blog

  • Risultati del sondaggio: Quale misura di guanti usate abitualmente?

    Durante il periodo delle Festività Natalizie e di fine anno, vi abbiamo proposto un sondaggio, nel quale chiedevamo quale fosse la misura dei guanti che usate abitualmente. L'obiettivo della domanda, era quello di conoscere le taglie maggiormente utilizzate e poterne utilizzare i dati ottenuti, nei prossimi ordini dai nostri fornitori. I risultati (su un totale di 80 partecipanti) ci hanno dato informazioni interessanti, pur nella mancanza di dati da poter incrociare (sesso, età, marca, etc.) e sicuramente ci torneranno utili in futuro, considerando anche misure spesso ignorate o sottostimate. D'altronde, non facciamo beneficienza e sarebbe troppo rischioso acquistare prodotti in massa, magari garantendo la misura a tutti, ma rischiando di trovarci con rimanenze in magazzino.

    Il grafico evidenzia il picco tra la 8,5 e la 9 (42,5% del totale), Le misure oltre la 10 sono marginali, mentre un buon numero (11,3%) indossa la taglia 7, sicuramente diffusa tra i ragazzi adolescenti e le donne. Strano il 'buco' della 7,5, anche se può essere spiegato dalla facilità con cui si passa direttamente dalla 7 alla 8. Più alto del previsto (almeno per noi), la percentuale di chi indossa la 10, quasi a livello della 9,5.

    Ripetiamo che questo sondaggio non ha alcun valore probatorio ed è stato un gioco che spero possa tornarci utile. Se poi ci sono utenti che desiderano guanti con taglie particolari, noi siamo sempre a disposizione. Nei limiti del possibile cercheremo di accontentarvi, ma una cosa è certa, non resterete mai senza risposta.

  • Casillas vince il premio di miglior portiere del mondo nel 2008

    Sono stati resi pubblici da poco i risultati della graduatoria stilata dall'Iffhs, l'Istituto mondiale di storia e statistica del calcio che ogni anno premia il miglior portiere del mondo, scelto con i voti di giornalisti provenienti da 83 paesi. A succedere a Buffon, come da previsioni, è stato Iker Casillas, indiscusso protagonista agli ultimi Europei, vinti dalla sua Spagna e anche in odore di Pallone d'oro, dove è arrivato quarto alle spalle di Ronaldo, Messi e Torres. Dietro di lui si sono piazzati Buffon e van der Sar. Il portiere italiano è stato protagonista di una brillante stagione nella Juventus e nella nazionale, anche se l'infortunio gli ha impedito di concludere l'anno al meglio. Di van der Sar basta ricordare il rigore decisivo parato ad Anelka nella finale di Champions League e il titolo inglese vinto con il Manchester United. Scorrendo la classifica completa, spiccano il quinto posto di Akinfeev, il sesto di Cevallos (che ammetto di conoscere poco e niente) e "solo" il settimo posto di Julio Cesar. Assenza importante quella di Frey, limitato dalla poca visibilità internazionale.

    1. Iker Casillas Real Madrid Spagna 249
    2. Gianluigi Buffon Juventus Italia 170
    3. Edwin van der Sar Manchester United Nederland 143
    4. Petr Čech Chelsea Repubblica Ceca 108
    5. Igor Akinfeev CSKA Mosca Russia 23
    6. José Francisco Cevallos LDU de Quito Ecuador 21
    7. Julio César Soãres Espíndola Inter Brasile 18
    8. José Manuel Reina Liverpool Spagna 15
    9. Jens Lehmann Stoccarda Germania 13
    10. Justo Wilmar Villar Real Valladolid Deportivo Paraguay 12
    11. Rogério Ceni São Paulo FC Brasile 10
    Francisco Guillermo Ochoa CF América Ciudad de México México 10
    13. René Adler Bayer Leverkusen Germania 9
    14. Roberto Carlos Abbondanzieri Getafe FC Argentina 7
    15. Bradley Howard Friedel Aston Villa FC USA 5

