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  • El-Hadary spiegato a chi non lo conosce

    italia_egitto01gChi è Essam El-Hadary, l'assoluto protagonista della partita tra l'Italia e l'Egitto. Per gli italiani un perfetto sconosciuto, eppure il 36enne portiere di Damietta è considerato uno dei migliori portieri africani di sempre. Una carriera quasi interamente spesa nell'Al Ahly, squadra de Il Cairo e dominatrice incontrastata del campionato egizio. Infatti, il portiere è sceso in campo 510 volte, segnando anche un gol e vincendo sette campionati nazionali, quattro coppe nazionali e quattro supercoppe, mentre a livello internazionale, tre CAF Champions League e tre Supercoppe d'Africa.

    Lo scorso anno, El-Hadary ha il suo momento di notorietà in Europa. In Egitto fece molto scalpore il suo trasferimento nelle fila della squadra svizzera del Sion. Il giocatore, dichiarato incedibile dalla sua società, è stato tra i primi a usufruire del famoso art.17, il quale permette ai giocatori di rescindere unilateralmente il proprio contratto in cambio di un'indennità dopo un periodo di 3 anni. Oltre questo, o forse proprio a causa di questo, El-Hadary venne criticato in patria per aver indossato una maglia che sponsorizzava un vino. L'immagine del portiere si stava incrinando e per cercare di risolvere la situazione, lui stesso decise di apparire in televisione e scusarsi pubblicamente. Da qui, il ritono all'Al Ahly, la messa fuori rosa per poco meno di un mese e una multa. Peccato per lui che la Fifa non abbia fatto passare la cosa e anzi, abbia da poco sentenziato, comminando al giocatore una multa di 1.200.000 dollari e la squalifica per 4 mesi. Squalifica non acora scontata e che, a ragion veduta, avrebbe fatto molto piacere alla nazionale italiana.

  • Julio Cesar vuole finire la carriera all'Inter

    jcreuschJulio Cesar dichiara, dalle pagine di Tuttosport, la propria fedeltà all'Inter: "Il mio contratto scade nel 2012 e spero di prolungarlo. Qui sto bene, sono felice e penso di finire la carriera all'Inter, poi, a 34-35 anni, tornerò a casa mia, in Brasile".  Fa ancora più effetto la sicurezza con cui il portiere brasiliano ha rassicurato i tifosi sul proprio futuro, se pensiamo alle parole molto diverse spese da Ibrahimovic in più di una occasione. Due modi diversi di approcciare la professione.

    Julio Cesar non ha parlato solo di questo al giornalista di TS. Tanti i temi affrontati, il finale di campionato:"Lo champagne in fresco? No, non l'ha fatto nessuno dei miei compagni perché abbiamo il massimo rispetto per il campionato e sappiamo che non è ancora finita" , nonché l'immancabile commento sui suoi colleghi che si affronteranno domenica: "Dida lo conosco benissimo, ultimamente ha giocato poco ma ha qualità ed è uno che fa la differenza. Che dire di Buffon... da dieci anni è uno dei migliori portieri al mondo". Anche una curiosità che ci tengo a riportare, come l'opinione che aveva di lui Marcon al Chievo: "Ho esordito in Brasile a 17 anni, poi sono diventato il titolare del Flamengo. Marcon dice che mi tuffavo di pancia? Non è vero... ma rispetto la sua opinione perchè da lui e da Marchegiani ho imparato tutto".

  • Portiere austriaco costretto al ritiro dal lancio di un petardo

    Su questo blog è molto raro parlare di episodi di violenza o simili, ma questo caso è davvero assurdo. Lo scorso 24 agosto, durante il derby tra Austria e Rapid Vienna, il portiere di questi ultimi, Georg Koch, è stato stordito violentemente da un petardo lanciato dalla curva avversaria. I danni riportati dallo sfortunato giocatore sono stati tali da costringerlo addirittura al ritiro. La parziale perdita dell'udito e persistenti problemi di equilibrio non gli consentono di riprendere l'attività professionistica, costringendo così a chiudere la sua carriera all'età di 37 anni, molti dei quali spesi in Germania  con il Fortuna Düsseldorf, Bielefeld, Kaiserslautern e Duisburg.

