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  • Il Coronavirus sta uccidendo il calcio amatoriale

    L'Italia sta ripartendo dopo essersi fermata per più di due mesi, ma il calcio amatoriale è ancora fermo, bloccato da paure probabilmente eccessive e senza alcuna proposta per ricominciare a giocare.

    Premessa

    10 marzo 2020: in Italia inizia il lockdown per evitare il diffondersi del Coronavirus. Si fermano tutte le attività, comprese quelle sportive e ci si chiude in casa, sperando che la pandemia abbia presto fine.

    Fine maggio 2020: se si escludono la Lombardia e alcune zone del nord Italia, il Covid-19 non ha fatto i danni che si temevano e molte attività sono riprese più o meno regolarmente, tenendo conto del distanziamento sociale (più o meno...) e anche della necessità di far ripartire un'economia davvero in crisi. La "fase 2" si è rivelata un successo.

    Peccato che tutto il calcio con tutti gli altri sport di squadra siano ancora in "fase 1".

    Se si escludono infatti le discipline individuali non di contatto, tutte le attività sportive che richiedano anche il contatto fisico per essere svolte non sono ancora ripartite, costringendo all'inattività tanti calciatori e tanti atleti.

    Il calcio in quarantena

    Hanno chiuso i campionati dalla D in giù, anticipando la fine della stagione e attendiamo di capire come termineranno i campionati professionistici, C compresa, dove obiettivamente vediamo complicato un adeguamento effettivo a tutte le norme di sicurezza anti contagio previste.

    Per il calcio amatoriale, a meno di improvvisare in qualche piazza, parcheggio o strada di periferia, come si faceva fino agli anni 80, la chiusura dei centri sportivi e dei loro campi in erba sintetica, fossero da calcio a 5, da calciotto o da calcio a 11, è stata improvvisa e senza alcuna ipotesi anche remota di ripresa.

    Niente più scuole calcio, fondamentali per la crescita non solo tecnica, ma anche sociale e relazionale dei bambini coinvolti, niente partite con gli amici, ottime per scaricare le tensioni dello studio e del lavoro e cementificare amicizie vere e niente tornei rivolti a chi del calcio ha fatto la propria ragione di vita indipendentemente dalle proprie capacità e dalla propria età anagrafica.

    A oggi non ci sono date che facciano pensare a una ripresa di tutto questo.

    Calcio e Covid: i pericoli

    Ma quali sono i rischi legati al campo? Il calcio è davvero così pericoloso in chiave contagio?

    Ha provato a dare una risposta motivata nel merito e documentata nei fatti l'Università di Aarhus in Danimarca, che ha analizzato i movimenti di tutti i calciatori della locale Super League (la loro serie A), per valutare un eventuale contagio durante i 90 minuti.

    Il presupposto da considerare è questo: per essere davvero a rischio contagio, è necessario restare almeno un quarto d'ora a meno di due metri da una persona infettata dal Coronavirus.

    Immaginando di avere un positivo al Covid-19 in campo con compagni e avversari a meno di un metro e mezzo da lui, quest'ultimo condividerà questi spazi con gli altri in maniera non continuativa da zero a 657 secondi (quasi 11 minuti), rimanendo ampiamente sotto i tempi critici.

    Prendendo singolarmente ogni atleta in campo, quelli più a rischio sarebbero gli attaccanti, con tempi di contatto critico intorno ai due minuti, mentre per gli altri calciatori non si arriverebbe neanche a un minuto e mezzo.

    Per i dilettanti e ancora di più per chi gioca solo per divertimento i rischi calano ulteriormente, perché si è meno veloci (e atletici) rispetto ai professionisti, riducendo di fatto i tempi di contatto e quindi il rischio.

    I Portieri

    Per gli estremi difensori i rischi sono ancora più bassi. Quasi nulli.

    Il portiere, salvo alcune situazioni di mischia sui calci d'angolo è quasi sempre isolato dal resto dei calciatori e i contatti ravvicinati sono molti meno rispetto a chi si trova a correre per il resto del campo.

    Per questo è sicuramente la persona più al sicuro, anche grazie all'uso dei guanti da portiere e eventualmente a un abbigliamento protettivo che può ridurre ancora di più il rischio di contatto con fluidi (sangue, muchi, saliva) contagiosi.

