Nazionale

  • Acquista i guanti di Buffon per i dieci anni dai Mondiali 2006

    Guanti Buffon mondiali 2006

    Sono passati dieci anni da quell'indimenticabile estate del 2006. La quarta coppa del mondo è ancora presente nei ricordi di tantissime persone, perché vicina nel tempo e vissuta con entusiasmo anche da tanti bambini che oggi sono ormai più che adolescenti.

    Non ci interessa ricordare il clima difficile di quei mesi, con l'esplosione di calciopoli e le enormi conseguenze che ha poi prodotto. Le polemiche furono gestite dallo staff della nazionale e trasformate in grinta che si riversò sul campo. E chi, tra i tanti giocatori della Juventus, rappresentava quella forza tra tutti, era Gianluigi Buffon, già simbolo dei bianconeri e della stessa squadra azzurra.

    Il portiere, a quell'epoca ventottenne, era già saldamente tra i primi tre portieri del mondo e si presentava ai mondiali di Germania carico e consapevole che quella squadra poteva fare molta strada nella competizione, soprattutto dopo le due precedenti esperienze molto discusse, del mondiale del 2002 e degli europei del 2004 (uscita con la Corea del Sud nel famoso arbitraggio di Moreno e l'uscita ai gironi eliminatori con il biscotto tra Svezia e Danimarca).

    Con tutta la buona volontà e il tifo per la propria squadra nazionale, in pochi credevano che l'Italia potesse arrivare sino in fondo alla competizione. C'erano squadre che arrivavano meglio, come la Germania, la Francia, il Brasile, l'Argentina, il Portogallo, la Spagna e l'Olanda. Eppure, la compattezza del gruppo, la convinzione nei propri mezzi e la capacità di superare i momenti di difficoltà, hanno trasformato un buon gruppo in una corazzata imbattibile. Continua a leggere

  • La storica rivalità tra Zenga e Tacconi

    rivalità zenga tacconi

    Il calcio italiano è sempre stato fucina di grandi portieri. Ogni epoca ha visto portieri di grande livello calcare i campi degli stadi. In questi ultimi anni, siamo gli spettatori, non protagonisti, della dittatura di Buffon, numero uno incontrastato in Italia e senza ombra di dubbio tra i migliori di sempre.

    Eppure, gli appassionati 'diversamente' giovani, ricorderanno uno dei più famosi dualismi tra portieri nella storia del calcio italiano. E' quello tra Walter Zenga e Stefano Tacconi, due tra i più forti portieri degli anni 80 e vissuto in modo molto intenso.

    Impossibile non conoscerli anche oggi, comunque legati direttamente o meno al mondo del calcio. Zenga come allenatore giramondo e Tacconi come commentatore senza peli sulla lingua.

    A noi, comunque interessa parlare dei loro anni d'oro, quando difendevano la porta di Inter e Juventus ed erano i primi due portieri della nazionale italiana di Vicini. Il calcio, si apriva agli sponsor e anche loro, forti del loro appeal seppero approfittarne. Diventarono tra i testimonial più importanti al mondo di Uhlsport, quando l'abbigliamento tecnico ed i guanti da portiere diventavano un'icona distintiva nei confronti degli altri giocatori. Guanti e maglie appariscenti anticiparono di oltre 15 anni i primi timidi tentativi di indossare scarpe colorate.

    Le carriere calcistiche

    Tacconi era il portiere della Juventus di Platini e Trapattoni. Una squadra fortissima che vinse tutto in Italia e all'estero. Il portiere di Perugia mise la sua firma nella partita di Coppa Intercontinentale 1985 contro l'Argentinos Junior, riuscendo a fermare due calci di rigore. Ancora oggi è l'unico giocatore ad aver vinto tutti i trofei internazionali per club, anche se non disputò l'incontro di Supercoppa Europea, giocato da Bodini, suo storico secondo, che venne preferito per un lungo periodo nella stagione 1984-1985, quella conclusasi con la triste partita dell'Heysel. Continua a leggere

  • I portieri dell'Italia agli Europei 2016 di Francia

    portieri italia euro2016

    I Campionati Europei di calcio in Francia si stanno avvicinando. Per la prima volta la competizione vedrà partecipare 24 nazionali. L'Italia si presenterà senza i favori del pronostico, alle spalle di Germania e Spagna, ma anche di Belgio e Francia.

