Serie C1

  • La riforma della serie C: tanti portieri disoccupati?

    Come già scritto un po' di tempo fa da uno dei nostri siti amici Mondorossoblu.it, la Serie C si è rinnovata, cambiando nome (la nuova denominazione è "Lega Pro") e attuando una riforma strutturale del sistema e delle regole a cui le squadre iscritte dovranno attenersi per la nuova stagione.

    Tra queste quella più discutibile è il limite degli over 21 tesserabili, che saranno 18 per la Prima Divisione (ex serie C1) e solo 15 per la Seconda Divisione (ex serie C2), tagliando di fatto centinaia di posti di lavoro a giocatori professionisti adatti alla categoria, ma che faticheranno a trovare spazio nelle rose a meno di non ridursi lo stipendio per essere più appetibili rispetto agli altri colleghi. Ovviamente nessun limite di tesseramento è previsto per i giocatori under 21.

    Siamo pronti a scommettere denaro, che ciò penalizzerà soprattutto i portieri, visto che le società saranno sicuramente costrette a puntare su un dodicesimo under 21, per salvaguardare slot over 21 agli altri ruoli e ciò per quanto possa essere ottimo per tutti quei giovani validi in cerca di palcoscenici nei campionati professionistici, finiranno anche per dare spazio a elementi non adatti alla C (ops.. Lega Pro) a discapito di atleti che in passato si sono distinti per essere affidabili in qualunque momento.

    Noi nel nostro piccolo avremmo preferito che si puntasse alla limitazione degli stranieri, vero e proprio problema per i professionisti italiani, ma a quanto pare Macalli e compagnia sono di tutt'altro parere.

    Vediamo cosa succederà e se ci saranno novità, vi aggiorneremo prontamente, quindi continuate a seguirci.

    AGGIORNAMENTO: Per la stagione 2009/10 è previsto un'ulteriore riduzione dei giocatori "non giovani" delle squadre con un blocco della rosa a 22 giocatori di cui 14 in C1 e 11 in C2 senza limiti di età.  Speriamo veramente che l'AIC faccia qualcosa.

  • Portierecalcio.it intervista Giacomo Brichetto

    Giacomo Brichetto - portiere del NovaraConosco Giacomo Brichetto da un po' di tempo, avendo avuto occasione di scambio di opinioni e di quattro chiacchiere su un altro sito del settore. Lo ritengo uno dei portieri migliori e più interessanti in prospettiva di tutta la serie C1, dove quest'anno prima di un brutto infortunio alla spalla si è distinto tra i pali del Novara Calcio.

    Con lui parliamo dello spirito del calcio, della sua crescita calcistica e delle sue aspirazioni per il futuro. Ecco le nostre domande e le sue risposte.

    1. Calcio: lavoro o divertimento? Quale dei due aspetti è più importante per te?
    "Decisamente lavoro. Un lavoro da privilegiati, perché abbiamo la fortuna di fare quello che ci piace. Ma per quanto sia divertente, è indubbiamente un lavoro, soprattutto per le pressioni che arrivano dall’esterno che, in certi momenti, fanno proprio dimenticare l’aspetto più divertente del calcio."

    2. Parliamo dei tuoi idoli: a quale portiere ti sei ispirato o ti ispiri?
    "Non mi sono mai ispirato a nessuno sinceramente, credo che quelli della mia generazione siano già cresciuti calcisticamente con il mito di Buffon, sebbene sia solo 5 anni più grande di me. ma a 17 anni già giocava quindi a 12 anni già potevo intravedere in lui un modello! Oggi come oggi invece mi piace molto Cech."

    3. Per quale motivo hai cominciato a giocare in porta?
    "Non saprei... ci sono finito durante il primo allenamento della scuola calcio, direi per l’altezza, e non ne sono mai più uscito!"

    4. I preparatori che ti hanno seguito sono stati importanti per te? Quale ricordi con maggior piacere?
    "Sono stati sicuramente importanti, specialmente Rama che mi ha preso a 16 anni nelle giovanili dell’Alessandria e mi ha dovuto insegnare tutto visto che provenivo dalla Terza categoria. Poi ricordo Federici che nei 2 anni a Martina Franca mi ha fatto crescere molto. Ricordo con piacere anche Villa che nei 2 anni a Sanremo in C2, i primi da titolare, mi ha saputo valorizzare."

    5. Nonostante tu sia giovane, hai già qualche anno di carriera alle tue spalle? Qual è stata il momento più bello, e quale il più brutto?
    "Ho esordito nei professionisti a 18 anni, ma fino ai 22 non ho mai avuto la chance di giocare titolare. Ad Alessandria ero molto giovane e ho racimolato 9 presenze in C2 più le varie in Coppa Italia. A Martina ho fatto il secondo per 2 anni giocando 1 sola volta in C1. Meno male che in questi anni giungevano le convocazioni delle Nazionali giovanili, altrimenti probabilmente ora starei facendo un altro lavoro! Il momento più bello direi l’esordio nei professionisti, poi ci metto un Inghilterra-Italia U20 1-4 in cui ho disputato una delle migliori partite. Ricordo con piacere anche un Martina-Bari di TIM Cup in uno stadio stracolmo. La passata stagione ho vissuto parecchi momenti positivi, belle partite, interventi difficili, ma non mi ci soffermo più di tanto! Momenti più brutti ne ho passati molti, in modi diversi. Sia quando non giochi, sia quando le cose non vanno per il verso giusto e magari vieni contestato. Ma fa’ parte del gioco... e in una carriera sono sicuramente di più i momenti difficili che quelli in cui tutto ti gira per il verso giusto, per questo ci vuole sempre molto equilibrio."

