Il blog di Portierecalcio.it

  • E' il momento giusto per l'esordio di Donnarumma nel Milan?

    donnarumma milan

    Ci sono ragazzi che sognano di giocare per le più importanti squadre di calcio del mondo. Altri che possono davvero realizzarlo. Uno di questi è Gianluigi Donnarumma, il giovanissimo portiere del Milan, classe 1999. A soli 16 anni potrebbe battere il record di esordio in Serie A per un portiere, ora appartenente a Buffon e Peruzzi, che fecero la loro prima apparizione ufficiale a 17 anni e 9 mesi.

    Donnarumma è solo l'ultimo di una nutrita schiera di giovani portieri italiani predestinati. L'elenco è lungo e molti di questi aspettano ancora la loro occasione o cercano di rilanciarsi e maturare altrove. Alcuni nomi? Sarebbero tanti, ma l'esempio di Scuffet è probabilmente quello più affine. Lanciato in campo due stagioni fa ad Udine, sembrava dovesse iniziare una rapidissima carriera in palcoscenici importantissimi. Ora gioca la sua prima vera stagione da titolare al Como. Vuol dire che ha fallito? Certamente no, considerata la giovanissima età del ragazzo e quanto di buono già fatto mostrare. Ma vale come monito a non farsi condizionare da qualche titolo sui giornali e in televisione.

    Giornali e canali televisivi, infatti, proprio in questi giorni stanno alimentando il fuoco. La partenza non straordinaria di Diego Lopez, assieme a presunte incomprensioni con Mihajlovic, spingerebbero per il cambio tra i pali anche in campionato. Ora, pur riscontrando il diverso rendimento dell'esperto portiere spagnolo, a me sembra francamente pericoloso fare questo tipo di scelta. Diego Lopez è un ottimo portiere e i problemi in difesa del Milan non dipendono solo da lui. Che lo scorso anno sia stato il migliore dei rossoneri non è certamente sufficiente a garantirgli il posto, ma sarebbe sufficiente a dargli ancora fiducia e non commettere il doppio errore di lanciare un ragazzo, che per quanto potenzialmente bravo, potrebbe soffrire in egual misura delle difficoltà del reparto arretrato milanista.

    Oggi non sappiamo se Donnarumma potrà diventare uno dei migliori portieri della nuova generazione. I campi da calcio sono pieni dei 'cadaveri sportivi' degli eredi di Buffon. Rischiare un prospetto del genere, in una squadra che non deve limitarsi a fare qualche risultato, ma raggiungere almeno il terzo posto, potrebbe essere controproducente. Vale davvero la pena correre questo rischio così presto? La scelta è nelle mani dell'allenatore e dello staff tecnico. Noi continueremo a seguire la situazione con curiosità e augurandoci che il giovane ragazzone di due metri, possa realizzare i propri sogni e diventare davvero quello per cui lavora ogni giorno.

  • Cinque cose che fa il portiere prima di giocare

    borsone portiere calcio

    Prima ancora di diventare venditori di guanti e abbigliamento da portiere, siamo stati e lo siamo ancora, dei portieri. Non abbiamo mai raggiunto livelli, neanche lontanamente vicini a quelli di un vero estremo difensore, ma qualche bella parata riusciamo ancora a farla.

    Una cosa però, ci accomuna tutti. I piccoli e i grandi riti che precedono l'evento. Può essere una partita tra amici, il torneo amatoriale, un allenamento o un incontro ufficiale. Con le dovute differenze, tutti questi eventi hanno alcune cose in comune. Ne abbiamo raccolte cinque e ne abbiamo fatto un elenco semiserio che non potrà non strapparvi qualche sorriso.

    1. Ricordarsi di dover andare a giocare. Vi sarà capitato almeno una volta (nella vita, non al mese) di dimenticare che più avanti nella giornata era stata organizzata una partita o spostato l'allenamento per motivi oscuri. Niente borsone portato a lavoro o appuntamenti presi che andranno spostati o annullati. Sì, perché alla giocata non si rinuncia.

