Italia

  • Chi sarà il terzo portiere dell'Italia ai Mondiali del Brasile?

    E' sempre più vivo l'interesse sulle convocazioni per i prossimi campionati del mondo in Brasile. Mancano poco più  di due mesi alla prima partita ed in porta i giochi non sono ancora del tutto chiusi per il ruolo di terzo portiere. Diamo per scontate le presenze di Buffon e Sirigu, rispettivamente primo e secondo nelle gerarchie di Prandelli, nonostante i mugugni di alcuni, sempre pronti a criticare il capitano azzurro alla prima incertezza.

    La scelta del terzo portiere da affiancare agli altri due, mai come questa volta sta alimentando discussioni nell'ambiente. Il merito è dovuto soprattutto alle ottime prestazioni che molti di loro stanno ottenendo in questa stagione. Lo stesso ct, curioso di vederli direttamente all'opera assieme, ha indetto uno stage (con anche giocatori di altri ruoli) per saggiarne lo stato di forma e le potenzialità immediate. I prescelti sono stati Mirante, Perin, Bardi, Leali e Scuffet. E' molto probabile, se non certo, che tra questi uscirà il nome dell'ultimo selezionato. A meno che, secondo quanto riportato da alcuni mezzi di informazione, Prandelli non stia cercando di far tornare sui suoi passi Morgan De Sanctis, attuale portiere della Roma, che aveva deciso di lasciare la nazionale dopo gli ultimi europei.

    Ricapitolando, i nomi sul taccuino sono De Sanctis, Mirante, Perin, Bardi, Leali e Scuffet. Prima di esaminarli singolarmente, una brevissima riflessione su quale debba essere il ruolo di un terzo portiere in una manifestazione di questo tipo. Sostanzialmente sono due i prospetti classici che vengono identificati: Continua a leggere

  • I portieri della Confederations Cup 2013

    Otto squadre e 24 portieri. Questi i numeri della Confederations Cup che sta per iniziare in Brasile, la succosa anteprima del prossimo mondiale che si terrà il prossimo anno nello stesso Paese. Brasile e Uruguay ha rappresentare il Sud America, Spagna e Italia per l'Europa e poi Messico, Nigeria, Tahiti e Giappone a completare le nazionali partecipanti. Quasi tutti ricorderanno (poco) la precedente edizione, svoltasi in Sud Africa, dove partecipò anche l'Italia (da campione del mondo), ma fallendo miseramente la qualificazione alle semifinali e sconfitti dall'Egitto e dalle parate di El-Hadary.

    Come nostra consuetudine, ora faremo un piccolo approfondimento sui portieri che sono stati convocati dai propri commissari tecnici. Continua a leggere

  • Viviano escluso da Prandelli. Su Facebook volevate Abbiati

    Il momento del taglio è arrivato, tralasciando qualsiasi tipo di commento sulla vicenda del calcioscommesse (c'è stato, c'è e ci sarà, purtroppo) e limitandoci, come sempre, a parlare di portieri.

    E' quindi Viviano l'escluso da Prandelli. Il CT della Nazionale gli ha preferito Buffon, De Sanctis e Sirigu. Dando per certo il posto tra i pali del numero 1 juventino, la scelta è ricaduta sull'esperto portiere del Napoli e sullo 'straniero' del Paris Saint Germain. Se quest'ultimo ha disputato un'ottima stagione in Francia, lo stesso non si può dire per il suo collega abruzzese, tornato decisivo, però, nella finale di Coppa Italia. Possibile che per Viviano abbia influito anche il lungo infortunio e la discreta, ma non esaltante, seconda parte di stagione a Palermo. Pochi dubbi che questa non sarà l'ultima occasione per partecipare a un grande evento con l'Italia.

