Il blog di Portierecalcio.it

  • Parare ai tempi della seconda ondata di Coronavirus

    La seconda ondata del Coronavirus è arrivata in Italia e nonostante i numeri non siano ancora grossi come nei paesi vicini, il calcio amatoriale e dilettantistico fino alla dimensione provinciale è stato fermato.

    Ci sarebbe molto da discutere su questa decisione del Governo, visto che a oggi non si hanno notizie di focolai scoppiati durante una partitella tra amici, ma quello che ci interessa è capire in quale situazione ci troviamo e cosa dobbiamo fare per continuare a parare senza paure e problemi.

    Chi continua a giocare

    Dalla serie A alla Seconda Categoria tutti i club possono continuare a giocare e i campionati sono attivi e in corso. Solo in Lombardia la situazione del contagio ha imposto limiti e regole più dure. Terza categoria sospesa, ma è possibile continuare gli allenamenti.

    Per i settori giovanili, le partite proseguono fino al livello regionale. Da quello provinciale in giù le gare sono sospese, ma è possibile allenarsi.

    Allenarsi in sicurezza

    Senza entrare nel merito del DPCM, che ho criticato nei miei spazi social personali, l'allenamento è possibile garantendo il distanziamento e permettendo esercizi individuali.

    Per i portieri cambia praticamente poco e nulla. Basta mantenere la distanza con i compagni di reparto e con il preparatore, continuando i programmi previsti.

    La nostra raccomandazione è di continuare a farlo e di non fermarsi, se il vostro club continua le attività. Ripartire così sarà molto più facile.

    Queste sono le ragazze dell'Università dello Iowa. Pur di non fermarsi, continuano ad allenarsi con le mascherine. Fino a qualche settimana fa avremmo sorriso solo all'idea. Adesso più di qualcuno potrebbe valutarla come una buona alternativa.

    Migliorarsi sfruttando la pausa

    Non tutti i mali vengono per nuocere. Se l'allenatore che vi segue è in gamba, è il momento di tornare a lavorare sulle cose che vi riescono male. Curate il piazzamento, studiate bene le uscite e gli uno contro uno, dove la scuola italiana è ancora la migliore al mondo. Ora avete davvero tutto il tempo necessario per diventare ancora più bravi.

    Inutile dire che l'uso dei sottomaglie, sottopantaloni e protezioni, ora che non avete la scusa delle alte temperature, è obbligatorio per non farvi male. Dovete arrivare alla ripresa al top della forma e senza acciacchi.

    Evitare gli spogliatoi

    Se il campo è un sintetico e comunque non vi riempie di terra e fango a ogni tuffo, valutate di cambiarvi e lavarvi a casa.

    Vero. Non è il massimo della praticità, ma è lo spogliatoio l'area più a rischio per chi continua ad avere a che fare con il pallone. Il maxi focolaio nel Genoa è nato sicuramente proprio là dentro (si parla di ambienti non aerati e di docce non separate). Eliminare un fattore di rischio, rinunciando alla comodità della doccia post allenamento, è al momento la scelta migliore.

    Quando si tornerà a giocare

    Non abbiamo la sfera di cristallo. Le Regioni in questo momento sono vincolate dall'ultimo DPCM e quindi non possono emettere provvedimenti migliorativi rispetto quanto contenuto nel Decreto. Niente quindi fughe in avanti, anche se i numeri in alcune zone, come attualmente accade in Puglia, dovessero restare sotto controllo.

    Bisognerà quindi aspettare input dal Ministro Spadafora, che almeno a parole ha affermato che farà tutto il possibile per tutelare l'intero movimento sportivo, visto che non è solo il calcio "amatoriale" a essere in stand-by.

    Ci auguriamo che ciò avvenga, compatibilmente con l'epidemia in corso, nel più breve tempo possibile, anche per tutte quelle strutture che vivono e fanno vivere chi ci lavora all'interno.

  • La Responsabilità e il carico psicologico del portiere nella Scuola Calcio

    Ospitiamo sul nostro blog ancora una volta Max Pirotta. Per chi non lo conoscesse Max è un preparatore che si è specializzato nello sviluppo dei piccoli portieri oltre a curare privatamente l'allenamento e la preparazione di dilettanti e professionisti come Jacopo Viola, vero e proprio fenomeno dei Social Network.