    Nelle parole di Koch c'è tutta l'amarezza per questo triste episodio: "Ho sperato a lungo di poter proseguire la mia carriera, ma purtroppo ho capito che questo tentativo non ha più senso. Due idioti sono la causa del mio ritiro. Non voglio ricavare dei soldi da questa vicenda, ma queste cose non doverebbero mai accadere. Il lancio di un petardo può avere pesanti conseguenze.''

    [CANuldVaOtA]

    Vorrei far notare i picchi di 'intelligenza' raggiunti dagli ultra dell'Austria Vienna. Ci lamentiamo giustamente della stupidità di tanti cretini che popolano le curve, però bisogna ammettere che il giardino del vicino non sempre è più verde di quanto ci vogliano far credere. In questo caso, purtroppo, tutto il mondo è paese.

  • Legamento crociato rotto per Abbiati. Stagione finita, salvo sorprese

    abbiatisiena1Il ritorno di Abbiati è probabilmente stata la miglior scelta di mercato fatta dalla dirigenza rossonera. Niente ritorni economici e di immagine, ma tanta sostanza, voglia di lavorare e punti guadagnati sul campo. E' indubbio che il suo infortunio è una brutta gatta da pelare per Ancelotti e tutta la squadra. Nonostante le dichiarazioni di Galliani: "Fortunatamente abbiamo un sostituto di altissimo livello. Con Dida abbiamo vinto tanto. Abbiamo perciò fiducia in lui", è forte la preoccupazione per la situazione venutasi ora a creare. Il terzo posto sembra abbastanza sicuro, ma bastano due passi falsi per essere risucchiati dalle inseguitrici (che a dire il vero non fanno molto per risucchiare...).

    Tornando su Abbiati, il portiere rossonero verrà visitato domani dal professor Martens, noto esperto di traumi ai legamenti. I tempi del recupero non sono ancora certi, anche se la media per questo tipo di infortuni si attesta sui sei mesi. Quindi, stagione finita a meno di poter rivedere in meglio la prima diagnosi. Abbiati chiude così una delle migliori stagioni da professionista e secondo il mio parere, la più importante a livello personale, forte del rivincita sullo staff tecnico e sui tifosi, inizialmente scettici sul suo ritorno e ora completamente ricredutisi. 

    Con la probabile rottura del crociato, si placa anche la possibile polemica con Lippi. Ricordo che Abbiati aveva dichiarato solo qualche giorno fa: "Se devo andare dieci giorni in ritiro con la Nazionale per poi finire in tribuna, preferisco lavorare con il Milan per essere pronto la domenica". E' pur vero che il ct della nazionale non ama rispondere a questo tipo di affermazioni, ma ora non avrebbe alcun senso replicare.

    Ad Abbiati porgiamo gli auguri per un pronto recupero, sicuri che tornerà a difendere la porta rossonera, con la stessa abilità e forza che ha dimostrato in questa stagione.

  • La crescita di Marchetti. Parla il suo procuratore

    marchettiaksfAbbiamo già trattato Federico Marchetti, compiacendoci per la capacità con cui è riuscito a imporsi a Cagliari, sostituendo Storari e superando i primi tempi di adattamento alla nuova realtà. Lippi lo segue da tempo e non mancano le squadre che vorrebbero puntare su di lui. A confermare questa 'scontata' ipotesi è Guglielmo Gabetto, procuratore di Marchetti, intervistato da calciomercato.it: "I contatti ci sono sempre, tra addetti ai lavori ci si parla. Sicuramente non ci può essere in questo momento una trattativa vera e propria e poi prima deve essere contattata la società. Però, è ovvio che si parli di Federico Marchetti anche in chiave mercato. La prima parola spetta al Cagliari, aspettiamo la fine della stagione prima di poter parlare del suo futuro". E ancora, sulla possibilità di andare all'estero: "Non saprei. Io lo scorso anno gli chiesi come se la cavava con l'inglese e lui mi rispose che per stare in porta basta saper 4/5 parole, quindi penso che non avrebbe nessun problema a fare un'esperienza all'estero. Vedremo cosa verrà fuori, anche perchè vista l'importanza del giocatore penso che ci saranno molte società interessate".

