Il blog di Portierecalcio.it

  • I guanti indossati da Romero in Europa League

  • Numero 1 e numero 12 nelle scuole calcio. Come curare il loro rapporto.

    18575811_1865208947135379_458386429_oSi ringrazia Max Pirotta per l'amichevole concessione del post.

    Porre attenzione al rapporto che si instaura tra la coppia di portieri è estremamente importante perché troppo spesso si rischia di incappare in una cattiva gestione della coppia.

    Tra i compiti del preparatore c'è anche quello di fare da collante ed evitare che si verifichino situazioni di attrito.

    Non è sufficiente mettere in squadra due ragazzi bravi a livello tecnico e basta. È necessario andare oltre e l'allenatore difficilmente riesce a curare anche questo aspetto perché ha una rosa molto ampia e il suo compito è ben altro.

    egotiko spines bianco

    Per questo motivo io, in primis, in quanto preparatore so di dovermi prendere cura di questo aspetto: cerco di capire come agire nei confronti di ciascuno dei due portieri e mi adopero per creare un clima sereno ad ogni allenamento e ad ogni partita. Il momento in cui il mister comunica le formazioni, per esempio, è piuttosto delicato poiché, se tra i ragazzi non vi è un buon rapporto, potrebbero avere inizio litigi e screzi.

    Durante la sessione di allenamento è importante capire se i due portieri si aiutano tra di loro o meno: quello è già il primo segnale che dimostra il fatto che qualcosa tra di loro non funziona a dovere.

    Mentre si cambiano non scambiano mai neanche una parola? quello è un'altro segnale a mio parere da non sottovalutare. Non esistono soluzioni precise per gestire questa situazione, ogni preparatore dovrebbe agire impegnandosi anche sul carattere e sulla psicologia dei ragazzi che ha davanti, con l'obiettivo di evitare che quel numero 12, se viene dato per due partite o tre di fila, non pesi cosi tanto.

    abbigliamento bambino portiere

    Un aspetto che tengo anche ad evidenziare è l'importanza della gestione di questi stessi aspetti psicologici da parte dei genitori: talvolta in famiglia si parla troppo poco di tematiche davvero importanti, come il bullismo, o ci si ferma alla superficie di alcuni aspetti importanti nella vita del ragazzo, come ciò che accade in campo o in spogliatoio.

    Infine un rischio ancora maggiore è quello di far percepire al ragazzo un atteggiamento critico e negativo nei confronti degli altri e, nello specifico i riferisco proprio alla coppia di portieri. In casa non si dovrebbe parlar male, come spesso capita, del compagno di squadra del figlio perché i messaggi che ne trarrà saranno:

    * i miei genitori mi dicono questo. Hanno ragione;
    * io non posso essere amico di uno che non mi permette di giocare o che mi crea problemi;
    * io sono più bravo, lo dicono anche i miei genitori.

    Niente di più sbagliato! I ragazzi si dovranno trovare dentro ad uno spogliatoio con un clima sereno, concentrato e serio.

    Ci dovrà sempre essere un dialogo con presenti tutti i portieri facendo capire che parlare confrontandosi e dialogare è la cosa migliore.
    Insomma potrei andare avanti per ore ma il concetto finale di questo mio pensiero è che non basta allenare soltanto tecnicamente i ragazzi e non guardare che sangue scorra tra di loro.

    Una buona squadra ha bisogno di due portieri che siano sulla stessa onda, competitivi tra di loro, questo si e può fare solo bene, ma con rispetto tra le parti.

    L'armonia tra loro è il primo mattone da mettere per arrivare a grandi risultati.


     

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  • Perché i guanti di Buffon hanno il logo coperto?

    Buffon puma censura

    Direttamente dall'impresa compiuta allo Juventus Stadium contro il Barcellona possiamo vedere questa foto scattata a Gigi Buffon, mentre esulta dopo un gol segnato dai suoi compagni di squadra.

    Come si vede chiaramente nell'immagine il logo della Puma sugli EvoPower Grip 2.3 da lui indossati, è stato censurato, con dello scotch nero che ne ha coperto il tradizionale marchio.

    Questo ha fatto pensare a numerosi appassionati che i rapporti tra il portiere bianconero e della Nazionale italiana e l'azienda tedesca che lo sponsorizza da anni si fossero bruscamente interrotti.

    Non è assolutamente così. I rapporti tra Buffon e la Puma sono più che ottimi.

    Cosa è accaduto allora?