    Vyacheslav Malafeev FC Zenit Russia 5
  • Buffon parla della sua vita, tra sbagli, ammissioni e serenità ritrovata

    Sull'edizione odierna de Il Giornale è stata pubblicata un'intervista a Gigi Buffon, realizzata da Giancarlo Perna, esperto giornalista, famoso per le sue interviste 'anomale'. Il portiere bianconero non si è sottratto alle sue domande e n'è uscita fuori un'intervista molto particolare. A seguire, ne riprendo alcune parti davvero interessanti, a partire dalla descrizione che ne fa Perna durante la conferenza stampa ufficiale: "Gigi non dà confidenza, né la prende. Anziché un giovanottone di 30 anni, sembra più maturo di un cinquantenne maturo. Un ruolo importante gioca anche il suo aspetto. Barba di due giorni, basette lunghe fino ai lobi, sopracciglia ad arco che danno gravità al viso". Poi via con le domande:

    Il portiere è l’unico che usi le mani. In che altro si distingue dai compagni: "Può sembrare più estroverso e pazzarello. È solo più sensibile e solitario. Fa un po’ di scena per farsi compagnia mentre gli altri giocano. Un modo per distinguersi e attirare l’attenzione quando gli occhi di tutti sono sul resto della squadra".

    Da tre mesi, non gioca. Frustrato o tanto guadagna lo stesso: "Guadagno da quando ho diciassette anni. È un dato acquisito. Non è più uno stimolo, né una particolare gioia. Fa parte di te. Rimane la passione per quello che fai".

    Nel fondo, però, è un sentimentale. È rimasto con la Juventus anche in B, diversamente da Cannavaro: "Sono una persona corretta che dà priorità al sentimento. Preferisco prenderla in tasca io che metterla in tasca agli altri. Ma se mi fanno un torto, non do una seconda possibilità. Penso anche che nella mia posizione si debbano dare esempi belli e importanti".

    Cassano ha avuto 700 donne: "Non mi sono mai fatto mancare niente. Ma se da scapolo non ho messo in piazza la mia vita, figurati se lo faccio ora".

    Nel libro ha confessato di essersi comprato il diploma: "Mi mancava un anno per finire ragioneria. E così...".

    Si è mai drogato: "A parte gli spinelli in collegio, mai preso stupefacenti. Vengo da una famiglia sportiva e certi valori sono importanti. Un problema di autostima".

    È considerato di destra: "Tra destra e sinistra, preferisco la destra. È innegabile".

    L’hanno accusata di antisemitismo perché da ragazzo nel Parma indossò la maglia numero 88, due volte l’ottava lettera dell’alfabeto, HH. Simbolo nazista per Heil Hitler. Chiese scusa e la cambiò con un 77: "Mai stato antisemita. Ignoravo il simbolo. Fu il Parma a impormi il cambio. Obbedii per debolezza. Oggi, a 30 anni, terrei la maglietta".

    Tra i suoi colleghi chi ammira di più: "Gattuso. È genuino e altruista. Splendido".

    Che si aspetta dal 2009: "Nulla. Il futuro si crea. Devo impegnarmi per fare qualcosa di importante".

    Il testo completo dell'intervista è leggibile qui

  • Frey vuole entrare nella storia della Fiorentina

    Il rinnovo del contratto sino al 2013 e le successive dichiarazioni avevano già riempito di orgoglio e ammirazione i tifosi viola, ma ieri Sebastien Frey ha voluto chiarire ancora una volta l'intenzione di diventare qualcosa di più che un semplice giocatore della Fiorentina: "Resterò qui almeno altri quattro anni, quelli del contratto. La società mi ha dimostrato fiducia e voglio ripagarla con fedeltà e grandi prestazioni. Insomma, tra i miei obiettivi c'è quello di entrare nella storia della Fiorentina, sarebbe stupendo".

