Il blog di Portierecalcio.it

  • La tecnica del portiere nel calcio a 8

    calcio8

    Il calcio a 8 ha permesso a tante persone di cimentarsi in qualcosa di molto simile al calcio classico, con spese minime (di poco superiori all'affitto di un campo da calcio a 5) e divertimento e somiglianza maggiore rispetto al futsal.

    Fuorigioco a parte (quasi sempre non applicato per la gioia di chi arbitra questi tornei), le regole sono quelle del calcio a 11. Ciò però costringe il portiere ad aumentare l'attenzione nello sviluppo del gioco offensivo degli avversari e alla difesa di restare più arretrata, per evitare che gli attaccanti avversari "facciano la tenda" nell'area di rigore.

    Come deve prepararsi il portiere il calcio a 8?

    Il calcio a 8 è molto più simile al calcio a 11, rispetto la versione a 5. Il portiere deve effettuare una preparazione tecnica tradizionale. Ciò non toglie che a causa della velocità dell'erba sintetica (la quasi totalità di questi impianti sono realizzati con manti artificiali), sia fondamentale non finire sempre a terra e rialzarsi il più velocemente possibile per intervenire sulle ribattute avversarie, rese più facili dall'assenza dell'offside.

    Se hai tempo e possibilità di allenarti, oltre che giocare, sviluppa molto esplosività e riflessi. Questi ultimi fanno davvero la differenza.

    Come deve muoversi nell'area di rigore?

    L'area piccola è territorio solo del portiere. Devi dominarla, sia nelle prese alte, sia nell'attacco basso alla sfera. Nell'altra area lascia che siano i tuoi compagni di squadra a presidiare la zona, sia che giochiate a 3 o a 2 dietro.

    Rinvia da fondo campo senza lanciare la palla lontano. Tenta sempre il gioco corto, cercando i terzini. Buttare la palla via, significa concedere un immediata ripartenza ai tuoi avversari. Sempre meglio costruire con calma l'azione.

    Come coprire la porta?

    Non esistono ancora dimensioni standard per le porte da calcio a 8. La misura dovrebbe essere 5,50 metri di lunghezza per 2,20 di altezza, ma se ne trovano più basse o più strette. Raro trovarne di più grandi.

    Non servono doti atletiche da professionista per coprire tutto lo spazio. A quasi 43 anni e con un fisico non propriamente asciutto (sto lavorando per migliorarlo! :-) ), mi è molto facile farlo. Non vedo quindi il problema per portieri più giovani e in forma. Fondamentale non scoprire eccessivamente il primo palo, per coprire anche il secondo. L'attrito ridotto sul pallone, soprattutto se il campo sintetico è umido, potrebbe creare grossi problemi di recupero, soprattutto sui tiri rasoterra.

    Tuffati solo quando sia necessario o sia l'istinto a superare la ragione. Rimettersi in piedi deve essere questione di attimi per evitare guai. Meglio fare una serie di passi laterali molto veloci e conservare l'equilibrio.

    Meglio parare o deviare il pallone?

    Nel calcio a 8 la priorità del portiere deve essere quella di bloccare il pallone. Abbiamo già scritto sopra sia della mancanza del fuorigioco, sia della velocità del campo che degli attaccanti piazzati oltre i difensori.

    Respingi il pallone solo se non hai il tempo materiale di fermare la sfera. Fallo deviandolo sui lati esterni, mai davanti. Certo, potrà capitare, ma lavora per evitare che sia la norma.

    Parare il pallone significa anche fare ripartire più velocemente i tuoi compagni di squadra, rilanciando il pallone subito con le mani. Più occasioni per la tua squadra, meno opportunità per i tuoi avversari.

    Come vestirsi?

    La zona dell'area piccola è quella più calpestata e soggetta a usura anche sui campi più nuovi. Non scendere in campo senza protezioni sui fianchi e sui gomiti. Gli spazi sono più stretti e i contatti più frequenti, sia tra compagni che con gli avversari.

    Indossa maglie da portiere con protezioni e imbottiture, senza appesantirti eccessivamente. Trova il giusto equilibrio tra protezione e libertà di movimento. Una sottomaglia specifica come la Storelli o la Reusch sotto una maglia a mezza manica può essere un'ottima alternativa.