    Ricordiamo, che Portierecalcio.it attraverso questo blog è sempre a disposizione di chiunque voglia discutere in maniera costruttiva del difficile ruolo riservato ai numeri 1.

    Un bambino vuole fare il portiere

    Per un bimbo decidere di indossare i guanti spesso è una cosa naturale. Si sente speciale in confronto ai suoi compagni, perché indossare la maglia numero 1 ed essere vestiti diversamente è un’attrazione verso un modo di intendere e sognare il calcio in maniera opposta. Esultare ed essere felici per non aver fatto segnare gli altri, volare tra i pali, sentirsi importanti per guardare il campo dal punto più lontano da dove la squadra segnerà.

    Tutto questo però è il bello del ruolo, insieme a tantissime altre emozioni che ogni bimbo prova appena si avvicina a quei 3 pali. Le difficoltà sono ben altre.

    Mi spiego meglio: spesso un portierino agli inizi può e deve sbagliare.

    Il rapporto con i compagni di squadra

    Durante una partita o anche semplicemente un allenamento i primi ostacoli sotto l’aspetto psicologico potrà trovarli direttamente con coloro che dovrebbero essere gli alleati: i compagni.

    Questa è una cosa che ogni allenatore e ancor di più un preparatore dei portieri sa perfettamente, ma durante una partita le occhiate o i commenti dei compagni per ogni indecisione, possono essere già un primo scoglio psicologico ma che con l’andare del tempo e con la giusta sintonia con la squadra verrà pian piano superato, anche da coloro che fanno più fatica.

    La gestione comunicativa

    Cosa rende una nave sicura? Un eccellente comandante.

    All’inizio per i nostri numeri uno è complicato e non semplice imporsi a tutti, spesso con risultati neanche sufficienti. È normale vedere litigi tra il portierino e i suoi difensori, che non accettano i suggerimenti ad alta voce.

    Come nel punto precedente un buon team di allenatori sa come lavorare su questa delicata situazione facendo capire a tutti che il calcio è uno sport di squadra e c’è bisogno di tutti. Nella scuola calcio ciò è molto più importante degli insegnamenti tattici.

    La paura di sbagliare.

    Una cosa da non sottovalutare è la gestione dell’errore, che si differenzia da quello che possono pensare i compagni. È una sensazione più personale e che serve a sentirsi più sicuri.

    Se un portiere ha paura di sbagliare, sbaglia. Tutto parte dall’allenamento, perché è giusto far sì che il bambino provi e riprovi fino a quando non abbia immagazzinato ogni singolo gesto nel miglior modo possibile. Questo lo porterà a sentirsi più convinto e tranquillo nella difesa della porta.

    Conclusioni

    Avendo provato in questo articolo a fare una panoramica veloce di ciò che penso, non sono riuscito comunque ad elencare realmente tutto ciò a cui un giovane estremo difensore è davvero sottoposto ogni volta. Ci sarebbe da aprire un capitolo enorme sui fattori esterni, la gestione dello stress, il primo approccio col pubblico, i giudizi, il linguaggio non verbale e davvero tanto altro.

    Di una cosa sono sicuro al 100%. Se un bambino esulta dopo una propria parata, con gli occhi che luccicano e un bel sorriso, quella è l’essenza della passione.

  • Parare dopo il Coronavirus. I racconti dei nostri clienti

     

    A quasi due mesi dalle prime riaperture dei centri sportivi, quasi tutti i portieri hanno ripreso a difendere i pali. Ho deciso di chiedere nel nostro gruppo Facebook ai nostri clienti come hanno ricominciato.

    Ecco qui il riassunto!

    Gaspare (chi sta scrivendo il post)

    "io ho giocato praticamente subito, nonostante non fossi nelle condizioni per scendere in campo (una brutta contrattura al collo di cui solo ora sto venendo a capo).