    Come sempre, la nostra analisi vuole focalizzarsi sui tre portieri che Conte convocherà per la manifestazione. E' altamente probabile che nella prima fase del ritiro, ne sarà chiamato un quarto che tenterà di conquistare un posto tra quelli che partiranno per Montpellier, sede del ritiro francese.

    Nel momento in cui scrivo -marzo- la certezza, se ci fosse bisogno di dirlo, è Buffon. Capitano e titolare inamovibile. Inutile spendere altre parole. L'unica curiosità, riguarda i guanti che indosserà durante la manifestazione, una versione speciale degli evoPOWER Puma che verrà svelata a breve. Continua a leggere

  • Cosa aspettarci dai portieri dei mondiali 2014

    I campionati del Mondo in Brasile sono alle porte, e dato che noi di portieri ci occupiamo, perché non parlare dei rappresentanti più importanti e di cosa possiamo aspettarci da loro nel corso della manifestazione? Se li volete vedere tutti assieme, elencati per squadra, vi consiglio vivamente di andare sull'elenco che abbiamo creato per voi, comprensivo di link diretto alla scheda sul sito ufficiale dei mondiali, età, squadra di appartenenza e guanti da portiere che dovrebbero indossare nel corso del torneo.

    ITALIA: Buffon viene da una buona stagione. Con la Juventus ha vinto il terzo scudetto consecutivo e fisicamente arriva decisamente meglio di quanto accadde in Sud Africa (dove il suo torneo durò 30 minuti). E' il capitano e un pilastro del gruppo. L'età porterebbe a pensare possa essere il suo ultimo mondiale, ma ricordiamo che Zoff lo vinse a 40 anni. Dietro di lui c'è Sirigu, ormai affermato a livello europeo (noi siamo provinciali e perciò abbiamo la tendenza a snobbare i connazionali che giocano all'estero) e fattosi trovare pronto e reattivo nell'amichevole contro l'Eire. Terzo il giovanissimo Perin, che avrà modo di fare esperienza in vista di un futuro (lontano?) in cui potrebbe essere lui a difendere la porta della nazionale.

    SPAGNA: Casillas è un monumento tanto quanto Buffon. Ha appena vinto la sua seconda Champions (l'errore in finale vine coperto dalle ottime partite disputate in precedenza). Non gioca nella Liga, ma potrebbe essere un vantaggio, stante la minor stanchezza derivante da una lunghissima stagione. Alle sue spalle Reina e De Gea (che ha preso il posto dell'infortunato Valdes). Sicuramente uno dei miglior terzetti di portieri tra tutte le partecipanti. Continua a leggere

  • Chi sarà il terzo portiere dell'Italia ai Mondiali del Brasile?

    E' sempre più vivo l'interesse sulle convocazioni per i prossimi campionati del mondo in Brasile. Mancano poco più  di due mesi alla prima partita ed in porta i giochi non sono ancora del tutto chiusi per il ruolo di terzo portiere. Diamo per scontate le presenze di Buffon e Sirigu, rispettivamente primo e secondo nelle gerarchie di Prandelli, nonostante i mugugni di alcuni, sempre pronti a criticare il capitano azzurro alla prima incertezza.

    La scelta del terzo portiere da affiancare agli altri due, mai come questa volta sta alimentando discussioni nell'ambiente. Il merito è dovuto soprattutto alle ottime prestazioni che molti di loro stanno ottenendo in questa stagione. Lo stesso ct, curioso di vederli direttamente all'opera assieme, ha indetto uno stage (con anche giocatori di altri ruoli) per saggiarne lo stato di forma e le potenzialità immediate. I prescelti sono stati Mirante, Perin, Bardi, Leali e Scuffet. E' molto probabile, se non certo, che tra questi uscirà il nome dell'ultimo selezionato. A meno che, secondo quanto riportato da alcuni mezzi di informazione, Prandelli non stia cercando di far tornare sui suoi passi Morgan De Sanctis, attuale portiere della Roma, che aveva deciso di lasciare la nazionale dopo gli ultimi europei.

    Ricapitolando, i nomi sul taccuino sono De Sanctis, Mirante, Perin, Bardi, Leali e Scuffet. Prima di esaminarli singolarmente, una brevissima riflessione su quale debba essere il ruolo di un terzo portiere in una manifestazione di questo tipo. Sostanzialmente sono due i prospetti classici che vengono identificati: Continua a leggere

  • L'invisibile Marchetti resta a Cagliari

    marchetti emarginato a cagliariIl mercato si è chiuso e Federico Marchetti è rimasto a Cagliari. Questa la notizia più importante riguardante il mercato dei portieri (in secondo piano Rubinho a Torino). Era difficile immaginare che il portiere degli ultimi Mondiali potesse rimanere ai margini del proprio club e non trovare una nuova squadra, ma così è stato e la situazione non potrà cambiare sino alla riapertura del mercato a inizio gennaio 2011.