    Perché non si riparte

    Abbiamo parlato di questo con Raffaele "Clem" Clemente nella puntata di ParaTalk del 21 maggio, che vi invito a vedere qui, se avete il tempo necessario.

     

    Se non si trova un modo per evitare rischi penali a chi gestisce i centri sportivi e agli organizzatori dei tornei, in caso di contagio accertato durante una partita, nessun addetto ai lavori armato di buon senso si riassumerà la responsabilità di togliere i lucchetti dalle porte dei campi.

    Sei proposte per ricominciare

    Come Portierecalcio.it abbiamo ragionato su un modo per ripartire quanto più in sicurezza possibile, cercando il miglior compromesso tra salute e voglia di tornare a parare. Riteniamo che si possa ripartire così:

    1️⃣➡️ Chiusura degli spogliatoi fino a termine emergenza. Ci si cambia e ci si lava a casa.

    2️⃣➡️ Registrazione da parte del gestore della struttura di tutti i presenti, con nome, cognome, telefono, numero di documento di identità ed eventuale garanzia di un genitore per i minorenni. Se necessario anche la firma di una liberatoria, che faccia assumere la responsabilità di eventuale contagio a chi ha deciso di scendere in campo. Dopo 14 giorni gli elenchi andranno distrutti.

    3️⃣➡️ Niente contatti in caso di gol e niente proteste con gli arbitri. Cercate di restare lucidi e usate il buonsenso. Se si può ricominciare, giusto cercare di conservare la calma e godersi il momento.

    4️⃣➡️ Niente sputi in campo! I portieri abituati a farlo sui guanti, prendano in considerazione l'uso di una borraccia per tenere il lattice umido. Funziona meglio ed è molto più sicuro per tutti.

    5️⃣➡️ Sempre a proposito delle borracce e delle bottigliette, nessuna cessione di queste ad altri. Ognuno beve la sua e la tiene lontana dalle altre.

    6️⃣➡️ Tornando ai portieri, come scritto già sopra, utilizzo, vista la possibilità di vestirsi diversamente dai calciatori in campo, di abbigliamento coprente e protettivo, dai pantaloni alle maglie. Si soffrirà il caldo, ma meglio che stare a casa a girarsi i pollici...

     

    novità guanti da portiere;

  • Intervista a Elia Benedettini (San Marino e Novara)

    benedettini

    È davvero un piacere avere qui sul blog di Portierecalcio.it Elia Benedettini!

    Elia è il portiere della Nazionale della Repubblica di San Marino nonché uno dei portieri del Novara, che milita in Serie B.

    Ho avuto il piacere di conoscerlo grazie a un commento sulla nostra pagina ufficiale su Facebook, dove l'estremo difensore sammarinese mostrava il suo disappunto per l'assenza di Neuer (infortunato) nella sfida che lo avrebbe visto contrapporsi alla Germania.

    Da quel momento è nato uno scambio amichevole di messaggi dal quale è scaturita questa intervista, che oggi pubblichiamo qui. Buona lettura!


     

    Portierecalcio.it: Ciao Elia e grazie per il tempo che stai mettendo a nostra disposizione e dei lettori del blog. Partiamo prima di tutto dall'emozione di vestire la maglia della nazionale del tuo paese e del misurarti contro dei fuoriclasse che la stragrande maggioranza dei tuoi colleghi vedrà solo in televisione. Cosa si prova?

    Benedettini: È un emozione indescrivibile, per me è come indossare la maglia della nazionale italiana per qualsiasi altra persona che vive in Italia. Un onore e un privilegio. Giocare contro nazioni infinitamente più grandi di noi, con giocatori che spesso e volentieri vediamo giocare finali di Champions, sono esperienze che ti porti dentro finché campi, non conta il risultato. In campo mettiamo tutto noi stessi per onorare e far rispettare il Paese. Spesso riceviamo critiche da parte di molti, ma andiamo avanti a testa alta consapevoli di quanto sacrificio e lavoro c'è dietro ad ogni partita. Chiaramente per un paese in cui solo 100/150 persone giocano a calcio è difficile avere una qualità alta rispetto a chi seleziona tra milioni di giocatori.