    Nel frattempo, sulla nostra pagina Facebook, ci siamo lanciati in un sondaggio che ha raggruppato quasi tutti i portieri italiani dell'ultima stagione di A, includendo quindi, anche quelli non scelti da Prandelli. Questi i risultati (il voto è sempre aperto, ma i trend sono abbastanza chiari):

    1. Abbiati (79)
    2. Marchetti (39)
    3. Sirigu (29)
    4. Benassi (22)
    5. Viviano (16)
    6. De Sanctis (15)
    7. Consigli e Sorrentino (8)
    8. Agazzi e Mirante (2)
    Come appare subito evidente dai risultati, ai primi due posti ci sono i grandi esclusi Abbiati e Marchetti. Per il primo le motivazioni possono essere l'età e tecniche, sebbene anche De Sanctis non sia giovanissimo; difficile pensare che il ct si sia appigliato alle vecchie dichiarazioni del portiere milanista, contrario a fare la riserva, oltremodo superate dalla rinnovata disponibilità dopo il suo arrivo alla guida della squadra. Diverso, invece, il discorso su Marchetti, tornato in auge dopo la strana stagione passata lo scorso anno a Cagliari. Non sapremo (mai?) se il brutto episodio di Udine lo ha escluso dalla lista dei possibili convocati, ma il rendimento costante durante il campionato, avrebbe potuto concretamente farlo rientrare quantomeno nella lista preliminare. Spicca anche il quarto posto di Benassi, protagonista di una bella stagione a Lecce, ma culminata con la retrocessione dei salentini. Ultimo dei convocati De Sanctis, poco supportato dai nostri iscritti, perplessi dall'altalenante rendimento fornito nel 2012.
    L'ultimo tassello che manca è quello sull'eventuale sostituto di Buffon. Toccherà all'esperienza di De Sanctis o alla freschezza atletica di Sirigu?
  • Buffon: è allarme per la sciatica. Rischia un lungo stop

    Buffon sofferente durante la partita con il Paraguay.Speravamo in un pronto recupero di Gigi Buffon, uscito ieri al termine del primo tempo nell'incontro tra Italia e Paraguay a causa di noie alla schiena e così sembrava fino a stamattina, visto che sui giornali si leggeva che il problema lo avrebbe tenuto a riposo al massimo per un paio di giorni, ma è notizia di pochi minuti fa che il nervo sciatico sinistro lo tormenta e l'estremo azzurro dovrà fermarsi a tempo indeterminato.

    Buffon, assistito dal medico sociale Enrico Castellacci e dal resto dello staff, sta già effettuando tutti gli esami e le terapie per cercare di tornare subito al meglio, e speriamo ciò possa avvenire al più presto possibile.

    Appena avremo ulteriori notizie, vi aggiorneremo attraverso il blog, ma siamo praticamente sicuri che domenica contro la Nuova Zelanda toccherà di nuovo a Marchetti difendere i pali della nostra nazionale.

  • Presentazione: guanti da portiere Tepa Sport "Dino"

    COMPRALI QUI

    Da gennaio sarà il guanto di Federico Marchetti, portiere del Cagliari e vice di Gigi Buffon nella nazionale italiana di calcio. Oggi lo presentiamo qui, contenti di promuovere un'azienda italiana tornata prepotentemente in auge con prodotti di qualità, che non potevamo non proporre sul nostro shop online.

    Negli anni 70 Tepa Sport era una delle aziende preferite da tutti i calciatori, grazie alla qualità delle scarpe prodotte, che la ponevano nell'eccellenza assoluta per quel periodo, tanto che era facilissimo vederle in campo in Serie A ai piedi di fuoriclasse come Giacinto Facchetti, Beppe Savoldi, Fulvio Collovati, Enrico Albertosi e l'indimenticato Gaetano Scirea. Fu anche una delle prime a sponsorizzare ufficialmente una squadra di calcio come fornitore tecnico, vestendo il Bologna nella stagione 1981/82.

    Dopo quasi tre decenni di oblio il marchio è tornato alla grande e ha presentato anche un guanto da portiere realizzato con assoluta professionalità, badando bene alle esigenze dell'estremo difensore, che voglia presa, libertà di movimento e durata.

    Il "Dino" è un guanto con tantissimo lattice naturale supersoft (4 mm veri) la cui presa è ottima in qualunque condizione meteorologica e la cui vestibilità ricorda molto bene la linea Cerberus della Uhlsport, pur essendo graficamente molto diverso. A proposito della grafica, fa piacere come l'azienda milanese abbia puntato sui colori della nostra bandiera e sul blu della nostra Italia, caratterizzandolo fortissimamente e dandogli una precisa identità.

    Il costo è davvero basso, grazie a una confezione essenziale, che permette di abbattere i costi di produzione, e vi permetterà di avere un articolo davvero esclusivo, che vale molto più del suo prezzo originale e che non vi tradirà in nessuna occasione di gioco.