    Ragiona allo stesso modo per le gambe.  Se il campo è in condizioni pessime, provvedi a proteggere anche le ginocchia. Pantaloni da portiere lunghi o a 3/4 risolvono questo problema, prevengono traumi che possono condizionarti in partita e ti evitano di tornare a casa con botte e sbucciature.

    Se ancora non ti ho convinto, leggi questo nostro post. L'erba artificiale può riservare brutte sorprese!


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    novità portierecalcio.it

  • Intervista a Elia Benedettini (San Marino e Novara)

    benedettini

    È davvero un piacere avere qui sul blog di Portierecalcio.it Elia Benedettini!

    Elia è il portiere della Nazionale della Repubblica di San Marino nonché uno dei portieri del Novara, che milita in Serie B.

    Ho avuto il piacere di conoscerlo grazie a un commento sulla nostra pagina ufficiale su Facebook, dove l'estremo difensore sammarinese mostrava il suo disappunto per l'assenza di Neuer (infortunato) nella sfida che lo avrebbe visto contrapporsi alla Germania.

    Da quel momento è nato uno scambio amichevole di messaggi dal quale è scaturita questa intervista, che oggi pubblichiamo qui. Buona lettura!


     

    Portierecalcio.it: Ciao Elia e grazie per il tempo che stai mettendo a nostra disposizione e dei lettori del blog. Partiamo prima di tutto dall'emozione di vestire la maglia della nazionale del tuo paese e del misurarti contro dei fuoriclasse che la stragrande maggioranza dei tuoi colleghi vedrà solo in televisione. Cosa si prova?

    Benedettini: È un emozione indescrivibile, per me è come indossare la maglia della nazionale italiana per qualsiasi altra persona che vive in Italia. Un onore e un privilegio. Giocare contro nazioni infinitamente più grandi di noi, con giocatori che spesso e volentieri vediamo giocare finali di Champions, sono esperienze che ti porti dentro finché campi, non conta il risultato. In campo mettiamo tutto noi stessi per onorare e far rispettare il Paese. Spesso riceviamo critiche da parte di molti, ma andiamo avanti a testa alta consapevoli di quanto sacrificio e lavoro c'è dietro ad ogni partita. Chiaramente per un paese in cui solo 100/150 persone giocano a calcio è difficile avere una qualità alta rispetto a chi seleziona tra milioni di giocatori.

    Portierecalcio.it: Qual è stato il momento più bello e quale il più brutto della tua carriera in nazionale?

    Benedettini: Il ricordo più bello senza alcun dubbio è la vittoria in Under 21 contro il Galles, la prima per la Nazionale. Eravamo un gruppo fantastico composto da amici cresciuti con te fin dai primi calci al pallone. È stato qualcosa di stupendo. Di momenti brutti purtroppo se ne vivono tanti in nazionale, speri sempre di far il meglio possibile ma spesso capita di prendere troppi gol. Forse però uno su tutti può essere contro la Lituania in casa loro, eravamo 1-1 al 92", ricordo che all'ultima azione prendemmo gol. Tutta la squadra fece una grande partita. Eravamo a 10 secondi da riscrivere la storia, crollai a terra in lacrime, meritavamo quel punto.

    Portierecalcio.it: A differenza dei tuoi compagni stai facendo una carriera da professionista e in questo momento sei uno dei portieri del Novara. Come è stato esordire in Serie B?

    Benedettini: Non penso servano aggettivi per descrivere un esordio in serie B, è qualcosa di unico. Tutti i sacrifici fatti da quando avevo 5 anni sono stati ripagati in 90 minuti. Purtroppo abbiamo perso 4-1 in casa dell Entella, ma dopo una settimana ho avuto un altra occasione che andò decisamente meglio (2-1 in casa contro il carpi). Spero sia solo l'inizio.

    Portierecalcio.it: Sogni di ripercorrere i successi di Massimo Bonini e Marco Macina, che hanno assaporato il calcio che conta?