    L'emozione è stata enorme, e a 46 anni suonati è stato davvero bellissimo provare la sensazione di ricalpestare l'erbetta sintetica.

    Il "pallone" è e rimane una passione indipendentemente da età e acciacchi fisici."

    Boris

    "Seppur abbia ripreso da molto a giocare, il giorno 1 della ripartenza post quarantena è stato elettrizzante. Quasi emozionante. Rivedere i fottuti pallini del sintetico nelle scarpe, i bestemmioni, i guanti grattugiati dopo un intervento. Mi è mancato tutto e difficilmente un emozione del genere è eguagliabile in un momento storico come il nostro."

    Mimmo

    Mimmo ci racconta una ripartenza non proprio positiva, caratterizzata da un paio di episodi spiacevoli: "Io ho ricominciato ieri con un quadrangolare amatoriale... pensavo peggio, ma ho preso un gol anche se ho fatto il massimo che potevo. Non è bastato a causa dei 10 kg in più rispetto a marzo. Poi il portiere avversario si e aperto la mano e ha avuto 7 punti. L'attaccante avversario provando una rovesciata si e fratturato il gomito".

    A 35 anni Mimmo sta pensando di smettere, ma molti commenti lo hanno invitato a ripensarci più, limitandosi per ora alle partite con gli amici per ritrovare ritmo e passione.

    Giulio

    "Ho ricominciato settimana scorsa con un torneo di calcio a 5. Tra l'abitudine al calcio a 7 e la lunga inattività causa covid-19, il risultato sono state gambe pesantissime per cinque giorni. Meglio la seconda partita. Sono stato contento invece dell'aspetto tecnico, riflessi e tutto il resto sono rimasti gli stessi."

    Andrea e Simone

    Li cito insieme perché per ora si sono limitati a comprare i guanti da portiere (da noi!), ma non hanno ancora avuto occasione per ricominciare. Speriamo lo facciano presto!

    Mirko

    "Dopo 7 mesi ho indossato di nuovo il mio amato completino ed i miei amati guantoni. Beh non sono fuori forma, di più! Riprendere a giocare a 5 è stata una mazzata (quasi due ore di partita). I riflessi c'erano ma non ero al top. Lento e ho fatto molti errori dovuti a stanchezza e disattenzioni per il poco allenamento!"

    Gianluigi

    "Il rientro non è stato traumatico come pensavo. Ben protetto e con i miei P1 mi sono recato al centro sportivo, munito di mascherina; al mio ingresso hanno preso le generalità e misurato la temperatura. Subito dopo sono entrato in campo e durante la gara, nonostante fossi ben protetto, avevo timore di eventuali traumi, avendo anche fatto poco riscaldamento. La prestazione è stata buona nel complesso. Piccola chicca: Il divieto dei contrasti, come presumibile, non è stato rispettato." (e ce ne saremmo meravigliati, se fosse accaduto... ndGaspare).

    Max

    Max Pirotta, preparatore dei portieri che scrive anche su questo blog, è ancora a riposo e ci tiene a sottolineare la sua ottima abbronzatura.

    Corrado

    "Una partita a calcio a 8 con i colleghi, calcolando l'età e il periodo di fermo, è andata molto bene. Alcune parate di ordinaria amministrazione, però pure uno sbaglio su un gol."

    Daniele

    "Breve storia allegra. Sto giocando a basket. Il ruolo di portiere mi ha dato tanto ma da quando mi sono lesionato il tendine del tricipite è cambiato tutto. Vorrei riprendere ma la paura è tanta e i riflessi sono molto lenti." Auguriamo a Daniele di tornare presto a riprendere i guantoni e a tuffarsi davanti ai pali!

    Andrea Ragno

    Commento essenziale per Andrea, che ci riferisce di essere impegnato in un torneo e di aver partecipato a un evento dedicato ai portieri.

    Alessia

    La nostra Alessia ci racconta questo: "Ho già scritto quando ho ricominciato, bellissima emozione e soprattutto una voglia incredibile, ora aspetto con ansia che sbloccano le docce al campo così non mi porto chili e chili di pallini del campo a casa 
    Ah e la settimana scorsa prima amichevole, quella sana ansia pre-partita che riempie il cuore!"

