germania

  • Perché Neuer è davvero il portiere più forte del mondo

    Il Mondiale in Brasile si è appena concluso con la vittoria meritata della Germania. Squadra organizzata, fisica e tecnica. E con un grandissimo portiere, Manuel Neuer.

    Si è fatto un gran parlare e scrivere di un campionato del mondo con i portieri protagonisti. Per quanto la cosa possa farmi piacere, a mente fredda non direi che questa manifestazione possa essere davvero ricordata per le loro prestazioni. Certo, per chi non è abituato a seguire il calcio, le prestazioni di Keylor Navas od Ochoa potranno sembrare straordinarie, ma si è trattato solo di buone prestazioni fornite da buoni portieri. Anche il momento di gloria di Krul, fatto passare come un carneade e non come un esperto portiere della Premier League, dimostra come tutto sia più da ricondurre nel sentiero dell'entusiasmo del momento, che non in quello di un ponderato giudizio tecnico. Poi certo, possiamo anche esaltarci per alcuni validi portieri sudamericani od africani, ma il livello medio della Champions League è certamente superiore a quello espresso in Brasile.

    Chiusa la piccola parentesi sugli altri, torno a scrivere di Neuer, uno dei simboli principali di questa Germania vincente, un atleta moderno che ha degnamente rappresentato la tradizionale scuola dei portieri tedeschi. Ha vinto il premio di miglior portiere e, opinione personale, poteva essere al posto di Messi come miglior giocatore assoluto del torneo. Ma cosa ha fatto di così importante, da arrivare a pensare con convinzione che ora sia il miglior portiere in assoluto?

    Partiamo dal presupposto che anche se non in modo evidente,  è sempre stato decisivo per le sorti della sua squadra. Ha sempre giocato bene ed ha sorpreso il grande pubblico (quello che lo conosce poco o per nulla) soprattutto contro l'Algeria, uscendo più volte in maniera apparentemente scriteriata, ma sempre con tempismo e precisione. Fa impressione vedere il grafico delle zone occupate durante gli ottavi di finale, dove ha percorso oltre 5,5 km.

    E' la partita dove ha impressionato di più, diventando il famoso difensore aggiunto, chimera di tanti allenatori offensivi. Una tale autorità ha due evidenti benefici: rassicura i propri difensori da una parte ed intimorisce gli avversari dall'altra. Un vantaggio psicologico notevole.

    Poi certo, ci sono alcuni buoni interventi, come la respinta quasi autoritaria su Benzema ai quarti di finale, dove molti altri portieri avrebbero provato a chiudere in uscita o ad anticipare il tuffo. Ma l'aspetto dominante di Neuer è la sua imponente fisicità, unita al coraggio quasi spavaldo e quella concentrazione assoluta nei riguardi del pallone, l'unico oggetto meritevole di attenzione e riguardi. Ne ha fatte le spese Higuain vittima di una ginocchiata forse pericolosa, ma del tutto legittima (è il modo corretto di intervenire, proprio con il ginocchio alto a protezione del corpo. Fosse uscito a gamba tesa, parleremmo di un comportamento violento e pericoloso). Si tratta di professionismo e di una finale mondiale, non di una partita tra amici.

    Qualcuno potrà obiettare legittimamente che ci sono altri portieri che si sono dimostrati all'altezza, come Keylor Navas, Howard o Courtois, solo per citarne alcuni, ma per quanto bravi (soprattutto nel caso del giovane portiere belga), Neuer ha dimostrato di essere il più forte sul campo e di incutere davvero timore negli avversari. Sempre a testa alta, oltremodo sicuro nelle uscite su cross e palle inattive, forte con i piedi e abile tra i pali. Diventa davvero complicato sostenere che non sia, almeno ora, il numero uno tra tutti. Poi, è più che legittimo poterne criticare la tecnica di uscita o di tuffo (entrambe nel solco dell'attuale scuola tedesca), ma restano sempre opinioni che non possono distruggere le fondamenta su cui è costruita l'attuale forza del portiere tedesco.

    Scontato per lui, un nuovo successo nella classifica annuale IFFHS del migliore portiere del mondo nel 2014. Ma siamo sicuri non possa essere in lizza per vincere anche il Pallone d'Oro FIFA? Abitualmente viene vinto da un giocatore che ha vinto la coppa del mondo, evento sfatato nel 2010 da Messi (Xavi od Iniesta l'avrebbero meritato al suo posto). Difficile possa accadere quest'anno, con il fuoriclasse argentino senza alcun titolo da apporre sulla medaglia. E quindi. chi meglio di Neuer per questo premio? Difficile immaginare Ronaldo, anche lui sottotono con il Portogallo e così, gli unici antagonisti potrebbero essere alcuni suoi compagni di squadra, con Mueller come principale antagonista. Manca ancora tanto tempo, ma forse quello che non è stato assegnato a Buffon nel 2006, potrebbe essere concesso a chi, nel 2014, ha scritto un'importante pagina di storia sportiva.

