Ridiamo di noi

  • 15 modi di amare i propri guanti da portiere

    amore per i guanti da portiere

    Se sei un portiere, stai per leggere un post molto divertente su di te e sul tuo amore per i tuoi guanti, il principale elemento che ci differenzia da tutti gli altri calciatori. Puoi essere un portiere tesserato per una squadra o semplicemente uno che si diverte con gli amici ogni tanto su uno dei tantissimi campi di calcio a 5 sparsi per l'Italia.

    I guanti da portiere possono essere, assieme alle scarpe, gli unici accessori che siamo liberi di scegliere - se tesserati per una società o parte di qualche squadra amatoriale - e di indossare secondo le nostre inclinazioni e manie.

    In questo post cercherò di soffermarmi su come trattiamo i nostri guanti. Come ci poniamo nei loro confronti e che tipo di rapporto, distaccato, normale o morboso, siamo capaci di instaurare. In quasi dieci anni di attività, abbiamo conosciuto tantissime tipologie di portieri e ho pensato di classificarli in base a questo aspetto, certo che in tanti ci rivedremo in più di una categoria.

    1. Il latin lover

    Per lui i guanti nuovi sono l'amata da proteggere e curare. Appena acquistati, vengono visti con occhi lucidi e brillanti. Le mani li toccano con gentilezza e tremano al tatto. Si ha paura ad usarli. Le prime parate vengono vissute con timore. Via la palla e subito gli occhi sul palmo a verificare che non ci siano graffi. E ai primi cedimenti, la disaffezione e il lento e inesorabile allontanamento.

    2. L'indossatore

    I guanti vanno indossati. Subito e sempre. In campo, certo. Ma anche negli spogliatoi. E in camera. A letto. Nel bagno. Ovunque. Ogni occasione è buona per averli sulle mani e guardarli. La scusa è quella di dargli la forma. Ricordo però, che dopo la decima volta, gli altri avranno pena per lui e fingeranno di ignorarlo.

    3. Il finto distaccato

    I guanti sono una necessità. Si lasciano nel borsone e si tirano fuori solo per usarli. Eppure, appena usciti, l'aurea magica che trasmettono, fa l'impossibile. Cura maniacale dell'ultimo minuto, sperando vanamente che un po' di acqua o qualche unguento miracoloso possano trasformarli in lampade attira insetti. Nulla di tutto questo e quell'amore fugace terminerà poco prima di richiudere il borsone. I guanti verranno di nuovo abbandonati lì dentro. Sino alla prossima volta. Continua a leggere

  • Cinque cose che fa il portiere prima di giocare

    borsone portiere calcio

    Prima ancora di diventare venditori di guanti e abbigliamento da portiere, siamo stati e lo siamo ancora, dei portieri. Non abbiamo mai raggiunto livelli, neanche lontanamente vicini a quelli di un vero estremo difensore, ma qualche bella parata riusciamo ancora a farla.

    Una cosa però, ci accomuna tutti. I piccoli e i grandi riti che precedono l'evento. Può essere una partita tra amici, il torneo amatoriale, un allenamento o un incontro ufficiale. Con le dovute differenze, tutti questi eventi hanno alcune cose in comune. Ne abbiamo raccolte cinque e ne abbiamo fatto un elenco semiserio che non potrà non strapparvi qualche sorriso.

    1. Ricordarsi di dover andare a giocare. Vi sarà capitato almeno una volta (nella vita, non al mese) di dimenticare che più avanti nella giornata era stata organizzata una partita o spostato l'allenamento per motivi oscuri. Niente borsone portato a lavoro o appuntamenti presi che andranno spostati o annullati. Sì, perché alla giocata non si rinuncia.

    2. Evitare qualsiasi complicazione lavorativa e sentimentale. Se abbiamo bene a mente cosa ci aspetta in giornata, stare lontano dai problemi è l'unica soluzione. Uno straordinario (non pagato), una complicazione, telefonate per improvvise crisi esistenziali, incidenti stradali, allagamenti o tensioni geopolitiche mondiali? Non ci interessano, perché non possiamo fare tardi al campo.

    3. Preparare il borsone. Elemento fondamentale per il vero portiere. Più misterioso della borsa di una donna. Aspetta tu! Sei mica quel tipo di portiere che si presenta tranquillo un minuto prima di giocare, armato solo di un paio di guanti distrutto e la maglia della salute? Ok, salta questo punto e vai a sederti in quell'angolo buio. Dicevamo del borsone, custode di tutti gli indumenti che il vero portiere deve possedere. Quali sono? Continua a leggere

  • E tu che portiere sei? Piccola guida per riconoscerli(vi)

    Importante premessa. Questo post non è farina del nostro sacco, ma è stato scritto da un nostro affezionato (speriamo!) cliente, quindi se volete prendervela con lui, vi rimando al suo diario Facebook.