    Andrea

    "Ritornato a giocare alla grande. Prima partita fatta i primi di luglio 6 contro 6 con amici che giocano in eccellenza e serie d. Io quest’anno amatori tranquillo proprio ma divertente. La sintesi della partita è stata la frase dell’attaccante avversario che dopo l’ennesima parata ha esclamato “sempre che in questi mesi hai giocato a casa”... queste son soddisfazioni."

    Benito

    "Io da quando ho ripreso a giocare mi sento come Manuel Neuer. Sono tornato in forma e spero che quest’anno mi chiami qualche squadra di Eccellenza oppure Serie D". Ce lo auguriamo anche noi Benito!

    Davide

    "Io ho ripreso da inizio luglio con qualche partita di calcio a 7 e calcio a 5 per riprendere confidenza fra i pali. Dalla prossima settimana inizio a fare pre-preparazione in attesa di una chiamata (ad oggi sono svincolato)" In bocca al lupo Davide! Tifiamo per te!

    Germano

    "Ho cercato di mantenermi in forma durante il periodo di chiusura... ora qualche allenamento e 2-3 partite amichevoli alla settimana... direi abbastanza bene! ?"

    Alberto

    "Rientrato in campo appena hanno dato l'ok in Liguria ho giocato 4 sere di seguito. Dolori infiniti. Poi nelle settimane successive è andato tutto a posto. La forma sta arrivando. Sono pure a dieta seguito dal dietologo. Ho solo leggermente fame dopo le partite "

    Marco

    Ultimo ma non per importanza il commento di Marco che nel periodo più brutto dell'emergenza Covid-19 era in prima linea a dare il suo contributo negli ospedali: "Vale dire che mi sono allenato lavorando dentro un'area covid? Il tutone mi ha fatto capire che la maglia termica a luglio si può sopportare. Scherzi a parte la mia pubalgia ha ringraziato e sono ripartito con 6 partite in 7 giorni." E noi siamo contenti che anche tu sia tornato a essere un numero 1 anche in campo!

    novità guanti da portiere

  • Arriva Ho Soccer su Portierecalcio.it

    Il titolo è chiaro e sintetico: Ho Soccer arriva sul nostro ecommerce. Con la loro collezione estiva del 2020, allarghiamo la nostra presenza di produttori e facciamo contenti i tanti clienti che ci chiedevano i loro prodotti anche da noi.

    Avere i prodotti Ho Soccer su Portierecalcio.it vuol dire non solo offrire una loro selezione di guanti e accessori, ma presentare, informare e consigliare con il nostro stile e la nostra attenzione, apprezzata e riconosciuta su tutti i canali dove siamo presenti.

    La cura nelle schede prodotto e nelle immagini, i video di presentazione, le dirette e le altre occasioni, diventano una fucina di informazioni che diventa difficile trovare tutte assieme altrove.

    Con Ho Soccer ci sarà  tanto lavoro piacevole da poter fare, perché i modelli sono tanti e soprattutto, il brand spagnolo sviluppa e realizza autonomamente i lattici. Continua a leggere

  • Antisudore.it - abbigliamento di nuova generazione

    Ciao! Ci conosci ormai da anni. "Gaspare e Francesco di Portierecalcio.it". Sai chi siamo, come lavoriamo e la serietà che mettiamo nel dare il massimo in ciò che facciamo.

    Oggi però non parleremo di portieri e guanti, ma parleremo di abbigliamento. Non quello riservato ai numeri 1 però!

    Ti presenteremo qualcosa di davvero rivoluzionario, che fino a oggi non era presente sul mercato, se non con risultati rivedibili e che ti farà sentire più sicuro nei rapporti con gli altri.

    Da dove partiamo allora? Facciamo per ora i tecnici e individuiamo il problema.

    Iperidrosi

    Normalmente in media produciamo mezzo litro di sudore al giorno, che con l'arrivo delle stagioni più calde può arrivare anche a un litro intero, che integriamo assumendo liquidi. Chi soffre però di iperidrosi può arrivare a perdere anche due litri di sudore all'ora. Idratandoci, quindi bevendo acqua o meglio ancora integratori, non rischieremo la disidratazione, ma quello che a noi interessa in questo momento è l'aspetto estetico del problema.

