Scuola calcio

  • La piaga delle raccomandazioni nel calcio giovanile

    bambini bayern portieri

    Pubblichiamo, ringraziandolo per l'amichevole concessione, un post del preparatore dei portieri Max Pirotta, in cui il tecnico lombardo affronta in maniera diretta la questione delle raccomandazioni nel calcio giovanile. Buona lettura dallo staff di Portierecalcio.it.


    Mi permetto di aprire con molta cautela un discorso ampio e con mille sfaccettature riguardante le raccomandazioni per l'ingresso del proprio figlio in squadre più o meno blasonate.

    Tutti i genitori vorrebbero vedere il proprio figlio realizzato nel calcio in ambiti prestigiosi a livello professionale, dove la massima serie e non solo porta a obiettivi e guadagni molto alti. Per arrivare nell'olimpo però bisogna avere delle caratteristiche tecniche veramente importanti, sudate negli anni con tanto lavoro, sacrificio e dedizione.

    Mio malgrado ho visto situazioni di ragazzi al limite dell'impensabile. Genitori che hanno fatto di tutto per far arrivare il figlio a vestire maglie importanti, finito poi schiacciato dal peso di tutto ciò che gira attorno a quel mondo.

    Arrivato aprile è per me fonte di shock il vederli cominciare a programmare i provini di luglio. Mandare in giro per l'Italia il proprio figlio a destra e a manca, illusi da qualche parola preventiva con una società, un dirigente o un intermediario.

    A volte capita che i genitori trovino scuse, che nella maggior parte dei casi non hanno grosse fondamenta, dando colpe alla società di appartenenza del figlio, per cambiare l'anno successivo squadra. In Italia non esiste la pazienza in queste situazioni e si vuole vedere il proprio bambino subito in “cima alla vetta”.

    Per questo si è disposti a tutto, non pensando al suo stato e a quello che realmente vuole fare. Se ci fate caso quando si inizia un discorso di questo genere, sono sempre i genitori a prendere il sopravvento quasi fossero dei procuratori improvvisati del ragazzo in questione.

    Ho visto ragazzi, messi nell'ambiente professionistico in maniera forzata, tornare indietro dopo poco tempo chiedendomi sedute private perché non in grado di sostenere certi ritmi e certe situazioni non alla loro portata. Un portiere, nel mio caso, deve fare un percorso lungo, dove ha la possibilità di acquisire col tempo delle qualità utili ad affrontare tutto quello che un club di alto rilievo richiede. Fare tanta fatica per emergere per qualcuno è quasi inimmaginabile ed è per questo che qualcuno nel 2017 prova strade alternative.

    Tutto questo non ha nulla a che vedere con:

    1. Le società e gli osservatori di livello professionistico, che si interessano realmente a un bambino passando dalla società di appartenenza e dandogli le possibilità di crescere in un ambiente sano e con tecnici preparati.

    2. Procuratori che hanno le capacità di gestire la situazione del ragazzo perché lo vedono promettente. Esistono tantissimi di procuratori seri, come ho potuto accertarmi nel mio lavoro.

    In conclusione voglio dirvi questo cari genitori: è cosi bello avere un obiettivo nella vita in un mondo fatto di tablet, cellulari, videogame e social network, che uccidono il cervello di un ragazzo. Fategli capire cosa vuol dire raggiungere un traguardo con la fatica e l'impegno, standogli vicino sempre. Quello vuol dire amore per me.

    Amore non vuol dire forzare un ragazzo in un luogo non adatto al proprio stato attuale! Fate scegliere a lui senza costrizioni e fategli fare provini sotto le sue di direttive; un ragazzo è perfettamente cosciente delle proprie capacità.

    Forzarlo a fare ciò che non è pronto a fare lo porterà pian piano ad un blocco psicologico da cui sarà impossibile uscirne.

    Tempo al tempo e tanta obiettività. Non tutti si chiamano Gigio Donnarumma e la concorrenza è così forte che in serie A ne arriverà sempre uno su migliaia.