    Queste sono l'ennesime dichiarazioni di stima del portiere francese verso la società gigliata e la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, della professionalità dell'uomo. Ma a detta di Giuliano Sarti, storico portiere viola del primo scudetto, la strada da percorrere è ancora tanta: "Credo che la storia possa anche farla, ma serve ancora molto tempo. E comunque Frey non deve dimenticarsi che la Fiorentina ha avuto portieri veramente straordinari: Griffanti, Moro e Costagliola, solo per citarne alcuni e andando molto indietro nel tempo. Può comunque entrare nella schiera dei più importanti portieri viola. Se devo fare un paragone col passato lo accosto proprio a Moro per la reattività". Insomma, per Frey c'è ancora tanta strada, anzi tante parate da fare.

  • Buffon parla ai giovani portieri: "La spregiudicatezza è importante. Non dovete sentire il peso delle responsabilità"

    E' partito nella giornata di ieri un interessante evento organizzato dalla FIGC con l'obiettivo di ridare lustro al momvimento italiano dei portieri, in crisi di identità da qualche anno e solo parzialmente coperta dal successo di Buffon. Allo stage partecipano 23  portieri nati tra il 1990 e il 1993, selezionati dai responsabili delle squadre nazionali, coordinati dal tecnico federale Antonio Rocca. Nei quattro giorni di lavoro previsti i ragazzi, suddivisi in due gruppi, si avvarranno della competenza dei tecnici specialisti Ivano Bordon, Luciano Castellini, Andrea Pazzagli, oltre che della consulenza e dei consigli di Angelo Peruzzi e Gianluigi Buffon.

    E proprio ieri c'è stata la presenza di un convalescente Buffon, ben lieto di raccontare quanto vissuto in questi anni ricchi di successi. Tralascio le dichiarazioni sul campionato, ovvie e scontate e riporto le cose molto più interessanti dette ai ragazzi. Si parte dalla crisi del ruolo nel nostro Paese: “Ci sono alcuni elementi stranieri di ottimo livello, Doni e Julio Cesar su tutti, ma ci sono molti italiani di pari livello che faticano a trovare spazio. Una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che gli stranieri subiscono meno la pressione di difendere la porta di una grande squadra e le eventuali critiche, ma nella sostanza molte società non hanno la pazienza di aspettare i nostri giovani, di mettere in secondo piano l’eventuale errore e puntare sulla loro crescita e maturazione”. Importante la descrizione che fa il portiere azzurro, delle caratteristiche mentali che deve avere un buon prospetto per avere successo:  “Il fatto di non sentirti mai il migliore, ma di avere sempre qualcosa da imparare dagli altri ti da uno stimolo ulteriore e una sana voglia di apprendere. Il carattere è senza dubbio importante: molti ragazzi hanno una certa sensibilità e questo probabilmente non giova al tipo di ruolo dove la spregiudicatezza è importante. Anch’io avevo un vissuto familiare di buon livello sul piano educativo, ma nel momento in cui andavo in campo mi piaceva rischiare, ero esuberante. Questa è stata la mia grande forza, quella di non sentire il peso delle responsabilità. Poi sono maturato diventando più pacato”. Buffon poi racconta di quando da ragazzo stava per prendere tutta un'altra strada: "Da ragazzino volevo andare al Milan, ma la famiglia mi spinse verso Parma. Attenti ai procuratori. Io ho avuto Martina fin da quando avevo 16 anni. Il procuratore può fare la tua fortuna o essere un male. Ora non pensate di diventare tutti Buffon. Dovete essere voi stessi. Io, alla vostra età avrei firmato per una carriera di quindici anni in C. Invece...".

    Alla presentazione dell'evento ci sono stati anche brevi interventi da parte di altri tecnici. Interessante quello del ct Rocca: "È un problema di cultura. Vent'anni fa i giovani erano più ignoranti e incoscienti e i portieri si lasciavano guidare dall'istinto. Ora pensano di più e sono più fragili. Da noi c'è troppa pressione" Come dargli torto? Certo, la colpa è anche dei tecnici troppo esigenti e pronti a mettere in dubbio le capacità del proprio portiere anche dopo un solo errore. Speriamo che questo stage possa servire, ma è certamente apprezzabile l'interesse della federazione nel rilanciare un ruolo fondamentale che merita maggior rispetto e tutela da parte di tutti.

