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Abbiamo già visto il miglior Musso possibile?

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Francesco Ressa

Ho scritto questo articolo il 31 gennaio 2024, quando Musso non aveva trovato una nuova squadra, dopo la sua richiesta di trasferimento. Come possono cambiare le cose in pochi mesi e quanto sono volatili le parole.

Resta pur vero che la posizione di Musso, anche dopo il meritevole contributo nella vittoria dell'Europa League, rimane incerta. Carnesecchi ha dimostrato di essere un portiere di alto profilo e con enormi potenzialità. Il ruolo da lui scelto da Gasperini, più per dovere, che per reale volontà, gli sarà stretto se le cose dovessero rimanere così come sono?

Ora ti lascio al contenuto scritto originariamente.

Lo dico subito, così da togliermi il dente: trovo che Juan Musso sia un portiere che fino a questo momento ha reso meno di quanto ci si aspettasse. Infortuni, sfortuna, motivazioni e altro, hanno sicuramente condizionato il suo rendimento, ma non stento a credere che in tanti si aspettassero qualcosa di diverso di un ruolo come secondo all'Atalanta alla soglia dei 30 anni.

La carriera in breve

Musso, argentino di San Nicolás de los Arroyos, nasce nel 1994 e come tanti ragazzi, alterna il basket e il calcio. Cresce nelle giovanili del Racing di Avellaneda, dove esordisce e in breve tempo vince un titolo nazionale. Lo scouting dell'Udinese ne intusice rapidamente le potenzialità e lo porta subito in Italia, dove esordisce da immediatamente come titolare.

Nelle sue tre stagioni in Friuli, il portiere argentino attira su di sé gli interessi di diversi club italiani ed europei e Scaloni lo convoca in nazionale. Tutto porta a pensare che la sua carriera potesse portarlo a raggiungere importanti palchi internazionali. Questo avviene con l'importante investimento dell'Atalanta, che lo acquista con una spesa considerevole di 20 milioni di euro. Un altro passo per poter spiccare definitivamente il volo, ma le cose non andranno come in tanti, me compreso, avrebbero immaginato.

Musso ai tempi dell'Udinese

La variabile Gasperini

L'Atalanta del lungo regno dell'allenatore piemontese non ha quasi mai fatto a meno all'alternanza tra portieri. Alcuni casi: Berisha-Gollini, poi Gollini-Sportiello, infine Sportiello-Musso. In tutto questo, Sportiello era finito alla Fiorentina, perché in forte disaccordo con il proprio tecnico. La stessa cosa è successa con Gollini, nel momento in cui scrivo questo articolo, ancora sotto contratto con l'Atalanta, sebbene a Napoli. Ora, l'alternanza tra lui e Carnesecchi, con quest'ultimo che pare abbia guadagnato la momentanea preferenza dell'allenatore. Insomma, siamo davanti a una vera e propria abitudine.

Gasperini ha rilasciato diverse dichiarazioni sull'argomento nelle scorse settimane. Non ha senso riportarle tutte, ma mi soffermerei su questa di fine 2023, che pare porre fine definitivamente alla questione: "In porta è un'altra situazione che conoscevamo già da maggio. Continuo a pensare che non sia la situazione migliore, ma per domani ci devo ancora pensare, la mia intenzione era arrivare a gennaio dando la possibilità di giocare di più a Carnesecchi, per poi permettere alla società di fare ciò che vuole sul mercato".

Nel mese di gennaio 2024, Carnesecchi è stato sempre titolare sia in Serie A che in Coppa Italia e Musso ha chiesto la cessione.

Atalanta tra alti e bassi

Eppure l'inizio della stagione 2023/2024 ha visto probabilmente il miglior Musso sceso in campo con i nerazzurri bergamaschi. Protagonista in diverse occasioni e più continuo del solito, questo nonostante la presenza del giovane collega italiano, rimasto in squadra con il chiaro obiettivo di trovare sempre più spazio.

Le maggiori critiche rivolte da media e tifosi (e allenatore...) sono sempre state quelle di effettuare interventi molto complicati, ma alternati ad errori banali, subendo gol facilmente evitabili e comunque mostrando una reattività non sempre adeguata al contesto.

Anche per questo motivo, Gasperini non aveva affatto nascosto la volontà di affidarsi a un solo portiere, smettendo di doverne giostrare due, come invece fatto più volte durante la sua lunga esperienza a Bergamo.

Nel corso dell'estate erano anche girate voci di un trasferimento di Musso, con particolare interesse da parte dell'Inter, arrivata ad agosto senza un titolare, con Trubin troppo caro e Sommer bloccato a Monaco. Un accordo concreto pare ci sia effettivamente stato, ma lo sblocco dell'operazione con il Bayern ha fermato l'operazione. Su di lui timidi tentativi anche di altre squadre, come Fiorentina e Fenerbahce. Non più della Lazio, che invece provò ad acquistarlo la stagione precedente, prima di raggiungere un accordo a fine agosto con Provedel (che sliding door).

Nazionale e sfortuna

A proposito di bivi che possono cambiarti la carriera, abbiamo sopra citato alla nazionale argentina. Musso ne è entrato a far parte, più o meno stabilmente nel 2019, periodo in cui non c'era grande chiarezza su chi dovesse diventare il titolare.

Quando il trasferimento all'Atalanta poteva segnare il definitivo salto di qualità, l'avvio incerto e l'ascesa di Martinez hanno frenato la possibilità di diventare titolare. Ma nulla gli avrebbe tolto la possibilità di partecipare al Mondiale del 2022 in Qatar.

Peccato che un episodio di gioco molto sfortunato ne abbia improvvisamente escluso ogni possibilità. A Roma, un violento scontro con il suo compagno Demiral, gli ha procurato una frattura scomposta del complesso orbitario-mascellare destro. Due mesi di stop, putroppo sufficienti per escluderlo dalla lista definitiva dei convocati, dopo che Scaloni l'aveva inserito nell'elenco dei pre-convocati.

Musso con la maschera dopo la frattura

Scegliere bene il proprio futuro

Appare chiaro come il tempo di Musso a Bergamo stia terminando e la cessione sia l'unica strada percorribile per assicurargli il minutaggio e la fiducia che merita.

Faccio riferimento al minutaggio, perché il portiere argentino è ancora nel pieno della sua carriera e l'ipotesi di andare a fare il secondo per una squadra di prima fascia potrebbe interessarlo, ma sarebbe un po' come accettare di abbassare il livello di sfida e vivere una bella esperienza, ma in comfort zone.

In Italia non è facile trovare delle squadre di livello alto che possano interessarsene e la concorrenza potenziale non manca. All'estero le opportunità sarebbero sicuramente maggiori, ma per una scelta del genere, diamo per scontata la necessità di partecipare abitualmente alle coppe europee.

Nella sessione invernale di calciomercato, pare ci siano stati degli interessi dal Galatasaray, dove Muslera sta ormai per lasciare il passo. Piazza interessante, ma solo con la certezza della titolarità. Rimbalza anche, e nuovamente, l'ipotesi Inter come affiancamento a Sommer. Le variabili da considerare in tal senso sono tante ed è facile pensare a Perin e la sua scelta fatta con la Juventus. La sua situazione ha però fondamenta diverse e può essere paragonata solo in parte.

Chiudo questo articolo come l'ho aperto, con quella sensazione che la migliore versione di Juan Musso non l'abbiamo mai davvero vista. Un portiere forte, a volte fortissimo, ma che non ha raggiunto l'obiettivo, per me possibile, di diventare uno dei portieri più forti al mondo della sua generazione.