    Benedettini: Non hai citato giocatori qualunque, sono giocatori, specialmente Massimo, che hanno fatto una grande carriera. Sicuramente l'obiettivo di ogni giovane è arrivare più in alto possibile senza mai porsi limiti, poi solo il tempo rivelerà se sarò all altezza o meno. Di sicuro bisogna lavorare duro ogni giorno e sputare sangue per arrivare a quei livelli.

    Portierecalcio.it: Parliamo dell'allenamento. Cosa ti piace curare di più durante la settimana?

    Benedettini: Quest'anno ho avuto l'onore di essere allenato da Massimo Cataldi, uno che ne sa e molto. Cura i portieri a 360°, e se c'è una cosa che ho imparato è che l'intensità negli allenamenti e la cattiveria non può mai mancare, in ogni singolo esercizio bisogna dare l'anima.

    Portierecalcio.it: Dove pensi che tu possa migliorare tecnicamente?

    Benedettini: Ogni portiere può migliorare in tutto, nessuno è mai completo veramente. Soprattutto a 22 anni.

    Portierecalcio.it Cosa vorresti dire ai ragazzi che ti stanno leggendo ora sul nostro blog?

    Benedettini: Se siete portieri, indipendentemente dalla categoria che si occupa, state facendo il ruolo più bello e importante. Sempre a testa alta. Non mollate mai. Un abbraccio a tutti i lettori.

    Portierecalcio.it: Grazie a Elia per la disponibilità! Speriamo che possa avere tantissime soddisfazioni sportive e siamo pronti a seguirlo e a supportarlo con il nostro tifo!


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  • La piaga delle raccomandazioni nel calcio giovanile

    bambini bayern portieri

    Pubblichiamo, ringraziandolo per l'amichevole concessione, un post del preparatore dei portieri Max Pirotta, in cui il tecnico lombardo affronta in maniera diretta la questione delle raccomandazioni nel calcio giovanile. Buona lettura dallo staff di Portierecalcio.it.


    Mi permetto di aprire con molta cautela un discorso ampio e con mille sfaccettature riguardante le raccomandazioni per l'ingresso del proprio figlio in squadre più o meno blasonate.

    Tutti i genitori vorrebbero vedere il proprio figlio realizzato nel calcio in ambiti prestigiosi a livello professionale, dove la massima serie e non solo porta a obiettivi e guadagni molto alti. Per arrivare nell'olimpo però bisogna avere delle caratteristiche tecniche veramente importanti, sudate negli anni con tanto lavoro, sacrificio e dedizione.

    Mio malgrado ho visto situazioni di ragazzi al limite dell'impensabile. Genitori che hanno fatto di tutto per far arrivare il figlio a vestire maglie importanti, finito poi schiacciato dal peso di tutto ciò che gira attorno a quel mondo.

    Arrivato aprile è per me fonte di shock il vederli cominciare a programmare i provini di luglio. Mandare in giro per l'Italia il proprio figlio a destra e a manca, illusi da qualche parola preventiva con una società, un dirigente o un intermediario.

    A volte capita che i genitori trovino scuse, che nella maggior parte dei casi non hanno grosse fondamenta, dando colpe alla società di appartenenza del figlio, per cambiare l'anno successivo squadra. In Italia non esiste la pazienza in queste situazioni e si vuole vedere il proprio bambino subito in “cima alla vetta”.

    Per questo si è disposti a tutto, non pensando al suo stato e a quello che realmente vuole fare. Se ci fate caso quando si inizia un discorso di questo genere, sono sempre i genitori a prendere il sopravvento quasi fossero dei procuratori improvvisati del ragazzo in questione.

    Ho visto ragazzi, messi nell'ambiente professionistico in maniera forzata, tornare indietro dopo poco tempo chiedendomi sedute private perché non in grado di sostenere certi ritmi e certe situazioni non alla loro portata. Un portiere, nel mio caso, deve fare un percorso lungo, dove ha la possibilità di acquisire col tempo delle qualità utili ad affrontare tutto quello che un club di alto rilievo richiede. Fare tanta fatica per emergere per qualcuno è quasi inimmaginabile ed è per questo che qualcuno nel 2017 prova strade alternative.

    Tutto questo non ha nulla a che vedere con:

    1. Le società e gli osservatori di livello professionistico, che si interessano realmente a un bambino passando dalla società di appartenenza e dandogli le possibilità di crescere in un ambiente sano e con tecnici preparati.

