Champions League

  • Perché Buffon è ancora uno dei portieri più forti del mondo

    buffon in finale di champions

    Ci sono occasioni in cui non si può non celebrare il talento, la forza, il carisma e l'esperienza, aspetti fondamentali di un campione senza età, a volte criticato, ma talmente temprato da gestire con sapienza gli episodi negativi che ne hanno comunque costellato la lunghissima carriera.

    Sono tanti quelli che alla prima occasione l'hanno additato come vecchio. Ricordiamo il periodo precedente la Juve di Conte, i problemi alla schiena in Sud Africa, i dubbi nell'ultimo mondiale dopo la buona prestazione di Sirigu contro l'Inghilterra e l'errore contro la Croazia, solo per citarne alcuni. Tra le critiche più ricorrenti, quella che lo vorrebbe ancora in porta alla nazionale per obblighi dello Sponsor (Puma), e fortunato nel poter difendere i pali della squadra più forte in Italia, contro avversari non all'altezza e quindi, incapaci di fornire un adeguato livello di sfida.

    Eppure, Buffon ha sempre smentito tutti con i fatti. Ed ancora una volta, nell'occasione della semifinale contro il Real Madrid in Champions League, il portiere bianconero si è elevato a leader, sostenendo la squadra e diventando decisivo come poche volte gli era accaduto negli ultimi tempi (non per demerito dei suoi compagni, ma per il discutibile livello delle altre compagini). Parata dopo parata ha dato la forza alla squadra di contrastare gli avversari, incapaci con il passare dei minuti a ribaltare il risultato in loro favore.

    Oggi ci sono altri portieri molto forti come Neuer o Courtois, certamente superiori dal punto di vista fisico e con l'età dalla loro, ma Buffon ha dalla sua l'enorme forza mentale sviluppata in venti anni di carriera professionistica. Un trascinatore che incute timore e rispetto negli avversari. Buffon rappresenta non solo lo spirito dell'attuale Juventus, ma anche di tutto il calcio italiano. Dato per più volte finito, ha dimostrato ancora una volta di essere tra i migliori.

  • Bolat: quando i portieri osano (e segnano)

    Sinan Bolat è pagato dallo Standard Liegi per evitare i gol e proteggere la propria porta. Capita però che al 95° minuto della partita di Champions contro l'AZ Alkmaar (utile per strappare un posto da ripescata in Europa League), il n.1 della squadra belga si proietti nell'area avversaria nel disperato tentativo di acciuffare il pareggio per la sua squadra.

    Nella mischia, nonostante la trattenuta di un avversario, Bolat stacca e colpisce con forza e precisione il pallone che si insacca all'angolino alla destra del suo collega, proteso in tuffo. Subito dopo c'è gioia e incredulità, caratterizzati da una pazza corsa verso la sua porta, con manifestazioni di gioia che nemmeno Tardelli ci aveva fatto vedere ai mondiali del 1982.

    Complimenti quindi a Bolat, che ci ha ricordato che qualche volta anche ai portieri è permesso sognare (e segnare).

    Per chi volesse vedere l'azione, il video è disponibile qui.

  • Scopriamo Vito Mannone, l'esordiente portiere italiano dell'Arsenal in Champions League

    Ieri sera, come tanti altri appassionati di calcio, mi apprestavo a vedere in televisione la Champions League. Nell'attesa dell'inzio delle partite, scopro che in porta all'Arsenal avrebbe fatto il suo esordio il giovane portiere italiano Vito Mannone. E chi sarebbe costui, mi son chiesto stupito. Appena possibile ho reperito informazioni su questo giovane talento italiano, partito dall'Italia qualche anno fa e ancora alla ricerca di spazio nel calcio che conta.

    mannoneVito Mannone nasce a Desio 21 anni fa. Cresce calcisticamente nell'Atalanta e giovanissimo viene prelevato nel 2005 dall'Arsenal di Wenger. Nessun 'ratto', ma un accordo tra le due società e un indenizzo di oltre 200.000 euro.  Pochi mesi dopo, il prestito di tre mesi al Barnsley e quattro partite giocate prima di tornare alla casa madre per recuperare da un infortunio al ginocchio. Poi altri due tentativi sfumati di prestito in Scozia, prima all'Inverness e poi al Gretna. In questo lasso di tempo, per il portiere italiano solo partite nella squadra riserve, pur avendo rinnovato alla fine del 2007 il suo contratto con i Gunners. Dalla stagione 2008/2009 la 'promozione' a terzo portiere alle spalle di Almunia e Fabianski e l'esordio nell'ultima di campionato con la vittoria per 4-1 contro lo Stoke City.