    La stagione estiva

    Arriva l'estate, il caldo, temperature sempre più alte e umidità sempre più fastidiosa. Si comincia a sudare anche solo stando fermi.

    Le maglie che indossi cominciano a bagnarsi di sudore con macchie sempre più ampie ed evidenti! Non è un bello spettacolo da vedere, anche perché nel momento in cui si può stare all'ombra, il sudore accumulato si asciuga lasciando le macchie biancastre dovute alla fuoriuscita dei sali minerali. L'acqua è andata via, il resto è rimasto come un'evidenziatore, mettendoti in palese imbarazzo.

    Succede mentre lavori, ma può succedere anche semplicemente se patisci il caldo anche se non stai facendo nulla.

    Questa cosa ti imbarazza sicuramente. Non è bello uscire con gli amici, o andare a un incontro di lavoro con le ascelle e il petto pezzato! Anche le persone più educate non potranno fare a meno di notare la cosa e non metterà a proprio agio ne te, ne loro.

    Nasce Antisudore.it

    Da oggi c'è una soluzione!

    Per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione con Claudio Storelli, che qui conoscete molto bene, arrivano i capi DryCo with Neat! Maglie, polo e canotte in tessuto 94% cotone e 6% spandex che assorbiranno quasi del tutto l'umidità corporea nascondendola all'esterno!

    Canottiere intime per uomo e per donna, che andranno a coprire le parti più soggette alla sudorazione, impedendo che i tuoi vestiti più eleganti o di rappresentanza vengano macchiati e t-shirt e polo che potrai indossare al lavoro e nella vita di tutti i giorni. Il tuo problema sarà finalmente risolto, come mai nessuno aveva potuto prima!

    Ti aspettiamo quindi su www.antisudore.it dove troverai la nostra competenza e disponibilità, che hai imparato a conoscere qui.

  • Il Coronavirus sta uccidendo il calcio amatoriale

    L'Italia sta ripartendo dopo essersi fermata per più di due mesi, ma il calcio amatoriale è ancora fermo, bloccato da paure probabilmente eccessive e senza alcuna proposta per ricominciare a giocare.

    Premessa

    10 marzo 2020: in Italia inizia il lockdown per evitare il diffondersi del Coronavirus. Si fermano tutte le attività, comprese quelle sportive e ci si chiude in casa, sperando che la pandemia abbia presto fine.

    Fine maggio 2020: se si escludono la Lombardia e alcune zone del nord Italia, il Covid-19 non ha fatto i danni che si temevano e molte attività sono riprese più o meno regolarmente, tenendo conto del distanziamento sociale (più o meno...) e anche della necessità di far ripartire un'economia davvero in crisi. La "fase 2" si è rivelata un successo.

    Peccato che tutto il calcio con tutti gli altri sport di squadra siano ancora in "fase 1".

    Se si escludono infatti le discipline individuali non di contatto, tutte le attività sportive che richiedano anche il contatto fisico per essere svolte non sono ancora ripartite, costringendo all'inattività tanti calciatori e tanti atleti.

    Il calcio in quarantena

    Hanno chiuso i campionati dalla D in giù, anticipando la fine della stagione e attendiamo di capire come termineranno i campionati professionistici, C compresa, dove obiettivamente vediamo complicato un adeguamento effettivo a tutte le norme di sicurezza anti contagio previste.

    Per il calcio amatoriale, a meno di improvvisare in qualche piazza, parcheggio o strada di periferia, come si faceva fino agli anni 80, la chiusura dei centri sportivi e dei loro campi in erba sintetica, fossero da calcio a 5, da calciotto o da calcio a 11, è stata improvvisa e senza alcuna ipotesi anche remota di ripresa.

    Niente più scuole calcio, fondamentali per la crescita non solo tecnica, ma anche sociale e relazionale dei bambini coinvolti, niente partite con gli amici, ottime per scaricare le tensioni dello studio e del lavoro e cementificare amicizie vere e niente tornei rivolti a chi del calcio ha fatto la propria ragione di vita indipendentemente dalle proprie capacità e dalla propria età anagrafica.