    2. Procuratori che hanno le capacità di gestire la situazione del ragazzo perché lo vedono promettente. Esistono tantissimi di procuratori seri, come ho potuto accertarmi nel mio lavoro.

    In conclusione voglio dirvi questo cari genitori: è cosi bello avere un obiettivo nella vita in un mondo fatto di tablet, cellulari, videogame e social network, che uccidono il cervello di un ragazzo. Fategli capire cosa vuol dire raggiungere un traguardo con la fatica e l'impegno, standogli vicino sempre. Quello vuol dire amore per me.

    Amore non vuol dire forzare un ragazzo in un luogo non adatto al proprio stato attuale! Fate scegliere a lui senza costrizioni e fategli fare provini sotto le sue di direttive; un ragazzo è perfettamente cosciente delle proprie capacità.

    Forzarlo a fare ciò che non è pronto a fare lo porterà pian piano ad un blocco psicologico da cui sarà impossibile uscirne.

    Tempo al tempo e tanta obiettività. Non tutti si chiamano Gigio Donnarumma e la concorrenza è così forte che in serie A ne arriverà sempre uno su migliaia.


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  • Il classico torna di moda grazie ad Adidas

    Jpeg

    Tradizione verso innovazione. Linee classiche verso linee moderne. Con la sua nuova linea di guanti da portiere Ace Adidas vuole accontentare tutti i portieri.

    Della linea Trans pro abbiamo parlato in questo post, così se lo vuoi rileggere è a tua disposizione. Qui ci concentreremo sull'Ace Classic Pro.

    Il Revival

    Per me che gioco da più di venticinque anni a calcio, il design dei nuovi Ace Classic Pro ha richiamato subito in mente la seconda metà degli anni Novanta.

    Adidas cominciava di nuovo a vestire le mani dei portieri professionisti e presentava una collezione di guanti spartana, ma comunque valida.

    Il modello preso come riferimento è il "Clima", che possiamo vedere in un'immagine qui sotto tratta dal sito "Falksiemering.de", in catalogo dal 1996 al 2000. Per gli appassionati il lattice era il sempre attuale Supersoft.

    adidas clima goalkeeper gloves

    La versione attuale riprende quasi completamente quello stile. Struttura, lattice e costruzione del guanto sono di ultimissima generazione, ma il design vintage non può non piacere a chi ama linee pulite e sobrie.

    Guanti da portiere Adidas Ace Classic Pro

    Il dorso

    A differenza delle versioni Trans Pro, abbiamo a che fare con un dorso interamente in lattice, cosa che piacerà ancora di più ai tradizionalisti.

    Così come per la versione precedente, tutta la mano ne è completamente rivestita, permettendo anche a chi voglia un guanto massiccio di poter utilizzare quelli della casa tedesca.

    Il Palmo

    Il lattice è l'ormai conosciuto e affidabile Nova. Le dita sono cucite con il classico taglio negativo ampio, che trasmette sensibilità e controllo in fase di presa. Manca qui la zona rinforzata sulla base del palmo, presente invece sugli Ace Trans Pro sia tradizionali, che nella colorazione riservata a Manuel Neuer.

    L'offerta sul modello precedente

    Per chi volesse risparmiare, ricordiamo che il modello 2016/2017 è disponibile su Portierecalcio.it in offerta con un ampia scelta di misure.


    Il mio giudizio personale è assolutamente positivo. Per la sua costruzione è tranquillamente utilizzabile anche nel calcio a 5 agonistico, trasmettendo la dovuta sensibilità sul pallone a rimbalzo controllato e ovviamente raccomandatissimo per l'uso professionale nel calcio a 11.


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  • Intervista ad Alessia Ventresino (Napoli Femminile)

    ventresino

    Con questa intervista iniziamo una serie di chiacchierate con ragazzi e ragazze che hanno scelto di difendere i pali.

    Non ci interessa la categoria, ci interessa la passione che hanno per il ruolo e l'entusiasmo che vogliono trasmettere agli altri. Per questo motivo partiamo da Alessia Ventresino, portiere del Napoli Calcio Femminile e istruttrice e formatrice di tanti piccoli portieri.