    Nell'intervista si parla anche della scarsa fiducia avuta dal Torino: "Quando i granata avrebbero dovuto dar fiducia al giocatore, ricordo un Verona-Torino con Sorrentino espulso, ha preferito comprare Berti per fargli giocare una partita e lui è stato messo da parte. Per Federico è stata una bocciatura pesante anche a livello psicologico". Non manca anche il suo personale e interessato giudizio su una possibile convocazione in nazionale: "Non sono io a dover dire se è pronto per la Nazionale, pero' se gli dovessero concedere una chance la sfrutterà nel migliore dei modi. E' un grande professionista Federico Marchetti, si vede dalla serietà e dall'impegno che mette negli allenamenti e dalla cura dei particolari. Lo ha dimostrato con i fatti e secondo me potrebbe essere anche pronto per l'azzurro".

    Se volete leggere tutta l'intervista, vi rimando al link inserito sopra. A Marchetti non resta che confermarsi in questo finale di stagione. I presupposti sono ottimi, con il Cagliari praticamente salvo e libero da qualsiasi tipo di pressione. La Confederations Cup potrebbe essere una buona occasione per approcciare la nazionale. La scelta spetta a Lippi e al suo staff (Bordon e Peruzzi in prima fila). Buffon e Amelia sono intoccabili, quindi la lista dei concorrenti si restringe all'esperto De Sanctis e il sempre pronto Curci (convincente, ma non sorprendente). Le possibilità di Marchetti sono molte, tra interesse dei media, età, caratteristiche fisiche e tecniche. Io sulla convocazione ci scommetterei (se lo facessi...).

  • La rivincita di Muslera

    musleraEra stato deriso da molti e considerato il bidone dello scorso campionato. La partita contro il Milan e i cinque gol al passivo avrebbero abbattuto chiunque, ma da quel momento, nonostante altri passi falsi, il duro lavoro svolto assieme al preparatore Grigioni, ce l'ha restituito più maturo e consapevole. Oggi sta facendo ricredere tutti, prendendosi molte rivincite e riconquistando il rispetto di compagni e avversari. Se ancora non l'avete capito, sto parlando di Fernando Muslera (c'è anche il titolo...), il ventiduenne portiere della Lazio, arrivato quasi spaurito, poco più di un anno fa per colmare il mancato arrivo di Carrizo (bloccato da problemi di passaporto). La storia si ripete anche quest'anno per il portiere con la faccia da bambino, ma ora lo scambio con Carrizo è stato direttamente dalla panchina alla porta. Carrizo paga gli stessi problemi che Muslera ha avuto lo scorso anno: predisposizione sudamericana al ruolo e poca conoscenza del calcio e degli attaccanti 'italiani'. Rossi ha fatto bene a seguire i consigli del suo staff, propensi a lanciare nuovamente Muslera, considerato pronto a sostituire il suo compagno, prima che le difficoltà lo travolgessero. Ora i risultati parlano da soli, con tre partite consecutive senza subire reti e l'ottima prestazione di Napoli.

    Daniel Fonseca, il famoso giocatore di Napoli e Milan, ora procuratore di successo, ci aveva visto giusto quando consigliò alla Lazio questo giovanissimo portiere uruguagio. La società biancoceleste l'ha pagato 2,7 milioni di euro e fattogli firmare un contratto quinquennale da 500 mila euro. Dopo la disastrosa stagione, molti lo vedevano altrove e il suo nome fu accostato anche alla Juve, ma la scelta di Muslera fu chiara e inequivocabile. Lo stesso Fonseca ora ne tesse le lodi su tuttomercatoweb.com: "Chi lo conosce bene, sapeva che prima o poi si sarebbe imposto. Era questione di tempo. Aveva sbagliato la famosa partita col Milan e poi con il Siena, verso la fine del campionato scorso. Ma tutte le altra partite le aveva fatte bene, mi era piaciuto anche a Firenze. C’è chi lo ha criticato per il gol di Giardino, ma io sono stato attaccante e so che il pallone , quando lo respingi non lo puoi telecomandare". E la sua dote principale: “Il coraggio. Me ne sono accorto subito, appena l’ho visto e conosciuto. Ricordo il suo debutto con il Nacional Montevideo: persero 1-0 con l’ultima in classifica per una papera di Fernando, perché era uscito in modo coraggioso. Ne parlammo dopo la partita e non era per niente scosso. Tre giorni dopo fece una partita strepitosa in coppa, infilando una serie di prodezze come domenica a Napoli. Questa è la sua forza: non ha paura…”.

