Calcio amatoriale

  • Il calcio dilettantistico italiano riparte domenica 11 aprile!

    calcio dilettantistico italia

    Il Consiglio Federale ha condiviso all’unanimità la volontà di ripresa della Lega Nazionale Dilettanti e dei suoi club - ha commentato con soddisfazione il numero uno della LND Cosimo Sibilia - ora spetta al nostro direttivo fare la necessaria sintesi delle proposte di tutte le regioni. Come LND abbiamo tutto l’interesse nel riprendere a giocare, perché è la nostra mission e perché lo dobbiamo alla passione sconfinata di migliaia di tesserati. Ripartire con i campionati regionali di vertice sarà un segnale di speranza per tutto il movimento del calcio di base”.

    I campionati che ripartono

    I campionati della stagione sportiva 2020-2021 di Eccellenza maschile e femminile di calcio a 11 e i campionati maschili e femminili di Serie C-C1 di calcio a 5 ripartiranno e proveranno a portare a termine la  stagione.

    Il 10 marzo si decide il “come”

    Il via libera definitivo (quindi anche agli allenamenti collettivi), subordinato alla prioritaria tutela della salute, sarà dato dal Presidente Gravina, d’intesa con i vice presidenti Calcagno e Dal Pino, una volta recepite le indicazioni specifiche della LND sui format a valle della riunione del Consiglio Direttivo di Lega del prossimo 10 marzo.

    La FIGC ha inoltre accolto le istanze della Lega Dilettanti in ordine ad un’ampia deroga al format dei campionati dilettantistici, a partire dal blocco delle retrocessioni ma con la salvaguardia del merito sportivo per le promozioni ai campionati nazionali di riferimento. Per quanto riguarda gli impegni di carattere economico, da destinare ai club che riprenderanno l’attività, la FIGC ha fatto sapere che attenderà le misure contenute nell’imminente “Decreto Sostegno” predisposto dal Governo.

    Società e regioni in ordine sparso

    Da ogni parte d'Italia si susseguono notizie su partecipazioni e rinunce. In Friuli Venezia Giulia il campionato di Eccellenza non riprenderà, mentre altrove la maggioranza delle squadre ha deciso di riprendere. Le formule varieranno a seconda del numero in ogni regione, con l'obiettivo comune di garantire equità e regolarità sportiva. In Puglia numerosi calciatori e dirigenti si sono fatti promotori di un documento che spinge alla ripartenza.

    I recenti aumenti dei contagi, dovuti principalmente alla variante inglese, rischiano di scombinare ancora di più i piani e i progetti, ma è chiaro che grossa parte del movimento non può più aspettare e rischia di sparire o di uscire fortemente ridimensionata da questa lunghissima pausa forzata.

    I portieri rimettono i guanti

    Ci auguriamo che i portieri, fermi come i loro compagni di squadra fin da metà ottobre, siano pronti a riprendere gli allenamenti di squadra e che non siano eccessivamente fuori forma, data la sosta eccessivamente prolungata.

    Sappiamo, per averne parlato spesso con i nostri clienti, che molti sono riusciti ad allenarsi con successo in sicurezza e in maniera individuale. Tanti altri però si sono completamente fermati e non essendo professionisti, non hanno potuto mantenere una condizione fisica ideale per scendere immediatamente in campo.

    Tornare alla normalità calcistica

    La riconquista della normalità e della routine settimanale, fatta di allenamenti di gruppo e partite deve essere l'obiettivo da perseguire.

    Come ribadito più volte nei nostri ParaTalk, nelle dirette Twitch (seguiteci con un follow, ne vale la pena!) e più in generale su Telegram e sul gruppo Facebook di Portierecalcio.it, raccomandiamo caldamente a tutti di utilizzare l'abbigliamento protettivo.

    Mai come in questo momento, non potendo sfruttare la preparazione estiva e considerando il clima non sempre piacevole, l'utilizzo di sottomaglie e sottopantaloni, nonché di protezioni specifiche, può prevenire infortuni e traumi inopportuni. Inoltre sarà più facile riabituare i muscoli ai movimenti corretti e all'impatto al suolo.