  • Taibi peggior portiere della storia inglese secondo un sondaggio: "Ma Ferguson voleva tenermi"

    Si dice che gli inglesi abbiano stile, ma spesso le dimostrazioni che ci arrivano da oltremanica dimostrano il contrario. Non da ultima, la classifica stilata dal Times, risultato di un sondaggio riservato ai loro lettori. Al vertice della "speciale" classifica riservata al peggior portiere nella storia del campionato, c'è l'italianissimo Massimo Taibi, "colpevole" di aver giocato con il Manchester United quattro partite nella stagione 1999/2000. Perché questo riconoscimento poco ambito? Taibi, trasferitosi nell'autunno del 1999 in Inghilterra esordì brillantemente contro il Liverpool, disputantdo una buonissima partita. Il peggio accadde contro il Southampton, quando Taibi si fece superare goffamente da un tiro di Le Tissier. Dopo altre due incerte prestazioni era diventato per gli appassionati inglesi "Il cieco di Venezia", dal nome della squadra in cui Taibi militava prima del trasferimento ai Reds. Nella speciale classifica stilata dal "Times", il podio è quindi completato da un altro ex portiere dei Red Devils, Ricardo, e da Gary Sprake, ex Leeds.

    Taibi è poi tornato in italia, diventando l'idolo dei tifosi della Reggina, realizzando anche una bellissima rete e lasciando a malincuore la squadra dopo la retrocessione. Poi Atalanta, Torino e ora Ascoli, dove alla soglia dei 40 anni, non sta vivendo un periodo felicissimo. Certo, conterà poco, ma io lo ritengo uno dei portieri più forti tra quelli che hanno calcato i campi di A tra la fine degli anni 90 e i primi dell'attuale decade.

    Taibi oggi ha commentato la notizia (apparsa sul portale di Tiscali): "Ogni tanto viene fuori questa storia. Un po’ mi dispiace, ma poi tiro avanti. Evidentemente i giornalisti inglesi sono un po’ pigri e preferiscono menar il can per l’aia anziché lavorare. Spero che di questa storia, almeno per ora, se ne parli poco. Ma non mi dispiacerebbe se tornasse - una volta appesi i guantoni al chiodo - qualche volta in auge: così fra 20 anni qualcuno si ricorderà di me". Poi spiega perché lasciò subito l'Inghilterra, a quanto pare non per motivi tecnici: "Roy King, ex compagno di squadra, in un suo libro mi elogiato per la preparazione tecnica e per la professionalità. Del resto, la verità vera la conosce solo Alex Ferguson, lui voleva tenermi, ma alcuni problemi familiari mi hanno costretto a rifare le valigie".

  • Per Garella i portieri di oggi sono tutti uguali

    La Lazio siamo noi ha incontrato l'ex portiere dei biancocelesti Claudio Garella, famosissimo negli anni 80 e vincitore di due campionati in piazze non certo facili come Verona e Napoli. Come di consueto riportiamo i tratti più interessanti, dove parla del suo presente, commenta le prime prestazioni di Carrizo e giudica l'attuale situazione dei portieri:

    E' stato un vero protagonista di un calcio ormai sepolto sotto le macerie del romanticismo. Talmente personaggio da guadagnarsi una battuta dall'Avvocato Agnellli:”Garella è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però”.

    La battuta dell'Avvocato mi lusingò, perchè lui non era mai banale e se decideva di dedicare un commento a qualcuno è perchè lo riteneva un personaggio degno di nota. Mi ha fatto talmente piacere che conservo ancora il titolo in prima pagina di un giornale. Nonostante provenivo dal vivaio granata, ho ricevuto spesso attestati di stima dalla Juventus, soprattutto da Boniperti. 