    Solitamente, pezzi così lunghi portano alla noia dopo poche righe, eppure questa volta la lettura è andata liscia sino alla fine, lasciandoci sorpresi di quanto siano realistiche le diverse categorizzazioni di tutti i tizi che decidono di mettersi tra i pali, partendo da quello capitato per caso, sino al mitologico vero portiere. Iniziate a leggere e non fermatevi prima di arrivare alla fine!

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    Dopo una discussione sui tipi di giocatore che si trovano nelle partite di pallone, riporto qui 7 tipi di portiere con cui di solito si ha a che fare.

    ATTENZIONE: NOTA CON SPIRITO GOLIARDICO E SATIRICO

     

    1) L’IMPROVVISATO

    Solitamente, è completamente sprovvisto di agilità, istinto, capcità di distinguere destra da sinitra.Più che essere promosso a portiere, l’improvvisato viene degradato con disonore da giocatore dandogli il compito più ignobile di tutti: fare IL PORTIERE. Dopo la cerimonia solenne, dove gli viene comunicato l’esilio nella propria area di rigore, l’improvvisato, triste e solo, si piazza sotto quella curiosa costruzione, che trova utile solo per appenderci la felpa o appoggiarsi quando è stanco. L’improvvisato è riconoscibile per il non spostarsi mai dal centro della porta, nemmeno per evitare una carica di brontosauri. Non importa quale palo coprire, stare al centro è simmetria, non può mai succedere nulla di brutto al centro. Non è quasi mai sudato, perché i movimenti che fa sono quasi da yoga. Il suo colpo migliore è la parata del cigno nascente, cioè allungare timidamente un piede verso la palla, sperando di impietosirla e fermarla. Efficacia: 4%. La parata di solito è accompagnata da un’aria svogliata, che a volte si trasforma in sguardo da cucciolo di fronte ad un camion (che diminuisce l’efficacia della parata del 4%).

    È l’ultima risorsa da chiamare per gli organizzatori di partite, e in partita viene subissato da grida e insulti dei compagni di gioco.

    Portiere di ispirazione: Julio Cesar (un improvvisato non ha un portiere di ispirazione, ha più una risposta standard: Julio Cesar, che per lui potrebbe essere anche uno dei Muppet).

     

    2) IL CORRENTE ALTERNATA

    Molto spesso è un ex improvvisato, ma a differenza dell’improvvisato, il corrente alternata ha una predisposizione naturale per parare.

    È tutto affidato al suo “senso di portiere”: per tale ragione, è capace di compiere prodezze incredibili, e topiche da istituto dei ciechi. Il siluro da due centimetri all’angolino alto? Lo prende! La ciabattata a rallentatore centrale tirata per farsi due risate? Ecco che passa sotto la sua pancia ed entra. è il Genio e sregolatezza della partita, la variabile impazzita, ogni suo intervento aumenta l’entropia dell’universo.

    Il corrente alternata si ritiene comunque un serio professionista, ed è felice di aver trovato un ruolo in una squadra. La carenza di portieri veri (vedi descrizione più avanti), porta il corrente alternata ad avere un buon giro di richieste per giocare, e questo di solito, lui lo attribuisce alle sue doti prodigiose. A causa di questo day-dreaming, il corrente alternata ha una reazione di profonda depressione quando incappa in un errore, smette di mangiare e di parlare, la sua vita sociale si riduce, e medita di comprare un libro di Bruno Vespa. Di lui si dice tutto e il contrario di tutto. Riportiamo un dialogo come esempio:

    “Posso portare Argenilulfo.”

    “Ma chi Argenilulfo? No, dai non portarlo.”

    “Troppo forte?”

    “…Troppo scarso, semmai!”

    “… Argenilulfo scarso? Ma guarda che è fortissimo! Fa dei voli assurdi!”

    “Ma chi? Argenilulfo? Che si è fatto segnare sei volte dal portiere avversario dalla propria porta?”

    … 4 ore dopo.

    “Ma ha parato quattro rigori in una partita sola!”

    “E’ riuscito a farsi segnare da un barboncino da metà campo!”

    Portiere di ispirazione: Eduardo, Dida

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