    2. Evitare qualsiasi complicazione lavorativa e sentimentale. Se abbiamo bene a mente cosa ci aspetta in giornata, stare lontano dai problemi è l'unica soluzione. Uno straordinario (non pagato), una complicazione, telefonate per improvvise crisi esistenziali, incidenti stradali, allagamenti o tensioni geopolitiche mondiali? Non ci interessano, perché non possiamo fare tardi al campo.

    3. Preparare il borsone. Elemento fondamentale per il vero portiere. Più misterioso della borsa di una donna. Aspetta tu! Sei mica quel tipo di portiere che si presenta tranquillo un minuto prima di giocare, armato solo di un paio di guanti distrutto e la maglia della salute? Ok, salta questo punto e vai a sederti in quell'angolo buio. Dicevamo del borsone, custode di tutti gli indumenti che il vero portiere deve possedere. Quali sono? Continua a leggere

  • I portieri di Serie A dopo le prime giornate del campionato

    Tatarusanu titolare fiorentina

    Le prime sette partite di campionato sono in archivio e mai come negli ultimi anni, i risultati sul campo hanno spesso disatteso le aspettativi di tifosi ed esperti. Come sempre, noi preferiamo concentrarci sull'andamento dei portieri, analizzandone le prime prestazioni e giudicandoli senza alcuna remora. Non è un report completo, ma un piccolo insieme di pensieri vari, parziali e provvisori.

    Chi ci sta piacendo di più? Non solo per il primato in classifica, ma Tatarusanu ha mostrato ottima personalità, oltre a buone prestazioni. Situazione non affatto scontata, dopo quanto successo la scorsa stagione e con l'arrivo di Sepe, tutt'altro che disposto al suo arrivo a fare da docile secondo.

    Si conferma Bizzarri. Dopo il suo ottimo impatto al Chievo, nessun cambio di rotta in questa partenza di stagione. Ancora una volta pochi gol subiti ed estrema affidabilità.

    Meritano il nostro apprezzamento anche Consigli e Sportiello, entrambi bravi a mantenersi su buoni livelli. Il loro contributo si conferma importante per i buoni esiti di Sassuolo e Atalanta. Continua a leggere

  • Che guanti da portiere usa Buffon?

    Gigi Buffon indossa guanti da portiere Puma One Grip 1 nella colorazione Ultra Yellow dello Spark Pack, uscito nella seconda metà di gennaio 2020.

    E' una domanda che ci viene rivolta spessissimo sui nostri canali sociali, via email e chat. E diverse volte vediamo persone arrivare sul sito in cerca di risposta. Se sei tra quelli che ancora non lo sanno, Buffon indossa guanti da portiere Puma da oltre dieci anni. Agli inizi della sua carriera, invece, portava i Reusch.

    Negli anni sono cambiati i nomi, passando da King, v-Pro, Powercat, evoPOWER arrivando a partire dalla stagione 2017/2018 alla nuovissima collezione "ONE". Il portiere della Juventus si è legato al marchio tedesco con reciproca soddisfazione, sancendo una collaborazione che proseguirà anche al termine della carriera agonistica.

    Ci sono altre domande legate direttamente ai guanti indossati. Usa le stecche? La risposta è no. Come la quasi totalità dei portieri professionisti, Buffon non usa stecche protettive. Perché? In quanto atleti, abituati ad allenarsi quotidianamente e con ore e ore di pratica, la presa corretta del pallone è talmente naturale dal non necessitare di protezioni.

    Questo non vuol dire che non incorrano in rischi, ma quando necessario, preferiscono ricorrere a bendaggi, per non perdere in sensibilità, calzando guanti, sicuramente più sicuri, ma decisamente meno sensibili.

    I guanti attualmente indossati da Buffon sono i Puma One Grip 1. Disponibile anche in colorazione rossa, come usato nei primi mesi della stagione 2019/2020.

