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  • URG Adidas - tutti i segreti dei nuovi lattici

    I lattici dei guanti da portiere Adidas

    Con l'ingresso di Gigio Donnarumma nella scuderia Adidas, i guanti Predator ora hanno ancora più visibilità e - salvo sorprese - l'onore e l'onere di essere indossati anche dal portiere titolare della Nazionale Italiana.

    Diventa quindi necessario conoscere meglio i lattici URG, che da qualche mese sono montati sui guanti adidas dai Predator Pro ai Predator League. Questo post serve proprio a questo.

    Cosa vuol dire URG?

    La sigla URG sta per Unrivaled Grip. Tradotto letteralmente in italiano diventa "Grip senza rivali".

    Trattando altri marchi, mi permetto di alzare quanto meno un sopracciglio, visto che la concorrenza offre lattici altrettanto eccellenti e ampiamente apprezzati sia dai professionisti che dagli appassionati del ruolo, però obiettivamente ci sono delle innovazioni che ora presenterò.

    ✴️ Le tre tipologie di lattice URG

    URG 1.0

    ➡️ In teoria il top di gamma. In pratica il lattice più morbido mai visto su un guanto da portiere, con un effetto "memory foam" che stupisce se si appoggia un dito sulla mescola.

    Adidas sulla confezione dei guanti lo indica per partite esclusivamente su erba naturale e su campi umidi. Vanno benissimo in condizioni di pioggia. L'azienda tedesca raccomanda l'uso esclusivo in gara e non in allenamento.

    Per ora è solo di colore bianco, cosa che su alcuni modelli più colorati ne può rovinare l'estetica. Lo si trova solo su alcuni Predator Pro, denominati "Promo".

    Guanti con lattice URG 1.0

    Le mie considerazioni: il fatto che tutti i portieri Adidas (l'unico che ha fatto eccezione è stato Provedel dell'Empoli nella partita contro il Napoli) stiano utilizzando URG 1.0 sui propri guanti, fa capire l'effettiva qualità di presa di questo materiale.

    Il rovescio della medaglia è un'usura molto rapida, che ricorda, da quanto visto in diverse foto i primi lattici da bagnato usciti in passato. Se non avete paura di consumare un paio di guanti in un paio di mesi, URG 1.0 è una scelta da prendere assolutamente in considerazione.

    C'è da dire però che Reusch (G3 Fusion) e Uhlsport (Supergrip) hanno mescole altrettanto adesive, ma con una resistenza al consumo nettamente superiore. Continua a leggere

  • Quanto è importante il grip dei guanti da portiere

    portiere erroreQualche giorno fa, io e Francesco abbiamo giocato una partita in condizioni abbastanza complicate. Il campo viscido, bagnato da una pioggia sottile e continua. Il pallone era nuovo, ma uno di quelli di scarsa qualità, leggero e duro, ma soprattutto, ancora rivestito di quella patina lucida, che assieme all'acqua, lo rendeva viscidissimo.

    Chiunque giocasse, aveva problemi a controllare il pallone. E più passava il tempo, più difficile diventava. Gli stop si trasformavano in tentativi di controllo e le volte che il pallone schizzava a vuoto, erano sempre più frequenti.

    E noi in porta? Nonostante avessimo due paia di guanti tra i migliori in vendita sul nostro sito, abbiamo avuto difficoltà a controllare il pallone. Ogni gesto doveva essere compiuto con attenzione, proteggendo con il corpo la parata, pena l'errore.

    Il risultato? Diverse incertezze e tre gol con evidenti responsabilità. Il primo dovuto a una respinta difettosa con pallone schizzato verso un avversario; il secondo dovuto a una presa inefficace su un tiro lento e facilmente controllabile in condizioni normali; il terzo da circa 25 metri, con il pallone che ha preso velocità con il rimbalzo a pochi metri dalla porta.

    Il rientro negli spogliatoi, è stato accompagnato da numerosi commenti sulla qualità del pallone. Tra di noi, abbiamo dato la colpa alla palla, inadeguata per le condizioni, ma comunque non sufficiente per giustificare i tanti errori.

    Il conciliabolo tra fratelli è proseguito in auto, sino a quando Francesco ha pensato che fosse necessario scrivere un articolo che cercasse di spiegare concretamente quale debba essere la fuzione del "Grip" dei guanti.