    Il rapporto con Carrizo è ottimo. I due colleghi si aiutano l'uno con l'altro e fanno anche vita extra calcistica assieme. Lo stesso Muslera ammette: “Carrizo non si discute, ma purtroppo in porta può giocare uno solo e adesso tocca a me”. Al portiere della nazionale argentina non resta che rifare lo stesso percorso del suo collega-amico, lavorare e ancora lavorare. In questi tre mesi che restano sino alla fine della stagione, molte cose diventeranno più chiare. Non si esclude assolutamente la possibilità che Carrizo chieda di andare a giocare altrove (pare sia già stato cercato dall'Atletico Madrid). A lui e alla Lazio spetterà di scegliere per il meglio, ma intanto, e chi l'avrebbe mai scommesso all'inizio di questo campionato, il meglio è Muslera.

  • L'importanza di avere in squadra Julio 'Muro' Cesar

    FBL-EUR-C1-INTER-MANUTDIeri sera abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto un grande portiere possa fare la differenza. Si dice sempre che un buon portiere è in grado di dare almeno 10 punti alla propria squadra. Ieri non ce n'erano in palio, ma la prestazione di Julio Cesar mantiene intatte le possibilità di qualificazione dell'Inter ai quarti di Champions League. E se vi par poco...

    Queste le sue dichiarazioni al termine dell'incontro di ieri: "Sono contento della mia prestazione e sono molto soddisfatto. Mi sono sempre fatto trovare pronto quando la squadra ha avuto bisogno di me, adesso vado a casa felice". Sulle punizioni di Ronaldo: "Il giorno prima della partita ci siamo allenati con Mario Balotelli che è tra i migliori a battere le punizioni, ci siamo preparati con attenzione, soprattutto perchè questi palloni sono diversi da quelli usati nelle competizioni della Serie A, prendono degli effetti differenti e rendono ogni punizione ancora più insidiosa. Per questo ho dovuto concentrarmi al massimo per non farmi sorprendere. In ogni caso, per noi, lo 0-0 è un buon risultato, sicuramente migliore di un 1-1. All'Old Trafford possiamo sfruttare il contropiede con Ibrahimovic e tutti i nostri giocatori più veloci."

    Ne approfitto anche per provare un nuovo plugin video, con questa sintesi delle parate compiute da Julio Cesar, sabato scorso contro il Bologna.

    [http://www.youtube.com/watch?v=OUYNn7UwnB0]

  • Sorrentino si racconta: "Non mi lamento della mia carriera, ma ho molte ambizioni"

    Tornato in Italia questa estate, dopo aver giocato in Grecia e Spagna, Stefano Sorrentino ha dato prova delle proprie capacità, riaffermandosi come uno dei prodotti migliori della scuola italiana dei portieri. Al Chievo, dopo esser partito come secondo di Squizzi, ha velocemente conquistato il posto da titolare (strano che non lo sia stato da subito, probabilmente per il rispetto che Iachini, allenatore della squadra veronese a inizio stagione, aveva per il portiere che li aveva condotti nella massima serie). Il sito torinogranata.it l'ha intervistato per raccontare un pò delle sue esperienze professionali, dal Torino, alle competizioni europee, sino all'ultimo trasferimento. Ne riporto alcuni estratti:

    Lei, nonostante la classifica, è considerato uno dei migliori portieri della serie A, quante ambizioni ha ancora in serbo per arrivare a giocare in squadre di alto livello?
    Ho molte ambizioni perché ho solo 29 anni e per un portiere c’è ancora molta strada davanti. Finora non posso lamentarmi della mia carriera. Ho fatto esperienze importanti all’estero, mi sono salvato nella Liga spagnola, ho vissuto la Champions con l’Aek Atene, ho affrontato la Coppa Uefa. Spero di continuare a fare bene come ora, dove al momento penso solo al Chievo.

    Sogna sempre di tornare al Torino?
    Certo, sono di Torino, la mia famiglia vive lì, mia figlia è nata a Torino e adesso sta per arrivare il secondogenito che nascerà nel capoluogo torinese. Non posso dimenticare che ho esordito prima in B e poi in A con la squadra granata. Il sogno nel cassetto rimane sempre il Torino.