    Niente stecche per lui. Non le ha mai indossate. Per chi invece le volesse provare, sono disponibili i modelli One Protect con stecche protettive. Il One Protect 1 è dotato di stecche estraibili. La versione One Protect 2 non estraibili e senza il pollice.

    E per i bambini? Non manca il modello One Grip 1 in versione junior.

    Se volete vedere i modelli attualmente in vendita sul nostro ecommerce, vi rimando alla pagina completa dei guanti da portiere Puma. Sotto, infine, trovate la linea grafica del modello che Buffon sta attualmente indossando.

    Buffon usa i guanti Puma One Grip 1

    Articolo aggiornato al giorno 4 febbraio 2020

    novità guanti da portiere

  • Prime riflessioni sui portieri della Serie A 2015/2016

    szczesny allenamento romaIl calciomercato 2015 non è ancora terminato, ma possiamo già fare qualche riflessione sul parco portieri della prossima Serie A. Un mercato decisamente movimentato, tra importanti ritorni, ennesime scommesse estere e nuovi prestiti con speranza di valorizzazione. Ma osserviamo nel dettaglio ogni singola squadra.

    Partiamo dall'Atalanta che ha mantenuto Sportiello. Qualche ipotesi giornalistica di cessione, ma nulla di mai davvero concreto. Giusta la permanenza a Bergamo dopo la prima stagione da titolare in A. Si attendono importanti conferme per una delle sorprese dello scorso campionato.

    Il Bologna, tornato immediatamente nella massima serie, si affida ad uno dei portieri italiani più esperti. Mirante, liberato, suo malgrado, dal fallimento del Parma, si è spostato di pochi chilometri. Il suo secondo sarà Da Costa, andato in Emilia per risalire immediatamente. Probabile si aspettasse maggior fiducia nei suoi confronti.

    Il Carpi, vincitrice dell'ultima Serie B, si pensava potesse ripartire da quel Gabriel, gran protagonista della vittoria degli emiliani. E invece, la scelta è andata su Brkic, nuovamente in uscita da Udine e reduce dalla non felice esperienza di Cagliari. Avrà ancora molto lavoro da fare.

    Il Chievo conferma l'ottimo Bizzarri, fondamentale nella lunga corsa verso la salvezza clivense. Si spera che possa ripetersi e contribuire ancora ad una stagione tranquilla e senza alcun patema. Continua a leggere

  • 15 consigli per giocare in porta e divertirsi

    pallone campo calcettoQuesto articolo è rivolto a chi si ritrova a giocare in porta saltuariamente. Sappiamo bene quanto sia raro trovare il mitologico portiere fisso, spesso invocato e citato in video e articoli ironici.

    Capita spesso che si arrivi al campo e si scopra che i propositi di fare dieci gol, fornire assist di tacco o lacerare le caviglie degli avversari, svaniscano d'incanto per fare spazio a quello che non non avresti mai pensato: evitare di prendere gol.

    Perché il portiere non c'è

    Quali sono i motivi che portano più spesso a questa situazione?

    Il portiere è un essere umano come tutti e può avere qualche impedimento che non gli consenta di giocare.

    Può essere il classico bidone senza motivo (che al portiere si perdona più facilmente, perché guai a perderlo...)

    Può capitare un infortunio che si protrae e costringe a saltare l'appuntamento.

    Ci sono altre ragioni più che valide e che cambiano a seconda dell'età. Lo studio, un lavoro non concluso o un cambio di turno, servizi per i figli, o una compagna di relazione che ha deciso che tu non debba giocare per oscuri motivi.

    C'è un'altra condizione che può portare qualcuno in porta, anche in presenza di un portiere fisso: la partita che va a 'buone donne'. In tali situazioni, se il portiere si sta annoiando, può chiedere o pretendere di cambiare ruolo con qualcuno. Solitamente, qualche compagno altrettanto scazzato, gli dà il cambio, ma potrebbe capitare che non ci sia nessuno ben disposto a cedere il posto.