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  • Quanto conta l'altezza nel giovane portiere?

    altezza giovane portiere

    Ringraziamo Max Pirotta per l'amichevole concessione del post e invitiamo a visitare il suo sito internet ufficiale.


    In questo breve articolo voglio porre i riflettori sull'altezza che dovrebbe avere un portiere,

    provando nel mio piccolo a dire la mia opinione, ma nello specifico vorrei focalizzare il tutto verso il modo di selezionare i ragazzi non in base alle proprie capacità ma al loro fisico.

    Negli ultimi anni, mi sembra di percepire che dopo l’arrivo di Donnarumma le società professionistiche stiano escludendo COMPLETAMENTE le elevate caratteristiche tecniche di un ragazzo, trovandole non cosi tanto importanti, ma dando maggiore importanza al fisico, pensando che avendo un portiere alto poi lo si possa “lavorare in casa”.

    La prima domanda che viene posta dalle professionistiche è: Quanto è alto il ragazzo?

    Non ci siamo. Il portiere non viene neanche provinato. Lo si esclude solo in base ai centimetri.

    La seconda domanda che viene posta è questa: i genitori sono alti?

    Ok fermatevi, pensateci su un secondo, meditate su quanto vi ho detto, vi sembra normale?

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    Mi sembrerebbe normale se dopo un’attenta analisi tecnica del ragazzo ci si soffermasse ANCHE su da chi può aver preso e di conseguenza a quanto potrebbe arrivare e in tal caso mi
    potrebbe andare bene ma non chiedere SOLO quello e se non “normale” neanche provarlo a
    priori.

    Io purtroppo ho lavorato con ragazzi di 12/13 anni che avevano caratteristiche di
    altissimo rilievo ma purtroppo sono stati rifiutati dai club per un'altezza di POCO SOPRA LA MEDIA.

    Non basta che ad esempio un 13enne sia alto 1.75 (altezza media 1.44 - 1.72), perché
    si arriva a cercare un'altezza anche di 1.80 centimetri, non considerando che la crescita
    eccessiva può essere un problema e avere tanti risvolti negativi anche nello stare tra i pali.

    Avere una cattiva coordinazione nei gesti tecnici è una cosa molto frequente nei portieri di statura elevata, sopratutto se la crescita è avvenuta in breve tempo e sicuramente anche la reattività di conseguenza viene a mancare per motivi legati al movimento.

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    Vedo spesso BAMBINI già di 10 anni con la paranoia dell’altezza, che non vedono l’ora di crescere perché tutti nell'ambito calcistico, genitori compresi fanno battute sulla loro statura. Siamo alla follia.

    Quante volte abbiamo sentito: “è bravo eh, peccato che rimarrà piccolino”.

    Coloro che hanno un’altezza nella media possiedono molta più padronanza coordinativa, riescono meglio a gestire il loro corpo durante i movimenti sia tra i pali che con i piedi e possono concentrarsi di più sulla perfezione del gesto e nella rapidità di intervento.

    Vorrei davvero si cambiasse idea affinché i sogni di un bambino non vengano tarpati nell'età
    adolescenziale. Le caratteristiche acquisite e sudate durante i primi anni di allenamento non sono meno importanti di un fisico imponente.

    Conclusione: non voglio neanche lontanamente che passi l’idea “portiere alto = scarso” perché
    siamo nel 2017 e l’altezza media si è alzata notevolmente e di conseguenza anche la preparazione dei portieri è andata di pari passo riuscendo a sviluppare esercizi che permettono anche a portieri molto alti di aver scatti felini.

    D’altra parte non deve andare avanti il messaggio “se sei basso non ti vogliamo”.
    Per me 1.85 è l’altezza definitiva ideale di un portiere ed è il giusto compromesso per avere un estremo difensore reattivo, coordinato e abile nella velocità di esecuzione del gesto tecnico.


     

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  • Numero 1 e numero 12 nelle scuole calcio. Come curare il loro rapporto.