    6. E' importante nella tua squadra avere un buon rapporto con gli altri portieri? Come ti sei trovato quest'anno a Novara con Micillo e Berti?
    "E’ molto importante secondo me, allenarsi con serenità e giocare tranquillo fa rendere molto di più. Quando io facevo l secondo portiere mi sforzavo, per quanto "rosicassi" a stare in panchina, di essere corretto e leale con l’altro portiere. E difatti ho ancora adesso a distanza di anni ottimi rapporti con tutti i portieri di cui sono stato il secondo, in alcuni casi vere e proprie amicizie, merce rara nel calcio. Appena sono passato titolare però mi sono reso conto che non tutti la pensano come me, vedo molta negatività, molta invidia anche da parte di chi ormai ha dato tutto e a fine carriera potrebbe aiutare un ragazzo più giovane. Insomma, qualcuno cerca di metterti il bastone tra le ruote. Ma con Berti il rapporto è stato ottimo, spero di ritrovarlo anche l’anno prossimo."

    7. Se, come ti auguriamo, arriverai a calcare i campi della serie B o meglio ancora della A, con che numero ti piacerebbe giocare?"
    "Non saprei... prima spero di arrivare in quelle categorie, poi ci penserò!!

    8. Ti tenta l'esperienza internazionale?
    "Molto, ho un’autentica passione per il calcio inglese, e per l’estero in generale. Quando ero più giovane sembrava ci potesse essere la possibilità, ma non si è mai concretizzato nulla. In ogni caso, la speranza è l’ultima a morire!!"

    9. Parliamo di abbigliamento: come preferisci vestirti in allenamento e come in partita?
    "In allenamento uso dei pantaloncini speciali per proteggere i fianchi, poi di solito pantaloni ¾ e una felpa sopra la normale maglietta da allenamento. In partita maglietta a maniche corte (quando me le fanno tagliare!!) e pantaloncini senza imbottiture."

    10. Come dovrebbe essere per te il guanto da portiere "perfetto"?
    "A me piace il guanto che sia abbastanza aderente, ma non ho modelli in particolare..uso quelli che mi da lo sponsor tecnico e quando individuo il modello che mi piace vado avanti con quello."

    Ringraziamo Giacomo per la disponibilità e gli auguriamo un pronto recupero dal problema alla spalla che l'ha costretto alla fine anticipata del campionato. Siamo convinti che a settembre lo rivedremo tra i pali più forte di prima, pronto a stupirci ancora con i suoi interventi ai limiti dell'impossibile.

  • Portierecalcio.it intervista Davide Faraon

    Davide Faraon - Portiere del TarantoGrazie all'aiuto indispensabile di Luca "Rossoblu87" Barone (autore della foto) e del Direttore Generale Vittorio Galigani, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, abbiamo avuto la possibilità di incontrare nella mattinata di ieri Davide Faraon, portiere titolare del Taranto Sport, ventitré anni ad agosto e rivelazione positiva di questa stagione. Il portiere rossoblù ha infatti sostituito Nicola Barasso, conquistandosi il posto con ottime prestazioni e subendo solo tre gol nelle tredici partite sin qui disputate.

    Con lui abbiamo avuto una chiacchierata informale, parlando della sua carriera, delle sue aspirazioni, del materiale e dell'abbigliamento tecnico che usa in allenamento e in partita. Ecco le sue risposte alle nostre domande.

    1. Il calcio per te oltre a essere lavoro riesce a essere anche divertimento?
    "E' prima divertimento e poi lavoro perché giocare in posti dove ti pagano per andare dietro a un pallone, credo che sia bellissimo. Deve essere sempre prima un divertimento e poi un lavoro."

    2. Chi sono i tuoi idoli o comunque i tuoi punti di riferimento? Ti ispiri a loro?
    "I miei idoli sono persone che sono "arrivate" nel calcio come Toldo e Buffon. Ispirarsi e imitare la tecnica non è facile, così come non lo è il paragone, ma spero di riuscire a fare quello che hanno fatto loro."

    3. Come hai cominciato a giocare in porta?
    "Tutta colpa di mio padre. Facevo il difensore centrale, però menavo troppo e allora per sicurezza mi hanno messo letteralmente in porta." (dice sorridendo ndAzzurro)

    4. Quali sono i preparatori che ti hanno seguito?
    "Importanti non tanti, ma ho imparato da tutti e le cose che hanno detto mi sono sempre servite, lavorando nella maniera migliore."