    Portierecalcio.it: Qual è stato il momento più bello e quale il più brutto della tua carriera in nazionale?

    Benedettini: Il ricordo più bello senza alcun dubbio è la vittoria in Under 21 contro il Galles, la prima per la Nazionale. Eravamo un gruppo fantastico composto da amici cresciuti con te fin dai primi calci al pallone. È stato qualcosa di stupendo. Di momenti brutti purtroppo se ne vivono tanti in nazionale, speri sempre di far il meglio possibile ma spesso capita di prendere troppi gol. Forse però uno su tutti può essere contro la Lituania in casa loro, eravamo 1-1 al 92", ricordo che all'ultima azione prendemmo gol. Tutta la squadra fece una grande partita. Eravamo a 10 secondi da riscrivere la storia, crollai a terra in lacrime, meritavamo quel punto.

    Portierecalcio.it: A differenza dei tuoi compagni stai facendo una carriera da professionista e in questo momento sei uno dei portieri del Novara. Come è stato esordire in Serie B?

    Benedettini: Non penso servano aggettivi per descrivere un esordio in serie B, è qualcosa di unico. Tutti i sacrifici fatti da quando avevo 5 anni sono stati ripagati in 90 minuti. Purtroppo abbiamo perso 4-1 in casa dell Entella, ma dopo una settimana ho avuto un altra occasione che andò decisamente meglio (2-1 in casa contro il carpi). Spero sia solo l'inizio.

    Portierecalcio.it: Sogni di ripercorrere i successi di Massimo Bonini e Marco Macina, che hanno assaporato il calcio che conta?

    Benedettini: Non hai citato giocatori qualunque, sono giocatori, specialmente Massimo, che hanno fatto una grande carriera. Sicuramente l'obiettivo di ogni giovane è arrivare più in alto possibile senza mai porsi limiti, poi solo il tempo rivelerà se sarò all altezza o meno. Di sicuro bisogna lavorare duro ogni giorno e sputare sangue per arrivare a quei livelli.

    Portierecalcio.it: Parliamo dell'allenamento. Cosa ti piace curare di più durante la settimana?

    Benedettini: Quest'anno ho avuto l'onore di essere allenato da Massimo Cataldi, uno che ne sa e molto. Cura i portieri a 360°, e se c'è una cosa che ho imparato è che l'intensità negli allenamenti e la cattiveria non può mai mancare, in ogni singolo esercizio bisogna dare l'anima.

    Portierecalcio.it: Dove pensi che tu possa migliorare tecnicamente?

    Benedettini: Ogni portiere può migliorare in tutto, nessuno è mai completo veramente. Soprattutto a 22 anni.

    Portierecalcio.it Cosa vorresti dire ai ragazzi che ti stanno leggendo ora sul nostro blog?

    Benedettini: Se siete portieri, indipendentemente dalla categoria che si occupa, state facendo il ruolo più bello e importante. Sempre a testa alta. Non mollate mai. Un abbraccio a tutti i lettori.

    Portierecalcio.it: Grazie a Elia per la disponibilità! Speriamo che possa avere tantissime soddisfazioni sportive e siamo pronti a seguirlo e a supportarlo con il nostro tifo!


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  • I portieri del West Ham United scelgono Storelli

    west ham

    La protezione per il portiere è fondamentale. Obbligatoria in allenamento, raccomandata in partita, se il campo e le condizioni fisiche la rendono necessaria.

    Anche i professionisti, che avevano abbandonato le imbottiture in nome di una sempre più presunta libertà di movimento, stanno tornando a utilizzarle, scegliendo i materiali migliori per prevenire gli infortuni di gioco.

    Fa piacere quindi scoprire che i portieri del West Ham United Adrián San Miguel Del Castillo, Darren Randolph e Raphael Spiegel hanno scelto la sottomaglia e lo slider Storelli per proteggersi durante gli allenamenti e, se sarà necessario, durante le partite.

    Ecco qui sotto le prime immagini direttamente dagli spogliatoi.