    L'ultima che prende ancora in considerazione il portiere, è che si faccia male e non riesca a stare in porta, neanche giocando da fermo.

    Tocca a te stare in porta

    Sei il prescelto. Gli altri pensano debba essere tu il portiere, magari con scuse del tipo: "Dai, te la cavi in porta, hai le movenze, io ho il gomito che fa contatto con il piede, sono cieco, non posso sporcarmi le mani" etc.

    Credo sia il caso di leggere questi consigli che potrebbero esserti molto utili. Non diventerai un campione, ma eviterai di fare brutte figure. O addirittura innamorarti di questo ruolo e decidere di farlo un po' più seriamente. 

    1. Non prenderti sul serio. Che tu vada in porta per caso o ci giochi abitualmente, non sei un professionista. Gli errori fanno parte del gioco, anche se possono costare il gol.

    Ci sono i difensori che sbagliano il tempo di un contrasto, i centrocampisti che passano male e non coprono e attaccanti che si divorano facili occasioni. Siamo pari tra pari (o pali...).

    2. Non subire passivamente le critiche. Non farti sopraffare dagli sfottò o dai rimbrotti degli altri. Non sei pagato per parare. Divertiti. Usali come stimolo per migliorarti. E se proprio non resisti, cambia gruppo. Non ti meritano. Continua a leggere

  • I nuovi guanti Uhlsport 2015 e il lattice Supergrip

    Il nuovo lattice Uhlsport SupergripTempo di nuove uscite per Uhlsport. Dopo l'annuncio fatto nei mesi scorsi, la nuova linea Ergonomic e altre paia di guanti sono finalmente disponibili. Modelli storici che si rinnovano e innovano come da tradizione dell'azienda tedesca, sempre attenta a proporre innovazioni nel settore.

    Questa volta è il turno del nuovo lattice Supergrip. Una mescola che migliora il grip in condizioni asciutte e la resistenza all'abrasione. Frasi non scritte per mera promozione, ma frutto di un test durato qualche mese.  Questa è la sintesi di Gaspare: "La mescola è davvero innovativa, flessibile ma densa, lavorata con inserti che ne "macchiano" il caratteristico colore arancio, adesiva quasi come lo storico APG e resistente come il D1 Reusch. Ad oggi il palmo è praticamente intatto, nonostante il contatto con sintetici non più nuovi". La foto che segue è altamente indicativa.

    I guanti Uhlsport Supergrip usati

    La nuova mescola è disponibile su due modelli, l'Ergonomic 360 Supergrip Bionik X-Change e l'Ergonomic 360 Supergrip HN. In cosa consiste esattamente la dicitura 360? E' la particolare forma data alle cucitura delle dita. Non un semplice taglio classico con cuciture esterne, ma avvolgente sino a coprire una parte del dorso. Il risultato è una maggior superficie di lattice e una calzata più massiccia e compatta sulle dita. Cosa cambia tra i due modelli? Gli appassionati Uhlsport avranno riconosciuto nel primo la presenza del sistema di protezione alle dita Bionikframe. In questo modello la struttura può essere rimossa e resa più rigida (in ogni singolo dito) con dei cappucci flessibili. Il secondo, pur restando mediamente massiccio, è certamente più leggero e aderente, anche per il taglio negativo delle dita.

    Ergonomic 360 Supergrip Bionik X-Change Ergonomic 360 Supergrip HN
    Ergonomic 360 Supergrip Bionik X-Change Ergonomic 360 Supergrip HN

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  • I portieri di calcio e i social network

    La presenza dei portieri sui social network

    La presenza sui social network è diventata una attività indispensabile per qualsiasi personaggio pubblico. La possibilità di rapportarsi più facilmente con i propri fan ed il maggior controllo sulla propria immagine, sono solo alcuni dei vantaggi. Essere iscritti è anche il miglior deterrente contro gli innumerevoli cloni che si spacciano per loro - venendo ripresi talvolta da media poco attenti a verificare l'attendibilità dell'account - e convogliare sul profilo ufficiale le persone interessate a seguirli.