    Per concludere Sorrentino ci tiene a spiegare un fraintendimento che ci fu in estate in un’intervista.
    Durante il mercato estivo si era fatto il mio nome come vice di Buffon, alla domanda risposi che ci sarei andato a fare il secondo alla Juve, perché è una grande squadra dove si può fare anche il portiere di riserva. Al Toro, come vice di Sereni, non avrei accettato, perché si sarebbe creata una competizione con lui che non avrebbe giovato a nessuno dei due. Con ciò non volevo mancare di rispetto al Toro, semplicemente sarebbe stata solo una scelta di opportunità professionale.

    Il testo completo dell'intervista è leggibile, cliccando qui.

  • Cudicini lascia il Chelsea dopo 10 anni e passa al Tottenham

    Dopo le notizie della scorsa settimana e le apparenti rimostranze di Scolari, il Tottenham ha annunciato di aver acquistato a titolo gratuito il portiere italiano Carlo Cudicini. Sul sito del Chelsea è apparsa la notizia con le dichiarazioni dello stesso tecnico brasiliano: "Sono contento che Cudicini con questo trasferimento avrà modo di giocare, perché è un portiere fantastico. Gli auguro di fare del suo meglio nel nuovo club". Non mancano neppure le parole di Peter Kenyon: "Carlo è stato un fantastico giocatore del Chelsea per oltre dieci anni e le sue prestazioni durante questo tempo, sono state eccellenti. Apprezziamo che questo trasferimento gli possa dare la possibilità di giocare ancora da titolare. Carlo sarà sempre ben accolto quando tornerà a Stamford Bridge". Il portiere italiano lascia i Blues dopo dieci anni e 210 partite. Nel 2002 è stato nominato miglior giocatore del club.

    Per Cudicini ora c'è la possibilità di tornare a giocare con continuità. Il Tottenham di Redknapp vuole rilanciarsi con lui in porta. L'apporto di Gomes è stato poco convincente e per il portiere brasiliano ora si aprono prospettive di cessione, dopo essere stato al centro del mercato, solo qualche mese fa.

  • Il miglior portiere degli ultimi venti anni? La IFFHS e le sue classifiche dicono Buffon

    Pochi giorni fa Casillas aveva vinto il premio come miglior portiere del 2008, premio meritatissimo per quanto ottenuto con il Real Madrid e la nazionale spagnola. Questa volta la IFFHS decide di stilare la classifica del miglior portiere di tutti i tempi. E' giusto spiegare il sistema con cui si è arrivati a stilare la classifica, il cui meccanismo prende come base di riferimento le classifiche annuali a partire dal 1987 (anno in cui iniziarono ad essere premiati i portieri). Secondo le indicazioni dell'organizzazione, il primo classificato di ogni anno ha preso 10 punti e così via, scalando sino al decimo che prende un solo punto. Così facendo, e sommando tutte le classifiche dal 1987 a quella del 2008, il miglior portiere risulta essere il nostro Gigi Buffon, seguito da Schmeichel, Casillas e Kahn. Altri italiani in classifica sono Zenga al sesto posto, Toldo ventesimo, Pagliuca ventiduesimo, Peruzzi trentatreesimo, Rossi quarantatreesimo e Marchegiani sessantanovesimo.

    Il sistema, prendendo in riferimento solo gli ultimi 21 anni non è del tutto affidabile, basandosi più sulle classifiche annuali, che su altri parametri, ma ricalca abbastanza fedelmente i valori realmente espressi nell'ultimo ventennio. La classifica verrà aggiornata di anno in anno, aggiungendo i punti della votazione annuale. Questo sistema, come facilmente intuibile, avvantaggerà i portieri ancora in attività (in blu nella classifica), ma nel medio-lungo periodo, dovrebbe garantire una precisione ancor maggiore nella graduatoria.

    1. Gianluigi Buffon Italia 78
    2. Peter Schmeichel Danmark 69
    3. Iker Casillas España 63
    4. Oliver Kahn Deutschland 62
    5. José Luis Félix Chilavert Paraguay 58
    6. Walter Zenga Italia 55
    7. Edwin van der Sar Nederland 53
    8. Petr Čech Česká Republika 44
    9. Michel Preud’homme Belgique 43
    10. Claudio André Taffarel Brasil 40
    11. David Seaman England 38
    12. Fabien Barthez France 37
    13. Andoni Zubizarreta España 35

    Dida Brasil 35
    15. Rinat Dasaev Russia 27

    La classifica completa è visionabile nel sito IFFHS.

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