    Thank you @storellisports ⚽️#YourSecretWeapon #Goalkeeper #Goalkeeping #RaphaSpiegel #DarrenRandolph #Adrián #tikitaka

    Un post condiviso da Adrián San Miguel Del Castillo (@adr13nsanmiguel) in data:

    Il nostro invito è di seguire il loro esempio per parare in assoluta sicurezza e ridurre al minimo il rischio di traumi e fastidiose sbucciature.


     

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  • Abolire i campi da calcio in terra battuta

    Non sarà un post che piacerà ai romantici di un certo tipo di calcio, ma avendo a che fare con tantissimi nostri clienti, che giocano su questi campi, non possiamo non considerare le condizioni in cui versano i terreni in terra battuta presenti in Italia.

    Premessa

    L'area piccola è una delle zone di campo più calpestate e sollecitate durante allenamenti e partite. E' anche il posto dove il portiere effettua il maggior numero di tuffi e cadute.

    Questo porta a un compattamento progressivo della superficie, che anche con la regolare manutenzione finisce per indurirsi, diventando una vera e propria lastra di pietra, che a lungo andare mette l'estremo difensore in condizione di infortunarsi anche seriamente.

    Evitare infortuni

    L'utilizzo di maglie, pantaloni e protezioni specifiche, come quelle che vendiamo sul nostro store, prevengono e riducono i traumi a cui i numeri 1 vanno incontro, ma nel XXI secolo non è più possibile, considerando i manti artificiali sempre meno abrasivi e le miscele di erba naturale specifiche per lo sport, resistenti anche ai climi più secchi, poter giocare una partita in queste condizioni.

    So benissimo che l'edilizia sportiva è ancora, soprattutto nel sud Italia in mano pubblica e questo limita l'ammodernamento o addirittura la manutenzione ordinaria di stadi e campi (come succede in foto a Messina, che qualche anno fa giocava in serie A...), ed è per questo che spero che l'iniziativa privata si dia da fare per risolvere il problema.

    Possiamo aiutarvi

    Nel frattempo noi con Portierecalcio.it saremo sempre a disposizione per aiutarvi a parare in sicurezza e lo faremo con tutta la passione e attenzione che abbiamo sempre dedicato al portiere.


     

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  • Perché tornare subito alle vere maglie da portiere?

    maglia portiere storelliE' finita la partita. Indipendentemente dalla categoria, dal livello di gioco, dalla vittoria o dalla sconfitta, siete negli spogliatoi a farvi la doccia. Le vostre braccia? Piene di botte e di graffi.

    Gli acciacchi non mancano, ma domani ci aspetta la scuola, il lavoro, la vita di tutti i giorni.

    Passano le ore, i muscoli si raffreddano e le braccia sono completamente indolenzite. Hai parato senza alcuna protezione, forse addirittura a mezze maniche, perché la società passa solo quella maglia, perché così fa Buffon e perché così voglio fare pure io oppure perché ho paura di sentirmi limitato.

    ... però graffi, bruciature e botte sono la e domani non sarà ne semplice, ne comodo tornare al tran tran quotidiano.

    Come abbiamo scritto più volte su questo blog, fino a metà degli anni novanta per un portiere era assolutamente normale scendere in campo con maglia e pantaloncini imbottiti. L'erba naturale era prerogativa solo dei campionati professionistici e già nell'allora interregionale (oggi Serie D) era assolutamente normale giocare su campi in terra battuta in condizioni pessime.

    Non era però il terreno a condizionare la scelta della divisa. Per il portiere era assolutamente normale avere una maglietta dotata di imbottiture e i traumi e le bruciature alle braccia venivano così ridotte al minimo. Poi poteva capitare ma c'era maggiore attenzione e cura per la propria salute.

    Poi arrivò la moda delle mezze maniche, introdotta in Francia da Olmeta e Barthez dell'Olimpique Marsiglia e pian piano si diffuse soprattutto nei paesi "latini" (non solo europei, ma anche in quelli americani), diventando norma.

    Finché un professionista fa questa scelta, più psicologica che realmente utile, non abbiamo nulla da dire. E' pagato per parare ed è giusto che lo faccia nella maniera che crede di ritenere più comoda.

    Non è il tuo caso. E' bello parare. E' meraviglioso. Farlo in assoluta sicurezza lo è ancora di più.