  • Kahn dà l'addio al calcio: "Il momento più commovente della mia carriera"

    E' stato ieri il giorno dell'addio di Oliver Kahn al calcio giocato, tre mesi dopo l'ultimo incontro ufficiale e all'età di 39 anni. Nella cornice dell'Allianz Arena, il suo Bayern ha disputato un incontro contro la nazionale tedesca. Kahn ha giocato settantacinque minuti tra i pali della squadra bavarese, prima di uscire tra gli applausi del pubblico che per anni l'ha sempre acclamato. I numeri della sua carriera sono eloquenti: 557 partite e 8 volte campione in Bundesliga, 86 presenze in nazionale e campione europeo nel 1996 (non da titolare) e vincitore di una Champions League, oltre ad esser stato eletto miglior giocatore del Mondiale 2002, nonostante la nefasta finale contro il Brasile e, dulcis in fundo,  miglior portiere del mondo iffhs per tre volte non consecutive.

    Le sue emozioni dopo la partita: "Stasera è stato molto commovente per me, forse il momento più commovente della mia carriera. Durante tutta la mia carriera sono stato sotto pressione, adesso ho provato soltanto la gioia di giocare per un'ultima volta in questo stadio e davanti a questo pubblico".

  • Wiese quasi spacca la faccia a Olic con una uscita da kung fu

    Spericolata uscita di Tim Wiese nell'incontro di campionato tedesco tra Werder Brema e Amburgo, vinto dal Werder per 1-0. Al 42° del primo tempo il portiere tedesco è si lancia in un'uscita spericolata per impedire la rete, ma lo slancio lo porta a colpire in pieno volto l'attaccante croato.

    Questo episodio ha ricordato quello del 1982 che vide protagonisti Harald Schumacher e il francese Patrick Battiston, con quest'ultimo che rimase per due giorni in coma.

    A fine partita il portiere dirà "È stato sicuramente un intervento pericoloso, ma ho toccato io per primo la palla. Ivica Olic non doveva entrare". Va giù duro anche Franz Beckenbauer, ora presidente del Bayern Monaco che ha definito l'uscita spericolata "Un quasi omicidio. Fortunatamente la testa è ancora al suo posto".

    Per il giocatore dell'Amburgo solo una leggera lussazione e tanta paura. Incredibilmente Wiese non è stato espulso... e noi che ci lamentiamo degli arbitri italiani.

  • Jens Lehmann dimenticato da Wenger, ma imbattibile in nazionale

    Doveva essere uno degli argomenti di discussione più interessanti per gli appassionati del ruolo di portiere verso Euro 2008, ma quello che sta accadendo in porta alla nazionale tedesca, sta facendo venir meno qualsiasi dubbio, su chi debba essere il numero 1 della squadra allenata da Joachim Löw. Jens Lehmann, titolare agli scorsi mondiali in Germania, grazie alla partita di ieri è arrivato a ben 621 minuti senza subire gol (l'ultimo è datato 6 giugno 2007, Germania-Slovacchia 2-1 aut. Metzelder). Tutto questo, nonostante la panchine a cui ha dovuto abituarsi nel corso di questa stagione nell'Arsenal, dove gli è preferito Almunia e dalla quale sembra destinato ad andarsene al termine della stagione in corso.

    Niente da fare quindi per Hildebrand ed Enke, costretti probabilmente ad assistere agli Europei dalla panchina. Il posto da titolare diventerà cosa loro, solo dal prossimo agosto, perché, data l'età avanzata di Lehmann, è plausibile che lo stesso decida di lasciare la nazionale al termine della competizione. Il tutto, senza dimenticare i giovani terribili che stanno arrivando alle loro spalle.

  • E' Neuer l'erede di Lehmann, Adler permettendo.

    Consiglio a tutti di andare a leggere l'articolo pubblicato su tuttomercatoweb e che traccia la giovane e promettente carriera di Manuel Neuer, 21enne portiere dello Schalke 04, determinante la scorsa settimana nel decidere la sfida di Champions contro il Porto. Già vincitore del titolo di miglior portiere della Bundesliga nella scorsa stagione, il portiere nato a Gelsenkirchen e cresciuto sin dall'infanzia nella squadra della sua città, ora si candida prepotentemente per prende il posto che fu dei mostri sacri Kahn e Lehmann. La concorrenza è, però, agguerrita. Un altro giovane portiere, il 23enne René Adler, ora in forza al Bayer Leverkusen, per alcuni superiore allo stesso Neuer, non starà certo a guardare. Che il dualismo abbia inizio.

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