    L'esordio in Champions League è il risultato delle contemporanee assenze dei suoi due compagni. Due gol in soli cinque minuti avrebbero steso chiunque, ma il bravo Mannone ha saputo riprendersi e partecipare attivamente alla rimonta della sua squadra, uscita vittoriosa per 3-2 dal campo dello Standard Liegi. Ora per lui si prospetta nuovamente la tribuna, ma questa partita potrebbe essere solo la prima di una lunga serie. Il primo passo è stato fatto, ora dipende (ancora una volta) solo da lui. Noi possiamo solo fargli un grossissimo in bocca al lupo.

  • van der Sar premiato come portiere dell'anno nelle competizioni europee

    van der sar premiato come migliore portiere champions leagueIeri è stata giornata di sorteggi per la nuova edizione della Champions League. Come ogni anno, è stata anche l'occasione per premiare i migliori giocatori per ruolo. I portieri nominati erano Cech del Chelsea, Valdes del Barcellona e van der Sar del Manchester United. E proprio il veterano olandese è stato il giocatore che s'è aggiudicato il prestigioso premio.

    Ecco come il sito della Champions ha brevemente descritto il torneo del portiere del Manchester United: l'olandese ha dimostrato di essere un grandissimo portiere anche a 38 anni, mostrando presenza di spirito e concentrazione durante la striscia di 1.134 minuti senza reti al passivo totalizzata dal Manchester United in Premier League. Le 14 gare senza gol subiti si sono rivelate decisive per la conquista del terzo titolo inglese consecutivo da parte dei Red Devils e anche in UEFA Champions League Van der Sar si è rivelato quasi insuperabile, subendo solo tre reti in nove gare, dalla fase a gironi alle semifinali. Nonostante la sconfitta nella finale di Roma - la seconda per l'olandese allo Stadio Olimpico - il suo rendimento complessivo nell'arco della stagione è stato ancora una volta straordinario.

    Ora van der Sar, ancora fuori per una frattura a un dito della mano, rimediata a inizio agosto, potrà serenamente tornare ad allenarsi per riprendersi prontamente il suo posto in campo, ora tenuto in caldo dall'ancora incerto Foster. E poi ci sono i Mondiali... chissà che non cambi idea e decida di tornare in nazionale.

  • L'importanza di avere in squadra Julio 'Muro' Cesar

    FBL-EUR-C1-INTER-MANUTDIeri sera abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto un grande portiere possa fare la differenza. Si dice sempre che un buon portiere è in grado di dare almeno 10 punti alla propria squadra. Ieri non ce n'erano in palio, ma la prestazione di Julio Cesar mantiene intatte le possibilità di qualificazione dell'Inter ai quarti di Champions League. E se vi par poco...

    Queste le sue dichiarazioni al termine dell'incontro di ieri: "Sono contento della mia prestazione e sono molto soddisfatto. Mi sono sempre fatto trovare pronto quando la squadra ha avuto bisogno di me, adesso vado a casa felice". Sulle punizioni di Ronaldo: "Il giorno prima della partita ci siamo allenati con Mario Balotelli che è tra i migliori a battere le punizioni, ci siamo preparati con attenzione, soprattutto perchè questi palloni sono diversi da quelli usati nelle competizioni della Serie A, prendono degli effetti differenti e rendono ogni punizione ancora più insidiosa. Per questo ho dovuto concentrarmi al massimo per non farmi sorprendere. In ogni caso, per noi, lo 0-0 è un buon risultato, sicuramente migliore di un 1-1. All'Old Trafford possiamo sfruttare il contropiede con Ibrahimovic e tutti i nostri giocatori più veloci."

