Roma

  • Ascesa e futuro di Alisson

    Alisson e il suo futuroAlisson Ramsés Becker, o più semplicemente Alisson. Il portiere della Roma e della nazionale brasiliana, ha sorpreso molti per le sue qualità fisiche, tecniche e mentali, affermandosi come uno dei migliori portieri dell'attuale campionato e ben figurando anche in Champions League.

    Qualche curiosità

    La sua famiglia è composta interamente da portieri. La mamma è stata portiere di pallamano, il papà portiere di calcio a livelli dilettantistici e il fratello Muriel compagno di squadra e sua riserva nell'Internacional.

    Fratello che prima della sua ascesa, si contendeva il posto con Dida. Poi, gli infortuni reciproci, gli hanno offerto l'opportunità di mettersi in mostra e iniziare il suo percorso tra i professionisti.

    Il suo aspetto fisico non passa inosservato. Richiesto, con scarso successo per fare il modello, sino a 15 anni, non era affatto alto. Poi l'improvviso sviluppo e la crescita sino agli attuali 193 centimetri.

    Alisson con il fratello Muriel nell'Internacional

    Altre curiosità le puoi leggere nell'articolo postato su gianlucadimarzio.com.

    L'arrivo in Italia

    Il portiere classe 1992 è arrivato l'estate del 2016 con buone aspettative. Non era affatto uno sconosciuto agli addetti ai lavori. Continua a leggere

  • Sarà Romero il prossimo portiere della Roma? No

    romero futuro portiere roma
    Il 27 luglio Romero è ufficialmente un nuovo portiere del Manchester United. Non sappiamo ancora quali valutazioni ha fatto il giocatore argentino e se abbia ricevuto un'offerta della Roma, cosa comunque probabile. Il suo futuro ora dipenderà da De Gea e dell'impatto che riuscirà ad avere su Van Gaal, che lo ha già allenato ai tempi dell'AZ Alkmaar. Il resto dell'articolo, pubblicato precedentemente, fa delle valutazioni sui possibili portieri che avrebbero potuto essere nel mirino dell'AS Roma. Tra questi anche Sczescny, scelto come nuovo titolare da Sabatini e Garcia. Avremmo preferito un portiere italiano, ma evidentemente hanno fatto le loro considerazioni e ritenuto giusto puntare sul portiere polacco ex Arsenal, pronto per la Champions, ma dagli atteggiamenti certamente discutibili.


     

    Come sempre molto movimentato, il calciomercato dei portieri si appresta ad entrare nel vivo nel mese di luglio. E' tornato, come previsto da mesi, Pepe Reina al Napoli. Marchetti è vicino al rinnovo, così come Handanovic. Neto si è accasato alla Juve (scelta poco condivisibile) e Storari cerca una nuova sistemazione. Ma resterebbe ancora scoperto, pur in presenza di De Sanctis, il posto da titolare nella Roma.

    Con l'accesso alla fase a gironi della Champions League già garantito, diventa necessario trovare un profilo di livello internazionale e con adeguata esperienza nelle competizioni internazionali. Svaniti gli obiettivi sbandierati (dalla stampa) di Handanovic e Cech, restano ancora diversi profili avvicinabili alla squadra giallorossa.

    Partiamo da quello più probabile, grazie allo svincolo e all'ingaggio facilmente sostenibile. E' Sergio Romero, in uscita dalla Sampdoria e titolare dell'Argentina. Rientra perfettamente nel profilo cercato dai dirigenti romanisti e non sorprenderebbe se l'annuncio arrivasse subito dopo il termine della Coppa America, attualmente in svolgimento in Cile. Continua a leggere

  • Julio Sergio ha la Roma nelle sue mani

    julio sergio bertagnoliSul blog non ho mai scritto nulla sull'escalation di Julio Sergio Bertagnoli, il miglior terzo portiere del mondo (cit.) ora arrivato a difendere da titolare i pali della Roma. Il sorpasso è diventato ufficiale la scorsa domenica, quando il recuperato Doni ha dovuto accomodarsi in panchina e vedere l'eccellente prestazione del suo compagno di squadra.

    Ma la storia di questo ragazzo brasiliano di origine italiane (un nonno era di Ripa Teatina in provincia di Chieti) sembrava non avesse più nulla da raccontare a Roma. L'infortunio di Doni al ginocchio aveva lanciato Artur, che sebbene mai convincente, era riuscito a ritagliarsi il suo spazio. Il lungo corteggiamento, poi contrattualizzato con il rumeno Lobont, avevano fatto il resto. Poi l'inizio della nuova stagione e quella chance sfruttata contro la Juventus (pur se sconfitti). Il calcio italiano scopre questo portiere, quasi diventato un essere mitologico, quasi inesistente. Incredibile a dirsi, ma il posto di titolare a tempo, in attesa del ritorno di Doni, era suo. Poi il solito infortunio sfortunato (chiedere a Storari) e l'allontanamento dal campo. Da quel momento c'è stato l'esordio poco felice di Lobont e il ritorno non convincente di Doni. E intanto Julio Sergio recuperava.... E siamo a questi giorni, quando sfrutta nuovamente la possibilità datagli da Ranieri contro l'Inter e diventa il titolare a tutti gli effetti.

