Partiamo dalle poche certezze che abbiamo: Di Gregorio non sarà il prossimo portiere titolare della Juventus, perché alla sua seconda stagione in bianconero, la maggioranza dei tifosi continua a non considerarlo all'altezza della loro porta. Lui, d'altronde, non è riuscito completamente a mostrare le sue doti atletiche e caratteriali, emerse solo nella seconda parte della stagione 2024/2025.
Se mi avessero detto che la situazione attuale sarebbe stata questa, io avrei perso tutte le scommesse, perché resto convinto che lui sia un grande professionista e sia all'altezza della squadra piemontese. I fatti, purtroppo, ci dicono che non tutto è andato come avrei immaginato.
La questione non è però di facile soluzione, perché dentro al club non tutti vogliono la stessa cosa. Comolli guarda in una direzione, Spalletti in un'altra, sempre che rimanga a Torino. Trovare il punto d'incontro non sarà semplice, perché bisogna riuscire a trovare un punto di incontro tra esigenze tecniche e possibilità di spesa.
Di Gregorio non ha convinto abbastanza, Perin è e rimane un secondo portiere di lusso, uno a cui vuoi bene, ma a cui non puoi affidare un progetto pluriennale. Resta il mercato con una lista di nomi che si allunga ogni weekend che passa. Sul terzo portiere, almeno, non ci sono dubbi: Pinsoglio ha appena rinnovato fino al 2027.
Di Gregorio e Perin: la situazione
Di Gregorio era arrivato come scelta precisa, non come ripiego last minute. In certe partite si è visto il portiere che aveva fatto benissimo a Monza, con quella capacità di leggere il gioco che lo aveva messo nei radar bianconeri. In altre uscite, però, sono venuti a galla i limiti di un giocatore che ancora non ha trovato la continuità che la Juventus considera il minimo sindacale. Ha perso il posto da titolare, ma non la considerazione di Spalletti, che lo terrebbe volentieri anche il prossimo anno. A patto, però, che venga affiancato da qualcuno già pronto, da una certezza, non da una scommessa.
Perin, dal canto suo, vorrebbe un contesto in cui chiudere la carriera giocando con continuità. Stava spingendo per andare al Genoa a dicembre, prima del dietrofront della Juventus, dettato anche da Spalletti che lo considera fondamentale. Il nodo, però, resta: così com'è, il reparto portieri non soddisfa nessuno.
I sogni di Comolli: Restes e Tzolakis
Per Comolli, il portiere è un acquisto chiave dell'estate. E i suoi obiettivi hanno caratteristiche molto precise: giovani, già pronti, con margini di crescita importanti. Profili su cui costruire, non su cui scommettere al buio.
Il nome in cima alla lista è Guillaume Restes, che l'11 marzo ha appena compiuto 21 anni. Comolli lo conosce bene, perché lo ha seguito direttamente al Tolosa, il club che lo ha formato sin da bambino, con la maglia viola addosso da quando ne aveva sei. Quindici anni con la stessa società, esordio in Ligue 1 il 13 agosto 2023 e già 100 presenze in prima squadra: un numero importante per chiunque, figuriamoci per un portiere della sua età. In Francia lo considerano un talento generazionale, e le Olimpiadi di Parigi lo hanno fatto conoscere con le sue parate che hanno trascinato i padroni di casa fino alla medaglia d'argento. Il prezzo è 20 milioni, una fetta di budget che Spalletti riserverebbe volentieri ad altri reparti.
L'altro profilo uscito dai modelli statistici dello staff di Comolli è Konstantinos Tzolakis, portiere greco dell'Olympiacos, classe 2002. Cresciuto nel vivaio del Platanias, è arrivato ad Atene nel 2018 e da lì non si è più mosso, diventando titolare inamovibile e trascinando il club alla vittoria della Conference League nel 2024. Nel 2025 è stato premiato come miglior portiere del campionato greco: 193 centimetri, dominante nelle uscite alte, reattivo nelle conclusioni ravvicinate, discreto con i piedi. Il suo nome è finito nei radar di mezza Europa, Bayern Monaco compreso. Il prezzo fissato dall'Olympiacos è anch'esso intorno ai 20 milioni, stessa cifra di Restes, stesso tipo di investimento: under 25, già pronti, con un futuro davanti.