    Ma Garella in chi si rivede oggi?
    Oggi non c'è nessun Garella. Ormai i portieri sono tutti uguali, c'è banalità nell'interpretare il ruolo, si è persa poetica. Alla mia epoca eravamo 4-5 portieri dalla grande personalità.

    Oggi a 53 anni chi è Garella?
    Oggi Garella è completamente dimenticato dal calcio che conta. Dopo la bellissima esperienza alla Canavese in serie D come direttore sportivo ora sono fermo e tagliato fuori da tutti i giochi.

    A proposito di portieri anomali come lei. Che ne pensa di Carrizo?
    Ah no no, io con tutto il ripetto non centro niente con i portieri sudamericani. Loro non hanno scuola, hanno un modo tutto particolare di parare: mani basse, pancia in avanti e ginocchia piegate. In questo inizio di stagione comunque a parte qualche episodio non ha fatto malissimo. Giocare a Roma è una grande responsabilità, bisogna anche concedere il tempo di ambientarsi.

    Ma i difetti sudamericani di cui ha parlato sono migliorabili con l'addestramento?
    Non credo, sono una questione di mentalità e cultura. Loro sono così, bisogna farci la bocca.

    Quale è stato il portiere più forte della storia della Lazio?
    Pulici che è stato un grande artefice del primo scudetto; poi Marchegiani. 

    Chi c'è dopo Buffon? 
    In Italia dopo Buffon non c'è nessuno. Ma lui è il portiere più forte del mondo. E' grave che tra lui ed il secondo, che a mio avviso è Petr Cech del Chelsea, ci sia tanta differenza: vuol dire che non siamo messi tanto bene. Tutti elogiano Casillas, ma io ho molti dubbi: la rete che ha subito da Del Piero la dice tutta.

    Il testo completo dell'intervista è leggibile qui

  • Julio Cesar in versione Brasile batte il vecchio record d'imbattibilità di Taffarel

    Il Brasile non se la sta passando benissimo. Dunga è sempre criticatissimo dalla stampa brasiliana e la sua squadra non decolla. L'unico che può festeggiare dopo l'incolore pareggio per 0-0 contro la Colombia è Julio Cesar, capace di battere il record di imbattibilità nella nazionale verdeoro, sino a ieri detenuto da Claudio Taffarel. Il record è stato stabilito a partire dal match disputato contro l'Argentina e poi a seguire Cile, Bolivia, Venezuela e Colombia, per un totale (al momento) di 492 minuti senza subire alcuna rete. A riguardo le parole dello stesso portiere: Sono orgoglioso di aver superato Taffarel, era uno degli idoli della mia infanzia.  L'importante, però, è vincere subendo o non subendo reti. Non mi preoccupo di stabilire record"

    Domenica ci sarà il posticipo contro la Roma. Tanti compagni di nazionale giocano con i giallorossi: "Ho già giocato tante volte questo match. Lo considero il confronto più spettacolare della serie A. Ultimamente a Roma abbiamo vinto spesso, spero che accada di nuovo anche se rimane una gara da tripla. Ho parlato con loro (Doni, Juan e Baptista) e abbiamo scherzato su questa gara, del resto loro sono già sei punti sotto di noi..." Poi una parola su Totti, probabilmente disponibile contro l'Inter: "Francesco è uno che mi ha sempre fatto goal. Se dovesse giocare, sarebbe sicuramente un'arma in più per loro, ma io mi accontenterei di subire goal da lui e vincere la partita. Del resto è già successo..."

  • Given è un fenomeno. Parola di Trapattoni

    Che Trapattoni s'intedesse di calcio è cosa arcinota (meno in lingue straniere) e l'inizio dell'avventura in Irlanda sta lì a confermarlo. Che fosse prodigo di suggerimenti di mercato, almeno io non lo ricordo ed è per questo che sono rimasto colpito dall'uscita fatta ieri riguardo il portiere irlandese Shay Given. Secondo Trapattoni, Given è: "Un fenomeno". A questa esplicita dichiarazione aggiunge: "Ha classe, freddezza. Tra l'altro mi risulta che lui verrebbe via volentieri dal Newcastle. Di sicuro chi lo compra fa un grande affare. Nel campionato italiano diventerebbe subito una stella".