    Noi di Portierecalcio.it lo scriviamo da anni. Una maglia da portiere di ottima qualità non solo non limita in alcun modo i movimenti, ma permette di cadere a terra nella maniera più sicura possibile anche sui terreni più duri e rovinati.

    Quale consigliare allora?

    Noi una scelta l'abbiamo fatta, senza togliere nulla a tutte le altre in vendita nella sezione dedicata alle maglie da portiere.

    La ExoShield GK Gladiator nelle colorazioni gialla con manica nera, in due tonalità di blu molto intenso e nera con manica gialla (questa anche per bambini) ha una specifica protezione in Poron XRD per il gomito perfettamente preformata. Prossimamente usciranno altri due colori, ma per ora non ve li possiamo rivelare. ;)

    Non è la classica spugnetta, cucita senza alcun criterio, che scopre puntualmente il gomito appena vi muovete. E' tutto il contrario. Nessun impedimento. Nessun fastidio. Tantissima protezione.

    Graffi, botte e bruciature ve le dimenticherete. Anche sulla terra battuta.

    Cosa aspettate allora? L'ennesima borsa del ghiaccio da tenere sull'avambraccio? Non è il caso... :-)

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  • Proteggere gomito e ginocchio dagli infortuni più gravi. Ecco come fare.

    gomitiere storelliIn questo blog parliamo spesso non solo dei guanti da portiere ma anche delle protezioni più specifiche sia per l'allenamento che per la partita. Per un portiere la protezione è fondamentale e lo diventa ancora di più per chi di questa passione non ne fa un lavoro, dovendo tornare a casa quanto più sano possibile e senza alcun graffio o botta fastidiosa.

    Relegate in passato a quasi inutile accessorio anche per via dell'abbigliamento imbottito, gomitiere e ginocchiere vengono ora utilizzate anche dai professionisti.

    Nel calcio a 5 sono praticamente obbligatorie per tutti i portieri, dovendo tuffarsi e cadere sul parquet, che è una delle superfici più dure da affrontare, ma anche nel calcio a 11 cominciamo a vederle anche in serie A dove alcuni professionisti come Rafael del Cagliari, Skorupski dell'Empoli e persino Gigio Donnarumma nel Milan ne hanno fatto uso (guarda qui sotto).

    buffon donnarummaSe ti sei procurato un trauma o un infortunio importante in queste articolazioni, ginocchiere e gomitiere da portiere diventano obbligatorie, se hai ripreso a giocare.

    Oltre a proteggere infatti dall'impatto al suolo la parte del corpo interessata, essendo quasi sempre elasticizzate e a compressione, contengono l'articolazione, limitandone i movimenti "contro natura" e quindi riducendo ulteriormente il pericolo di ricadute o l'aggravarsi di situazioni già in essere.

    Portierecalcio.it offre per te diversi tipi di protezione. Te le presentiamo qui sotto con una breve descrizione, permettendoti, cliccando sui link, di approfondire ogni modello e acquistarlo presso il nostro store ufficiale.

    Ginocchiere e gomitiere Jump Joma: non ti fare ingannare dal prezzo basso. Hanno un'imbottitura robusta e sono molto resistenti. Se non vuoi qualcosa di molto ingombrante, sono davvero consigliate.

    Ginocchiere e gomitiere Reusch: dalle Deluxe molto leggere ma protettive alle leggerissime ma indistruttibili Kevlar la scelta è davvero ampia. Perfette se vuoi una protezione efficace, che si senta appena durante i movimenti.

    Ginocchiere e gomitiere Uhlsport: le più dure e rigide. Se vuoi qualcosa di simile a un'armatura le ginocchiere Alligator e le ginocchiere e gomitiere TorwartTech sono assolutamente da acquistare.

    Ginocchiere e gomitiere Storelli: in assoluto le migliori sul nostro sito, tanto da dedicare loro la copertina di questo post. Nessuna assorbe gli impatti come loro e nessuna veste meglio di loro. Chi le ha provate ne è rimasto estasiato. Acquisto obbligatorio da fare.

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  • Portierecalcio.it con il preparatore dei portieri Max Pirotta

    13713465_1669127203410222_265794189_nCon grande soddisfazione avviamo da oggi una collaborazione con Max Pirotta co-fondatore e preparatore della Cosov Goalkeeper Academy di Villasanta (in provincia di Monza e Brianza).