    Ne approfitto anche per provare un nuovo plugin video, con questa sintesi delle parate compiute da Julio Cesar, sabato scorso contro il Bologna.

    [http://www.youtube.com/watch?v=OUYNn7UwnB0]

  • van der Sar si gode il trionfo in Champions League

    Edwin van der Sar, il protagonista che non ti aspetteresti mai che potesse mettere il proprio sigillo sulla finale di Champions League. Eppure, ricordato in Italia per la sua brutta esperienza nella Juventus, il portiere olandese ha saputo riguadagnarsi la giusta fama a livello internazionale, ripartendo dal Fulham e per poi approdare al Manchester United, dove ha garantito esperienza e dato solidità all'intero reparto.

    Non è la prima volta che van der Sar si trova a difendere la porta in una lotteria dei rigori. Come non ricordare la finale Champions di Roma contro la Juventus, oppure la storica semifinale di Euro 2000 contro gli azzurri (dove Toldo fu monumentale). Terza finale di Coppa Campioni quindi e il portiere del Man U sa cosa vuol dire "Ho vinto la finale nel 1995 con l’Ajax e ne ho persa un'altra ai rigori. So quanto fa male. Dopo aver perso la Champions League del 1996 ero a pezzi e non uscii di casa per tre giorni. Sono contento che questa volta sia andata bene". Anche tanta fortuna però: "Siamo stati un pò fortunati sul rigore di John Terry, ma anch'io ero scivolato sul gol del pareggio del Chelsea dopo che la palla aveva avuto due deviazioni. Ci è andata bene, altrimenti adesso ci sarebbe qualcun altro qui. Il calcio e la vita possono dipendere da piccoli dettagli. I calci di rigore dipendono dalla qualità dell’esecuzione e al portiere non resta che sperare di pararne almeno uno".

    Sull'ultimo rigore, quello parato ad Anelka, van der Sar ha sfidato l'attaccante del Chelsea, indicando con la mano la sua destra, cosa che ha sicuramente messo confusione all'avversario. Queste le sensazioni dopo l'ultimo intervento: "Cosa ho provato dopo aver parato il rigore decisivo? Non ci riesco. Vedi la palla che arriva, la respingi, ti alzi e sai che la partita è finita. Hai due, tre, quattro secondi con te stesso, braccia al cielo e tutto che ti scorre nella mente. Vedi i compagni di squadra che arrivano ed è pura felicità. Prima di quel rigore, ne avevano segnati cinque. Avevo toccato il rigore di Ashley Cole e avrei dovuto pararlo. Ho cercato per tutta la carriera di assaporare questo momento decisivo ed è straordinario esserci riuscito. Sono grato ad Alex Ferguson di avermi dato l'occasione di giocare con il Manchester a 34 anni. A volte mi chiedo perché non sia successo prima, ma non importa. Ho vinto due campionati e questa sera la Champions League, e non è ancora finita".

    Dopo il ringraziamento a Ferguson, tecnico del Manchester United, sono anche arrivate le parole di apprezzamento di Marco Van Basten, attuale commissario tecnico della nazionale olandese: "E' un calciatore molto professionale: la sua presenza in squadra è una meraviglia per un allenatore. Questa vittoria è un bene per Edwin, spero sia positivo anche per l'Olanda: perchè lui è un modello per i miei giovani".

  • La maglia arancione di Cech che attrae i calciatori

    Nella sfortunata finale di Champions League tra Chelsea e Manchester United, Petr Cech ha indossato una nuova maglia da portiere colore "arancio evidenziatore" che non poteva passare inosservata. Il portiere ceco, già riconoscibilissimo per il caschetto che indossa da quando si infortunò contro il Reading al cranio, è diventato lo sperimentatore di questo nuovo sgargiante colore, appositamente scelto dallo stesso giocatore e consigliato al suo sponsor tecnico.