    A oggi non ci sono date che facciano pensare a una ripresa di tutto questo.

    Calcio e Covid: i pericoli

    Ma quali sono i rischi legati al campo? Il calcio è davvero così pericoloso in chiave contagio?

    Ha provato a dare una risposta motivata nel merito e documentata nei fatti l'Università di Aarhus in Danimarca, che ha analizzato i movimenti di tutti i calciatori della locale Super League (la loro serie A), per valutare un eventuale contagio durante i 90 minuti.

    Il presupposto da considerare è questo: per essere davvero a rischio contagio, è necessario restare almeno un quarto d'ora a meno di due metri da una persona infettata dal Coronavirus.

    Immaginando di avere un positivo al Covid-19 in campo con compagni e avversari a meno di un metro e mezzo da lui, quest'ultimo condividerà questi spazi con gli altri in maniera non continuativa da zero a 657 secondi (quasi 11 minuti), rimanendo ampiamente sotto i tempi critici.

    Prendendo singolarmente ogni atleta in campo, quelli più a rischio sarebbero gli attaccanti, con tempi di contatto critico intorno ai due minuti, mentre per gli altri calciatori non si arriverebbe neanche a un minuto e mezzo.

    Per i dilettanti e ancora di più per chi gioca solo per divertimento i rischi calano ulteriormente, perché si è meno veloci (e atletici) rispetto ai professionisti, riducendo di fatto i tempi di contatto e quindi il rischio.

    I Portieri

    Per gli estremi difensori i rischi sono ancora più bassi. Quasi nulli.

    Il portiere, salvo alcune situazioni di mischia sui calci d'angolo è quasi sempre isolato dal resto dei calciatori e i contatti ravvicinati sono molti meno rispetto a chi si trova a correre per il resto del campo.

    Per questo è sicuramente la persona più al sicuro, anche grazie all'uso dei guanti da portiere e eventualmente a un abbigliamento protettivo che può ridurre ancora di più il rischio di contatto con fluidi (sangue, muchi, saliva) contagiosi.

    Perché non si riparte

    Abbiamo parlato di questo con Raffaele "Clem" Clemente nella puntata di ParaTalk del 21 maggio, che vi invito a vedere qui, se avete il tempo necessario.

     

    Se non si trova un modo per evitare rischi penali a chi gestisce i centri sportivi e agli organizzatori dei tornei, in caso di contagio accertato durante una partita, nessun addetto ai lavori armato di buon senso si riassumerà la responsabilità di togliere i lucchetti dalle porte dei campi.

    Sei proposte per ricominciare

    Come Portierecalcio.it abbiamo ragionato su un modo per ripartire quanto più in sicurezza possibile, cercando il miglior compromesso tra salute e voglia di tornare a parare. Riteniamo che si possa ripartire così:

    1️⃣➡️ Chiusura degli spogliatoi fino a termine emergenza. Ci si cambia e ci si lava a casa.

    2️⃣➡️ Registrazione da parte del gestore della struttura di tutti i presenti, con nome, cognome, telefono, numero di documento di identità ed eventuale garanzia di un genitore per i minorenni. Se necessario anche la firma di una liberatoria, che faccia assumere la responsabilità di eventuale contagio a chi ha deciso di scendere in campo. Dopo 14 giorni gli elenchi andranno distrutti.

    3️⃣➡️ Niente contatti in caso di gol e niente proteste con gli arbitri. Cercate di restare lucidi e usate il buonsenso. Se si può ricominciare, giusto cercare di conservare la calma e godersi il momento.

    4️⃣➡️ Niente sputi in campo! I portieri abituati a farlo sui guanti, prendano in considerazione l'uso di una borraccia per tenere il lattice umido. Funziona meglio ed è molto più sicuro per tutti.

    5️⃣➡️ Sempre a proposito delle borracce e delle bottigliette, nessuna cessione di queste ad altri. Ognuno beve la sua e la tiene lontana dalle altre.