    Portierecalcio: Ciao Alessia. Prima di tutto raccontaci qualcosa di te. Chi sei e cosa fai nella vita?

    Alessia: Buongiorno Portierecalcio, ho 28 anni e sono portiere da quando ne avevo 20. Mi pento di non aver cominciato prima in questo ruolo, ma solo dopo 3 anni da difensore centrale. Nella vita sono un'istruttrice di scuola calcio, quindi trascorro tutti i giorni su un campo un po' con i guanti e un po' con fischietto e cartellina.

    Portierecalcio: Come e quando ti sei trovata a difendere i pali di una porta?

    Alessia: Come ho detto prima ho cominciato da difensore, poi un po' mio padre e un po' il destino mi hanno spinto ad arretrare di qualche metro. Mio padre per un consiglio diretto, visto che nel calcio femminile giocano sempre i portieri bravi e gli attaccanti che segnano tanto. Negli altri ruoli in mancanza di giocatrici preparate, ci si può "arrangiare" e a me le cose "arrangiate" non piacciono. Il destino invece è intervenuto facendomi ritrovare da una stagione all'altra in serie C in una squadra appena fondata e senza portiere. Li mi sono detta: "Se non ora, quando?" Due mesi dopo sono entrata nel giro della rappresentativa e diciamo la verità quando le cose le cominci a fare bene perché non continuarle a fare?

    Portierecalcio: Tante soddisfazioni e tante delusioni. Ci racconti qualche situazione che ti è rimasta nella testa e nel cuore?

    Alessia: Nella mia carriera calcistica ho vestito ben quattro maglie di squadre diverse di Napoli e posso dire di aver vinto un campionato regionale e una coppa Campania, ma i ricordi che porto più nel cuore sono quelli con la maglia del Prater Club, la mia penultima squadra. Sono legata soprattutto a 3 partite, ma ne ricordo tantissime altre, partendo dalla gioia di una semifinale di Coppa, dove abbiamo passato il turno in trasferta dopo aver pareggiato 4-4 in casa. Poi abbiamo vinto a Benevento 0-2 in 11 contro 10 con qualche buona parata ed un rigore loro calciato fuori, che avevo comunque intuito a coronamento della vittoria. Le delusioni? due sconfitte nelle finali di Coppa, due stagioni consecutive. La prima più bruciante come sconfitta perché ci credevamo tanto; la seconda meno amara perché ho avuto modo di fare una grande partita e questo ha alleviato il dispiacere. Voglio infine raccontare la mia ultima gioia. Questa stagione ho vestito i colori della squadra femminile più importante della città, il Napoli Calcio Femminile. L'esordio con loro è stato emozionante, senti che è una maglia che ha un peso specifico diverso e sono stata felice di averla indossata.

    Portierecalcio: Allenamento e partita: come curi questi due momenti fondamentali?

    Alessia: Dedico molto tempo all'allenamento per la cura del dettaglio e per capire come in uno specifico gesto tecnico, con un determinato movimento posso guadagnare quel millesimo di secondo che fa la differenza tra parata e gol. Per la partita invece alleno molto il fattore psicologico e seguo il credo che dice "la tua mente dirige la tua parata" quindi se ci sei con la testa la prestazione è consequenziale.

    Portierecalcio: Cosa pensi della protezione? La ritieni importante o ne fai a meno?

    Alessia: Questa era la domanda che aspettavo. Chi mi conosce sa bene quanto sono cambiata nel corso degli anni, visto che ho cominciato sbeffeggiandomi di lividi, graffi (più o meno profondi) e botte varie. Gradualmente però ho cambiato idea. Ora dico proteggetevi bene! Questa stagione ho sofferto di una brutta borsite e con molta pazienza e con gli indumenti adatti la sto combattendo e curando, ma credetemi per un portiere è invalidante se non la provi non puoi capire cosa significa avere l'istinto di buttarsi e il corpo ti frena perché acciaccato dall'ennesimo problema fisico. Un po' di pace questa stagione l'ho trovata quando sono passata all'intimo protettivo Storelli (linea Woman), veramente fatto su misura per la corporatura di un portiere donna. Uso sia calze termiche che maglia termica - tutta la stagione ma con differenze di tessuto e di temperature tra inverno ed estate -sia per evitare graffi, sia perché la temperatura corporea costante evita noie muscolari stagionali.