    Una parola dai tratti magici. Il Sacro Graal dei portieri, a cui molti si affidano senza aver ben chiaro il suo reale significato. Continua a leggere

  • L'eterna lotta tra presa e usura.

    Quanto dura un guanto da portiere?

    Facciamo nostra e modifichiamo una citazione storica, cantata anche da Elio e le Storie Tese, per parlarti di uno dei dilemmi più grandi che i nostri clienti affrontano nell'acquisto di un paio di guanti da portiere.

    E' fin dal 1982, quando Uhlsport faceva uscire il mitico modello "040" (indossato da Zoff ai mondiali spagnoli), che chi si tuffa tra i pali, sa che il palmo in lattice dei propri guanti si usurerà inesorabilmente a ogni contatto con il pallone e (soprattutto!) con il terreno di gioco.

    Se per i professionisti il problema è molto relativo, perché parare è un lavoro e non si può certo pensare al consumo dei propri palmi, per chi compra, l'idea di dover cambiare un paio di guanti ogni tre/quattro mesi, non è il massimo del piacere, soprattutto per il proprio portafogli.

    E' anche vero che con una media di circa cinque anni, ricerca e sviluppo grazie a Uhlsport e Reusch hanno aumentato non solo la presa a contatto con il pallone, ma anche la robustezza dei lattici, resi così sempre meno delicati e resistenti anche nelle mescole usate dai migliori portieri del mondo. Il rovescio della medaglia è, che a causa dei brevetti (giustamente chi studia e migliora i materiali deve tutelarsi, viste le spese) i prezzi aumentano e un paio di guanti che soddisfi entrambe le cose ormai oscilla intorno ai 100 euro.

    Come comportarsi allora, per assicurarsi un buon guanto da portiere per la partita, senza doverne necessariamente cambiarli più volte ogni stagione?

    Parliamoci chiaro. Se giochi a calcio in maniera più o meno agonistica, quindi non solo una volta alla settimana con gli amici per la classica partitella, devi mettere in conto almeno due paia di guanti per tutta il campionato. Non puoi fare diversamente. Con solo un paio rischieresti di arrivare alla fine del tuo torneo con il lattice troppo usurato o esaurito completamente fino alla tela, con il rischio di trovarti due saponette al posto delle mani. Non vuoi compromettere il finale di campionato per un errore dovuto a un eccessivo risparmio, vero?

    La combinazione guanto per la partita e guanto per l'allenamento è un'opzione possibile. C'è un però. Sicuramente per l'allenamento non vorrai spendere molto, scegliendo guanti molto economici con lattice (in apparenza...) più resistente (e quindi con meno presa) rispetto a quello da usare in partita. Qual è il problema allora? Il guanto di allenamento, acquistato in questo modo, non ti darà mai le stesse sensazioni del guanto da gara, perché quest'ultimo sarà sempre costruito e realizzato meglio.

    Pensaci un attimo: se dovessi correre una maratona ti alleneresti tutti i giorni con un paio di scarpe, per poi correre la gara con un'altro paio? Ti troveresti bene?

    La risposta è NO.

    Utilizzare il guanto da gara ormai usurato per l'allenamento, lasciando alle partite quello nuovo può essere un'alternativa valida, visto che quasi sicuramente, a meno che non stai cambiando marchio e tipo di struttura del guanto, non avvertirai differenze. Il guanto da partita però si deve adattare alla mano il più presto possibile, e quindi un po' di parate le devi fare non solo durante il riscaldamento prepartita.

    La soluzione allora quale può essere?

    Noi di Portierecalcio.it, come sai se leggi il blog, abbiamo sempre raccomandato l'uso di guanti per terreni duri realizzati con qualità di poco inferiore (se non uguale in alcuni casi) ai modelli da gara. E' vero, costano di più dei guanti da pochi euro che trovi nei negozi di abbigliamento sportivo della tua città, ma ti possiamo garantire che in questo modo la differenza tra il più duro degli allenamenti e la partita più importante sarà pressoché minimo e non dovrai così accendere un mutuo per tenere sempre il tuo armadietto pieno.

    Allenarsi con un paio specifico e giocare le partitelle infrasettimanali e la partita della domenica con quello professionale è la soluzione ideale.

    Scegli per questo i guanti da portiere più adatti a te nel nostro store, consultando ogni scheda (da noi realizzata provando ogni volta che è possibile i prodotti sul campo, per non dover copiare e incollare le descrizioni dei cataloghi ufficiali) e non aver alcun problema a contattarci per qualunque domanda attraverso gli appositi link nelle pagine, il modulo per i contatti o la nostra pagina Facebook ufficiale.