    In pochi mesi siamo passati dall'addio senza drammi a giugno, alla necessità immediata di rinnovargli il contratto. Bertagnoli guadagna 'solamente' duecentocinquantamila euro a stagione e potete immaginare come ciò lo renda facilmente appetibile da altre squadre. A vantaggio della Roma c'è la sua predisposizione a rimanere nella capitale, dove si è ben integrato. Il suo procuratore si è già messo in moto per un rinnovo pluriennale a circa cinquecentomila euro a stagione. Per Doni si prospettano tempi duri e mancano pochi mesi al mondiale...

  • Julio Cesar in versione Brasile batte il vecchio record d'imbattibilità di Taffarel

    Il Brasile non se la sta passando benissimo. Dunga è sempre criticatissimo dalla stampa brasiliana e la sua squadra non decolla. L'unico che può festeggiare dopo l'incolore pareggio per 0-0 contro la Colombia è Julio Cesar, capace di battere il record di imbattibilità nella nazionale verdeoro, sino a ieri detenuto da Claudio Taffarel. Il record è stato stabilito a partire dal match disputato contro l'Argentina e poi a seguire Cile, Bolivia, Venezuela e Colombia, per un totale (al momento) di 492 minuti senza subire alcuna rete. A riguardo le parole dello stesso portiere: Sono orgoglioso di aver superato Taffarel, era uno degli idoli della mia infanzia.  L'importante, però, è vincere subendo o non subendo reti. Non mi preoccupo di stabilire record"

    Domenica ci sarà il posticipo contro la Roma. Tanti compagni di nazionale giocano con i giallorossi: "Ho già giocato tante volte questo match. Lo considero il confronto più spettacolare della serie A. Ultimamente a Roma abbiamo vinto spesso, spero che accada di nuovo anche se rimane una gara da tripla. Ho parlato con loro (Doni, Juan e Baptista) e abbiamo scherzato su questa gara, del resto loro sono già sei punti sotto di noi..." Poi una parola su Totti, probabilmente disponibile contro l'Inter: "Francesco è uno che mi ha sempre fatto goal. Se dovesse giocare, sarebbe sicuramente un'arma in più per loro, ma io mi accontenterei di subire goal da lui e vincere la partita. Del resto è già successo..."

  • Doni rinnova con la Roma sino al 2012

    Il portiere della Roma Doni ha ufficialmente prolungato il contratto con la squadra giallorossa sino al termine della stagione 2011/2012. Sensibile l'aumento dell'ingaggio che crescerà progressivamente ogni stagione. Di seiguito il comunicato della società romana: 

    "L'A.S. Roma s.p.a. e Alexander Marangon Donibier rendono noto, con reciproca soddisfazione, di aver raggiunto un accordo per il prolungamento e l'integrazione del contratto economico per le prestazioni sportive del calciatore, che vestirà la maglia giallorossa a tutto il 30 giugno 2012", spiega la nota del club.

    "L'accordo raggiunto di durata quadriennale, con scadenza al 30 giugno 2012 - conclude il comunicato -, prevede il riconoscimento al calciatore di un compenso lordo di 3,8 milioni di euro, per la stagione sportiva 2008/2009, di 3,9 milioni di euro, per la stagione sportiva 2009/2010, di 4,1 milioni di euro, per la stagione sportiva 2010/2011, e di 4,3 milioni di euro, per la stagione sportiva 2011/2012, oltre a premi individuali al raggiungimento di prefissati obiettivi sportivi".

  • Julio Cesar parla di sé, dell'Inter e del Brasile, con le Olimpiadi in testa

    Ieri sera Julio Cesar, portiere dell'Inter e della nazionale, è stato ospite su Sky della trasmissione "Attenti a quei due", condotta da Gianluca Vialli e Paolo Rossi. Tantissime le domande rivolte al giocatore interista, dal suo arrivo in Italia, passando per Ronaldinho e la nazionale brasiliana.

