Cosa sta succedendo a Guglielmo Vicario? Mentre in Italia si parla di un forte interesse da parte dell'Inter (e della Juventus), in Premier League è diventato un caso. In pochi mesi è passato dall'essere uno dei migliori acquisti della storia recente del Tottenham a bersaglio quotidiano di critiche, fischi e meme sui social.
Certo, sappiamo bene che il portiere è il primo a pagare quando una squadra difende male. E il Tottenham, in questa stagione, difende decisamente male. Prima di tirare conclusioni affrettate, bisogna guardare i numeri con calma.
Il Tottenham in crisi: il contesto che cambia tutto
Per capire Vicario oggi, bisogna partire da dove gioca. Gli Spurs stanno attraversando una fase molto negativa: risultati più che altalenanti, una difesa che concede troppo e una classifica che peggiora ogni settimana. In questo contesto, ogni errore del portiere diventa una sentenza. È quasi inevitabile.
Nella Premier 2025-26 e nel momento in cui scrivo (inizio marzo), Vicario ha disputato 22 partite di campionato incassando 30 gol, con una percentuale di parate intorno al 62% su 125 tiri in porta affrontati, a fronte di circa 41 expected goals on target concessi. Non è un rendimento da top assoluto, ma non è nemmeno il profilo da "colabrodo" che emerge dai social. La squadra difende male, e il portiere paga il conto.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Partite giocate | 31 |
| Minuti giocati | 2.700+ |
| Gol subiti | 38 |
| Clean sheet | 12 |
| Parate totali | ~85–90 |
| Parate per 90' | ~2,8 |
Gli errori che hanno acceso la miccia
Il disastro contro il Fulham
La partita interna contro il Fulham è diventata il simbolo della crisi. Tottenham perde 2-1, ma il momento che resta è uno solo: Vicario esce lontano dalla porta per gestire un pallone sulla fascia, il controllo è sporco, arriva la pressione e il rinvio diventa un mezzo passaggio centrale. Ne nasce il recupero del Fulham e il gol di Harry Wilson da oltre 30 metri su porta praticamente vuota.
I numeri di quella gara sul gioco coi piedi sono impietosi: appena 2 lanci lunghi riusciti su 15 tentati (13%). Lo stadio reagisce con fischi intensi su ogni tocco successivo. Vicario, a fine partita, si assume pubblicamente la responsabilità, ma la narrativa ormai è partita.
Nottingham Forest e le altre gare manifesto
Lo 0-3 contro il Nottingham Forest aggiunge un altro tassello. Tottenham fatica a uscire dal pressing, perde palloni in costruzione e non ha controllo né tecnico né emotivo della partita. Vicario viene coinvolto in azioni dove la costruzione dal basso si inceppa e su almeno un gol, la sua lettura è giudicata insufficiente. Il frame è sempre lo stesso: portiere che non dà sicurezza in una squadra che già traballa.
Il caso AZ Alkmaar: un precedente da non confondere
Vale la pena fare chiarezza su un episodio che spesso viene tirato in ballo nella discussione attuale. Il gesto di Vicario verso i tifosi Spurs — interpretato come una richiesta di maggior sostegno o un rimprovero — appartiene alla stagione 2024-25, non a quella in corso. Era Europa League, Tottenham perde 1-0 in Olanda.
Quel momento, però, nella memoria collettiva viene incollato alla narrazione attuale: fischi, errori, tensione con la curva. Tutto finisce nello stesso film, anche se si tratta di annate diverse con dinamiche molto differenti. Giusto tenerlo presente.
Il sistema che lo espone: quando il contesto tattico cambia tutto
Il Tottenham che ha fatto salire la reputazione di Vicario e quello che oggi lo mette sotto accusa non sono la stessa squadra.
Nella stagione 2023-24, con un progetto orientato al possesso, Spurs costruiva dal basso in modo strutturato: i centrali si aprivano, il mediano si abbassava, i terzini offrivano appoggi. Vicario poteva affidarsi a tanti passaggi corti e medi relativamente sicuri.
Nel 2025-26, con la squadra in crisi e un calcio più diretto, la situazione si ribalta. Gli avversari pressano alto perché hanno capito che la costruzione Spurs è vulnerabile. I difensori si mostrano meno disponibili a ricevere palloni sporchi. Le linee di passaggio in corto si riducono. Il risultato è che Vicario viene spinto a giocare molto più lungo, esattamente nel territorio dove i suoi limiti diventano più evidenti. Un circolo vizioso da cui è difficile uscire.
I numeri veri: tra i pali e coi piedi
Premier League 2025-26
| Voce | Valore |
|---|---|
| Partite giocate | 22 |
| Gol subiti | 30 |
| Clean sheet | 7 |
| Tiri in porta affrontati | 125 |
| % parate | ~62% |
| xG on target affrontati | ~41,1 |
Champions League 2025-26
Il percorso europeo racconta un Vicario completamente diverso. Otto partite giocate, tutte da titolare, contro avversari di livello superiore a quelli affrontati settimanalmente in campionato. Eppure i numeri si ribaltano: 6 clean sheet su 8, appena 2-3 gol subiti in totale e 3,1 parate per 90'. Il dato che colpisce di più è il clean sheet per 90', che si attesta a 0,75 — un valore da portiere dominante, non da portiere in crisi.