    Se analizziamo il regolamento UEFA alla pagina 36, vedremo che gli identificativi commerciali presenti sul dorso dei guanti non devono superare i 20 centimetri quadrati in totale (regola 52.01).

    I loghi presenti sul dorso di queste collezioni Puma, superano la superficie consentita ed ecco spiegate le censure.

    Ci meravigliamo del fatto che Puma, come già fatto in passato, non abbia dotato Buffon di appositi guanti con un logo più piccolo e a norma, ma dobbiamo anche riconoscere che l'attenzione mediatica riservata all'episodio è stata alta, tanto che non siamo i primi a parlarne (ma lo siamo a farlo con cognizione di causa e un occhio al regolamento ufficiale...).

    Che se ne parli bene o se ne parli male, l'importante è che se ne parli ed effettivamente in questo caso è andata proprio così.


     

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  • La rivoluzione Reusch per i guanti da Futsal

    futsal 34 blogGuanti da portiere e calcio a 5 sono un binomio sempre meno comune per chi difende i pali della porta piccola. Ciò è dovuto all'interpretazione moderna del ruolo, che vuole il numero 1 come parte attiva dell'azione offensiva.

    Giocare sempre più spesso a mani nude per migliorare la sensibilità sul pallone a rimbalzo controllato al momento del rilancio per molti è una scelta obbligata.

    Mani nude quindi e tanto taping protettivo su dita sempre più sollecitate e martoriate da grandi e piccoli traumi, che alla lunga finiscono per condizionare non solo durante partite e allenamenti, ma anche nella vita di tutti i giorni.

    Noi, in tutta onestà, non siamo tanto entusiasti di questa piega, e abbiamo spesso sollecitato i grandi marchi a pensare a qualcosa che migliorasse l'esperienza in campo degli estremi difensori.

    Reusch ha finalmente fatto un bel passo avanti creando quest'anno la prima linea interamente dedicata al futsal con ben quattro modelli diversi per accontentare tutti e fornire così un'ampia possibilità di scelta in base alla propria sensibilità.

    Sensibilità appunto, perché non troverete lattice sul palmo (a parte il modello a mezze dita più tradizionale) ma silicone e per rendere ancora più attillata la calzata, oltre all'uso della lycra come tessuto, è stato eliminato il cinturino, fermando il guanto esattamente dove termina la mano.

    Non mi dilungo ulteriormente e passo direttamente alla presentazione dei guanti.

    futsal proFutsal Pro: è la versione intera della collezione. Copre tutte le dita ed è l'ideale per chi abbia avuto traumi alle falangette.

    futsal pro 34Futsal Pro 3/4 SFX: scopre solo la punta delle dita, proteggendo il resto della mano. Un ottimo compromesso tra protezione e sensibilità in fase di rilancio.

    sala pro mezziFutsal Pro SFX: il mezzo guanto classico e leggerissimo. E' come parare a mani nude, proteggendo però il palmo delle mani. Due piccoli inserti alla base di medio e anulare proteggono le due dita più sollecitate.

    sala sgFutsal SG SFX: l'unico modello dei quattro ad adottare sia il lattice SG Soft Grip sul palmo, sia un cinturino sul polso. La soluzione più tradizionale per chi non vuole rinunciare al palmo classico pur utilizzando un mezzo guanto.


     

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  • Quanto è importante il grip dei guanti da portiere

    portiere erroreQualche giorno fa, io e Francesco abbiamo giocato una partita in condizioni abbastanza complicate. Il campo viscido, bagnato da una pioggia sottile e continua. Il pallone era nuovo, ma uno di quelli di scarsa qualità, leggero e duro, ma soprattutto, ancora rivestito di quella patina lucida, che assieme all'acqua, lo rendeva viscidissimo.

    Chiunque giocasse, aveva problemi a controllare il pallone. E più passava il tempo, più difficile diventava. Gli stop si trasformavano in tentativi di controllo e le volte che il pallone schizzava a vuoto, erano sempre più frequenti.

    E noi in porta? Nonostante avessimo due paia di guanti tra i migliori in vendita sul nostro sito, abbiamo avuto difficoltà a controllare il pallone. Ogni gesto doveva essere compiuto con attenzione, proteggendo con il corpo la parata, pena l'errore.

    Il risultato? Diverse incertezze e tre gol con evidenti responsabilità. Il primo dovuto a una respinta difettosa con pallone schizzato verso un avversario; il secondo dovuto a una presa inefficace su un tiro lento e facilmente controllabile in condizioni normali; il terzo da circa 25 metri, con il pallone che ha preso velocità con il rimbalzo a pochi metri dalla porta.