    Con questa iniziativa Portierecalcio.it vuole essere un faro per illuminare le scuole calcio d'Italia meritevoli di attenzione, dando loro la giusta visibilità e importanza, al fine di far crescere la passione per il ruolo del portiere a tanti ragazzi.

    La Cosov Goalkeeper Academy è una scuola portieri in zona Monza e Brianza creata nel 2015 dalla fusione della Cosov Villasanta (Scuola Calcio Ac Milan) e Max Pirotta (Preparatore dei Portieri e Tecnico riconosciuto dall’Associazione Italiana Allenatori Portieri).

    Quest’ultimo è preparatore e responsabile dell’intera accademia dove tiene lezioni collettive e individuali, preparazione per portieri di squadre esterne nei loro campi, allenamenti mirati anche per professionisti e camp invernali ed estivi.

    Insomma un mondo che gira attorno al ruolo del portiere, partendo dai più piccini fino ad arrivare alle fasce dei più grandi.

    Da settembre 2016 riprenderanno con regolarità tutti i corsi che si tengono tutto l’anno presso le strutture Cosov.

    Per tutte le informazioni il sito ufficiale è www.cosovgoalkeeperacademy.com mentre il sito personale del preparatore Max Pirotta è www.maxpirotta.com.

    Se anche tu che ci leggi, hai una scuola calcio per portieri, contattaci immediatamente, presentandoci le tue attività. Se riscuoterai il nostro interesse, sarai contattato per una proposta di collaborazione, utile a fare crescere la tua visibilità a livello nazionale!

  • Il portiere nel beach soccer. Sabbia e rimbalzi irregolari

    Aggiornato l'1 giugno 2016.

    In Italia il Beach Soccer, che prometteva di conquistare molta attenzione da parte del pubblico (anche televisivo), grazie alla sua spettacolarità, sta finalmente guadagnando l'attenzione che merita. Grazie alle opportunità concesse da alcune amministrazioni locali o semplici privati, la pratica è cresciuta, coinvolgendo tantissimi ragazzi affascinati da questa variante spettacolare dello sport più amato al mondo.

    Come sempre, il nostro compito è quello di fornire informazioni e guidare all'acquisto del materiale giusto tutti i portieri che vogliano alternare un bel bagno in mare ai tuffi sulla morbida sabbia, evitando loro acquisti sbagliati e prodotti non adatti.

    Una volta tanto, non ci prodigheremo in nessuna difesa dell'abbigliamento protettivo, a meno che non siate così folli da giocare sugli scogli... :D, e ci concentreremo unicamente sui guanti, strumento assolutamente indispensabile, considerato il peso del pallone e i rimbalzi irregolari, che aumentano drasticamente il rischio di traumi alle dita. Diciamo subito che non raccomandiamo modelli steccati, anche se li potreste usare senza grossi problemi. Data l'importanza dei rilanci con le mani, è consigliabile indossare modelli leggeri e con lattici top, data l'usura ridotta giocando sulla sabbia. Ne abbiamo scelti tre (di cui un modello in tre varianti di colore diverse).

    spartanproblogSpartan Pro: l'eccellenza per il Beach Soccer! Creato in collaborazione con il portiere della nazionale Stefano Spada, è il guanto che risponde a tutti i bisogni del portiere che gioca sulla sabbia. Prima scelta senza pensarci due volte!

    softcompetitionblogEliminator Soft HN Competition: un guanto Uhlsport ideale per il calcio in spiaggia. Vestibilità attillata per avere la massima sensibilità sul pallone più leggero e zone di traspirazione ridotte al minimo, per non trovarsi troppa sabbia assorbita dal guanto.

    evospeed1blogevoSPEED 1.4: guanto leggerissimo, ma non per questo meno protettivo degli altri. Se non sopportate il caldo, e giocando sulla sabbia sotto il solleone, sarà normale averci a che fare, manterrà le vostre mani il più possibile asciutte e fresche. La presa è davvero ottima, grazie al lattice spesso 4 mm Elite Grip. E' disponibile anche in arancione e arancio-blu (versione "tricks" per collezionisti).