    18575811_1865208947135379_458386429_oSi ringrazia Max Pirotta per l'amichevole concessione del post.

    Porre attenzione al rapporto che si instaura tra la coppia di portieri è estremamente importante perché troppo spesso si rischia di incappare in una cattiva gestione della coppia.

    Tra i compiti del preparatore c'è anche quello di fare da collante ed evitare che si verifichino situazioni di attrito.

    Non è sufficiente mettere in squadra due ragazzi bravi a livello tecnico e basta. È necessario andare oltre e l'allenatore difficilmente riesce a curare anche questo aspetto perché ha una rosa molto ampia e il suo compito è ben altro.

    egotiko spines bianco

    Per questo motivo io, in primis, in quanto preparatore so di dovermi prendere cura di questo aspetto: cerco di capire come agire nei confronti di ciascuno dei due portieri e mi adopero per creare un clima sereno ad ogni allenamento e ad ogni partita. Il momento in cui il mister comunica le formazioni, per esempio, è piuttosto delicato poiché, se tra i ragazzi non vi è un buon rapporto, potrebbero avere inizio litigi e screzi. Continua a leggere

  • Genitori e scuole calcio - Intervista a Max Pirotta

    pirottaMax Pirotta è un preparatore dei portieri che ha imparato a farsi apprezzare in rete sia per i contenuti video postati sulla sua pagina Facebook, sia per la particolare attenzione rivolta a donne (allena i portieri del Milan Ladies - Serie B Femminile), sia per la gestione dei bambini grazie alla Cosov Goalkeeper Academy (presso la Cosov Villasanta - Scuola Calcio Ac Milan) e la Academy All Soccer (accademia di tecnica individuale).

    Lo abbiamo disturbato in questa chiacchierata per fare il punto della situazione su un argomento abbastanza spinoso. Il rapporto tra i genitori dei bambini, che si dilettano con i primi calci (e soprattutto le prime parate) e le scuole calcio che li ospitano.

    Portierecalcio.it: Ciao Max, iniziamo cosi, cosa ne pensi di quello che succede fuori dal campo e del comportamento dei genitori tramite la tua esperienza personale?

    Max Pirotta: Innanzitutto vi ringrazio per l’interesse che dimostrate nei confronti della mia opinione.

    Credo che l’argomento genitori, in generale, sia un argomento molto delicato.

    Ci sono tre diverse categorie di genitori: quelli che sono lì davvero per il loro figlio e che riempiono il bambino di attenzioni e sorrisi sia che commetta un errore o meno. Poi ci sono quelli che stanno molto in disparte e che si confrontano sull’andamento della partita con altri genitori sempre con discrezione e moderazione, limitando anche le loro discordanze tecniche. Infine c’è chi va alla partita per urlare “FALLO!” oppure “OH ARBITRO MA CI VEDI?”, non avendo capito peraltro che nei piccini esiste l’auto arbitraggio. Lo scopo del genitore non può e non deve essere fare cose impensabili come , nei casi più estremi, arrivare alle mani con altri genitori o criticare arbitri, allenatori o compagni di squadra, né fare polemiche.

    P: Che rapporto hai con i genitori dei portieri che alleni e come pensi un preparatore si debba porre nei loro confronti?

    M: Oserei definirlo SPLENDIDO e non perché qualcuno dei genitori leggerà questa intervista ma perché in oltre 10 anni che alleno non ho mai avuto problemi con nessuno dei genitori. Forse sarà anche per il modo con cui mi pongo io verso questi ultimi e verso i miei “puffi” ma, forse, fino ad ora sono anche stato molto fortunato per il tipo di persone che ho incontrato.

    Tutto questo mi fa arrivare nei posti dove lavoro con il sorriso e con molta serenità.

    Il mio telefono per loro può squillare anche a mezzanotte… perché i problemi dei ragazzi possono anche arrivare dopo l’allenamento o la partita: ritengo di doverci essere sempre, tengo a garantire la mia presenza per loro.