    6️⃣➡️ Tornando ai portieri, come scritto già sopra, utilizzo, vista la possibilità di vestirsi diversamente dai calciatori in campo, di abbigliamento coprente e protettivo, dai pantaloni alle maglie. Si soffrirà il caldo, ma meglio che stare a casa a girarsi i pollici...

     

    novità guanti da portiere;

  • l'allenamento del portiere post Coronavirus

    Il Coronavirus (o Covid-19 come lo abbiamo imparato a conoscere) ha fermato tutto il calcio dalla serie A all'ultima delle partite amatoriali. Uno scenario che non si era visto neanche durante le guerre mondiali e che ha costretto all'inattività quasi tutti i portieri nel mondo.

    Alcuni come Sportiello dell'Atalanta, Remiro della Real Sociedad, forse Reina dell'Aston Villa (qui non c'è certezza) e l'ex portiere della nazionale turca Rustu, finito anche in terapia intensiva, hanno contratto il virus, passando momenti per nulla piacevoli.

    I portieri professionisti

    Come hanno affrontato i professionisti questa pausa non voluta e ovviamente non gradita?

    C'è chi come Alex Meret ha approfittato della compagna (pallavolista) e di un giardino per mantenersi in forma e altri come Alberto Paleari costretti a fare di necessità virtù nel garage di casa, come confessato da lui nel ParaTalk dove è stato nostro ospite.

    Dilettanti e amatori

    Quasi tutti i dilettanti e sicuramente la stragrande maggioranza di chi difende i pali solo per passione hanno quindi dovuto mettere tutta l'attrezzatura a posto, dovendo attendere la fine dell'emergenza sanitaria. Continua a leggere

  • Come attivare il lattice dei guanti da portiere nuovi

    Una delle domande più comuni che ci vengono rivolte dai nostri clienti, è quella relativa all'attivazione del lattice dei guanti da portiere appena comprati su www.portierecalcio.it.

    Con questo post, spiegheremo tutte le operazioni da fare per avere già dal primo uso la massima resa dal palmo dei propri "ferri del mestiere".

    Perché attivare il lattice dei guanti da portiere

    Il lattice per essere cucito nella maniera migliore possibile alla struttura del guanto da portiere viene trattato con saponi di lavorazione e conservanti, che ne preservano la struttura e ne evitano un precoce deterioramento nei magazzini.

    Questi materiali, creando di fatto una pellicola sulla superficie del palmo, ne riducono la presa tanto che in un primo momento si potrebbe pensare a un materiale difettoso o di poco valore. Non è così.

    Il prelavaggio dei guanti, risolverà questo problema, e voi avrete la giusta sicurezza di presa sul pallone già alla prima parata.

    Programmare l'operazione

    I guanti da portiere, sia che siano nuovi, sia che siano usati, hanno bisogno di molto tempo per asciugarsi, anche perché devono stare lontani da fonti di luce (anche artificiale) e di calore, che rovinerebbero il lattice, seccandolo irrimediabilmente e compromettendone la presa.

    Attivateli quindi almeno 48 ore prima del primo utilizzo.

    Armarsi di bacinella

    Prendete una bacinella, abbastanza grande per contenere entrambi i guanti e riempitela con uno, massimo due dita di acqua possibilmente tiepida ma non calda!

    La foto all'inizio dell'articolo vi spiega bene come e cosa fare!

    Appoggiate il vostro paio con i palmi in giù, in modo che si bagnino, senza "affogare" il resto della struttura e lasciateli "riposare" così almeno mezz'ora.

    Strofinare delicatamente

    Dopo 30 minuti prendete i guanti, e strizzateli con la massima delicatezza possibile, in modo che l'acqua accumulata nella mescola porti via tutti gli additivi chimici che devono essere espulsi.

    Fatto questo strofinateli, sempre con delicatezza perché non dovete stressare eccessivamente il materiale, in modo da fare uscire ciò che è rimasto dentro.

    Sciacquare i guanti sotto l'acqua corrente

    Un passaggio veloce sotto l'acqua corrente è necessario per assicurarci che il lattice sia ormai ben pulito e "spurgato". A differenza di quanto vedo suggerito da altre parti, non vi consiglio di fare la stessa operazione sul dorso.