    Il rientro negli spogliatoi, è stato accompagnato da numerosi commenti sulla qualità del pallone. Tra di noi, abbiamo dato la colpa alla palla, inadeguata per le condizioni, ma comunque non sufficiente per giustificare i tanti errori.

    Il conciliabolo tra fratelli è proseguito in auto, sino a quando Francesco ha pensato che fosse necessario scrivere un articolo che cercasse di spiegare concretamente quale debba essere la fuzione del "Grip" dei guanti.

    Una parola dai tratti magici. Il Sacro Graal dei portieri, a cui molti si affidano senza aver ben chiaro il suo reale significato. Continua a leggere

  • Genitori e scuole calcio - Intervista a Max Pirotta

    pirottaMax Pirotta è un preparatore dei portieri che ha imparato a farsi apprezzare in rete sia per i contenuti video postati sulla sua pagina Facebook, sia per la particolare attenzione rivolta a donne (allena i portieri del Milan Ladies - Serie B Femminile), sia per la gestione dei bambini grazie alla Cosov Goalkeeper Academy (presso la Cosov Villasanta - Scuola Calcio Ac Milan) e la Academy All Soccer (accademia di tecnica individuale).

    Lo abbiamo disturbato in questa chiacchierata per fare il punto della situazione su un argomento abbastanza spinoso. Il rapporto tra i genitori dei bambini, che si dilettano con i primi calci (e soprattutto le prime parate) e le scuole calcio che li ospitano.

    Portierecalcio.it: Ciao Max, iniziamo cosi, cosa ne pensi di quello che succede fuori dal campo e del comportamento dei genitori tramite la tua esperienza personale?

    Max Pirotta: Innanzitutto vi ringrazio per l’interesse che dimostrate nei confronti della mia opinione.

    Credo che l’argomento genitori, in generale, sia un argomento molto delicato.

    Ci sono tre diverse categorie di genitori: quelli che sono lì davvero per il loro figlio e che riempiono il bambino di attenzioni e sorrisi sia che commetta un errore o meno. Poi ci sono quelli che stanno molto in disparte e che si confrontano sull’andamento della partita con altri genitori sempre con discrezione e moderazione, limitando anche le loro discordanze tecniche. Infine c’è chi va alla partita per urlare “FALLO!” oppure “OH ARBITRO MA CI VEDI?”, non avendo capito peraltro che nei piccini esiste l’auto arbitraggio. Lo scopo del genitore non può e non deve essere fare cose impensabili come , nei casi più estremi, arrivare alle mani con altri genitori o criticare arbitri, allenatori o compagni di squadra, né fare polemiche.

    P: Che rapporto hai con i genitori dei portieri che alleni e come pensi un preparatore si debba porre nei loro confronti?

    M: Oserei definirlo SPLENDIDO e non perché qualcuno dei genitori leggerà questa intervista ma perché in oltre 10 anni che alleno non ho mai avuto problemi con nessuno dei genitori. Forse sarà anche per il modo con cui mi pongo io verso questi ultimi e verso i miei “puffi” ma, forse, fino ad ora sono anche stato molto fortunato per il tipo di persone che ho incontrato.

    Tutto questo mi fa arrivare nei posti dove lavoro con il sorriso e con molta serenità.

    Il mio telefono per loro può squillare anche a mezzanotte… perché i problemi dei ragazzi possono anche arrivare dopo l’allenamento o la partita: ritengo di doverci essere sempre, tengo a garantire la mia presenza per loro.

    P: Secondo te alcuni di essi sfogano le loro pulsioni sui figli?Cosa pensi si debba fare?

    M: Assolutamente si… Alcuni genitori inconsciamente vogliono far arrivare il figlio dove loro non sono potuti arrivare. Oppure capita che l’amore per i figli diventi cieco, e questo per certi versi posso capirlo pur non essendo padre, e che venga persa l’obiettività, lo spirito del gioco e il senso della crescita dei ragazzi come singoli e come squadra all'interno di una società. Il rapporto con i genitori va costruito esattamente come si fa con quello dei ragazzi, creando fiducia, non facendo mai mancare l’informazione, chiarendo gli obiettivi e i percorsi: in questo modo è possibile garantire il pieno supporto e rispetto da parte dei genitori.