    P: Secondo te alcuni di essi sfogano le loro pulsioni sui figli?Cosa pensi si debba fare?

    M: Assolutamente si… Alcuni genitori inconsciamente vogliono far arrivare il figlio dove loro non sono potuti arrivare. Oppure capita che l’amore per i figli diventi cieco, e questo per certi versi posso capirlo pur non essendo padre, e che venga persa l’obiettività, lo spirito del gioco e il senso della crescita dei ragazzi come singoli e come squadra all'interno di una società. Il rapporto con i genitori va costruito esattamente come si fa con quello dei ragazzi, creando fiducia, non facendo mai mancare l’informazione, chiarendo gli obiettivi e i percorsi: in questo modo è possibile garantire il pieno supporto e rispetto da parte dei genitori.

    Inoltre riguardo alla diatriba comune che riguarda il senso di “proprietà” che hanno le società sui ragazzi e che spesso si scontra con i genitori, vorrei citare il post di un amico e collega, Marco Bertossi, della scuola portieri Aiap Molinello: non si ha più il tempo di aspettare l’evoluzione del ragazzo. Appena si vedono i primi risultati……DI CORSA VERSO UNA GROSSA SQUADRA.

    Il processo dovrebbe essere più graduale ed è necessario che il genitore impari a riporre fiducia in chi ha in mano il proprio figlio. Quest’ultimo avrebbe così modo di crescere e, in futuro, contribuire insieme ai propri genitori alla scelta della squadra futura.

    P: Il ruolo del portiere è molto delicato, quanto pensi possa pesare il fattore psicologico anche a quell'età? 

    M: Rilasciai tempo fa un parere su questo… e qui ribadisco che secondo me per almeno il 50% bisogna lavorare duramente anche fuori dal campo curando le dinamiche dello spogliatoio e gli aspetti psicologici ancora prima di entrare a lavorare sulla parte tecnica.

    Analizzare con loro le partite del sabato, sentire secondo loro come mai hanno subito quel gol e vedere la loro reazione, farsi dare da loro una valutazione globale della partita e sopratutto sulla loro prestazione comunicativa è un aspetto importantissimo per far crescere un portiere.

    Un portiere di 9-10 anni deve già iniziare a parlare e urlare con la propria squadra dicendo sempre le cose giuste e senza mai arrivare al punto di “sgridare” i compagni.

    Inoltre il fatto di urlare e gridare aiutando la squadra con marcature e ordini, aiuta anche l’autostima e il fatto di “buttare fuori” lo stress che si accumula in partita.

    Poi giocare molto alti, come spesso richiedono i mister è anche quello un modo di prendere confidenza con il campo.

    P: Quali caratteristiche deve avere un preparatore sopratutto nell'attività di base?

    1. Sapere nel dettaglio cosa si sta facendo quindi conoscenze, esperienza, formazione e tecnica.
    2. Comprensione e pazienza
    3. Essere comunicativo

    P: Come vedono i bambini la figura del loro preparatore secondo te?

    M: Come mi vedono i miei? Forse come un fratello maggiore che vuole solo il bene per loro da un lato, ma dall'altro vuole e pretende ad ogni allenamento il massimo.

    Ho sviluppato un buon equilibrio tra l’essere comprensivo e il fatto di non lasciarne passare tante.

    Forse mi vogliono bene anche per questo!

    P: Sappiamo che sei molto attivo anche durante le partite, come mai hai preso questa scelta?

    M: Ho fatto questa scelta perché sia nelle partite dell’attività di base che nell'accademia di tecnica individuale dove lavoro, il mio supporto nella parte situazionale deve esserci: non lascerei soli i ragazzi al momento della “prova del nove”.

    Lo faccio anche perché vedo nei loro occhi una sicurezza maggiore quando sono lì: d’altra parte sono sempre bambini.

    Ci avete mai fatto caso al fatto che loro chiedono sempre se ci sia qualcuno che li conosce a guardarli mentre fanno qualcosa in cui sono bravi?