La spiegazione sta nel contesto: in Champions il Tottenham si difende con più ordine e compattezza, gli avversari sviluppano il gioco in modo più prevedibile, e Vicario si ritrova a lavorare dentro una struttura che lo protegge. È lo stesso portiere. Ma non è la stessa squadra che gli sta davanti.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Partite giocate | 8 |
| Minuti | 720 |
| Gol subiti | 2–3 |
| Clean sheet | 6 |
| Parate totali | 25 |
| Parate per 90' | 3,1 |
| Clean sheet per 90' | 0,75 |
Sei clean sheet in otto partite di Champions non sono una coincidenza. Questi numeri raccontano un portiere praticamente impeccabile nel contesto europeo. E questo ci dice qualcosa di importante: Vicario non è il problema, o almeno non è solo lui.

Piedi: il vero nodo della questione
Corto e medio raggio: qui funziona
Sul corto e medio, i dati lo descrivono come un portiere moderno affidabile. In Champions 2025-26 i numeri parlano chiaro:
- Passaggi corti completati: 16 su 16 (100%)
- Passaggi medi completati: 153 su 157 (~97-98%)
- Precisione complessiva sui passaggi: ~75-77%
- Passaggi progressivi stagionali: ~350-360
Quando il sistema gli offre linee di passaggio chiare, Vicario gioca pulito. Non è un portiere che vuole solo calciare lungo.
Lungo raggio: il dato che condanna
Il quadro si ribalta completamente sui lanci lunghi. E qui i numeri fanno male.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Lanci lunghi tentati (stagione) | ~460 |
| Lanci lunghi riusciti | 138 |
| % successo long balls 2025-26 | ~30% (peggior in PL) |
| Long balls per 90' (2024-25) | ~6 |
| Long balls per 90' (2025-26) | ~16,1 |
| Vs Arsenal — singola gara | 2/23 riusciti (~9%) |
| Vs Fulham — singola gara | 2/15 riusciti (~13%) |
Il volume di lanci lunghi è quasi triplicato da una stagione all'altra: da ~6 per 90' a oltre 16. Non è Vicario che ha cambiato filosofia. È il contesto che lo ha costretto a cambiare. E la sua precisione, già non eccezionale, è crollata in condizioni per lui sfavorevoli.
Il confronto che spiega tutto
| Tipo passaggio | % precisione | Note |
|---|---|---|
| Corto (UCL) | ~100% | Appoggi rasoterra su difensori e centrocampisti |
| Medio (UCL) | ~97-98% | Uscite strutturate nel sistema Spurs |
| Totale (tutte le zone) | ~75-77% | Include lanci e giocate più rischiose |
| Lungo (Premier) | ~30% | Volume alto, molte palle regalate |
Decisione, tecnica, emotività: come nascono gli errori
Le difficoltà di Vicario nel gioco lungo nascono da una combinazione di fattori che si alimentano a vicenda.
Sul piano della scelta, il lancio lungo non è quasi mai una giocata cercata: è una fuga dalla pressione. Pochi appoggi in corto, avversari che salgono, paura di perdere palla in area. La soluzione lunga diventa l'unica via d'uscita percepita, anche quando non è quella giusta.
Sul piano tecnico, molti lanci vengono eseguiti con postura non ottimale e target poco chiaro: ne escono palloni troppo forti, troppo larghi, o direttamente fuori.
Sul piano emotivo, il peso delle critiche e la consapevolezza di essere osservato al microscopio aumentano la tendenza a liberarsi del pallone invece di cercare la soluzione migliore. Il circolo vizioso è completo: più sbaglia, più insiste proprio nel fondamentale in cui è statisticamente più debole.
Il modello Inter: cosa serve davvero
L'Inter, negli ultimi anni, è diventata un riferimento per capire cosa significa portiere moderno in Italia. Con Onana, i nerazzurri avevano un estremo difensore che fungeva da regista aggiunto: coraggioso, capace di attirare il pressing e poi giocare passaggi centrali da playmaker. Con Sommer, pur con caratteristiche più prudenti, il livello di pulizia e decisione è rimasto altissimo, perfettamente integrato nel sistema di Inzaghi.
In questo modello, il portiere non deve solo non sbagliare: deve aggiungere valore alla fase di possesso, dare linee, tempi, soluzioni. È un ruolo dentro il gioco, non ai margini.
Vicario e Inter: cosa torna e cosa no
Alla luce di tutto questo, dove si posiziona Vicario rispetto al benchmark nerazzurro? Vale la pena vederlo con onestà.
Cosa torna:
- Mentalità proattiva, tendenza a uscire e partecipare alla costruzione
- Ottima precisione nel corto e medio quando il sistema è strutturato — i dati Champions lo confermano
- Propensione ai passaggi progressivi e disponibilità a giocare palla a terra
Cosa non torna:
- La percentuale di successo sui lanci lunghi è molto bassa (~30%)
- Il volume di long balls è esploso in un Tottenham che lo costringe a giocare nel suo punto debole
- La gestione dei momenti di pressione alta potrebbe riprodurre lo stesso corto circuito visto a Londra, senza un lavoro mirato su tecnica e decision making
Vicario non è il portiere "impossibile" che i social descrivono. Ma non è nemmeno il clone di Onana. È un portiere con una buona base tecnica sul corto-medio, numeri interessanti tra i pali, un difetto importante e quantificabile sul lancio lungo e un rapporto col contesto — tattico ed emotivo — molto delicato.
Per l'Inter, la domanda non è solo "quanto è forte Vicario?", ma "sappiamo costruire un sistema che lo tenga dentro le sue forze e lavori sulle sue debolezze?". Se la risposta è sì, può essere una scommessa interessante. Se la risposta è no, il rischio è di importare in Serie A lo stesso cortocircuito che stiamo vedendo in Premier.