    5. Quali sono stati i momenti più significativi della tua carriera?
    "Il più bello penso che sia quest'anno. Ho fatto anche i playoff in serie B con il Perugia, però vivendoli dalla panchina non mi sono sentito coinvolto del tutto, visto che non potevo essere in campo. Diverso è il giocare, visto che ti da sensazioni diverse e molto positive."

    6. Che rapporti hai con Nicola Barasso (attuale riserva)?
    "Come già detto nell'intervista a Taranto sera, con Nicola ho un grandissimo legame anche perché lui è sempre stato pronto a darmi una mano in ogni momento. Quando vai al campo una volta al giorno per allenarti è fondamentale mantenere un ottimo rapporto con i compagni di squadra e soprattutto di reparto."

    7. Una curiosità: se dovessi arrivare a giocare in serie A o in serie B, quale numero vorresti sulle tue spalle?
    "Un numero vale l'altro, ma se dovessi scegliere, mi andrebbe benissimo il 12, visto che a Perugia lo avevo. L'importante è arrivare in quei campionati, poi va bene anche il 1121..."

    8. In allenamento tendi a usare abbigliamento protettivo, o ti limiti a utilizzare ciò che ti passa la società (anche se magari non ti protegge)?
    "Per me proteggermi in allenamento è fondamentale e uso un pantaloncino imbottito e attillato in neoprene per evitare le borsiti ai fianchi."

    9. In partita come preferisci vestirti? Protezione o libertà di movimento?
    "Preferisco la massima libertà di movimento, però uso maglie a maniche lunghe imbottite, come quella che indosso adesso di colore rosa (un modello da noi in vendita in altri colori). Qui però entra anche in gioco il fattore scaramanzia, visto che se vinciamo, continuiamo a indossare le stesse cose."

    10. Quale marca di guanti utilizzi e hai utilizzato in passato?
    "Sono sponsorizzato dalla Uhlsport da 2 anni e mezzo, quindi uso i guanti e le scarpe che mi passano loro, ma li ho utilizzati anche in passato e mi ci trovo davvero bene."

    11. Con quale modello ti sei trovato meglio?
    "L'Absolutgrip X-change lite della Uhlsport, piacendomi parecchio i palmi sagomati, molto più resistenti rispetto a quelli tradizionali, che in allenamento, sfruttandoli ogni giorno, mi durano molto meno."

    12. Ho notato che i guanti Uhlsport che usi hanno nelle versioni in vendita le stecche. Tu le utilizzi o ne fai a meno?
    "Mi capita di usarle, visto che ho la tendenza a insaccarmi le dita, anche se ultimamente ne sto facendo a meno. A differenza di alcuni miei colleghi, non mi danno fastidio e comunque in partita la concentrazione è tale, che non le sento e quindi è come se non le avessi."

    Ringraziamo Davide Faraon per la disponibilità e la simpatia avuta nei confronti della nostra iniziativa e gli auguriamo i migliori successi professionali e nella vita.

  • Taranto Sport: Faraon dice la sua

    Davide Faraon - Portiere del Taranto.Ci occupiamo oggi di Serie C e della squadra della nostra città, il Taranto Sport, riprendendo alcuni estratti di un'intervista, pubblicata su Tarantosera all'attuale numero 1 della squadra rossoblù Davide Faraon. Una lettura interessante che può aiutare a capire come funziona il calcio "minore".

    Non dite a Davide Faraon, 21 anni ed una carriera che molti profetizzano come luminosa, che è il titolare della maglia numero 1. "Io non mi sento titolare. Si è titolari quando lo dice l’allenatore. E il mister lo dice soltanto la domenica mattina". Marco Cari però, dalla trasferta di Castellammare in poi, ha però sempre preferito lui a Nicola Barasso, che i galloni li portava dall’estate. Prima un infortunio, poi una serie di prestazioni altalenanti del portierone stabiese hanno dato vita ad un ballottaggio che adesso sembra avere un vincitore. "Ma tra me e Nicola non ci sono problemi, nè rivalità. Anzi, posso dire che siamo amici, amici veri. Ci unisce un rapporto sincero, e non abbiamo problemi neppure a parlare di questa situazione. Lui è un bravo ragazzo ed un eccellente professionista, da cui si può imparare tanto, e non mi ha mai messo in difficoltà. Semmai, mi ha aiutato".

    Svicola, il giovane portierino rossoblu, quando gli vengono snocciolati i dati che lo vedono come uno dei portieri meno battuti della serie C nel rapporto tra minuti giocati e gol subiti: "Diciamo che sono stato bravo a sfruttare le occasioni che mi si sono parate davanti. In ritiro, questa estate, sapendo di avere un compagno di reparto come Nicola Barasso, pensavo che anche quest’anno avrei giocato poco". Invece, la storia ha preso un binario diverso.

    Domenica il Taranto affronterà il Crotone in trasfera per un incontro fondamentale per entrambe le squadre. Un antipasto dei prossimi playoff? Se lo augurano tutti.

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