Io paro

  • Io paro, perché sono un portiere. Diciamolo con le parole

    parodunquesonoIl gioco, inteso in tutte le sue forme, è un'attività in grado di stimolare e produrre diversi tipi di esperienze. Lo stesso accade  difendendo una porta, perfetta e con le reti, rovinata e storta o composta da due zaini appoggiati per terra. Ogni momento è scandito da un turbinio di sensazioni che tra portieri è facile riconoscere, passando dall'ansia all'euforia, dalla paura all'onnipotenza, sempre in conflitto tra loro, in un equilibrio instabile, messo a rischio dal pallone. Non importa quale sia il contesto, perché un portiere può condividere con gli altri la gioia per un bell'intervento, ma resterà l'unico responsabile di pallone sfuggito o non toccato, un'uscita difettosa o una chiamata sbagliata, anche se fosse la conseguenza di un altro errore, non tuo, ma meno evidente o semplicemente perdonabile, perché l'unico responsabile di quella linea tracciata per terra o solo immaginata resti sempre tu. Il portiere e la sua parata.

    La parata, l'obiettivo unico del portiere. Un gesto che può portare alla vittoria della propria squadra, ma non è importante come un gol. Eppure per ogni portiere, è la parata il motivo che ci fa mettere a difesa della propria porta. Il gol è solo l'effetto collaterale di giocare con altre persone. Come da bambino, quando con il "Chi segna va in porta!" segnare era solo l'accesso al premio, che fosse un cancello, due pietre, una saracinesca oppure (quasi mai) una parvenza di porta vera. E l'anima del portiere si vedeva subito, dal desiderio di evitare che gli altri segnassero e poi diventassero portieri con l'intento di prendere subito gol e tentare di tornare a segnare.

    E quindi, io paro è il nostro mantra, un codice d'onore che ci impone di difendere la nostra casa, la nostra ragione per essere in campo e giocare. Divertendoci, soffrendo, incazzandoci e gioiendo. Noi di Portierecalcio.it abbiamo pensato di racchiudere in brevi frasi tutta l'essenza del voler parare, dell'essere portieri. Come una medaglia da mostrare orgogliosamente sul petto, oppure un semplice segno di distinzione dagli altri. Buffi, orgogliosi, divertenti o tristi. O mille altre cose. Perché essere portieri e parare per noi è tutto.

    Oggi lanciamo le prime frasi, ma altre ne sono già pronte e saremmo lieti di poterne accogliere sempre di più, anche grazie ai vostri suggerimenti. Perché tutte le parate sono il risultato o la nascita di qualcosa, di unico o di comune, ma che racchiude sempre l'essenza della propria scelta. Di essere portieri.

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