ottimo livello, Doni e Julio Cesar su tutti, ma ci sono molti italiani di pari livello che faticano a trovare spazio. Una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che gli stranieri subiscono meno la pressione di difendere la porta di una grande squadra e le eventuali critiche, ma nella sostanza molte società non hanno la pazienza di aspettare i nostri giovani, di mettere in secondo piano l’eventuale errore e puntare sulla loro crescita e maturazione”. Importante la descrizione che fa il portiere azzurro, delle caratteristiche mentali che deve avere un buon prospetto per avere successo:  “Il fatto di non sentirti mai il migliore, ma di avere sempre qualcosa da imparare dagli altri ti da uno stimolo ulteriore e una sana voglia di apprendere. Il carattere è senza dubbio importante: molti ragazzi hanno una certa sensibilità e questo probabilmente non giova al tipo di ruolo dove la spregiudicatezza è importante. Anch’io avevo un vissuto familiare di buon livello sul piano educativo, ma nel momento in cui andavo in campo mi piaceva rischiare, ero esuberante. Questa è stata la mia grande forza, quella di non sentire il peso delle responsabilità. Poi sono maturato diventando più pacato”. Buffon poi racconta di quando da ragazzo stava per prendere tutta un'altra strada: "Da ragazzino volevo andare al Milan, ma la famiglia mi spinse verso Parma. Attenti ai procuratori. Io ho avuto Martina fin da quando avevo 16 anni. Il procuratore può fare la tua fortuna o essere un male. Ora non pensate di diventare tutti Buffon. Dovete essere voi stessi. Io, alla vostra età avrei firmato per una carriera di quindici anni in C. Invece...".

    Alla presentazione dell'evento ci sono stati anche brevi interventi da parte di altri tecnici. Interessante quello del ct Rocca: "È un problema di cultura. Vent'anni fa i giovani erano più ignoranti e incoscienti e i portieri si lasciavano guidare dall'istinto. Ora pensano di più e sono più fragili. Da noi c'è troppa pressione" Come dargli torto? Certo, la colpa è anche dei tecnici troppo esigenti e pronti a mettere in dubbio le capacità del proprio portiere anche dopo un solo errore. Speriamo che questo stage possa servire, ma è certamente apprezzabile l'interesse della federazione nel rilanciare un ruolo fondamentale che merita maggior rispetto e tutela da parte di tutti.

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