    Ti ricordo che Portierecalcio.it è sempre a disposizione per risolvere tutti i tuoi problemi e permetterti di parare su qualunque superficie di gioco in tutta sicurezza e comodità. Vuoi saperne di più? Iscriviti al sito! E' gratis e avrai accesso a tantissimi vantaggi!

  • L'invisibile Marchetti resta a Cagliari

    marchetti emarginato a cagliariIl mercato si è chiuso e Federico Marchetti è rimasto a Cagliari. Questa la notizia più importante riguardante il mercato dei portieri (in secondo piano Rubinho a Torino). Era difficile immaginare che il portiere degli ultimi Mondiali potesse rimanere ai margini del proprio club e non trovare una nuova squadra, ma così è stato e la situazione non potrà cambiare sino alla riapertura del mercato a inizio gennaio 2011.

    Ricordo che tutto è iniziato con un'intervista in cui il portiere dichiarava di voler puntare a una squadra più importante per proseguire il suo percorso di crescita professionale (c'era l'interesse concreto della Sampdoria), pur non rinnegando i suoi anni a Cagliari. Il presidente Cellino ne rimase molto risentito, sino a decidere di metterlo sul mercato e ai margini della propria squadra. La scelta di puntare su Agazzi e l'arrivo di Pelizzoli (ritorno in A per lui), sono stati altri segnali dell'irreversibilità di questa scelta.

    Ieri pomeriggio, ufficiosamente solo il timido tentativo della Roma e null'altro. Ora per Marchetti resta solo un periodo (chissà quanto lungo) di emarginazione, nonostante le parole del suo allenatore Bisoli: "Marchetti è un grande professionista e un bravo ragazzo. Continuerà ad allenarsi con noi con la stessa determinazione dimostrata finora". Una sconfitta per tutti che sicuramente riserverà altre sorprese a breve termine.

  • I portieri mettono le mani addosso a Jabulani

    jabulani il pallone dei mondiali di calcio 2010Immancabile polemica a pochi giorni dall'inizio di una manifestazione internazionale. Con cadenza biennale, il pallone ufficiale diventa il peggior nemico dei portieri, oggetto da criticare senza remore. Il nome è Jabulani (festeggiare in lingua zulu) realizzato, come abitudine consolidata, dall'Adidas per i Mondiali in Sud Africa. La versione per la finale, invece, prende il nome di Jo'bulani, diretto riferimento a Johannesburg, città dove si svolegerà l'incontro decisivo e conosciuta anche come la città dell'oro. Da qui il colore scelto, oppure una casualità, dato che anche il pallone della finale del mondiale 2006 aveva la stessa particolarità. Propenderei per questa ipotesi...

    jobulani il pallone della finale dei mondiali di calcio 2010 in sud africaI 'contro testimonial' per il 2010 sono forse i tre portieri più forti al momento, Buffon, Julio Cesar e Casillas. Il primo a parlare è stato il brasiliano: "E' orribile e bruttissimo, veramente inguardabile. Sembra uno di quei palloni che si comprano al supermercato. E’ veramente impresentabile. Tutto il mondo vuole vedere più gol e palloni con maggiore effetto, ma questo penalizza troppo i portieri con delle traiettorie illeggibili... e verrà un giorno in cui i rigoristi potranno anche sparare prima di tirare. Ma chi me l'ha fatto fare di fare il portiere?". E' stata poi la volta del collega spagnolo: "E' davvero triste il fatto che una competizione così importante come i Mondiali debba essere giocata con un pallone così orrendo". Chiude l'intervento del nostro portiere: "Il nuovo modello è assolutamente inadeguato e credo che sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere".

    Come sempre sarà il campo a dirci quanto di vero c'è in queste considerazioni. Abbiamo un pò tutti provato questi palloni di nuova concezione e ce ne siamo fatti un'idea. C'è anche da dire che professionisti di questo livello hanno modo e tempo per abituarcisi e ridurre i margini di errore. Nelle competizioni passate sono stati rari gli errori dei portieri da additare direttamente alla pallone. Sono certo che anche in questa competizione non ci saranno sorprese.

    A seguire un filmato che mostra il processo di costruzione del pallone.

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