    Vogliono dimostrare e ci mettono cosi tutto l’impegno del mondo per farti vedere: “GUARDA COSA SO FARE!”, difatti ogni volta che fanno un bel intervento il primo sguardo è sempre rivolto a me.

    Inoltre assistere attivamente alle partite mi serve per capire nel dettaglio come si comportano per poi sapergli dire se c’è qualcosa che non va e come correggerlo.

    E comunque tra il primo e il secondo tempo e tra il secondo e il terzo sono felici di avermi li per dei consigli utili rispetto alla partita che stanno svolgendo.

    P: Per un bambino che si allena in porta è importante anche proteggere il proprio corpo al fine di evitare traumi e botte. Cosa consigli ai giovani portieri per non tornare a casa pieni di lividi e graffi?

    M: Importante è saper cadere e non tornare a casa con contusioni o ferite.

    Quindi certamente fondamentale è imparare la tecnica ma altrettanto lo è l’indossare il giusto abbigliamento e le corrette protezioni.

    Faccio un esempio, nel periodo tra la primavera e l’estate quando la temperatura si alza, vediamo quei poveri portieri che fanno dei tornei della durata anche di 4 ore con addosso maglie che creano una temperatura interna altissima… perché di un materiale di diverso tempo fa e non c’è voglia ne attenzione di guardare questo aspetto… insomma a volte stiamo attenti al logo da mettere sulla maglia e poi li facciamo giocare con un abbigliamento non adeguato alla stagione.

    A questo bisognerebbe sempre fare attenzione. Sarebbe poi bello, oltre che utile, vederli con para-gomiti e para-anche (ho visto quelle marchiate Storelli che sto sinceramente consigliando a tutti per la qualità del prodotto) e/o con pantaloni a 3/4 che facilitano di più il movimento pur facendo l’esatto lavoro di quelli lunghi.

    P: Ringraziamo Max per il tempo concessoci e invitiamo tutti i preparatori interessati a contattarci, se vogliono discutere di questi e altri argomenti sul nostro blog.


     

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  • Come è difficile diventare un portiere professionista

    piccoli portieri sogno professionismo

    Giocare a calcio è il sogno di tantissimi bambini. Quando chi scrive era più piccolo, si iniziava nei cortili di casa, in campi di asfalto, terra ed erbacce. Le porte erano immaginarie, tracciate da pietre, zaini o giubbotti.

    Oggi si parte subito dalle tantissime scuole di mini calcio, dotate di campi in erba sintetica e porte vere, con tutta la rete. Allenatori, più o meno preparati si occupano di insegnare i primi rudimenti di gioco e spiegare il concetto di squadra, fulcro di un'attività, che almeno i primi anni, deve essere esclusivamente improntata al divertimento.

    Con gli anni, i più costanti e tenaci, proseguono la loro trafila nel settore giovanile di squadre locali. I più fortunati entrano a far parte di società professioniste, più organizzate e con potenziali prospettive di carriera.

    Sarebbe un percorso lineare, non semplice, ma comunque ben tracciato, se non fosse che oggi, riuscire a diventare un giocatore professionista, è un'impresa davvero ardua e riservata a pochissimi ragazzi.

    Dalle giovanili alla prima squadra

    Accade qualcosa nel passaggio dalle ultime squadre giovanili a quella 'dei grandi'. Una fase che spessissimo si trasforma in una montagna insormontabile, fatta di regolamenti e pochissimi posti a disposizione.

    Allo stato attuale, in Italia ci sono tre serie professionistiche per un totale di 102 squadre professionistiche. La Serie D ne conta 162 (stagione 2016/2017). E' in questo bacino che bisogna trovare posto. Certo, ora il calcio è globale, ma l'elite degli under 20 che ha modo di giocare all'estero è talmente bassa da non prenderla neppure in considerazione.