    Inoltre riguardo alla diatriba comune che riguarda il senso di “proprietà” che hanno le società sui ragazzi e che spesso si scontra con i genitori, vorrei citare il post di un amico e collega, Marco Bertossi, della scuola portieri Aiap Molinello: non si ha più il tempo di aspettare l’evoluzione del ragazzo. Appena si vedono i primi risultati……DI CORSA VERSO UNA GROSSA SQUADRA.

    Il processo dovrebbe essere più graduale ed è necessario che il genitore impari a riporre fiducia in chi ha in mano il proprio figlio. Quest’ultimo avrebbe così modo di crescere e, in futuro, contribuire insieme ai propri genitori alla scelta della squadra futura.

    P: Il ruolo del portiere è molto delicato, quanto pensi possa pesare il fattore psicologico anche a quell'età? 

    M: Rilasciai tempo fa un parere su questo… e qui ribadisco che secondo me per almeno il 50% bisogna lavorare duramente anche fuori dal campo curando le dinamiche dello spogliatoio e gli aspetti psicologici ancora prima di entrare a lavorare sulla parte tecnica.

    Analizzare con loro le partite del sabato, sentire secondo loro come mai hanno subito quel gol e vedere la loro reazione, farsi dare da loro una valutazione globale della partita e sopratutto sulla loro prestazione comunicativa è un aspetto importantissimo per far crescere un portiere.

    Un portiere di 9-10 anni deve già iniziare a parlare e urlare con la propria squadra dicendo sempre le cose giuste e senza mai arrivare al punto di “sgridare” i compagni.

    Inoltre il fatto di urlare e gridare aiutando la squadra con marcature e ordini, aiuta anche l’autostima e il fatto di “buttare fuori” lo stress che si accumula in partita.

    Poi giocare molto alti, come spesso richiedono i mister è anche quello un modo di prendere confidenza con il campo.

    P: Quali caratteristiche deve avere un preparatore sopratutto nell'attività di base?

    1. Sapere nel dettaglio cosa si sta facendo quindi conoscenze, esperienza, formazione e tecnica.
    2. Comprensione e pazienza
    3. Essere comunicativo

    P: Come vedono i bambini la figura del loro preparatore secondo te?

    M: Come mi vedono i miei? Forse come un fratello maggiore che vuole solo il bene per loro da un lato, ma dall'altro vuole e pretende ad ogni allenamento il massimo.

    Ho sviluppato un buon equilibrio tra l’essere comprensivo e il fatto di non lasciarne passare tante.

    Forse mi vogliono bene anche per questo!

    P: Sappiamo che sei molto attivo anche durante le partite, come mai hai preso questa scelta?

    M: Ho fatto questa scelta perché sia nelle partite dell’attività di base che nell'accademia di tecnica individuale dove lavoro, il mio supporto nella parte situazionale deve esserci: non lascerei soli i ragazzi al momento della “prova del nove”.

    Lo faccio anche perché vedo nei loro occhi una sicurezza maggiore quando sono lì: d’altra parte sono sempre bambini.

    Ci avete mai fatto caso al fatto che loro chiedono sempre se ci sia qualcuno che li conosce a guardarli mentre fanno qualcosa in cui sono bravi?

    Vogliono dimostrare e ci mettono cosi tutto l’impegno del mondo per farti vedere: “GUARDA COSA SO FARE!”, difatti ogni volta che fanno un bel intervento il primo sguardo è sempre rivolto a me.

    Inoltre assistere attivamente alle partite mi serve per capire nel dettaglio come si comportano per poi sapergli dire se c’è qualcosa che non va e come correggerlo.

    E comunque tra il primo e il secondo tempo e tra il secondo e il terzo sono felici di avermi li per dei consigli utili rispetto alla partita che stanno svolgendo.

    P: Per un bambino che si allena in porta è importante anche proteggere il proprio corpo al fine di evitare traumi e botte. Cosa consigli ai giovani portieri per non tornare a casa pieni di lividi e graffi?

    M: Importante è saper cadere e non tornare a casa con contusioni o ferite.

    Quindi certamente fondamentale è imparare la tecnica ma altrettanto lo è l’indossare il giusto abbigliamento e le corrette protezioni.

    Faccio un esempio, nel periodo tra la primavera e l’estate quando la temperatura si alza, vediamo quei poveri portieri che fanno dei tornei della durata anche di 4 ore con addosso maglie che creano una temperatura interna altissima… perché di un materiale di diverso tempo fa e non c’è voglia ne attenzione di guardare questo aspetto… insomma a volte stiamo attenti al logo da mettere sulla maglia e poi li facciamo giocare con un abbigliamento non adeguato alla stagione.