    E come si comportano i portieri di calcio? Seguendoli da anni è sorta la curiosità di verificare, numeri alla mano, la loro frequentazione sui tre più conosciuti social network: Facebook, Twitter e Instagram. Si dà per scontato che tutti i portieri più famosi a livello internazionale e nazionale siano presenti. La verità è ben diversa e solo una parte ama condividere su tutti i tre social.

    Il campione considerato è di 53 portieri. 16 sono italiani e 37 stranieri, di varia nazionalità. Il rilevamento numerico è stato fatto il 21 luglio. I risultati considerano esclusivamente gli account certificati o comunque attendibili al 100%. In presenza di profili non verificati e di dubbia natura, abbiamo deciso di non prenderli in considerazione, nonostante in alcuni casi, questi avessero diverse migliaia di iscritti.

    Come facilmente immaginabile, Facebook è il social che raccoglie il maggior numero di iscrizioni totali alle pagine pubbliche dei portieri. Oltre 72 milioni che doppiano i quasi 32 di Twitter e disintegrano i 16 di Instagram. Continua a leggere

  • L'evoluzione dell'abbigliamento da portiere

    portiere vintage

    Il calcio, come tutti gli sport, ha le sue regole. La gran parte sono conosciute dagli appassionati, ma ne esistono altre meno note.

    Chiunque, anche chi non segue questo sport, sa che il portiere deve indossare un completo diverso dai compagni di squadra, dagli avversari e dall'arbitro.

    Molti, però, non sanno che oggi il suo abbigliamento deve rispettare il limite di tre colori (in diverse tonalità). Ma non è sempre stato così.

    Le maglie in lanetta

    Durante gran parte del secolo scorso, più o meno sino alla fine degli anni 70, i portieri vestivano esclusivamente maglie in lana o lanetta in tinta unita, con i bordi che talvolta richiamavano i colori sociali del club di appartenenza.

    In Italia il colore predominante era il nero a cui segui anche il grigio, mentre in altri paesi come la Spagna e l'Inghilterra, si preferiva un maglione verde o giallo.

    In Inghilterra, per essere più precisi, il verde, su decisione della Football Association nel 1912, divenne il colore per indicare i portieri. Ce n'erano altri, ma rischiando di confondersi spesso con gli avversari, si preferì uniformare la scelta. Il giallo, invece, era riservato al portiere della nazionale.

    In alcuni campionati, non era presente il numero 1, perché non era previsto il portiere di riserva in panchina. Esistevano naturalmente delle eccezioni cromatiche, ma nella maggior parte dei casi ci si atteneva alle consuetudini.

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  • Piccola storia dei guanti da portiere

    Pfaff da giovane con guanti da portiere 'di altri tempi'

    In uno dei nostri tanti articoli, abbiamo cercato di spiegare le principali differenze tra i guanti da portiere classici e quelli dotati di stecche protettive. Identici nella finalità di aiutare il portiere in fase di presa, ma con caratteristiche e peculiarità diverse.

    Vi sarà sicuramente capitato, però, di vedere qualche immagine in bianco e nero di portieri italiani e stranieri. Molti di loro non indossavano alcun tipo di guanto. Era un calcio diverso, con meno soldi e dove non c'era ancora la guerra tra brand a suon di novità e campagne pubblicitarie. Per scendere in campo bastavano un completo, solitamente nero e in lana, anche d'estate... e un paio di scarpe dotate di tacchetti, indistinguibili da quelle di qualsiasi altro giocatore. E dunque, sino alla fine degli anni 70, chi andava tra i pali, preferiva stare a mani nude o con dei guanti primordiali o addirittura di fortuna. Curioso il caso di Adriano Bardin del Lanerossi Vicenza, che (come raccontatoci da lui) indossava guanti realizzati dall'amorevole suocera. Continua a leggere

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