    Per completezza di informazioni, Given gioca nel Newcastle dal 1997, ha 32 anni ed è una istituzione della nazionale irlandese (90 presenze) insieme a Roy Keane. Trapattoni l'ha consigliato in generale al calcio italiano, ma in particolare al Milan. Sicuramente un portiere della qualità di Given non avrebbe problemi ad inserirsi, ma ora che il Milan sembra abbia trovato il miglior Abbiati, iniziare a fare circolare nuovamente indiscrezioni su un nuovo cambio, non farebbero altro che destabilizzare nuovamente l'ambiente. Given sì, ma Abbiati non si tocca.

  • Casillas frantuma altri record e strizza l'occhio al Pallone d'oro

    E' stato il vero protagonista degli ultimi Europei, capitano della nazionale spagnola vincitrice del torneo. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato dopo aver battuto l'ennesimo record, quello di imbattibilità con la Spagna. Stiamo ovviamente parlando di Iker Casillas, monumento nazionale spagnolo vivente. Riportiamo come d'abitudine gli estratti più interessanti (a nostro avviso):

    Possibile che lei non pensi a tutti questi record? Ad esempio non mi dica che non ha fatto il conto alla rovesciacontro l'Estonia.
    "Giuro. Contento per la vittoria, contento per il record. Un onore, davvero. Ma se cominci a pensare a queste cose perdi la testa. Quando mancavano 5 minuti, ho visto l'orologio dello stadio e ho pensato "Bello, l'ho fatto'".

    Tutti matti per il Pallone d'oro in Spagna. A chi lo darebbe tra i non spagnoli?
    "Allora. Se guardiamo da gennaio a maggio, senza dubbio Cristiano Ronaldo. Da maggio ad ora, uno spagnolo. Me escluso, uno tra Xavi, Senna, Torres e Villa".

    Da noi, in Italia, Ibrahimovic va molto di moda.
    "Mmh. Sì, belle giocate. Ma poi? Devi essere costante. Lui, all'Europeo, è rimasto là; in Champions, niente di che".

    Niente confronto con Buffon causa infortunio. Lei escluso, chi sono per lei i tre portieri più forti al mondo.
    "Non si scappa. Per me c'è Petr Cech. Poi Gigi Buffon. E poi Pepe Reina".

    C’è qualcosa di loro che ammira particolarmente?
    "Ammiro la capacità nelle uscite alte di Reina. E mi piace anche la maniera di stare tra i pali di Aranzubia".

    Tre giovani portieri che si sente di consigliare?
    "Fuori dalla Spagna non ne conosco abbastanza. Da noi è già pronto Sergio Asenjo del Valladolid. E farei molta attenzione a due prodotti della nostra cantera a Madrid, Antonio Adan e Felipe Ramos".

    Senta. La parata col gambone che ha fatto a Camoranesi, praticamente la parata dell’Europeo, ma quanto fortunata è stata? Cioè, ha parato o le è sbattuta addosso?
    "La fortuna è chiaro che ci deve essere. Lui ha tirato subito, molto forte. Io ci ho messo la gamba. Ma non è una cosa su cui ragioni, non è quasi neanche istinto. Lo fai. Per come sono tornato di corsa in posizione, ero piazzato benissimo per prenderla. Sarebbe bastato la piazzasse di più, un po’ più largo. Anche a sinistra, e io non l’avrei potuta prendere. Anche se allargando da dove ha tirato lui, era molto facile che andasse fuori".

    Il testo completo dell'intervista è consultabile qui.

Oggetti 21 a 30 di 101 totali

Pagina:
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. ...
  7. 11
Presenti su Google+