    Portierecalcio: Fino a quando continuerai a giocare e quali soddisfazioni ti vorrai togliere?

    Alessia: Penso di voler giocare fin quando avrò passione e voglia di imparare, so che non sono ancora pronta per sentirmi mancare lo spogliatoio o la tensione della partita del fine settimana, però d'altra parte nella mia prima stagione da Istruttrice ho capito che anche vestendo i panni da Mister si provano queste sensazioni. In maniera diversa ma restano, quindi mi abituerò gradualmente alla mancanza del campo sostituendola con la responsabilità della panchina, lavorando per diventare un buon Mister e perché no provare il professionismo da questo punto di vista.

    In più voglio ringraziarvi per questa intervista è stato un piacere e soprattutto un onore parlare per uno dei portali più importanti del nostro ruolo. Un saluto a tutti i Portieri!


    Siamo noi a dover ringraziare Alessia per il tempo che ci ha concesso e prossimamente troverete nuove interviste da leggere sempre qui sul nostro blog.


     

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  • Il nuovo Ace Trans Pro 2018 Adidas. Cosa cambia?

    Adidas-Ace-Trans-Pro-2018Dopo l'arrivo nel 2016, i guanti da portiere Adidas Ace Trans Pro, tornano anche nella nuova collezione per la stagione 2017/2018.

    Come succede ogni anno, Adidas rinnova in maniera importante i propri modelli. L'ultima volta si è trattato di un vero e proprio stravolgimento. Passaggio da un modello classico a uno interamente in neoprene.

    Una scelta che ha spiazzato molti, abituati alla costruzione classica del dorso. La calzata era cambiata, più attillata rispetto a ciò a cui eravamo abituati.

    Nessuna modifica, invece, al palmo, sempre con il caratteristico taglio negativo, marchio di fabbrica del modello professionale della multinazionale tedesca.

    Ace Trans Pro 2018

    Cosa cambia in questo nuovo paio di guanti? Molto, anzi moltissimo.

    Guanti portiere Reina

    Continua a leggere

  • Reusch torna a proteggerci e scopre il Poron XRD (TM)

    copertina reusch poron
    Reusch è sempre molto attenta alla salute dei portieri. Non ha mai fatto mancare una serie di indumenti protettivi che aiutassero a ridurre il rischio di traumi ed escoriazioni durante l'attività sul campo.

    Ora è il turno di tre nuovi prodotti, una sottomaglia e un sottopantaloncino di nuova concezione, più una gradita rivisitazione migliorativa di un sottopantaloncino storico.

    CS 3/4 Undershirt Padded Pro

    La sottomaglia protegge gomiti, avambracci, le articolazioni tra braccia e spalle, il petto e le costole.

    Novità interessante è l'introduzione di un'apposita imbottitura su parte della colonna vertebrale, che protegge i dischi in caso di cadute all'indietro. Reusch è il primo brand importante a fare una scelta del genere.

    Altra caratteristica è la presenza di una striscia in silicone, posta all'interno della cucitura nella parte bassa della maglia. Soluzione che evita movimenti eccessivi del tessuto. Tutte le protezioni sono in EVA.

    CS Short Padded Pro XRD

    Il sottopantaloncino ha una imbottitura posizionata sulla parte alta del fianco, per proteggere l'articolazione tra anca e femore e un'altra più in basso per l'esterno della coscia.

    Rispetto a quanto accade con altri indumenti simili, In questo caso lo short è dotato di cordoncino in vita. Soluzione richiesta da alcuni nostri clienti e che permette di regolare la larghezza della fascia elastica.

    Tutte le protezioni sono in Poron XRD. E' un materiale ad altissimo grado di assorbimento all'impatto. Viene usato da Storelli sui suoi prodotti da anni e i tantissimi riscontri confermano la grande qualità della protezione.

    reusch-poron

    Indossando questo abbigliamento intimo tecnico potrai tuffarti in tutta sicurezza anche su campi trascurati o durissimi come quelli in terra battuta. La possibilità di farti male sarà ridotta al minimo.