    Come nostra abitudine, ci concentreremo sui portieri, anche se il discorso è abbastanza simile per tutti i ruoli. Continua a leggere

  • Lettera alla mamma di un piccolo portiere

    1280px-Soccer_Youth_Goal_KeeperCara mamma di un piccolo portiere,

    Tuo figlio ha scelto un ruolo meraviglioso e allo stesso tempo difficile per giocare con gli amici a calcio, diventando di colpo, mentre è ancora impegnato a crescere, il numero "1"l'ultimo baluardo della sua squadra a cui i suoi compagni si affideranno ogni volta che gli avversari cercheranno il gol.

    Perché difficile? Perché per un piccolo portiere ogni errore è esattamente uguale a quello di chi di quel ruolo ne ha fatto un mestiere. Se la palla viene persa o si sbaglia qualcosa non si può rimediare, e tocca raccoglierla da dentro la rete, con tutta la rabbia e certe volte la vergogna del caso.

    Allo stesso tempo salvare un pallone difficile, volando e tuffandosi a terra, salvando la partita, può fare di tuo figlio l'eroe dei suoi compagni, dandogli sicurezza e fiducia in se stesso come poche altre cose alla loro tenera età.

    Per questo motivo non improvvisare nulla e fai in modo che tuo figlio viva questa avventura con tutta la passione e la sicurezza possibile. Stagli vicino e incoraggialo sempre, senza "soffocarlo" e tiralo su ogni volta che ne avrà bisogno. Sei sempre la sua mamma. :)

    Proteggi tuo figlio dagli infortuni e dagli incidenti piccoli e grandi che si troverà ad affrontare. Noi di Portierecalcio.it siamo qui per questo, offrendoti una selezione di abbigliamento con protezioni specifico e di guanti di ogni genere anche per le misure più piccole. Una piccola spesa può fare stare più tranquilla te e più sicuro lui.

     

    Scegli la scuola calcio più adatta (come la "Cosov Goalkeeper Academy" di cui pubblichiamo il video qui sopra), e se hanno un preparatore per i portieri tanto meglio! Sarà seguito da una persona (spesso) preparata, che lo allenerà non soltanto nel corpo, ma anche nella testa, senza stressarlo e facendolo crescere.

    Hai qualche dubbio? Non esitare a contattarci. Saremo a disposizione per ogni chiarimento!

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  • Portierecalcio.it con il preparatore dei portieri Max Pirotta

    13713465_1669127203410222_265794189_nCon grande soddisfazione avviamo da oggi una collaborazione con Max Pirotta co-fondatore e preparatore della Cosov Goalkeeper Academy di Villasanta (in provincia di Monza e Brianza).

    Con questa iniziativa Portierecalcio.it vuole essere un faro per illuminare le scuole calcio d'Italia meritevoli di attenzione, dando loro la giusta visibilità e importanza, al fine di far crescere la passione per il ruolo del portiere a tanti ragazzi.

    La Cosov Goalkeeper Academy è una scuola portieri in zona Monza e Brianza creata nel 2015 dalla fusione della Cosov Villasanta (Scuola Calcio Ac Milan) e Max Pirotta (Preparatore dei Portieri e Tecnico riconosciuto dall’Associazione Italiana Allenatori Portieri).

    Quest’ultimo è preparatore e responsabile dell’intera accademia dove tiene lezioni collettive e individuali, preparazione per portieri di squadre esterne nei loro campi, allenamenti mirati anche per professionisti e camp invernali ed estivi.

    Insomma un mondo che gira attorno al ruolo del portiere, partendo dai più piccini fino ad arrivare alle fasce dei più grandi.

    Da settembre 2016 riprenderanno con regolarità tutti i corsi che si tengono tutto l’anno presso le strutture Cosov.

    Per tutte le informazioni il sito ufficiale è www.cosovgoalkeeperacademy.com mentre il sito personale del preparatore Max Pirotta è www.maxpirotta.com.

    Se anche tu che ci leggi, hai una scuola calcio per portieri, contattaci immediatamente, presentandoci le tue attività. Se riscuoterai il nostro interesse, sarai contattato per una proposta di collaborazione, utile a fare crescere la tua visibilità a livello nazionale!

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