    Siamo qui per questo, come tanti nostri clienti già sanno e ti aiuteremo a non sbagliare acquisto e a parare con la massima sicurezza e comodità.

    Se non ne fai ancora parte, iscriviti subito al nostro sito! E' gratis e assieme all'iscrizione alla nostra newsletter, avrai sino a tre euro di sconto (150 punti) che potrai utilizzare durante il primo acquisto. Completandolo, accumulerai altri punti che daranno diritto a ulteriori sconti con la nostra campagna punti fedeltà.

    novità portierecalcio.it

  • Portierecalcio.it incontra Jean François Gillet

    Jean François Gillet portiere del BariLa settimana scorsa, grazie alla disponibilità della Fashion Studio, rappresentante di zona della Uhlsport nelle persone di Enzo Arnone e Antonello Tumolo, abbiamo avuto la possibilità di conoscere Jean François Gillet, portiere del Bari e uno dei punti di forza della squadra biancorossa, di cui difende i pali da ben 8 anni, se si esclude una brevissima parentesi a Treviso. Ci spiace pubblicare l'intervista con qualche giorno di ritardo, ma gli impegni di lavoro non ci hanno permesso di mettere il tutto online da subito.

    Con l'estremo difensore belga abbiamo parlato un po' di tutto ed ecco il riassunto della nostra chiaccherata.

    Gillet: "Ho cominciato da professionista nello Standard Liegi e dopo due anni ero già a Monza in serie B, dove ho fatto un anno e qualche mese per poi essere acquistato dal Bari, dove sono rimasto tre anni prima di fare un anno a Treviso, per poi tornare con i biancorossi".

    "In Belgio ho trovato ottimi preparatori e ho avuto sempre al cultura del lavoro e superato il problema della lingua (ormai Gillet parla un ottimo italiano con un'evidente accento barese ndAzzurro) e con i preparatori del luogo mi sono trovato bene e per me in Italia la scuola è un passo in avanti".

    "Con il Bari ho un ottimo rapporto che va avanti da 8 anni, mi trovo bene e ho a che fare con persone serie con cui sono sulla stessa lunghezza d'onda. Stessa cosa per la città, visto che ho un ottimo rapporto con la gente".

    "Premesso che ho spesso giocato per la salvezza, mi sono comunque tolto belle soddisfazioni con la nazionale under21 belga. A livello di club ricordo la salvezza con il Monza e le imprese con il Bari, anche quando ci davano per spacciati".

    Gillet è alto "solo" un metro e ottantuno, cosa davvero anomala al giorno d'oggi per un numero 1, "difetto" compensato dalla velocità e dall'esplosività non comune anche per portieri in teoria più titolati di lui. Jean ha ammesso che ciò è stato un problema durante la sua carriera, visto che tanti dirigenti di club (anche italiani) cercano portieri alti.... "anche se magari non hanno mai messo un piede in campo...".

    "In allenamento uso il materiale che mi passa la società e non uso abbigliamento protettivo. Non gioco in manica corta, perché temo un po' la sabbia e il terreno, ma non amo le imbottiture, anche se quelle del Bari, fornite dalla Errea, le hanno".

    Gillet è sponsorizzato dalla Uhlsport e ha usato per anni il Pro Comfort Textile. Da quest'anno usa il Cerberus Absolutgrip Lite, considerato da lui al momento il miglior guanto in assoluto. La taglia utilizzata è la 8, cosa davvero più unica che rara nel panorama professionistico e su questo Gillet afferma "per me la comodità è la cosa più importante. Il guanto mi deve calzare perfettamente".

    "Non sopporto le stecche e non le ho mai usate". Anche l'estremo barese ammette di non amare i sistemi di protezione posti nei guanti, preferendo la massima sensibilità, pur avendo riportato durante la sua carriera traumi significativi a entrambi i mignoli delle mani.

    Relativamente all'esplosione delle scuole calcio e ai genitori che portano i figli a frequentarle, Gillet consiglia di prendere il tutto come un divertimento, senza abbandonare per nessun motivo gli studi.

    Facendo il più grosso in bocca al lupo al numero 1 del Bari, chiudiamo augurandogli le migliori soddisfazioni possibili a livello professionale e personale.

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