    Riporto le parole rilasciate dallo stesso Cech al Times: "E' stato scientificamente provato che si tiri verso un bersaglio se lo si vede". Continua il portiere "Anche quando un giocatore vuole tirare nell'angolo basso, lui vede la maglia arancione e non può ignorarla, perché i suoi occhi vengono attratti. Accade velocemente e inconsciamente, ma gli occhi non possono ignorare un colore così brillante". E infine "Gli studi dicono che il colore è come un allarme che si diffonde ed è molto difficile da evitare. Ho scoperto questa cosa qualche anno fa, da un ragazzo russo che lavorava allo Sparta Praga. Mi ha mostrato tutti i suoi studi e ne rimasi impressionato".

    Da quanto abbiamo visto ieri sera, i giocatori del Manchester United non si sono fatti impressionare particolarmente dal nuovo colore. Ronaldo, l'unico a sbagliare, è rimasto fregato dalla sua spavalderia più che da Cech. Se vantaggio c'è, sarà così limitato da poter rimpinguare le casse dell'Adidas, più che proteggere la porta del Chelsea.

  • Il portiere mascherato salva il Chelsea, poi ci pensa Riise

    Grandissima prestazione ieri sera per Petr Cech nella semifinale di andata di Champions League tra Chelsea e Liverpool. Sappiamo che la partita è terminata 1-1 dopo un nettissimo predominio dei Reds, fermati solo dalle parate del portiere ceco e costretti al pareggio dall'incredibile autorete del difensore norvegese Riise, impacciato nel rinviare l'ultimissimo cross buttato in mezzo all'area a partita praticamente terminata.

    Come dicevamo diversi sono stati gli interventi compiuti da Cech, sin dal primo e un pò impacciato su Kuyt, sino alla grandissima respinta a pochi minuti dalla fine su Gerrard (che avrei voluto mostrare, ma per ora non ho trovato nulla, neanche su youtube) e poi ancora su Torres poco prima del pareggio finale. Se il Chelsea esce imbattuto da Anfield è solo merito suo.

    A fine partita Cech è stato intervistato da Sky, dove ha espresso soddisfazione per la parata su Gerrard "Tutte le parate durante una partita sono importanti ma questa è particolarissima perché ha permesso al Chelsea di restare in partita" e ha giustificato la prestazione del Chelsea "E’ difficile venire a giocare qui, l’abbiamo fatto tante volte, sappiamo quanto è difficile affrontare il Liverpool in casa. E’ vero, abbiamo sofferto ma siamo soddisfatti per il pareggio ottenuto". Infine una domanda sul suo ritorno in campo con caschetto e protezione al mento "Sono contento, sto bene, sento di poter giocare, non mi sento limitato dalle protezioni".

  • Dopo il casco, anche la maschera per Cech

    Martedì sera era tranquillamente seduto allo stadio per vedere i propri compagni conquistare la semifinale di Champions League. Oggi ha tutte le intenzioni di essere con loro il 22 aprile, data dell'incontro di andata contro gli storici rivali del Liverpool. Petr Cech è convinto di poter scendere in campo, nonostante i 50 punti di sutura applicati su mento e bocca, a seguito dello scontro fortuito in allenamento con Ben Haim. Per prevenire qualunque tipo di complicazione, verrà presto fornita una maschera protettiva che consentirà al portiere ceco di riprendere gli allenamenti e appena ottenuta l'autorizzazione della federazione inglese e dall'Uefa, anche di tornare a giocare in incontri ufficiali.

    In mancanza della certezza della presenza di Cech, la Uefa ha comunque autorizzato il Chelsea ad inserire nella loro lista per la Champions un ulteriore portiere, perché come già scritto in un altro articolo, l'indisponibilità di Cudicini, potrebbe costringere Grant a ricorrere al portiere delle giovanili Rhys Taylor.

    Concludiamo con un virgolettato di Cech: "Spero solo di sconfiggere la sfortuna che, da un po' di tempo, non mi dà tregua: adesso mi lasci un po' in pace".

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