    A questo bisognerebbe sempre fare attenzione. Sarebbe poi bello, oltre che utile, vederli con para-gomiti e para-anche (ho visto quelle marchiate Storelli che sto sinceramente consigliando a tutti per la qualità del prodotto) e/o con pantaloni a 3/4 che facilitano di più il movimento pur facendo l’esatto lavoro di quelli lunghi.

    P: Ringraziamo Max per il tempo concessoci e invitiamo tutti i preparatori interessati a contattarci, se vogliono discutere di questi e altri argomenti sul nostro blog.


     

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  • Quanta differenza fa mezza misura in un guanto da portiere?

    guanti portiere grandiCome sapete, se ci visitate o siete nostri clienti, la scala di misura di un paio di guanti da portiere è numerica e parte dalla 4, arrivando alla 11 e in alcuni casi anche alla 12 (immaginate le mani...).

    Le misure junior corrispondono (quasi) sempre al range tra 4 e 7, mentre le misure da adulto partono dalla 8 e arrivano alla 11.

    Salvo alcuni casi (come per esempio Rinat), le aziende tendono a produrre anche una misura intermedia tra un numero e l'altro per fare sì che il portiere possa scegliere il guanto che sia più comodo una volta indossato.

    Troverete quindi, come succede su Portierecalcio.it la 7,5, la 8,5, la 9,5 e la 10,5.

    C'è molta differenza di calzata tra una mezza misura e una misura intera? In tutta onestà la risposta è "Nì".

    Salvo che per i modelli più costosi, confezionati con precisione maniacale, sui modelli meno cari la mezza misura in più presenta pochissime differenze rispetto a quella intera. Per esempio, se indossate un guanto misura 8 e successivamente un guanto misura 8,5, non noterete alcuna differenza di calzata. I guanti sembreranno perfettamente uguali.

    Discorso diverso se dalla 8,5 passerete alla 9. La differenza la avvertirete, perché la struttura del guanto sarà più grande.

    Cosa vogliamo spiegarvi con questo ragionamento?

    Mezza misura in più sulla stessa taglia non fa praticamente differenza. Mai!

    Se poi si tratta di guanti dotati di stecche, potreste indossarli tranquillamente anche di una misura più grande, perché le protezioni alle dita compenseranno i millimetri in più su ogni dito.

    Non state quindi a preoccuparvi, a meno che non giochiate a calcio a 5 in maniera agonistica con i guanti interi (in questo caso il discorso cambia radicalmente), di scegliere una misura perfetta, magari non comprando un guanto che vi piace perché non c'è la vostra taglia disponibile, ma andate tranquillamente su una mezza misura in più o addirittura una intera sugli steccati.

    Io personalmente indosso una 9, ma molto spesso ho indossato senza problemi la 9,5 o addirittura la 10. Non ho avvertito fastidi particolari, perché le differenze erano minime o addirittura nulle.

    Ricordatevi sempre: dovete bloccare un pallone, non fare un'operazione chirurgica di precisione. ;)

    Se volete misurare la vostra mano, abbiamo un'apposita guida che potete immediatamente consultare.


     

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  • Donnarumma deve rinnovare con il Milan?

    Donnarumma bacia lo stemma del MilanGianluigi Donnarumma, a soli 18 anni, è già diventato uno dei pezzi pregiati del calciomercato. Una sola stagione è bastata per confermare le enormi potenzialità già espresse sul campo e gli ampi margini di crescita dovuti all'ancora giovane età, lo candidano all'elite mondiale nel suo ruolo nei prossimi anni.

    Milanista e portiere del Milan. Una storia che potrebbe già concludersi qui con il lieto fine. Eppure, le difficoltà societarie non ancora dissolte, rendono il rinnovo del contratto, in scadenza a giugno 2018, non semplice come sembrerebbe.

    E il suo procuratore? Ebbene sì, è proprio il peggior interlocutore che l'attuale o nuova dirigenza possano avere: Mino Raiola.

    In tempi non sospetti, Raiola, intervistato dal Corriere dello Sport, definì Donnarumma un Modigliani, spingendosi anche a spiegare la sua visione: «Gianluigi è come la tela bianca sulla quale un artista dà la prima pennellata, poi la seconda, la terza e così via. E dal nulla nasce un capolavoro. Ecco, Donnarumma è un capolavoro che diventa più bello giorno dopo giorno. Ha 17 anni, però, ha la maturità di un veterano, cerca di migliorarsi in ogni allenamento, è un ragazzo molto serio e molto bene educato. Si ricordi ciò che le dico oggi: Donnarumma può diventare il portiere più forte del mondo».