    Non è finita. Se invece preferisci la spugna e vuoi protezioni più voluminose, ti segnaliamo il CS Short Soft Padded. Lo troverai estremamente leggero ma con una protezione evidente e avvolgente, grazie al lavoro a fasce sviluppato sull'imbottitura.


     

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  • Quanto conta l'altezza nel giovane portiere?

    altezza giovane portiere

    Ringraziamo Max Pirotta per l'amichevole concessione del post e invitiamo a visitare il suo sito internet ufficiale.


    In questo breve articolo voglio porre i riflettori sull'altezza che dovrebbe avere un portiere,

    provando nel mio piccolo a dire la mia opinione, ma nello specifico vorrei focalizzare il tutto verso il modo di selezionare i ragazzi non in base alle proprie capacità ma al loro fisico.

    Negli ultimi anni, mi sembra di percepire che dopo l’arrivo di Donnarumma le società professionistiche stiano escludendo COMPLETAMENTE le elevate caratteristiche tecniche di un ragazzo, trovandole non cosi tanto importanti, ma dando maggiore importanza al fisico, pensando che avendo un portiere alto poi lo si possa “lavorare in casa”.

    La prima domanda che viene posta dalle professionistiche è: Quanto è alto il ragazzo?

    Non ci siamo. Il portiere non viene neanche provinato. Lo si esclude solo in base ai centimetri.

    La seconda domanda che viene posta è questa: i genitori sono alti?

    Ok fermatevi, pensateci su un secondo, meditate su quanto vi ho detto, vi sembra normale?

    I guanti da portiere per bambini? - clicca qui

    Mi sembrerebbe normale se dopo un’attenta analisi tecnica del ragazzo ci si soffermasse ANCHE su da chi può aver preso e di conseguenza a quanto potrebbe arrivare e in tal caso mi
    potrebbe andare bene ma non chiedere SOLO quello e se non “normale” neanche provarlo a
    priori.

    Io purtroppo ho lavorato con ragazzi di 12/13 anni che avevano caratteristiche di
    altissimo rilievo ma purtroppo sono stati rifiutati dai club per un'altezza di POCO SOPRA LA MEDIA.

    Non basta che ad esempio un 13enne sia alto 1.75 (altezza media 1.44 - 1.72), perché
    si arriva a cercare un'altezza anche di 1.80 centimetri, non considerando che la crescita
    eccessiva può essere un problema e avere tanti risvolti negativi anche nello stare tra i pali.

    Avere una cattiva coordinazione nei gesti tecnici è una cosa molto frequente nei portieri di statura elevata, sopratutto se la crescita è avvenuta in breve tempo e sicuramente anche la reattività di conseguenza viene a mancare per motivi legati al movimento.

    L'abbigliamento da portiere per bambini? - clicca qui

    Vedo spesso BAMBINI già di 10 anni con la paranoia dell’altezza, che non vedono l’ora di crescere perché tutti nell'ambito calcistico, genitori compresi fanno battute sulla loro statura. Siamo alla follia.

    Quante volte abbiamo sentito: “è bravo eh, peccato che rimarrà piccolino”.

    Coloro che hanno un’altezza nella media possiedono molta più padronanza coordinativa, riescono meglio a gestire il loro corpo durante i movimenti sia tra i pali che con i piedi e possono concentrarsi di più sulla perfezione del gesto e nella rapidità di intervento.

    Vorrei davvero si cambiasse idea affinché i sogni di un bambino non vengano tarpati nell'età
    adolescenziale. Le caratteristiche acquisite e sudate durante i primi anni di allenamento non sono meno importanti di un fisico imponente.

    Conclusione: non voglio neanche lontanamente che passi l’idea “portiere alto = scarso” perché
    siamo nel 2017 e l’altezza media si è alzata notevolmente e di conseguenza anche la preparazione dei portieri è andata di pari passo riuscendo a sviluppare esercizi che permettono anche a portieri molto alti di aver scatti felini.

    D’altra parte non deve andare avanti il messaggio “se sei basso non ti vogliamo”.
    Per me 1.85 è l’altezza definitiva ideale di un portiere ed è il giusto compromesso per avere un estremo difensore reattivo, coordinato e abile nella velocità di esecuzione del gesto tecnico.