    Se volete provare qualcosa di nuovo, ecco l'occasione giusta.

  • Buffon non si sente leggenda, ma chiede rispetto

    buffon critica i giornalisti"Durante la Peace Cup in Spagna i tifosi mi hanno fatto ottomila inchini, l'allenatore dell’Aston Villa ha voluto conoscermi e mi ha detto che per lui sarò sempre una leggenda. Poi torno in Italia e c'è chi si domanda perché noi vecchietti siamo ancora in Nazionale. Nel nostro Paese, insomma, c'è poco rispetto". Parole di Gigi Buffon, infastidito dalle continue critiche che sono costretti a sentire da certa stampa, soprattutto durante le partite con la nazionale. Poi ci tengo a precisare, che come spesso accade, i giornali riportano le parole in modo artefatto, facendo passare Buffon per un esaltato che ama chiamarsi leggenda davanti allo specchio...

    Una polemica nata e sopita in un istante, perché Buffon ha il diritto di esprimersi e sa non essere mai scontato. Chiede rispetto sapendo di meritarselo, pur conscio di non avere più le caratteristiche che lo hanno reso la 'leggenda'. Ma i migliori sanno sempre come ottenere il massimo da se stessi.

  • El-Hadary spiegato a chi non lo conosce

    italia_egitto01gChi è Essam El-Hadary, l'assoluto protagonista della partita tra l'Italia e l'Egitto. Per gli italiani un perfetto sconosciuto, eppure il 36enne portiere di Damietta è considerato uno dei migliori portieri africani di sempre. Una carriera quasi interamente spesa nell'Al Ahly, squadra de Il Cairo e dominatrice incontrastata del campionato egizio. Infatti, il portiere è sceso in campo 510 volte, segnando anche un gol e vincendo sette campionati nazionali, quattro coppe nazionali e quattro supercoppe, mentre a livello internazionale, tre CAF Champions League e tre Supercoppe d'Africa.

    Lo scorso anno, El-Hadary ha il suo momento di notorietà in Europa. In Egitto fece molto scalpore il suo trasferimento nelle fila della squadra svizzera del Sion. Il giocatore, dichiarato incedibile dalla sua società, è stato tra i primi a usufruire del famoso art.17, il quale permette ai giocatori di rescindere unilateralmente il proprio contratto in cambio di un'indennità dopo un periodo di 3 anni. Oltre questo, o forse proprio a causa di questo, El-Hadary venne criticato in patria per aver indossato una maglia che sponsorizzava un vino. L'immagine del portiere si stava incrinando e per cercare di risolvere la situazione, lui stesso decise di apparire in televisione e scusarsi pubblicamente. Da qui, il ritono all'Al Ahly, la messa fuori rosa per poco meno di un mese e una multa. Peccato per lui che la Fifa non abbia fatto passare la cosa e anzi, abbia da poco sentenziato, comminando al giocatore una multa di 1.200.000 dollari e la squalifica per 4 mesi. Squalifica non acora scontata e che, a ragion veduta, avrebbe fatto molto piacere alla nazionale italiana.

  • Peruzzi contro i metodi di allenamento dei giovani portieri

    Oggi su La Stampa, Marco Ansaldo ha pubblicato una bellissima intervista ad Angelo Peruzzi, indimenticato portiere della nazionale di Juventus, Lazio, Inter e Roma. L'introduzione iniziale non mi trova completamente d'accordo, per me troppo critica nei confronti di Amelia e De Sanctis, ma il tipo di domande poste l'ho davvero apprezzato. Il giornalista si concentra soprattutto sulle ragioni della crisi nel ruolo:

    Allora da dove si deve cominciare?
    «Dall’inizio. La crisi parte dai settori giovanili: ragazzini di 12 o 13 anni si bruciano in una domenica per un paio di errori. La volta successiva non giocano più. Se ai miei tempi si fosse ragionato così non avrei mai cominciato».

    E cosa è cambiato?
    «La pressione sugli allenatori che devono vincere per fare carriera. A noi, da bambinetti, chiedevano soltanto di crescere, divertirsi e imparare, a questi chiedono già il successo. Insieme ai tecnici ci metto i genitori».