    Ora, nel momento in cui scrivo, la situazione non è ancora sbloccata. C'è un tacito accordo per tenere la situazione in sospeso sino all'agognato closing. Ci sarebbe un preaccordo sulla base di 50 milioni di euro lordi in cinque anni. Una cifra congrua per gli standard attuali a cui ci siamo abituati e che andrebbe certamente vista al rialzo nel corso degli anni, come ormai accade consuetudinariamente con i giocatori più richiesti dai top club. Continua a leggere

  • Abolire i campi da calcio in terra battuta

    Non sarà un post che piacerà ai romantici di un certo tipo di calcio, ma avendo a che fare con tantissimi nostri clienti, che giocano su questi campi, non possiamo non considerare le condizioni in cui versano i terreni in terra battuta presenti in Italia.

    Bisogna fare una premessa, prima di spiegare la nostra proposta.

    L'area piccola è una delle zone di campo più calpestate e sollecitate durante allenamenti e partite. E' anche il posto dove il portiere effettua il maggior numero di tuffi e cadute.

    Questo porta a un compattamento progressivo della superficie, che anche con la regolare manutenzione finisce per indurirsi, diventando una vera e propria lastra di pietra, che a lungo andare mette l'estremo difensore in condizione di infortunarsi anche seriamente.

    L'utilizzo di maglie, pantaloni e protezioni specifiche, come quelle che vendiamo sul nostro store, prevengono e riducono i traumi a cui i numeri 1 vanno incontro, ma nel XXI secolo non è più possibile, considerando i manti artificiali sempre meno abrasivi e le miscele di erba naturale specifiche per lo sport, resistenti anche ai climi più secchi, poter giocare una partita in queste condizioni.

    So benissimo che l'edilizia sportiva è ancora, soprattutto nel sud Italia in mano pubblica e questo limita l'ammodernamento o addirittura la manutenzione ordinaria di stadi e campi (come succede in foto a Messina, che qualche anno fa giocava in serie A...), ed è per questo che spero che l'iniziativa privata si dia da fare per risolvere il problema.

    Nel frattempo noi con Portierecalcio.it saremo sempre a disposizione per aiutarvi a parare in sicurezza e lo faremo con tutta la passione e attenzione che abbiamo sempre dedicato al portiere.


     

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  • Perché i portieri vestono completi di un solo colore?

    Riceviamo dai nostri clienti molte domande sui nostri prodotti in vendita, ma anche su altri argomenti, tra i quali le abitudini dei portieri professionisti. Richieste che spaziano dai guanti da portiere, alle scaramanzie e modi di fare, sino ad arrivare ai completi indossati in partita.

    E' nostra abitudine rispondere a tutte queste domande. Pur se non direttamente collegate agli acquisti, da appassionati ci piace condividere queste informazioni quando possibile.

    C'è, però, una domanda che abbiamo ricevuto più volte e merita di avere una risposta più completa, direttamente sul blog.

    Perché i portieri vestono completi di un solo colore?

    Maglia, pantaloncini e calzettoni sono quasi sempre di una tonalità identica. Magari qualche dettaglio grafico rompe un po' la monotonia, ma per i numeri 1 in campo, i completi a tinta unita sono un must da più di qualche stagione.

    C'è una ragione precisa dietro? La risposta è no. E' solo moda.

    Potremmo scrivere che questo aiuta a distinguere l'estremo difensore guardando la partita in televisione, ma con l'alta definizione è ancor meno difficile individuare il portiere in mezzo a compagni e avversari. Il pantaloncino nero ogni tanto rispunta fuori, ma è un caso molto raro e legato più ad abitudini di chi li veste (come fa spesso Kasper Schmeichel del Leicester).

    Le cose cambieranno in futuro?

    E' possibile, anche se non è dato sapere quando. Le grandi aziende, a parte le storiche Uhlsport, Adidas e Reusch, purtroppo trascurano le linee di abbigliamento dedicate a chi difende i pali e per vedere un po' di fantasia in più dobbiamo rivolgerci a Rinat. Ciò però non toglie che in futuro le cose possano cambiare, esattamente come hanno successo in questi ultimi venti anni.

    L'unica regola da seguire, dettata dalla FIFA è: non più di tre colori sul completo, dettagli a parte.

    Noi nel frattempo continuiamo a rimpiangere i primi anni novanta... :-)


     

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