    Aggiornamento del 10 aprile. C'è il calendario Nazionale

    In un post del 10 aprile 2021 la Lega Nazionale Dilettanti ha finalmente pubblicato tutti i calendari per la ripartenza dell'Eccellenza di calcio a 11 maschile e femminile e per il calcio a 5 sempre maschile e femminile.

     

    ?⚽️ Da questo weekend ripartono i campionati regionali di vertice

    ? Eccellenza femminile
    ? Eccellenza maschile
    ?...

    Pubblicato da Lega Nazionale Dilettanti su Sabato 10 aprile 2021


     

    Il 26 aprile riparte il calcio amatoriale e riaprono i centri sportivi

    Il calcio amatoriale e le attività di base ripartono finalmente dopo la festa della Liberazione!

    Uno stop cominciato da fine ottobre, che finalmente permetteranno a tanti appassionati di riallacciare gli scarpini e di infilare i guanti da portiere.

    Raccomandiamo a tutti i nostri lettori di cominciare da subito un minimo di preparazione individuale, se necessario facendo qualche esercizio in casa e ricominciando a camminare e correre per riprendere un minimo di tenuta atletica. Il rischio di infortuni a piena ripresa, senza adeguante maglie e pantaloni protettivi, è molto alto!

    Una boccata di ossigeno per i vari centri sportivi e le strutture, che ospitano campi da minicalcio (calcio a 7 o a 8) e calcio a 5, provati da una pausa lunga oltre sei mesi.

    Ci auguriamo, da parte di chi è al governo, l'istituzione di protocolli appositi per ricominciare il più presto possibile. Noi stessi di Portierecalcio.it proprio su questo blog abbiamo suggerito alcuni protocolli di sicurezza utili, che permetterebbero una ripartenza con un basso indice di rischio.

    novità guanti da portiere

  • Il Coronavirus sta uccidendo il calcio amatoriale

    L'Italia sta ripartendo dopo essersi fermata per più di due mesi, ma il calcio amatoriale è ancora fermo, bloccato da paure probabilmente eccessive e senza alcuna proposta per ricominciare a giocare.

    Premessa

    10 marzo 2020: in Italia inizia il lockdown per evitare il diffondersi del Coronavirus. Si fermano tutte le attività, comprese quelle sportive e ci si chiude in casa, sperando che la pandemia abbia presto fine.

    Fine maggio 2020: se si escludono la Lombardia e alcune zone del nord Italia, il Covid-19 non ha fatto i danni che si temevano e molte attività sono riprese più o meno regolarmente, tenendo conto del distanziamento sociale (più o meno...) e anche della necessità di far ripartire un'economia davvero in crisi. La "fase 2" si è rivelata un successo.

    Peccato che tutto il calcio con tutti gli altri sport di squadra siano ancora in "fase 1".

    Se si escludono infatti le discipline individuali non di contatto, tutte le attività sportive che richiedano anche il contatto fisico per essere svolte non sono ancora ripartite, costringendo all'inattività tanti calciatori e tanti atleti.

    Il calcio in quarantena

    Hanno chiuso i campionati dalla D in giù, anticipando la fine della stagione e attendiamo di capire come termineranno i campionati professionistici, C compresa, dove obiettivamente vediamo complicato un adeguamento effettivo a tutte le norme di sicurezza anti contagio previste.

    Per il calcio amatoriale, a meno di improvvisare in qualche piazza, parcheggio o strada di periferia, come si faceva fino agli anni 80, la chiusura dei centri sportivi e dei loro campi in erba sintetica, fossero da calcio a 5, da calciotto o da calcio a 11, è stata improvvisa e senza alcuna ipotesi anche remota di ripresa.

    Niente più scuole calcio, fondamentali per la crescita non solo tecnica, ma anche sociale e relazionale dei bambini coinvolti, niente partite con gli amici, ottime per scaricare le tensioni dello studio e del lavoro e cementificare amicizie vere e niente tornei rivolti a chi del calcio ha fatto la propria ragione di vita indipendentemente dalle proprie capacità e dalla propria età anagrafica.

    A oggi non ci sono date che facciano pensare a una ripresa di tutto questo.

