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I difficili ultimi mesi di Vicario prima del ritorno in Italia

vicario in italia

Francesco Ressa

Cosa sta succedendo a Guglielmo Vicario? Mentre in Italia si parla di un forte interesse da parte dell'Inter (e della Juventus), in Premier League è diventato un caso. In pochi mesi è passato dall'essere uno dei migliori acquisti della storia recente del Tottenham a bersaglio quotidiano di critiche, fischi e meme sui social.

Certo, sappiamo bene che il portiere è il primo a pagare quando una squadra difende male. E il Tottenham, in questa stagione, difende decisamente male. Prima di tirare conclusioni affrettate, bisogna guardare i numeri con calma.

Il Tottenham in crisi: il contesto che cambia tutto

Per capire Vicario oggi, bisogna partire da dove gioca. Gli Spurs stanno attraversando una fase molto negativa: risultati più che altalenanti, una difesa che concede troppo e una classifica che peggiora ogni settimana. In questo contesto, ogni errore del portiere diventa una sentenza. È quasi inevitabile.

Nella Premier 2025-26 e nel momento in cui scrivo (inizio marzo), Vicario ha disputato 22 partite di campionato incassando 30 gol, con una percentuale di parate intorno al 62% su 125 tiri in porta affrontati, a fronte di circa 41 expected goals on target concessi. Non è un rendimento da top assoluto, ma non è nemmeno il profilo da "colabrodo" che emerge dai social. La squadra difende male, e il portiere paga il conto.

Statistiche generali 2025-26 — tutte le competizioni
Voce Valore
Partite giocate 31
Minuti giocati 2.700+
Gol subiti 38
Clean sheet 12
Parate totali ~85–90
Parate per 90' ~2,8

Gli errori che hanno acceso la miccia

Il disastro contro il Fulham

La partita interna contro il Fulham è diventata il simbolo della crisi. Tottenham perde 2-1, ma il momento che resta è uno solo: Vicario esce lontano dalla porta per gestire un pallone sulla fascia, il controllo è sporco, arriva la pressione e il rinvio diventa un mezzo passaggio centrale. Ne nasce il recupero del Fulham e il gol di Harry Wilson da oltre 30 metri su porta praticamente vuota.

I numeri di quella gara sul gioco coi piedi sono impietosi: appena 2 lanci lunghi riusciti su 15 tentati (13%). Lo stadio reagisce con fischi intensi su ogni tocco successivo. Vicario, a fine partita, si assume pubblicamente la responsabilità, ma la narrativa ormai è partita.

Nottingham Forest e le altre gare manifesto

Lo 0-3 contro il Nottingham Forest aggiunge un altro tassello. Tottenham fatica a uscire dal pressing, perde palloni in costruzione e non ha controllo né tecnico né emotivo della partita. Vicario viene coinvolto in azioni dove la costruzione dal basso si inceppa e su almeno un gol, la sua lettura è giudicata insufficiente. Il frame è sempre lo stesso: portiere che non dà sicurezza in una squadra che già traballa.

Il caso AZ Alkmaar: un precedente da non confondere

Vale la pena fare chiarezza su un episodio che spesso viene tirato in ballo nella discussione attuale. Il gesto di Vicario verso i tifosi Spurs — interpretato come una richiesta di maggior sostegno o un rimprovero — appartiene alla stagione 2024-25, non a quella in corso. Era Europa League, Tottenham perde 1-0 in Olanda.

Quel momento, però, nella memoria collettiva viene incollato alla narrazione attuale: fischi, errori, tensione con la curva. Tutto finisce nello stesso film, anche se si tratta di annate diverse con dinamiche molto differenti. Giusto tenerlo presente.

Il sistema che lo espone: quando il contesto tattico cambia tutto

Il Tottenham che ha fatto salire la reputazione di Vicario e quello che oggi lo mette sotto accusa non sono la stessa squadra.

Nella stagione 2023-24, con un progetto orientato al possesso, Spurs costruiva dal basso in modo strutturato: i centrali si aprivano, il mediano si abbassava, i terzini offrivano appoggi. Vicario poteva affidarsi a tanti passaggi corti e medi relativamente sicuri.

Nel 2025-26, con la squadra in crisi e un calcio più diretto, la situazione si ribalta. Gli avversari pressano alto perché hanno capito che la costruzione Spurs è vulnerabile. I difensori si mostrano meno disponibili a ricevere palloni sporchi. Le linee di passaggio in corto si riducono. Il risultato è che Vicario viene spinto a giocare molto più lungo, esattamente nel territorio dove i suoi limiti diventano più evidenti. Un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

I numeri veri: tra i pali e coi piedi

Premier League 2025-26

Premier League 2025-26 — dati base
Voce Valore
Partite giocate 22
Gol subiti 30
Clean sheet 7
Tiri in porta affrontati 125
% parate ~62%
xG on target affrontati ~41,1

Champions League 2025-26

Il percorso europeo racconta un Vicario completamente diverso. Otto partite giocate, tutte da titolare, contro avversari di livello superiore a quelli affrontati settimanalmente in campionato. Eppure i numeri si ribaltano: 6 clean sheet su 8, appena 2-3 gol subiti in totale e 3,1 parate per 90'. Il dato che colpisce di più è il clean sheet per 90', che si attesta a 0,75 — un valore da portiere dominante, non da portiere in crisi.

La spiegazione sta nel contesto: in Champions il Tottenham si difende con più ordine e compattezza, gli avversari sviluppano il gioco in modo più prevedibile, e Vicario si ritrova a lavorare dentro una struttura che lo protegge. È lo stesso portiere. Ma non è la stessa squadra che gli sta davanti.