    Cosa c’entrano?
    «Una volta in porta ci andava il più scarso in attacco o chi aveva la vocazione. Adesso molti spingono i figli a fare calcio perché un giorno diventino milionari e, nonostante il fascino di figure come Buffon, la speranza di avere in casa un Totti o Del Piero è più forte. Un portiere di solito guadagna meno».

    Qual è la prima regola da ripristinare?
    «Al centro del calcio c’è il pallone: più lavori con quello e più ti impratichisci nella presa, nel movimento dei piedi, eccetera. Invece mandano i giovani in palestra, per potenziare braccia e gambe, quando non sanno ancora tenere un pallone».

    Un’altra regola tradita?
    «Il divertimento. Sa quali sono le due paure inconsce che si affrontano cominciando in questo ruolo? Il timore per il pallone che ti arriva addosso e quello per la botta quando cadi a terra. Se ti restano dentro, avrai un difetto per sempre. Perciò è importante superarle da piccoli attraverso esercizi di gioco, non con le esercitazioni noiose. È come per i difensori».

     L'intera intervista è leggibile qui.

    Mi limito a condividere il pensiero di Peruzzi. Ho già detto che non bisogna massacrare un portiere dopo il primo errore, a maggior ragione se parliamo di bambini o ragazzini. Facciamoli divertire e crescere senza pressioni addosso. L'errore potrà sempre capitare, non rendiamolo un macigno irrecuperabile.

  • Dopo Buffon, anche per Amelia è tempo di protusione discale

    Niente Cipro e Georgia per Marco Amelia. Il portiere del Palermo non parteciperà agli incontri validi per le qualificazioni ai Mondiali del 2010. Amelia soffre di "protusione discale", questo l'esito della risonanza magnetica effettuata questa mattina dal giocatore che si era bloccato nell'allenamento di ieri. D'accordo con i medici del Palermo, Amelia torna a casa per curarsi.

    E' fortemente in dubbio la convocazione di un sostituto. Sicuramente contro Cipro ci sarà solo De Sanctis, mentre si sta considerando l'ipotesi di convocare Curci o Viviano, anche se il portiere dell'under 21 è già in ritiro in vista di importanti partite di qualificazione. Da scartare le ipotesi Sereni o Abbiati, perché Lippi ha chiaramente spiegato di voler introdurre giovani su cui poter lavorare, piuttosto che giocatori affermati, ma avanti con l'età.

    Insomma, dopo Buffon, anche per Amelia è il momento della protusione discale, un problema alla colonna vertebrale che va adeguatamente curato, pena l'accentuarsi del fastidiosissimo malanno. I medici hanno assicurato che il giocatore potrà essere disponibile al ritorno del campionato, ma nel caso Fontana è già pronto.

  • Olimpiadi: finisce male l'avventura del calcio italiano.

    Si conclude con una sconfitta per 3 a 2 contro un sorprendente Belgio l'avventura italiana della nazionale di calcio under 23 alle Olimpiadi di Pechino.

    Brutta davvero la prova di Emiliano Viviano, sorpreso sul terzo gol e espulso subito dopo per aver letteralmente perso la testa, protestando contro alcuni giocatori avversari.

    Non era questa l'Italia che ci aspettavamo nei quarti di finale, e nonostante l'assenza di fuoriquota di qualità, avevamo cominciato a sperare nell'arrivo di una medaglia olimpica, vista la qualità tecnica dei nostri titolari.

    Invece è avvenuto quello che non ci si aspettava, anche se il Belgio aveva già messo in seria difficoltà niente poco di meno che il Brasile di Ronaldinho e Pato nel girone di qualificazione, uscendo sconfitta nemmeno meritatamente con uno stringato punteggio di un gol a zero.

    Come già scritto su, assurda la reazione di Viviano dopo il terzo gol subito. L'Italia era in superiorità numerica, e nonostante fosse di nuovo in svantaggio, giocando in undici contro dieci, avremmo potuto provare a riprendere ancora una volta il pari per arrivare ai supplementari, ma con il suo comportamento l'estremo difensore bresciano ha rovinato tutto. Non importa che sia stato provocato, purtroppo in questi momenti bisogna contare fino a dieci, ed evitare reazioni che finiscono per danneggiare tutta la squadra, e abbiamo visto come è andata a finire....

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