    Calcio e Covid: i pericoli

    Ma quali sono i rischi legati al campo? Il calcio è davvero così pericoloso in chiave contagio?

    Ha provato a dare una risposta motivata nel merito e documentata nei fatti l'Università di Aarhus in Danimarca, che ha analizzato i movimenti di tutti i calciatori della locale Super League (la loro serie A), per valutare un eventuale contagio durante i 90 minuti.

    Il presupposto da considerare è questo: per essere davvero a rischio contagio, è necessario restare almeno un quarto d'ora a meno di due metri da una persona infettata dal Coronavirus.

    Immaginando di avere un positivo al Covid-19 in campo con compagni e avversari a meno di un metro e mezzo da lui, quest'ultimo condividerà questi spazi con gli altri in maniera non continuativa da zero a 657 secondi (quasi 11 minuti), rimanendo ampiamente sotto i tempi critici.

    Prendendo singolarmente ogni atleta in campo, quelli più a rischio sarebbero gli attaccanti, con tempi di contatto critico intorno ai due minuti, mentre per gli altri calciatori non si arriverebbe neanche a un minuto e mezzo.

    Per i dilettanti e ancora di più per chi gioca solo per divertimento i rischi calano ulteriormente, perché si è meno veloci (e atletici) rispetto ai professionisti, riducendo di fatto i tempi di contatto e quindi il rischio.

    I Portieri

    Per gli estremi difensori i rischi sono ancora più bassi. Quasi nulli.

    Il portiere, salvo alcune situazioni di mischia sui calci d'angolo è quasi sempre isolato dal resto dei calciatori e i contatti ravvicinati sono molti meno rispetto a chi si trova a correre per il resto del campo.

    Per questo è sicuramente la persona più al sicuro, anche grazie all'uso dei guanti da portiere e eventualmente a un abbigliamento protettivo che può ridurre ancora di più il rischio di contatto con fluidi (sangue, muchi, saliva) contagiosi.

    Perché non si riparte

    Abbiamo parlato di questo con Raffaele "Clem" Clemente nella puntata di ParaTalk del 21 maggio, che vi invito a vedere qui, se avete il tempo necessario.

     

    Se non si trova un modo per evitare rischi penali a chi gestisce i centri sportivi e agli organizzatori dei tornei, in caso di contagio accertato durante una partita, nessun addetto ai lavori armato di buon senso si riassumerà la responsabilità di togliere i lucchetti dalle porte dei campi.

    Sei proposte per ricominciare

    Come Portierecalcio.it abbiamo ragionato su un modo per ripartire quanto più in sicurezza possibile, cercando il miglior compromesso tra salute e voglia di tornare a parare. Riteniamo che si possa ripartire così:

    1️⃣➡️ Chiusura degli spogliatoi fino a termine emergenza. Ci si cambia e ci si lava a casa.

    2️⃣➡️ Registrazione da parte del gestore della struttura di tutti i presenti, con nome, cognome, telefono, numero di documento di identità ed eventuale garanzia di un genitore per i minorenni. Se necessario anche la firma di una liberatoria, che faccia assumere la responsabilità di eventuale contagio a chi ha deciso di scendere in campo. Dopo 14 giorni gli elenchi andranno distrutti.

    3️⃣➡️ Niente contatti in caso di gol e niente proteste con gli arbitri. Cercate di restare lucidi e usate il buonsenso. Se si può ricominciare, giusto cercare di conservare la calma e godersi il momento.

    4️⃣➡️ Niente sputi in campo! I portieri abituati a farlo sui guanti, prendano in considerazione l'uso di una borraccia per tenere il lattice umido. Funziona meglio ed è molto più sicuro per tutti.

    5️⃣➡️ Sempre a proposito delle borracce e delle bottigliette, nessuna cessione di queste ad altri. Ognuno beve la sua e la tiene lontana dalle altre.

    6️⃣➡️ Tornando ai portieri, come scritto già sopra, utilizzo, vista la possibilità di vestirsi diversamente dai calciatori in campo, di abbigliamento coprente e protettivo, dai pantaloni alle maglie. Si soffrirà il caldo, ma meglio che stare a casa a girarsi i pollici...

     

    novità guanti da portiere;

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