Champions League 2025-26 — statistiche principali
Voce Valore
Partite giocate 8
Minuti 720
Gol subiti 2–3
Clean sheet 6
Parate totali 25
Parate per 90' 3,1
Clean sheet per 90' 0,75

Sei clean sheet in otto partite di Champions non sono una coincidenza. Questi numeri raccontano un portiere praticamente impeccabile nel contesto europeo. E questo ci dice qualcosa di importante: Vicario non è il problema, o almeno non è solo lui.

Vicario lancio lungo

Piedi: il vero nodo della questione

Corto e medio raggio: qui funziona

Sul corto e medio, i dati lo descrivono come un portiere moderno affidabile. In Champions 2025-26 i numeri parlano chiaro:

  • Passaggi corti completati: 16 su 16 (100%)
  • Passaggi medi completati: 153 su 157 (~97-98%)
  • Precisione complessiva sui passaggi: ~75-77%
  • Passaggi progressivi stagionali: ~350-360

Quando il sistema gli offre linee di passaggio chiare, Vicario gioca pulito. Non è un portiere che vuole solo calciare lungo.

Lungo raggio: il dato che condanna

Il quadro si ribalta completamente sui lanci lunghi. E qui i numeri fanno male.

Gioco coi piedi — lanci lunghi (Premier 2025-26)
Voce Valore
Lanci lunghi tentati (stagione) ~460
Lanci lunghi riusciti 138
% successo long balls 2025-26 ~30% (peggior in PL)
Long balls per 90' (2024-25) ~6
Long balls per 90' (2025-26) ~16,1
Vs Arsenal — singola gara 2/23 riusciti (~9%)
Vs Fulham — singola gara 2/15 riusciti (~13%)

Il volume di lanci lunghi è quasi triplicato da una stagione all'altra: da ~6 per 90' a oltre 16. Non è Vicario che ha cambiato filosofia. È il contesto che lo ha costretto a cambiare. E la sua precisione, già non eccezionale, è crollata in condizioni per lui sfavorevoli.

Il confronto che spiega tutto

Corto/medio vs lungo — confronto sintetico
Tipo passaggio % precisione Note
Corto (UCL) ~100% Appoggi rasoterra su difensori e centrocampisti
Medio (UCL) ~97-98% Uscite strutturate nel sistema Spurs
Totale (tutte le zone) ~75-77% Include lanci e giocate più rischiose
Lungo (Premier) ~30% Volume alto, molte palle regalate

Decisione, tecnica, emotività: come nascono gli errori

Le difficoltà di Vicario nel gioco lungo nascono da una combinazione di fattori che si alimentano a vicenda.

Sul piano della scelta, il lancio lungo non è quasi mai una giocata cercata: è una fuga dalla pressione. Pochi appoggi in corto, avversari che salgono, paura di perdere palla in area. La soluzione lunga diventa l'unica via d'uscita percepita, anche quando non è quella giusta.

Sul piano tecnico, molti lanci vengono eseguiti con postura non ottimale e target poco chiaro: ne escono palloni troppo forti, troppo larghi, o direttamente fuori.

Sul piano emotivo, il peso delle critiche e la consapevolezza di essere osservato al microscopio aumentano la tendenza a liberarsi del pallone invece di cercare la soluzione migliore. Il circolo vizioso è completo: più sbaglia, più insiste proprio nel fondamentale in cui è statisticamente più debole.

Il modello Inter: cosa serve davvero

L'Inter, negli ultimi anni, è diventata un riferimento per capire cosa significa portiere moderno in Italia. Con Onana, i nerazzurri avevano un estremo difensore che fungeva da regista aggiunto: coraggioso, capace di attirare il pressing e poi giocare passaggi centrali da playmaker. Con Sommer, pur con caratteristiche più prudenti, il livello di pulizia e decisione è rimasto altissimo, perfettamente integrato nel sistema di Inzaghi.

In questo modello, il portiere non deve solo non sbagliare: deve aggiungere valore alla fase di possesso, dare linee, tempi, soluzioni. È un ruolo dentro il gioco, non ai margini.

Vicario e Inter: cosa torna e cosa no

Alla luce di tutto questo, dove si posiziona Vicario rispetto al benchmark nerazzurro? Vale la pena vederlo con onestà.

Cosa torna:

  • Mentalità proattiva, tendenza a uscire e partecipare alla costruzione
  • Ottima precisione nel corto e medio quando il sistema è strutturato — i dati Champions lo confermano
  • Propensione ai passaggi progressivi e disponibilità a giocare palla a terra

Cosa non torna:

  • La percentuale di successo sui lanci lunghi è molto bassa (~30%)
  • Il volume di long balls è esploso in un Tottenham che lo costringe a giocare nel suo punto debole
  • La gestione dei momenti di pressione alta potrebbe riprodurre lo stesso corto circuito visto a Londra, senza un lavoro mirato su tecnica e decision making

Vicario non è il portiere "impossibile" che i social descrivono. Ma non è nemmeno il clone di Onana. È un portiere con una buona base tecnica sul corto-medio, numeri interessanti tra i pali, un difetto importante e quantificabile sul lancio lungo e un rapporto col contesto — tattico ed emotivo — molto delicato.

Per l'Inter, la domanda non è solo "quanto è forte Vicario?", ma "sappiamo costruire un sistema che lo tenga dentro le sue forze e lavori sulle sue debolezze?". Se la risposta è sì, può essere una scommessa interessante. Se la risposta è no, il rischio è di importare in Serie A lo stesso cortocircuito che stiamo vedendo in Premier.