    Ricordo che tutto è iniziato con un'intervista in cui il portiere dichiarava di voler puntare a una squadra più importante per proseguire il suo percorso di crescita professionale (c'era l'interesse concreto della Sampdoria), pur non rinnegando i suoi anni a Cagliari. Il presidente Cellino ne rimase molto risentito, sino a decidere di metterlo sul mercato e ai margini della propria squadra. La scelta di puntare su Agazzi e l'arrivo di Pelizzoli (ritorno in A per lui), sono stati altri segnali dell'irreversibilità di questa scelta.

    Ieri pomeriggio, ufficiosamente solo il timido tentativo della Roma e null'altro. Ora per Marchetti resta solo un periodo (chissà quanto lungo) di emarginazione, nonostante le parole del suo allenatore Bisoli: "Marchetti è un grande professionista e un bravo ragazzo. Continuerà ad allenarsi con noi con la stessa determinazione dimostrata finora". Una sconfitta per tutti che sicuramente riserverà altre sorprese a breve termine.

  • Inizia il Mondiale italiano contro il Paraguay. Buffon è pronto

    buffon pronto per la coppa del mondoQuesta sera avrà inizio il Mondiale italiano contro il Paraguay. Buffon è carico e ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni ai cronisti: "Siamo determinati per regalare alla nostra nazione e anche a noi stessi un altro bel mese. Lippi ci ha comunicato solo la sua fiducia, che è tanta e ce ne sta infondendo parecchia. In campo si vedrà quanto di buono abbiamo percepito". Parole di conforto per Green, il portiere inglese autore della prima papera di questi campionati: "Voglio esprimere la mia solidarietà totale a Green e mi auguro che neanche nel più grande incubo mi possa accadere una cosa simile: però quando una gioca tante partite ci può anche stare, l'importante è scegliere il palcoscenico giusto: il mondiale non mi sembra proprio il migliore". Poi ancora un commento sul pallone Jabulani: "Rispetto ai 2000 metri del Sestriere e ai 1600 di Johannesburg, qua va un po' più piano, ma quando vedo un tiro da lontano qualche sospiro dalla tribuna lo sento. Questo pallone va, va, va... speriamo che anche i portieri vadano, vadano, vadano".

    Non ci resta che affidarci all'esperienza del nostro portiere. Gli errori di Green, Chaouchi e Schwarzer sono già stati abbastanza e non è il caso che Buffon li ripeta. Come abbiamo visto da queste prime partite, anche un solo errore può essere decisivo nel Mondiale del 4-2-3-1.

  • Buffon critica chi lo critica

    Buffon parla a Coverciano e ne dice un pò a chi ha avuto modo di criticarlo da quando è tornato in campo: ''Adesso posso anche parare 3 rigori, ma qualcuno direbbe che avrei dovuto bloccarli... Sto al gioco, ma so che da due mesi sto facendo cose molto buone. Da due mesi so che sto facendo molto bene. Quando abbiamo giocato in Champions League contro il Chelsea, ho fatto una parata su un calcio di punizione. Tutti si chiedevano se il pallone avesse superato la linea bianca, nessuno diceva 'che parata!'...''

    Chi gioca in porta, sa che la differenza tra una bella parata e un errore è sottile e per niente oggettiva. Ognuno la pensa a modo suo, ma purtroppo il parere di alcuni fa più rumore di quello di altri.

  • La crescita di Marchetti. Parla il suo procuratore

    marchettiaksfAbbiamo già trattato Federico Marchetti, compiacendoci per la capacità con cui è riuscito a imporsi a Cagliari, sostituendo Storari e superando i primi tempi di adattamento alla nuova realtà. Lippi lo segue da tempo e non mancano le squadre che vorrebbero puntare su di lui. A confermare questa 'scontata' ipotesi è Guglielmo Gabetto, procuratore di Marchetti, intervistato da calciomercato.it: "I contatti ci sono sempre, tra addetti ai lavori ci si parla. Sicuramente non ci può essere in questo momento una trattativa vera e propria e poi prima deve essere contattata la società. Però, è ovvio che si parli di Federico Marchetti anche in chiave mercato. La prima parola spetta al Cagliari, aspettiamo la fine della stagione prima di poter parlare del suo futuro". E ancora, sulla possibilità di andare all'estero: "Non saprei. Io lo scorso anno gli chiesi come se la cavava con l'inglese e lui mi rispose che per stare in porta basta saper 4/5 parole, quindi penso che non avrebbe nessun problema a fare un'esperienza all'estero. Vedremo cosa verrà fuori, anche perchè vista l'importanza del giocatore penso che ci saranno molte società interessate".