    Julio Cesar arriva in Italia nel gennaio del 2005 “A Chievo sapevo che non avrei giocato. L’Inter mi aveva chiesto: vuoi rimanere al Flamengo fino a giugno o vuoi venire in Italia, imparare il calcio italiano e la lingua? E ho scelto così". Dopo il parcheggio a Verona, viene richiamato all'Inter nella stagione successiva e preferito a Toldo. Pian piano s'impone e diventa titolare inamovibile. Le voci su un interessamento di Moratti per Buffon un pò lo infastidiscono “Un pò di fastidio è normale, ma ho pensato subito che se loro mi hanno preso è perché ho delle qualità. Il primo anno ho fatto così così, il secondo anno, abbiamo vinto lo scudetto. Poi mi hanno prolungato il contratto ed è stato ancora meglio. In questi anni sto facendo bene", ma sul portiere juventino dice "Buffon è tecnicamente fortissimo, ha carattere, quando scende in campo i difensori sanno chi hanno dietro. Ha vinto un mondiale alla grande, penso che non abbia vinto il Pallone d’Oro perché non ha parato un rigore in finale e tanti hanno scelto lui come migliore portiere al mondo. Penso di essere ancora un pò indietro, non mi sento inferiore, ma devo conquistare tante cose per arrivare al suo livello".

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  • Doni-Panucci. Un approfondimento sul litigio di Udine

    Dopo il litigio tra Doni e Panucci c'è chi ha preso le difese del portiere e chi del difensore, pur non riuscendo esattamente a capire se Doni avesse avvisato Panucci della presenza di Di Natale e cosa si fossero detti dopo. Ora cerchiamo di fare quanta più chiarezza possibile sul durante e anche sul dopo.

    Innanzitutto, la scintilla che ha causato il diverbio, quasi diventata una vera è propria rissa, pare essere una diversa interpretazione della "chiamata" di Doni al momento del cross, perciò il numero 32 della Roma qualcosa a Panucci l'ha detta (viene meno l'accusa di non aver detto avvisato il compagno). Doni ritiene di aver detto "uomo", mentre Panucci dice di aver udito "lascia". Dopo le insistenze del terzino, l'estremo difensore avrebbe perso le staffe e da qui ha inizio la diatriba. A fine partita, abbiamo poi visto Panucci invitare Doni a seguirlo con i compagni sotto i tifosi giallorossi, cosa che il brasiliano non ha voluto fare, lasciando quindi in sospeso l'evolversi del litigio, conclusosi poi nello spogliatoio in un nuovo tentativo di arrivare alle mani, ancora una volta evitato dai compagni. 

    Spalletti ha invitato i due a chiarirsi davanti ai compagni nel corso dell'allenamento di ieri. Non ci sarebbe stato altro che una tregua. Sicuro l'arrivo di una multa, anche se non si sa ancora quale sarà l'entità.

    A questo punto pare davvero difficile capire di chi è la colpa e di chi la ragione. Panucci non è uno che si tira indietro ed è conosciuto per il suo carattere "forte". Doni, quando ancora giocava in Brasile, ha scontato una squalifica di 40 giorni per aver partecipato ad una rissa durante un incontro. E' pur vero che ora sappiamo che Doni ha chiamato qualcosa al compagno, ma resta da capire se lo ha avvisato dell'uomo o di lasciar uscire la palla. Credo che a questo punto non lo sapremo mai.

  • Roma-Udinese. Il litigio tra Doni e Panucci

    Cosa è accaduto subito dopo il gol di Di Natale che ha portato momentaneamente in vantaggio l'Udinese sulla Roma? Cerchiamo di ricostruire l'accaduto. L'errore tecnico è di Panucci che lascia colpevolmente passare il pallone, ignaro della presenza di Di Natale o convinto che questo non potesse arrivare sulla palla. A quel punto Doni si trova impossibilitato a intervenire e costretto a raccogliere il pallone da in fondo alla rete. Chiarito l'aspetto "tecnico", passiamo allo "scambio di vedute" tra i due compagni di squadra: Doni accusa Panucci di non essere intervenuto e questo lo manda allegramente a quel paese. Lo scambio di battute e qualche contatto fisico tra i due viene a quel punto interrotto da Mexes. A fine incontro Panucci vorrebbe chiudere il contrasto, ma il portiere non è della stessa opinione.

    Ai giornalisti De Rossi dichiara: "È stata una discussione sull' episodio, da noi succede una volta all'anno, c'è un grande gruppo. Non è successo niente". Anche Spalletti dice la sua: "La lite tra Doni e Panucci? C'è stato un malinteso, non sta a me dire chi ha ragione o no. Gli errori si possono commettere. Bisogna essere bravi all'interno del gruppo, anche se poi possono succedere certe cose. Le situazioni individuali vengono sempre messe in secondo piano, bisogna andare avanti per un comune obiettivo. È fondamentale avere un comportamento di sintonia per la ricerca del risultato".

    Chi vuole guardare in video l'episodio, lo rimando a GazzettaTv

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