Torino

  • Joe Hart al Torino tra la curiosità e lo scetticismo dei portieri

    Hart balcone sede Torino

    C'era un tempo un giovane giocatore inglese, scelto da Mancini per difendere la porta del Manchester City. Joe Hart sembrava un predestinato, il portiere che l'Inghilterra intera aspettava dal ritiro di Seaman.

    Lanciato prima da Eriksson e poi definitivamente da Mancini, Hart conquista la nazionale nel 2008, diventandone presto il titolare, ruolo quasi continuamente ricoperto sino ad oggi. Certo, la concorrenza non è mai stata troppo agguerrita, ma sia Capello, Hodgson e l'attuale ct Allardyce, non hanno mai fatto mancare il loro sostegno.

    Anche nel suo club, tolte due brevi parentesi, una anche due stagioni fa, il posto da titolare non è mai stato in discussione con Mancini e Pellegrini. Questo sino all'arrivo di Guardiola, che già prima dell'inizio della stagione, aveva fatto trapelare delle perplessità sul giocatore.

    La decisione è stata confermata dalla scelta di preferirgli Caballero e, soprattutto, dall'acquisto di Bravo, il portiere cileno del Barcellona. Non c'era quindi altra scelta che cercare un'altra sistemazione che gli garantisse di giocare con continuità. E quando in molti credevano che la destinazione fosse l'Everton, è arrivato Cairo con il Torino. Continua a leggere

  • Sorrentino si racconta: "Non mi lamento della mia carriera, ma ho molte ambizioni"

    Tornato in Italia questa estate, dopo aver giocato in Grecia e Spagna, Stefano Sorrentino ha dato prova delle proprie capacità, riaffermandosi come uno dei prodotti migliori della scuola italiana dei portieri. Al Chievo, dopo esser partito come secondo di Squizzi, ha velocemente conquistato il posto da titolare (strano che non lo sia stato da subito, probabilmente per il rispetto che Iachini, allenatore della squadra veronese a inizio stagione, aveva per il portiere che li aveva condotti nella massima serie). Il sito torinogranata.it l'ha intervistato per raccontare un pò delle sue esperienze professionali, dal Torino, alle competizioni europee, sino all'ultimo trasferimento. Ne riporto alcuni estratti:

    Lei, nonostante la classifica, è considerato uno dei migliori portieri della serie A, quante ambizioni ha ancora in serbo per arrivare a giocare in squadre di alto livello?
    Ho molte ambizioni perché ho solo 29 anni e per un portiere c’è ancora molta strada davanti. Finora non posso lamentarmi della mia carriera. Ho fatto esperienze importanti all’estero, mi sono salvato nella Liga spagnola, ho vissuto la Champions con l’Aek Atene, ho affrontato la Coppa Uefa. Spero di continuare a fare bene come ora, dove al momento penso solo al Chievo.

    Sogna sempre di tornare al Torino?
    Certo, sono di Torino, la mia famiglia vive lì, mia figlia è nata a Torino e adesso sta per arrivare il secondogenito che nascerà nel capoluogo torinese. Non posso dimenticare che ho esordito prima in B e poi in A con la squadra granata. Il sogno nel cassetto rimane sempre il Torino.

    Per concludere Sorrentino ci tiene a spiegare un fraintendimento che ci fu in estate in un’intervista.
    Durante il mercato estivo si era fatto il mio nome come vice di Buffon, alla domanda risposi che ci sarei andato a fare il secondo alla Juve, perché è una grande squadra dove si può fare anche il portiere di riserva. Al Toro, come vice di Sereni, non avrei accettato, perché si sarebbe creata una competizione con lui che non avrebbe giovato a nessuno dei due. Con ciò non volevo mancare di rispetto al Toro, semplicemente sarebbe stata solo una scelta di opportunità professionale.

    Il testo completo dell'intervista è leggibile, cliccando qui.

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