    Non andando a contatto diretto con il pallone (tranne che sulle respinte di pugno), mantenere additivi e conservanti sui lattici del dorso, se presenti, conserveranno più a lungo l'estetica dei vostri guanti, non facendoli scolorire e resistendo anche allo sporco dei campi peggiori.

    Asciugare con pazienza

    So che state morendo dalla voglia di mettere i guanti e di lanciarvi sul primo pallone a portata di... mani, ma ora i guanti devono asciugarsi e per farlo devono stare lontani da fonti di calore e dalla luce non solo diretta del sole, ma anche da quella artificiale.

    Pare, anche se non ho ancora una conferma scientifica, che i neon facciano gli stessi danni dell'esposizione solare, quindi adottando un criterio di prudenza, meglio fare come spiego ora.

    Prendete un vecchio asciugamano e avvolgete i guanti, in modo che i palmi non si tocchino tra loro. Tamponate con attenzione e lasciateli a riposo per un'ora.

    Fatto questo scopriteli e lasciate che completino l'asciugatura all'aria in una stanza buia o all'aperto in una zona dove non arrivi luce diretta del sole.

    I guanti sono pronti!

    Se avete eseguito tutte le operazioni che ho scritto qui sopra, i vostri guanti saranno pronti all'uso e daranno il loro massimo. Non vi preoccupate se dovessero essere ancora leggermente umidi. Sarà un bene per il lattice che non avrà bisogno della classica veloce passata sotto la doccia, prima di andare a difendere i pali.

    novità guanti da portiere

  • Cinque ottimi guanti da portiere sotto i 60 euro!

    Trovare degli ottimi guanti da portiere sotto i 60 euro non è facile e con questo post vogliamo aiutare tutti i nostri clienti, indicando loro cinque ottimi modelli da acquistare e utilizzare in partita, senza doversi per forza spendere cifre vicine al centinaio di euro.

    Come trovare guanti da portiere a buon prezzo

    Su Portierecalcio.it è già possibile, attraverso la selezione del nostro menù interattivo selezionare i guanti in questa fascia di prezzo, cosa che potete fare automaticamente cliccando qui.

    Nonostante questo, in questo post punteremo l'attenzione su quelli che consideriamo al momento i cinque migliori guanti per i portieri in quella fascia di prezzo!

    Questa guida è rivolta anche a quelle persone che, volendo fare un regalo a un amico (o un'amica) portiere, non abbiano la minima idea sul come scegliere il prodotto giusto. Veniamo in vostro aiuto! Continua a leggere

  • Come contattare facilmente Portierecalcio.it

    Per chi non ci conosce

    Portierecalcio.it è un e-commerce nato nel 2008 e specializzato nella vendita di guanti da portiere, abbigliamento tecnico e protezioni.

    Ci prendiamo cura di tutti i tipi di numeri 1, dal professionista all'estremo difensore capitato per caso tra i pali per una partita con gli amici. Ognuno ha le sue necessità e richieste specifiche e il nostro compito sta proprio nel riuscire a consigliare e indirizzare verso i prodotti maggiormente indicati.

    Le informazioni sui prodotti in vendita

    Ogni prodotto che vendiamo, ha la sua scheda dettagliata (esempio) con indicato il prezzo, misure disponibili, foto, video, informazioni tecniche e recensioni dei clienti.

    Ci prendiamo cura di ogni scheda, cercando di inserire quanto necessario per consentire a chi visita il sito di poter comprare consapevolmente, scegliendo i guanti, la maglia o il sottopantaloncino più adatto alle proprie esigenze del momento.

    Capita però che alcune persone, soprattutto quelle che ancora non ci conoscono, preferiscano un contatto diretto per chiarire alcuni dubbi, soprattutto quando indecisi sulla taglia da prendere o su un confronto tra un articolo e un altro simile.

    A questo problema, vengono in aiuto due pagine specifiche che abbiamo creato e sono state di aiuto per migliaia di persone:

    Continua a leggere

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