     

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    novità portierecalcio.it

  • I portieri del West Ham United scelgono Storelli

    west ham

    La protezione per il portiere è fondamentale. Obbligatoria in allenamento, raccomandata in partita, se il campo e le condizioni fisiche la rendono necessaria.

    Anche i professionisti, che avevano abbandonato le imbottiture in nome di una sempre più presunta libertà di movimento, stanno tornando a utilizzarle, scegliendo i materiali migliori per prevenire gli infortuni di gioco.

    Fa piacere quindi scoprire che i portieri del West Ham United Adrián San Miguel Del Castillo, Darren Randolph e Raphael Spiegel hanno scelto la sottomaglia e lo slider Storelli per proteggersi durante gli allenamenti e, se sarà necessario, durante le partite.

    Ecco qui sotto le prime immagini direttamente dagli spogliatoi.

    Thank you @storellisports ⚽️#YourSecretWeapon #Goalkeeper #Goalkeeping #RaphaSpiegel #DarrenRandolph #Adrián #tikitaka

    Un post condiviso da Adrián San Miguel Del Castillo (@adr13nsanmiguel) in data:

    Il nostro invito è di seguire il loro esempio per parare in assoluta sicurezza e ridurre al minimo il rischio di traumi e fastidiose sbucciature.


     

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  • Reusch è diventata italiana

    reusch italiaReusch non è più tedesca, ma è diventata italiana al 100%. Ciò è motivo di orgoglio per noi, che riportiamo qui il comunicato stampa ufficiale, che ci è pervenuto.

    "REUSCH SI TRASFERISCE IN ALTO ADIGE"

    "Reusch, produttore di guanti di successo con una lunga tradizione alle spalle e un’impronta internazionale, muove un passo avveniristico: col trasferimento della sede principale da Reutlingen in Germania a via Innsbruck a Bolzano e la fondazione della Reusch International S.p.A., a partire dal 1 giugno 2017 le attività di Reusch verranno pilotate direttamente da Bolzano. Il marchio Reusch, che già dal 2009 si è trasferito presso il Kampill Center di Bolzano con gli uffici di sviluppo del prodotto, diventerà a tutti gli effetti un’azienda altoatesina.

    Reusch produce da oltre 80 anni pregiati guanti da sci e da portiere e si è affermata nel corso degli anni come leader internazionale in questo settore. Molti atleti di successo a livello mondiale si affidano a Reusch, fra questi stelle dello sci come Lindsey Vonn, Marcel Hirscher, Mikaela Shiffrin e Lara Gut e portieri di fama internazionale della serie A, della Bundesliga e di altri campionati esteri della massima serie.

    Oltre agli uffici di sviluppo del prodotto e design, già a Bolzano da 8 anni, con questa riorganizzazione aziendale verranno trasferiti a Bolzano anche l’amministrazione e la coordinazione dei distributori internazionali sparsi in oltre 50 Paesi sui 5 continenti. La nuova Reusch International S.p.A., una società della Erich Weitzmann S.r.l., dirigerà due magazzini rispettivamente a Milano e Reutlingen, dai quali i clienti di tutta Europa verranno forniti direttamente.

    Un team giovane e internazionale si occuperà in futuro direttamente dalla sede di Bolzano di tutti gli aspetti creativi e imprenditoriali della nuova azienda, coordinando e supportando circa 60 dipendenti, 50 agenti di commercio e 55 distributori. Grazie alla sua posizione strategica, vicina agli importanti mercati di Italia, Francia, Svizzera, Austria e Germania e alle più importanti aree sciistiche d’Europa, Reusch trova a Bolzano la sua sede ideale. Il trasferimento della nuova società gioverà a tutto l’Alto Adige. Non è prevista una vendita al dettaglio presso la sede di Bolzano poiché i prodotti Reusch sono già commercializzati in tutto il Paese attraverso una fitta rete di partner commerciali."

    Portierecalcio.it si augura che dopo questo passaggio Reusch possa riconquistare la leadership e la visibilità che merita sul mercato italiano dei guanti da portiere e dell'abbigliamento, valorizzando e sponsorizzando i migliori portieri della Serie A.


     

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