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Terracciano e il dovere di parare sempre

Pietro Terracciano portiere Fiorentina

Francesco Ressa

Pietro Terracciano, portiere italiano nato nel 1990 in Campania, è uno dei classici esempi di professionisti che hanno costruito la propria carriera con dedizione e professionalità.

La sua carriera

Una lunga carriera partita dalla vecchia Lega Pro 2 e vissuta facendo esperienze in B tra Avellino e Salernitana. Poi l'arrivo in Toscana, prima a Empoli e poi a Firenze, nell'operazione che portò Dragowski in prestito nella cittadina. 

Con i viola, la prima stagione lo vede osservare l'incostante stagione di Lafont, arrivato in Italia a cercare di far rivivere il ricordo francese di Frey, ma dimostratosi poi non ancora pronto per una piazza esigente come quella del capoluogo toscano.

La seconda parte della sua carriera si può dire sia iniziata nella strana estate di campionato del 2020, quella del Covid e delle partite serali a porte chiuse. Entrato a sostituire l'infortunato Dragowski, nel frattempo tornato dall'Empoli dopo un impatto importante, nella nuova stagione ha finito per panchinarlo definitivamente, costringendolo successivamente al trasferimento allo Spezia.

La stagione 22/23 inizia con l'importante arrivo di Gollini, di rientro dalla parentesi al Tottenham e in prestito dall'Atalanta. Quella che sembrava essere una scelta precisa per puntare su un portiere più giovane e con un profilo più internazionale, è crollata dopo sole tre giornate di Serie A. Terracciano è tornato in porta senza più lasciare spazio al collega, che ha ben pensato a gennaio di spostarsi al Napoli, in un'operazione che ha visto Sirigu atterrare a Firenze, esperienza tristemente conclusasi dopo pochissimo tempo con un grave infortunio al ginocchio.

Oggi, quando penso a Terracciano, commento scherzosamente chiamandolo Il Panchinatore o Panchinator per gli amanti dei termini di richiamo cinematografico.

Dragowski, Gollini e ora Christensen hanno tutti provato questa sensazione in forme e modi diversi. I primi due hanno preferito cambiare aria per cercare spazi e stimoli altrove, mentre il portiere danese sta comunque riuscendo a trovare spazio nelle coppe, imparando a conoscere i sistemi di gioco del tecnico Italiano e avvantaggiandosi, proprio come Terracciano, dell'esperienza e delle capacità del preparatore Savorani e del suo staff.

Per il portiere di San Felice a Cancello (un nome in parte premonitore) siamo già ben oltre le 100 presenze con la Fiorentina e non è affatto improbabile un prolungamento di contratto nel prossimo futuro. Il suo ruolo nella squadra è importante al di là di quanto potrà essere il suo apporto in campo con l'avanzare dell'età e la sua esperienza potrebbe tornare sicuramente utile a chi sta crescendo alle sue spalle come Martinelli e Vannucchi.

Certamente ha già sconfitto quel sottile velo di scetticismo che a Firenze, e non solo, la sua figura si portava dietro. Troppo poco appariscente e moderno per scaldare i tifosi, secondo alcuni. Per noi, invece, Terracciano è una delle migliori espressioni di quel tipo di portiere che in campo dà il massimo, senza dover per forza strafare e preferendo la concretezza e i risultati a tutto il resto.

Quali guanti usa?

Terracciano usa da diversi anni i guanti da portiere Reusch. È tra i portieri che non fanno mai a meno del Duo, una tecnologia sviluppata da Reusch e da qualche anno rivista in una nuova forma. Si tratta di uno strato di lattice a semisfere inserito all'interno dei guanti e che aumenta il controllo sul pallone in fase di presa.

Nello specifico, ora Terracciano sta utilizzando gli Attrakt Duo Evolution Night Spark.

Guanti Reusch Attrakt Duo Evolution