Siamo quasi alla fine di giugno e, se c'è una certezza nel calciomercato dei portieri, è che le trattative "quasi chiuse" durano in media quarantotto ore. Juventus e Napoli si trovano oggi in una situazione che, a guardarla bene, è piuttosto paradossale: devono costruire le fondamenta della difesa, ma ogni scelta dipende da un'altra scelta, che dipende da un'altra ancora. Un domino dove nessuno vuole essere la prima tessera a cadere.
L'Inter, nel frattempo, osserva. Ha promosso Josep Martínez a titolare, gli ha affiancato Provedel e ha chiuso il reparto. Per le altre, insomma, la porta è già risolta da un pezzo, e non è poco.
Juventus: prima le uscite, poi si vedrà
In casa bianconera la parola d'ordine è "rivoluzione", ma la rivoluzione è ferma. Che la Juve debba cambiare il portiere lo sanno tutti, compreso chi lavora alla Continassa; il problema è che sia Di Gregorio sia Perin sono potenzialmente in uscita, e finché i loro destini non si chiariscono, è difficile pianificare con precisione cosa e quanto spendere tra i pali.
In questo vuoto si è infilata la stampa con una serie di indiscrezioni che, nei mesi scorsi, hanno trasformato ogni nome in un colpo "praticamente fatto". Prima Alisson, pista ormai chiusa. Poi Emiliano "Dibu" Martínez dell'Aston Villa, dato per imminente in almeno tre occasioni diverse, ciascuna seguita da un silenzio abbastanza eloquente. Le richieste economiche del club inglese e l'ingaggio dell'argentino non si conciliano con i margini attuali della società; tant'è che la pista resta fredda, anche se non è detto che rimanga tale fino a settembre. Sullo sfondo, nel frattempo, sono sfilati i nomi-lampo: Mamardashvili, sparito in quarantotto ore, e Vicario, che ricompare anche nel prossimo capitolo.
Napoli: Allegri cambia tutto, a partire dalla porta
A Napoli il problema non ci sarebbe, ma l'addio di Conte e l'arrivo di Allegri hanno rimescolato le gerarchie in modo netto: Conte considerava Milinkovic-Savic il suo portiere, nonostante Meret fosse formalmente il numero uno del club. De Laurentis vuole abbassare il monte stipendi e tornare dagli investimenti contiani. Da qui, l'eventuale valutazioni di operazioni in uscita e di conseguenza, anche in ingresso.
Nelle ultime ore Vicario, che sembrava diretto all'Inter prima che i nerazzurri cambiassero strategia, è stato accostato con insistenza ai partenopei. E qui si inserisce l'intreccio più curioso del mese: gira l'ipotesi di un ritorno di Milinkovic-Savic a Torino, questa volta però in maglia bianconera. Per ora è una voce, una di quelle che riempiono i giorni in cui i fatti latitano.
La situazione a fine giugno
| Club | Titolare | Secondo | Obiettivo principale | Stato |
|---|---|---|---|---|
| Inter | J. Martínez | Provedel | Nessuno (reparto chiuso) | Blindato |
| Juventus | Incerto (Di Gregorio / Perin in uscita) | Da definire | E. "Dibu" Martínez / Milinkovic-Savic | Bloccato dal budget |
| Napoli | Incerto (Meret o Vicario) | Milinkovic-Savic (in uscita?) | Vicario | Rivoluzione necessaria? |
Il punto
Juventus e Napoli trattano ancora mentre l'Inter ha già chiuso. E la porta, anche se non è detto che sia il primo nodo da sciogliere, è uno di quelli che pesa nell'economia dell'intero reparto difensivo e organizzazione del gioco.
La stampa sportiva ha un vizio antico: trasforma le suggestioni in trattative, le trattative in colpi fatti e i colpi fatti in smentite. Il tutto ignorando l'ostacolo più noioso e più concreto: i soldi. Chi li ha, chi non li ha ancora, chi aspetta di averli prima di impegnarsi davvero.
A fine giugno il mercato dei portieri, per chi deve inseguire, è ancora tutto da scrivere. Le cose potrebbero sbloccarsi all'improvviso, ma chi per necessità, chi per scelta tattica, dovrà procedere con convinzione, pena il rischio di pentirsene in futuro. E non è detto che, oltre le due squadre protagoniste dell'articolo, non entrino in gioco anche altre, almeno al momento apparentemente tranquille.