Le idee di Spalletti: De Gea, Vicario, Dibu Martinez
Spalletti sul ruolo ha le idee chiare e diverse da quelle di Comolli. Non vuole aspettare un giovane di prospettiva, vuole qualcuno che sia già pronto adesso, affidabile, abbordabile e senza bisogno di tempo di adattamento. E i nomi che circolano in questa direzione sono tre.
David De Gea potrebbe essere in uscita con la Fiorentina e negli ultimi due anni ha dimostrato di saper ancora fare la differenza. È uno di quei portieri che non hai bisogno di presentare e che, in un certo senso, si porta dietro una reputazione già costruita. Che poi sia ancora al livello di qualche anno fa è un'altra questione, ma come profilo di esperienza ha senso.
Guglielmo Vicario vuole tornare in Italia dopo l'esperienza al Tottenham e la Juventus lo segue con interesse, così come l'Inter. L'età — 30 anni — e il costo fanno sì che i bianconeri lo valutino solo se dovesse diventare una reale opportunità economica: svenarsi per lui non rientra nei piani. E comunque l'Inter sembra più avanti.
Emiliano "Dibu" Martinez è stato proposto alla Juventus. L'argentino dell'Aston Villa porta con sé un palmares internazionale di primissimo livello — Mondiale 2022 e Copa America — e un'esperienza che in pochi possono vantare. Sarà valutato concretamente solo se le sue richieste di ingaggio dovessero rientrare in parametri ragionevoli. Le follie economiche, in questo scenario, Comolli le farebbe quasi esclusivamente per Restes. Il suo atteggiamento, però mal si presta allo stile che i portieri della Juventus hanno storicamente avuto.
Carnesecchi e Alisson: i nomi su cui tutti concordano (con riserve)
Marco Carnesecchi è il nome che mette d'accordo società e allenatore. Piace a tutti, è il profilo ideale per qualità e prospettiva — ma l'Atalanta lo valuta il doppio di Restes, e questo rende l'operazione complicatissima da strutturare senza uno sforzo finanziario molto importante. Quaranta/cinquanta milioni di euro per un portiere non sono pochi.
Alisson è invece il sogno personale di Spalletti, e come tale va trattato. Il problema è che il Liverpool ha appena esercitato l'opzione per rinnovarlo fino al 2027, rendendo l'ipotesi quasi impossibile da concretizzare. Chi pensava che gli inglesi potessero lasciarlo andare via a zero, deve cambiare idea.
| Portiere | Età | Situazione |
|---|---|---|
| Guillaume Restes | 21 | Sogno di Comolli, 100 presenze al Tolosa, almeno 20M€ |
| Kostantinos Tzolakis | 23 | Alternativa giovane con esperienza, Sopra i 20M€ |
| Marco Carnesecchi | 25 | Piace a tutti, ma l'Atalanta chiede più di 40M€ |
| David De Gea | 35 | In uscita dalla Fiorentina, idea di Spalletti |
| Guglielmo Vicario | 30 | Vuole tornare in Italia, solo se low cost |
| Emiliano "Dibu" Martinez | 33 | Proposto alla Juve, dipende dall'ingaggio |
| Alisson Becker | 33 | Sogno di Spalletti, il Liverpool non lo molla |
Quello che conta davvero
I soldi contano, le valutazioni contano, e il fair play finanziario pesa come un macigno su qualsiasi ragionamento di mercato. Ma alla Juventus la porta ha sempre avuto un peso specifico diverso rispetto ad altri ruoli, una centralità quasi simbolica che risale a decenni di storia. Zoff, Buffon, Szczęsny, solo per citarne alcuni, non sono solo nomi incisi nella bacheca, sono un modo di intendere quella posizione.
Chi arriverà il prossimo anno dovrà saperlo, che sia uno tra questi o un altro nome, non perché qualcuno glielo spiegherà in un discorso di presentazione, ma perché lo capisce da solo la prima volta che entra in campo all'Allianz Stadium. I dati possono aiutare a trovare il nome giusto, possono ridurre il margine di errore, possono anticipare il mercato di sei mesi. Ma poi, da quel momento in poi, tocca a lui. Come sempre.