    Nell'intervista si parla anche della scarsa fiducia avuta dal Torino: "Quando i granata avrebbero dovuto dar fiducia al giocatore, ricordo un Verona-Torino con Sorrentino espulso, ha preferito comprare Berti per fargli giocare una partita e lui è stato messo da parte. Per Federico è stata una bocciatura pesante anche a livello psicologico". Non manca anche il suo personale e interessato giudizio su una possibile convocazione in nazionale: "Non sono io a dover dire se è pronto per la Nazionale, pero' se gli dovessero concedere una chance la sfrutterà nel migliore dei modi. E' un grande professionista Federico Marchetti, si vede dalla serietà e dall'impegno che mette negli allenamenti e dalla cura dei particolari. Lo ha dimostrato con i fatti e secondo me potrebbe essere anche pronto per l'azzurro".

    Se volete leggere tutta l'intervista, vi rimando al link inserito sopra. A Marchetti non resta che confermarsi in questo finale di stagione. I presupposti sono ottimi, con il Cagliari praticamente salvo e libero da qualsiasi tipo di pressione. La Confederations Cup potrebbe essere una buona occasione per approcciare la nazionale. La scelta spetta a Lippi e al suo staff (Bordon e Peruzzi in prima fila). Buffon e Amelia sono intoccabili, quindi la lista dei concorrenti si restringe all'esperto De Sanctis e il sempre pronto Curci (convincente, ma non sorprendente). Le possibilità di Marchetti sono molte, tra interesse dei media, età, caratteristiche fisiche e tecniche. Io sulla convocazione ci scommetterei (se lo facessi...).

  • Buffon si racconta: dagli inizi tifando per N'Kono sino al sogno della seconda Coppa del Mondo

    buffon09violaIeri sera, Gigi Buffon è stato il protagonista della trasmissione televisiva di Sky Sport 1 'I Signori del Calcio'. L'occasione ha dato modo al portiere della Juventus e della nazionale, di parlare di tantissimi argomenti professionali e personali. Vediamo un pò cosa ha detto di interessante:

    Portieri si nasce o si diventa?
    Nel mio caso lo sono diventato, però probabilmente si nasce. Magari lo ero, ma non me ne ero ancora accorto.

    Chi ti ha spinto a cambiare ruolo da piccolo?
    Spinto in maniera diretta no, però mio padre mi ha sempre seguito nei settori giovanili e mi ha proposto di provare per divertimento perché aveva intravisto qualche qualità.

    N’Kono e il Genoa: idolo e squadra del cuore. Sono scelte singolari per un ragazzino: perché?
    N’Kono perché mi rapì il Camerun ai Mondiali del ’90, era la mia seconda squadra in assoluto, tifavo con il cuore, tant’è che poi sono andato a conoscere tanti giocatori di quel Camerun. N’Kono aveva una bellissima respinta di pugno, faceva fare alla palla 30-40 metri respingendo con il pugno, era un portiere molto folkloristico, faceva capriole anche durante la partita, mi piacevano quei personaggi lì che riuscivano sempre a sdrammatizzare. Genoa perché Carrara non è lontana, un po’ di influenze si facevano sentire, poi ho uno zio di Genova tifoso del Genoa che mi portava in macchina e sul cruscotto vedevo lo stemma del grifone, molto bello secondo me. E da piccolo vieni conquistato dalle figure e dai disegni.
     
    Da piccolo ti volevano Bologna, Milan e Parma. Perché il Parma?
    Perché era destino, sono stato fortunato, i miei genitori mi hanno dato l’ennesimo giusto suggerimento ed era vicino a casa. Avevo solo 13 anni, dovevo fare ancora la terza media, per cui andare via di casa per loro non era una grande gioia. Parma era una città a misura d’uomo, per me era anche una società simpatica, emergente, che magari poteva dare l’opportunità a un giocatore giovane di esplodere. Così è stato.

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